“Tra testa e cuore”: un brano musicale per raccontare il sociale

Una voce, la musica e la passione per il lavoro da operatrice del Centro Psico Educativo Autismo della Comunità Progetto Sud e due metafore che la raccontano: la testa e il cuore.

«Una musica può fare» cantava Max Gazzè nel 1998 e tra le cose che fa può sicuramente raccontare e lanciare messaggi sociali importanti con un linguaggio universale e condiviso.

È il caso di «Tra testa e cuore» brano composto e interpretato da Silvia Gaglione e dal rapper Raffalife e arrangiato da Francesco Pappaletto.

L’ arte canora e musicale si intreccia con il percorso del Centro Psico Educativo Autismo (CPEA) della Comunità Progetto Sud a Lamezia Terme, si fa strada mentre si lavora a stretto contatto con i bambini e le bambine che frequentano il centro e racconta di salite che si fanno meno ripide se si cammina insieme.

«Questo brano nasce per coniugare quello che amo di più al mondo: il mio lavoro e la musica». – Dice Silvia Gaglione, motivando l’ ispirazione e la scelta di musicare l’ emozione del suo percorso lavorativo come educatrice all’ interno del Centro. «Ho sempre avuto la convinzione che l’espressione artistica sviluppi nell’uomo una serie di abilità e competenze che comportano un miglioramento della qualità di vita a diversi livelli. Attraverso la musica, il ritmo, la danza, con la sola vicinanza fisica, possono essere trasmesse emozioni e sensazioni uniche, generando un livello di intersoggettività completamente libero da vincoli regolamentari. Parlando del mio lavoro non mi riferisco solo all’attuazione di tecniche e procedure volte a sviluppare competenze, ma ad una più ampia e coinvolgente “opera di squadra” nell’ottica di una condivisione entusiasmante di spazi e tempi dedicati ad ogni singolo bambino; un cammino spesso pieno di ostacoli affrontati insieme con la testa e con il cuore! Questo brano porta con sé un piccolo pezzetto di ogni membro della nostra squadra. La musica come mezzo, quindi, ma anche come fine: questa canzone ne è l’esempio »

Silvia Gaglione

Il brano arriva nel periodo del distanziamento causato dal Covid-19, quando si è stati costretti a lavorare a distanza e a sperimentare una nuova metodologia di lavoro, ma senza mai perdere di vista la presa in carico e la responsabilità di proseguire insieme il percorso iniziato con i bambini e le famiglie.

«Questo periodo storico così particolare ci ha fatto sentire più di una grande squadra, – dice Chiara Carnovale- coordinatrice del Centro Autismo– rendendoci ancora più uniti per il raggiungimento di un obiettivo comune: il benessere dei nostri bambini e delle famiglie». –  e continua – «Una missione da scoprire – perché no? – attraverso una canzone. Da qui nasce l’idea di realizzare “Tra testa e cuore”, un videoclip musicale che potesse trasmettere un messaggio ormai molto radicato all’interno del CPEA: riscoprirsi, reiventarsi, costruire e ritrovarsi per essere Insieme migliori. Ritorniamo a parlare di autismo – conclude- per creare percorsi virtuosi insieme».

Un approccio diverso per sensibilizzare e richiamare l’ attenzione al tema dell’ Autismo e per dire che «Esiste non uno ma tanti linguaggi: quello codificato nella lingua parlata e scritta, quello non verbale, quello universale dell’arte e al suo interno quello della musica. . – dice Angela Regio, responsabile del Centro – Poi esistono altri tipi di comunicazione che sono, per esempio, quelli dei nostri bambini e bambine con lo spettro autistico. Linguaggi che vanno da noi appresi e compresi nel tentativo di entrare sempre di più nel loro mondo e al suo interno diventarne presenze significative e rassicuranti per fare il salto verso l’uscita, quella che gli permetterà di comprendere e farsi comprendere anche dentro la comunicazione sociale usata in tutti i luoghi di vita. Il brano Tra testa e cuore tende a rappresentare questa relazione umana all’interno della quale non c’è la meccanicità dei ruoli ricoperti, come a volte lo è quello tra operatore-utente, ma un continuo dialogo fatto di scoperte e travagli reciproci tesi al comprendersi sempre più per meglio vivere e crescere in umanità, insieme».

