Comunità Luigi Monti. Presidio di welfare da difendere
Comunità Luigi Monti, in Calabria, vuol dire servizi di comunità per minori, quelli più fragili e più in difficoltà. Vuol dire punto di riferimento nella Piana di Gioia Tauro, a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, per quelle situazioni sociali a rischio che da 90 anni trovano un riferimento competente e consolidato. Una risposta concreta ad un bisogno sociale. Ma nel corso degli ultimi mesi, ritardi nei pagamenti delle rette da parte delle Istituzioni, hanno messo a rischio le prestazioni e paventato la chiusura dei servizi educativi della Comunità Luigi Monti.
Un problema che ha investito di responsabilità Cittadini e Istituzioni locali e regionali, Enti di terzo settore che si sono stretti in una pacifica iniziativa pubblica: Radici e orizzonti, portata avanti con un comitato spontaneo a difesa della Comunità Luigi Monti.
«Ospitiamo 20 minori in forma residenziale e 10 in forma diurna, ma la sua azione di accoglienza si rivolge anche a nuclei familiari e a giovani adulti che necessitano di supporto per avviare una propria autonomia di vita». – Fratel Stefano Caria, responsabile della Comunità Luigi Monti, racconta la vita e le aspettative che in Comunità si generano e si sono generati in questi lunghi anni di attività.
«Quasi tutti i minori che accogliamo provengono da contesti familiari e sociali molto complessi pertanto il nostro intervento si rivela strategico è necessario per poter far sì che questi minori possano o rientrare in contesti familiari positivi e adeguati oppure avviarsi verso una propria autonomia di vita. Negli anni abbiamo potuto vedere come i ragazzi o le ragazze accompagnati in maniera strutturata e professionale hanno potuto ricostruire il proprio sé e prendere consapevolezza dell’importanza di vivere la vita in maniera Positiva e nel rispetto delle regole della società. La comunità è quel contesto di vita che può accompagnare questi ragazzi e ragazze a poter riconoscere negli adulti non più e non soltanto delle persone negative, ma quelle guide che li devono educare e accompagnare verso il proprio progetto di vita: e questo lo notiamo proprio dal cambiamento del loro sguardo, inteso in senso fisico. infatti è molto interessante, ma soprattutto è molto bello vedere come cambia lo sguardo, come cambiano i loro occhi da quando arrivano in comunità a quando escono».

«Sicuramente radici e orizzonti ci ha dimostrato che coinvolgere la gente, la popolazione, e tanti amici e altre associazioni è la strada per dimostrare quanto sia importante occuparsi dei più fragili. Ora tocca alla politica e a tutti gli altri organi decisori compresi anche i servizi sociali degli ambiti territoriali mettere in risalto l’importanza di valorizzare e favorire lo sviluppo di contesti formativi e accoglienti».