Petali. Giugno 2026. Scuola, metodi, eresie
di Stefano Laffi –
Goffredo Fofi diceva che c’è una pedagogia per il tempo di pace e una per il tempo di guerra. Non si insegnano le stesse cose, i comportamenti virtuosi cambiano. L’educazione è situata, nel tempo e nello spazio, e chi si occupa di formare le nuove generazioni lo sa, le domande cambiano, le risposte pure. Non c’è quindi un manuale buono per tutte le stagioni, una scienza dell’educazione e del sociale che ci consegni istruzioni per l’uso a scadenza illimitata. E questo perché la storia non si è fermata, tocca essere contemporanei – altra frase amata da Goffredo – e la pretesa delle scienze sociali di stare sugli scaffali della saggistica potrebbe essere velleitaria: forse è la narrativa il nostro spazio, forse stiamo solo scrivendo il romanzo del presente. Ci scambiamo tutto quel che abbiamo capito di questo mondo che rotola velocissimo, ma sappiamo che domani almeno una pagina sarà da riscrivere.
Rotolare non è progredire, è muoversi in direzioni imprevedibili, che dipendono dal piano inclinato delle faccende del mondo, che non governiamo. Per questo non è più vero che la ‘nuova edizione supera e sostituisce la precedente’, come ci dicevano a scuola per farci comprare il nuovo manuale: la frontiera della conoscenza procede, è vero, ma quali saperi servano oggi, quali libri leggere, quali insegnamenti tornino utili è scoperta di ogni giorno. Un ventenne può avere genitori che lavorano in ufficio e si sono formati sull’uso del fax, oggi estinto, e nonni che hanno lavorato in officina o nei campi, cioè sanno saldare tubi, aggiustare cose e coltivare la terra, e sono quindi portatori di saperi molto più utili quando decidi di vivere fuori città o di viaggiare. Il ventenne, a sua volta, se ha dimestichezza col digitale, sarà lui a insegnare a genitori e nonni a muoversi su quel piano per fare documenti, effettuare pagamenti o vacanze.
Una scuola del sociale accoglie quindi le sfide di questo tempo – come si insegna la pace in un tempo di guerra? come si disinnesca la competizione dentro un mondo capitalistico? come si riducono le diseguaglianze se il miraggio è la ricchezza? come si fa amicizia se gli altri sono dipinti come minaccia?… – aiuta a leggere il presente, chiede aiuto ai saperi di un tempo e alle nuove scoperte. E privilegia una cosa: se c’è un problema prima chiediamo a chi lo vive, poi capiamo insieme come affrontarlo.
Petali è la newsletter della Comunità Progetto Sud curata da Maria Pia Tucci, giornalista e ufficio stampa di Comunità Progetto Sud
Foto di copertina: Maria Pia Tucci