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Insieme, parola chiave che ricorre come ritornello in “Tra testa e cuore” e che richiama l’agire sociale della Comunità Progetto Sud proiettata a costruire nuove dimensioni di servizio per il territorio e per la Calabria «Fino a ieri, genitori di bambini e bambine con Autismo li accompagnavano lontano per diagnosi e terapie. – dichiara Don Giacomo Panizza, Presidente della Comunità Progetto Sud – Adesso, insieme a loro e con associazioni e fondazioni, abbiamo avviato un Centro psico-educativo che se ne prende cura in Calabria e crea occupazione con testa, cuore, e arte di suoni».

Tra testa e cuore

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credits

RESPONSABILI: Giacomo Panizza, Angela Regio, Chiara Carnovale

MUSICHE E ARRANGIAMENTI: Francesco Pappaletto

RAPPER: Raffaele Vita in arte: Raffalife

TESTO E VOCE DEL BRANO: Silvia Gaglione

OPERATORI CPEA: Valentina Iannazzo, Silvia Gaglione, Giovanna Bruno, Aurelia Adamo, Valeria Curatola, Mario Gigliotti, Josephine Pugliese

Protagoniste: Giovanna Bruno e la piccola Gabriella Materasso

 Si ringraziano

Elvira Benincasa

E per le riprese esterne: Supermarket Puntoè di Antonio Palazzo Lamezia Terme

la Dirigente dell’ IC Manzoni –Augruso di Lamezia Terme: Prof.ssa Anna Primavera

i responsabili del Centro di Riabilitazione della Comunità Progetto Sud

le Suore di Maria Bambina dell’Oasi Bartolomea di Lamezia Terme

Uffico stampa e comunicazione: Events & Press di Maria Pia Tucci

Realizzazione video: Robin Mercuri Immagine PCA srl

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CIAO ANTONIO!

“Carissimi, ho una gran brutta notizia da dare a tutti voi, questa notte Antonio Saffioti ci ha lasciati”
Così Nunzia Coppedè scrive sul gruppo whtsApp di Comunità Progetto Sud.
Nessuno trattiene il dispiacere e, le parole che ricordano Antonio, esempio di  vita, sempre proteso agli altri e il con sorriso, suo fedele compagno di viaggio, sono la risposta a quel triste messaggio.

La sua testimonianza resta un canto libero di cui non si può e non si deve perdere memoria. La comunità Lametina, da oggi è più povera. Ma ognuno di noi potrà scrivere almeno un episodio, nel libro dei ricordi, per ricordare Antonio, un uomo vestito dei colori dell’ arcobaleno, lottatore e difensore dei diritti.

Grazie per la tua vita e il tuo esempio.

Da parte di tutti noi della Comunità Progetto Sud, vicini alla famiglia Saffioti.

 

SIAMO ANDATI ALL’ UNIVERSITA’!

MìSCiTA è il servizio catering nato dalla Cooperativa Le Agricole, il laboratorio di cucina si trova a Settingiano e la “brigata” è capitanata dallo Chef Claudio Villella.

In occasione del Ventennale del Corso di Laurea in Scienze sociali dell’ Università della Calabria, la squadra di Mìscita ha varcato le soglie dell’ ateneo cosentino cimentandosi nel servizio catering per il convegno “1999-2019: che cosa abbiamo combinato? vent’anni del corso di laurea in servizio sociale all’ UniCal: un bilancio per migliorare il presente e progettare il futuro”.

Il percorso formativo intrapreso dai ragazzi del Centro di Riabilitazione, dello Sprar Minori Luna Rossa,  della Comunità Terapeutica Fandango e del Progetto salute mentale della Comunità Progetto Sud con lo chef Claudio Villella è diventato, dalla fine 2018 ad oggi una realtà che coniuga sapori, tradizioni e valori della terra, all’ inclusione sociale.

MìSCITA, dal dialetto calabrese che richiama l´atto del mescolare proprio della preparazione dei cibi ma che metaforicamente vuole significare l´unione di valori e competenze a rafforzare quell´idea del “Noi” che tiene insieme la rete della Comunità Progetto Sud.

