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Il cuore di questo progetto europeo, finanziato dalla Commissione Europea e ricadente nel programma ERASMUS + rientra nell’ azione individuata dalla stessa CE come KA122-ADU – Short-term projects for mobility of leaners and staff in adult education.

eu_funded_enL’Associazione Comunità Progetto Sud (CPS) mira a garantire una formazione continua dei suoi dipendenti attraverso l’opportunità di Job shadowing, grazie al programma Erasmus. Questa esperienza favorisce l’apprendimento di una vasta gamma di nuove competenze e lo sviluppo personale e professionale dei propri dipendenti. CPS ha, quindi, intenzione di cooperare con enti del terzo settore, enti formativi o istituzioni pubbliche di altri paesi dell’Unione Europea, i quali lavorino sulle tematiche della coesione sociale, e dai quali poter apprendere, nonché con i quali sviluppare nuove collaborazioni future. Le organizzazioni partner dovranno essere enti con esperienza nella tutela, nel supporto, nell’inclusione e partecipazione delle categorie più fragili della popolazione, che abbiano sviluppato strategie e metodologie di intervento particolarmente innovative e che stiano affrontando i cambiamenti e le sfide attuali, cercando di trovare soluzioni e risposte adeguate ai bisogni dei beneficiari.

Comunità Progetto Sud è, in particolare, interessata ad organizzare attività di job shadowing con enti che si trovino nei seguenti paesi: Germania Grecia, Romania e Spagna. La collaborazione con organizzazioni operanti in questi paesi darebbe l’opportunità ai dipendenti dell’associazione di migliorare le competenze sui seguenti temi: – Supportare e favorire l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti svantaggiati, quali migranti, persone con disabilità e tossicodipendenti: apprendere metodologie e strategie di intervento innovative sia tecniche che organizzative di presa in carico dei soggetti e di tutela e supporto; apprendere procedure e prassi adottate all’interno dei paesi dell’Unione Europea; permettere uno scambio su buone pratiche, nonché trovare insieme soluzioni alle difficoltà affrontate dalle diverse organizzazioni; – Formazione: apprendere metodi e strategie innovative per la formazione professionale, formale e non formale; apprendere metodi e tecniche di management di un Servizio per il lavoro e processi di inclusione sociale lavorativa di fasce svantaggiate; apprendere e sperimentare tecniche di orientamento per fasce svantaggiate; in particolare, sarebbe interessante, in seguito, cooperare per sviluppare delle collaborazioni con enti che garantiscano, innanzitutto, la riqualificazione del proprio staff, migliorando le competenze e aumentando le opportunità di crescita professionale, e di conseguenza, perfezionando anche i servizi offerti dall’organizzazione stessa. Inoltre, le organizzazioni partner dovranno essere disposte non solo a permettere una formazione dello staff di CPS, ma anche a confrontarsi e condividere buone pratiche, strategie, metodologie, come pure difficoltà, e nuove idee da sviluppare al fine di cooperare per costruire collaborazioni che possano avere anche dei risvolti che vadano oltre il programma Erasmus, ma che possano essere proseguite in altri programmi Europei.

La nostra scelta europea

La scelta di implementare i percorsi formativi attraverso la partecipazione al programma Erasmus nasce dal fatto che
l’associazione, formata da diverse aree di intervento, si sta ingrandendo sempre più. Di conseguenza, l’ufficio Scuola del Sociale, il quale si occupa della formazione e del servizio per il lavoro, ha deciso, insieme alla direzione, di voler dare la possibilità al proprio staff di approfondire ed affrontare specifiche nozioni e tematiche, rispetto alla propria attività professionale, in un processo di apprendimento alla pari con i colleghi di altri paesi europei. Questa riflessione nasce anche dal fatto che precedenti esperienze di job shadowing, sviluppate grazie ad altri programmi, hanno avuto un forte e positivo impatto, sia a livello formativo dei singoli dipendenti che ne hanno preso parte che, in generale, sull’organizzazione e sulle attività offerte ai beneficiari. In particolare, sono stati organizzati degli scambi, riguardanti la tematica dell’accoglienza e dell’inclusione di migranti, nonché della lotta allo sfruttamento lavorativo e sessuale, grazie alla CEI e al progetto “RIGHT WAY – Building integration pathways with victims of human trafficking”, finanziato dalla Commissione Europea, dal programma AMIF. Queste esperienze hanno anche garantito lo scambio di buone pratiche e lo sviluppo di metodologie e strategie di intervento ad hoc che, in seguito, sono state diffuse all’interno dell’associazione e messe in pratica per rispondere ai bisogni dei beneficiari.

Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

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