DONNE, FINANZA, ETICA: SOSTANTIVI FEMMINILI 

di Maria Pia Tucci

«La finanza etica è un progetto di vita, perché coniuga il denaro alle scelte di giustizia, alle scelte di pace». Francesca Fiorentino è la responsabile amministrativa della Comunità Progetto Sud. Ha a che fare con i numeri, come dice lei, da circa 35 anni. Con un piede nelle dinamiche aziendali e un impegno personale nel mondo del volontariato sociale, inizia la professione contabile e poi si avvicina al no-profit per arrivare alla Comunità Progetto Sud nel 1999.

Nella sua esperienza professionale c’è anche Banca Etica, Comunità Progetto Sud è infatti tra i soci fondatori di dell’Istituto bancario che nasce proprio nel 1999.

E poi c’è l’impegno per il contrasto alla violenza di genere e la sua presidenza dell’Associazione Mago Merlino, capofila del partenariato che coordina il Centro Antiviolenza Demetra di Lamezia Terme.

Rispondere alla redditività morale e non solo economica è quello che tiene insieme finanza ed etica?  

«La finanza etica non finanzia le armi; la finanza etica non finanzia il gioco d’azzardo. La finanza etica sostiene l’economia buona, quell’economia che ha un occhio per l’ambiente, per il sociale, per la giustizia, per il diritto dei lavoratori. 

È una finanza che è trasparente e per noi si esprime attraverso l’esperienza di Banca Etica. Un progetto di istituto di credito che noi abbiamo voluto fermamente. Personalmente ne sono socia, ma come organizzazione, come Progetto Sud, siamo soci fondatori».

Insieme alla Comunità Progetto Sud sono molti e, diversi per finalità, gli Enti di Terzo settore che hanno scelto Banca Etica, dal Gruppo Abele alle realtà Scout alla UISP, per citarne solo alcuni. 

Ma da cosa è necessario partire per una finanza etica?

Promuoviamo sul territorio la parte culturale, affinché altre persone, altre organizzazioni si possano sensibilizzare, che non c’è pace se continuiamo a finanziare le armi.

Poi c’è l’impegno con le donne che seguiamo nel percorso di uscita dalla violenza e che con il Centro Antiviolenza Demetra mi vede impegnata, su questa, diventa una triste emergenza sociale, da più di vent’anni. Violenza che spesso continua a manifestarsi anche nella dipendenza economica e nell’esclusione delle donne dai percorsi finanziari e del lavoro. Nella mia esperienza, posso dire che la libertà economica può essere significativa per l’autodeterminazione della donna che intraprende il percorso di uscita dalla violenza. Dalla formazione finanziaria, all’istituzione di borse lavoro al reinserimento lavorativo, tutto questo ha a che fare con l’etica della finanza. 

Quest’anno la comunità Progetto Sud spegne 50 candeline. Francesca Fiorentino è oggi socia e componente del CTG dell’ETS. Cosa vuol dire aver camminato insieme ed essere crescita insieme alla Comunità Progetto Sud?

Progetto Sud per me, in questi anni, questi quasi 27 anni, sono stati la soddisfazione della realizzazione di ciò che cercavo. Era questo che volevo, era questa coniugazione. E qui l’ho trovata.

E se tornassi indietro non cambierei una virgola delle mie scelte, perché questo lavoro mi ha dato la possibilità di mettere a frutto quelle che erano le mie competenze. Non ho dovuto cambiare indirizzo, ho dovuto soltanto approfondire, studiare di più, conoscere il mondo sociale di cui non avevo conoscenza prima, e diventare sempre di più una professionista che si adeguava continuamente con il cambiamento legislativo. E attraverso la mia professione, io dico che ho contribuito molto a realizzare questo patrimonio sociale, questo bene, questo capitale sociale che oggi, insieme a tanti, abbiamo costruito.

Tutto ciò che faccio, tutti i numeri, tutte le rette che contabilizzo mi parlano di quei servizi, di quelle persone che hanno una garanzia di essere, come dire, sostenute per il proprio empowerment, la propria libertà».

Foto, riprese e montaggio di Maria Pia Tucci