Un percorso che trova un timido incipit già quindici anni fa e che nel tempo si è consolidato grazie alla cooperativa Le Agricole come consapevolezza di opportunità di lavoro per tutte le persone che per svariati motivi si trovano in una condizione di fragilità.

«Un processo, quello riabilitativo, che non si conclude con la terapia ma che guarda oltre e che attraverso percorsi inclusivi e aperti, fornisce prospettive occupazionali concrete ». – Dice Annamaria Bavaro, presidente della cooperativa Le Agricole «È  questa l´iniziativa sia di formazione che di aggregazione che si riconosce nella visione della Comunità Progetto Sud: creare e strutturare servizi che non siano a sé stanti ma che abbiano una finalità plurale in grado di trasferire le competenze offerte e vissute in contesti più ampi, pervadendo più aspetti del vivere sociale».

La formazione professionale nell’arte della cucina e della trasformazione dei prodotti della terra, attuata in questo primo anno di attività, con le sue caratteristiche di “mescolanza e inclusione”, ha imbastito una rete interna tra i diversi mondi dell’ associazione Comunità Progetto Sud: migranti, disabili e ospiti della comunità terapeutica Fandango che operano insieme, forgiando un concetto di lavoro unico e polivalente.

 

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Giornata internazionale delle persone con disabilità. UN GIORNO ALL’ANNO TUTTO L’ANNO.

Il 3 dicembre è la  giornata internazionale delle persone con disabilità.
Un’occasione per riportare l’attenzione sulla situazione e sullo stile di vita delle persone con disabilità in tutto il mondo.

Ci lasciamo guidare dagli articoli della Convenzione Internazionale sui diritti delle persone con disabilità e uno dopo l’altro ci ricordano che il rispetto dei diritti e i doveri deve esserci in tutti i paesi del mondo e che l’unico sistema per uscir fuori dalle diverse forme di assistenzialismo apatico è quello di reagire, imporci e diventare veri protagonisti della nostra vita. La convenzione l’abbiamo voluta, pensata e ideata, ogni suo articolo ci fa pensare che, si può fare! Vogliamo provarci? La disabilità esiste ed è un fattore naturale ma non è una porta aperta alla morte civile.

Un giovane dell’artistico ha provato a descrivere ed anche ha raffigurare una delle frasi emerse nella discussione:

La disabilità è un fattore naturale ” 

“Partendo da questa frase ho lavorato sul concetto di naturale accostato alla disabilità. Traendo dalla mitologia greca ho subito individuato una figura che si riunì (letteralmente) con la natura.

Dafne non è inseguita da nessun bellissimo dio innamorato, il suo viso non è in balia di paura, frustrazione; come la descrisse magnificamente lo scultore Bernini.

Il suo viso è rilassato, morbido, sereno del fatto che non potrà più camminare, ma perché preoccuparsene quando le tue gambe sono diventate radici di un grande albero, perché preoccuparsi del non poter più usare le proprie mani, le proprie braccia, quando invece su di esse crescono meravigliose foglie e rami sui quali nidificano i volatili, perché preoccuparsi del fatto di non poter più parlare o vedere quando sarà la tua bellezza interiore a parlare per te, e vedrai attraverso ogni foglia, ramo, radice, del tuo corpo”.

Da qui l’idea di dedicare la giornata del 3 dicembre 2019 alla bellezza, al protagonismo, alla cultura, alla politica, alla professione, allo sport, al divertimento. Sono tutti ingredienti che in una vita di senso non possono mancare e il progetto di vita delle persone con disabilità deve contenerli tutti o quasi tutti.

Complici dell’idea e della organizzazione dell’evento le 4 classi del liceo classico e artistico dell’Istituto Francesco Fiorentino di Lamezia Terme che durante il mese di novembre si sono confrontati con la presidente della FISH Calabria Nunzia Coppedé.  Negli incontri con i giovani sono emersi contenuti sulla diversità, sul linguaggio che discrimina sulle definizioni utilizzate per indicare una persona disabilità sulla differenza tra il danno che può causare una malattia e gli ostacoli che impediscono le libertà di movimento e di azione.

