Il fenomeno del gioco d’azzardo ha assunto nel nostro paese una dimensione e una multiformità inquietanti. I danni sociali e sanitari sono sempre più pesanti, coinvolgendo singoli e famiglie, soprattutto tra le fasce deboli, più vulnerabili ai messaggi di ‘vincite facili’ propagandati dai promotori dei giochi. Ma non dobbiamo dimenticare il ricorso all’usura che caratterizza diverse storie di dipendenza dal gioco d’azzardo e, soprattutto, una infiltrazione criminale e mafiosa estremamente rilevante, dai livelli più alti alla semplice gestione di sale giochi e fornitura di ‘macchinette’. Una situazione che possiamo affrontare solo con una normativa, nazionale e regionale, adeguata e rigorosa, e costruendo reti sui territori che uniscano istituzioni, società civile organizzata, parrocchie e circoli, semplici cittadini nel contrasto ai rischi provocati dall’azzardo.

Nel 2017 una indagine avviata grazie ad un progetto con il CNCA in quattro scuole superiori di Lamezia Terme ci ha fornito dati reali dai quali abbiamo avviato il lavoro.
12 unità su 100, tra cui molti minorenni, hanno dichiarato di spendere più di 500€ a settimana in giochi vari e che circa il 25 % gioca più di quanto vorrebbe.

Da questi indicatori si parte per intervenire sicuramente nella cura e riabilitazione di chi è già diventato giocatore patologico, ma soprattutto ad organizzare politiche di contrasto che limitino i luoghi del gioco d’azzardo.

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