Vi aspettiamo a celebrare con noi il 3 dicembre 2019, dalle ore 10 alle 12.30, presso il Chiostro Caffè Letterario, Piazzetta San Domenico, 88046 Lamezia Terme (Nicastro) CZ.

Per informazioni E-mail info@fishcalabria.it Cell. 3387844803.

PROGRAMMA

Saluti e partecipazioni

Avv. Paolo Mascaro
Sindaco di Lamezia Terme

Dott.ssa Angela Robbe
Assessore al Lavoro e welfare
Regione Calabria

Dott. Nicolantonio Cutuli
Dirigente del Liceo Classico e
Artistico “F.Fiorentino”

Presentazione dei lavori e interventi

Liceo classico – artistico
‘F. Fiorentino’ di Lamezia Terme

Incontro con le classi
1A Quadriennale e la 4A
del Liceo Classico
La 1A e la 4A
del Liceo Artistico

A cura della professoressa
Giovanna Sollazzo

Brevi esperienze

La bellezza, la politica, la professione e lo sport

MODERA DON GIACOMO PANIZZA
Presidente della Comunità Progetto Sud

Conclude i lavori
Nunzia Coppedé
Presidente FISH Calabria
Non diteci come
dobbiamo vivere,
Nulla su di Noi senza di Noi

2019_FISH CALABRIA

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“È aiutando che si cresce”. La messa in Coena Domini al Dopo di noi.

Il Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, Mons. Luigi Cantafora, indossando i paramenti che sono stati dell´ordinazione sacerdotale di Don Giacomo Panizza e con gli arredi sacri realizzati, in ceramica smaltata molti anni fa dagli ospiti della Comunità Progetto Sud, ha celebrato il rito dell´istituzione dell´Eucarestia e della lavanda dei piedi alla casa famiglia dopo di noi.

Il salone del palazzo di Via Dei Bizantini, bene confiscato alla ´ndrangheta e assegnato alla Comunità nel 2002, è diventato così Cenacolo per il lascito del comandamento e l´esempio supremo di Gesù “come io ho amato voi“.

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E nelle parole dell´Omelia di Mons. Cantafora “Solo chi vive la distruzione del peccato può vivere la resurrezione di Cristo. Solo chi si mette ai piedi del fratello può servire la Chiesa e gli altri”  il senso di celebrare con gli ospiti del servizio della casa famiglia la Messa in Coena Domini – “Questa casa aperta è una casa che significa proprio questo. Per chi ha vissuto la morte Dio ha mandato il riscatto per sperimentare la vita e la resurrezione. –  E ancora, dice il Vescovo – La vita si trova soltanto servendo l’altro. Chi lava i piedi ai fratelli è come se celebrasse l´ Eucarestia. –  E conclude  – Sappiate guardate avanti e in alto, ma anche in basso, agli altri, per essere dei  veri risorti”.

Un grazie infinito da parte di tutti noi, della Comunità Progetto Sud, al Vescovo Della diocesi di Lamezia Terme, Mons. Luigi Cantafora per aver scelto di celebrare con noi il rito del Giovedì Santo.

 

19 aprile 2019 TgR Calabria dal minuto 11,40,   Livia Blasi

19 aprile 2019 Avvenire, pag 4 Antonio Maria Mira

19 aprile 2019 LaCnews TgR, Tiziana Bagnato

19 aprile 2019 Gazzetta del Sud,  Maria Scaramuzzino

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«La cena del Signore in un bene confiscato alle mafie…»

Don Panizza: «Celebrare la cena del Signore in un bene confiscato alle mafie e insieme alle persone fragili è un gesto religioso, tiene la Chiesa ai piedi dell’umanità crocifissa e interpella i popoli, le culture e i poteri: valutate voi se questo sia anche politica»!

La S. Messa in Coena Domini alla Casa famiglia Dopo di Noi della Comunità Progetto Sud 

(Via dei Bizantini, 99 Lamezia Terme -CZ-)

Giovedì 18 aprile 2019 ore 16

La Chiesa di Lamezia Terme celebra la Messa In Coena Domini nella “Casa-famiglia Dopo di noi” della Comunità Progetto Sud, giovedì 18 aprile alle ore 16.

Il palazzo di via dei Bizantini è un palazzo di quattro piani, bene confiscato alla mafia e consegnato alla Comunità Progetto Sud nel 2002. Subito diventato sportello informativo per persone con disabilità, ed in seguito sede della FISH Calabria Onlus e di altre associazioni e realtà del terzo settore è, dal 2009, luogo di accoglienza e di vita per persone sole con disabilità grave e gravissima e prive del sostegno familiare o le cui famiglie non possono prendersi cura di loro.

«Un servizio che vuole creare una quotidianità di senso e che vuole rispondere a bisogni specifici delle persone accolte, ricostruire con loro l´essere famiglia». – dice Elvira Benincasa, coordinatrice del servizio.

Ma è anche casa, dal 2011, per i minori stranieri non accompagnati della Comunità Luna Rossa. Restituito alla collettività, il bene confiscato, si è tradotto in servizi e lavoro. Oggi sono 16, tra operatori, educatori specializzati e personale ausiliario, le persone impiegate nei servizi, ci vivono 18 giovani minori non accompagnati e 6 adulti con disabilità.

Ed è il salone della casa che fu proprietà della famiglia di ´ndrangheta dei Torcasio, il luogo scelto dal Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme Mons. Luigi Antonio Cantafora, per aprire le celebrazioni della solennità del Triduo Pasquale.

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La funzione religiosa celebrata con gli “ultimi” e in un bene confiscato. Un gesto non solo religioso ma anche politico. È così?

«Il rito dell’ultima cena di Gesù coi discepoli è un gesto religioso. Si compie un rito, ma i cristiani sappiamo i suoi significati sublimi. – dice Don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud – Celebriamo il dono a caro prezzo della vita di Gesù data per noi. Veneriamo un Dio che sottomette nessuno ma anzi ama e serve le sue creature. La lavanda dei piedi è un gesto che disegna la presenza attiva dei cristiani nel mondo, li colloca dove ci sono disuguaglianze, ingiustizie, primi e ultimi e indica da quale parte stare. Celebrare la cena del Signore in un bene confiscato alle mafie e insieme alle persone fragili è un gesto religioso, tiene la Chiesa ai piedi dell’umanità crocifissa e interpella i popoli, le culture e i poteri: valutate voi se questo sia anche politica»!

Qual è il messaggio recepito da chi lavora e vive a diretto contatto con i più deboli?

 «A chi svolge una lavoro sociale professionale o di volontariato, “lavare i piedi” a chi è vulnerabile rammenta che è per gli ammalati che esiste l’ospedale, per i bambini che esiste la scuola, per gli ultimi che esistono i primi… e non per mantenerli ammalati, ignoranti, ultimi. Gesù, dopo aver lavato i piedi agli apostoli disse intenzionalmente: “Vi ho dato un esempio, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”. Il messaggio a chi lavora nel sociale non è solo di aiutare i più deboli, ma è la loro emancipazione; è quello di far strada agli ammalati, ai bambini e agli ultimi affinché essi posseggano a loro volta la dignità di “potere” aiutare e amare gli altri».

Oggi Lamezia è orfana. Politicamente frustrata. La terza città della Calabria, punto nodale, divenuta margine. Come si può indurre, se si può, a un sentimento di resurrezione, e partendo da dove e da cosa?

«I riti della Pasqua mostrano che la resurrezione di Gesù avviene prendendo la croce su di sé, impegnandosi in prima persona. L’insegnamento è che il meglio per la nostra città potrà avvenire se ci orienteremo ad assumere certi impegni, che a mio avviso dovrebbero essere sia individuali che collettivi e collaborativi. La resurrezione non è solo un sentimento, è il cammino di vita delle persone, delle famiglie e dei popoli. Lamezia Terme, città chiusa nei suoi imprescindibili nuclei vitali non crescerà mai, mentre i simboli della Pasqua sono chiari: la resurrezione passa attraverso l’impegno ad aprirsi agli altri, a perdonarsi e a collaborare per una città a dimensione umana. Che poi sia la terza o diventi la quattrocentesima città della Calabria, non importerà più».

Un segnale forte per e con una comunità fragile, che però ha anche saputo trovare nella fede, nella speranza e nella carità la forza del riscatto non solo per se stessa.

AgenSir.it

18 aprile 2019 Gazzetta del Sud 

18 aprile 2019 Il Quotidiano del Sud

ilLametino.it

corrieredellacalabria.it

Lameziaclick.com

Lameziainstrada.com

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La Casa Famiglia Dopo di Noi, scelta dal Vescovo Cantafora per la celebrazione del giovedì Santo

La Chiesa di Lamezia Terme celebra la Messa In Coena Domini nella “Casa-famiglia Dopo di noi” della Comunità Progetto Sud, giovedì 18 aprile alle ore 16.

Il palazzo di via dei Bizantini, bene confiscato alla mafia, e divenuto casa di accoglienza e di vita per alcune persone vulnerabili e più sole, per i minori stranieri non accompagnati della Comunità Luna Rossa e Sportello informativo per i diritti delle persone con disabilità, sarà il luogo che apre alle solennità del Triduo Pasquale.

Un segnale forte, voluto da S.E. Mons. Luigi Cantafora, il quale ha scelto di pregare per e con questa comunità fragile, che però ha anche saputo trovare nella fede, nella speranza e nella carità la forza del riscatto non solo per se stessa.

Un gesto assoluto di consegna, di umiltà e di servizio, quello di Gesù che nel lavare i piedi agli apostoli si fa servo amando “sino alla fine”, che si tramuta in azione sociale forte per chi, vivendo la fraternità, sceglie di ravvivarla quotidianamente nel proprio essere un dono, un luogo di persone e di servizio per gli altri.

Lamezia Terme (CZ) 12 aprile 2019

foto in evidenza: Sieger Köder – La lavanda dei piedi , particolare

AgenSir.it

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SANITÀ SENZA SALUTE. 2 APRILE 17.30, SALA SINTONIA, LAMEZIA TERME (CZ)

SANITÀ SENZA SALUTE
Proposte per la nostra Calabria
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MARTEDÌ 2 APRILE 2019 – ORE 17,30 
SALA SINTONIA  –  VIA A. REILLO, 5 – LAMEZIA TERME (CZ)
Giacomo Panizza, Presidente Comunità Progetto Sud, Domenico Bilotti, Dirigente Medico U.O.C. Pronto Soccorso/OBI Presidio Ospedaliero S.G.P. II Lamezia Terme Asp CZ e Rubens Curia, Medico e autore del saggio, edito da Cittá del sole: MANUALE PER UNA RIFORMA DELLA SANITÀ IN CALABRIA, discuteranno di Sanità e Salute in Calabria, Martedì 2 aprile dalle 17.30 in Sala Sintonia, a Lamezia Terme, prendendo spunto proprio dalle pagine del saggio di Curia.
È la Comunità Progetto Sud a farsi promotrice di questo dibattito, «Perché – dice don Panizza – proprio partendo dal libro del dott. Rubens Curia, che  contiene una buona dose di proposte utili al rilancio del comparto della sanità calabrese, ci rendiamo consapevoli che dire sanità non è dire salute».
Punti importanti su cui il dibattito porrà l´attenzione sono le spese, ingiustificate, e le fatiche per il nostro sistema sanitario regionale, «che – dice ancora Panizza – non vanno nella direzione sostanziale delle cure, ne tantomeno della riabilitazione e quasi zero si investe per la prevenzione, passando per la necessità di ripensare una riorganizzazione efficiente».
«E, – conclude, il presidente della Comunità Progetto Sud – proveremo a​d​ analizzare le criticità, ma ci soffermeremo soprattutto sulle proposte che riteniamo fattibili per avere in Calabria un sistema sanitario efficace e di qualità, che tenga a cuore la salute dell´intera popolazione calabrese».
La cittadinanza è invitata a partecipare
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Una storia della disabilità di Marina Galati

I disabili ieri e oggi. Un saggio storico di Matteo Schianchi.
di Marina Galati
articolo pubblicato su “lo Straniero” di ottobre 2012
 

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