LETTERE DA UNA SANITÀ CHE VUOLE CAMBIARE 2

Reggio Calabria, 09 Ottobre 2019

 LETTERE DA UNA SANITÀ CHE VUOLE CAMBIARE 2

La Medicina Distrettuale “dalla desertificazione a un verde giardino”: le Unità Complesse di Cure primarie (UCCP).

Nel Documento che, come Coordinamento di “Comunità Competente” abbiamo consegnato in Consiglio Regionale il 16 luglio scorso al Presidente Irto e il 7 agosto, presso la Cittadella di Catanzaro, al generale Cotticelli e discusso con questi il 3 ottobre, scrivevamo che: ” si pone con forza l’attenzione sulla desertificazione della Medicina Territoriale che produce oltre il 60% annuo di accessi al Pronto Soccorso che potrebbero essere curati dai medici di Medicina Generale e il 30/1000 di ricoveri ospedalieri inappropriati all’anno.” Inoltre affermavamo nel Documento che ” la presa in carico del paziente nelle UCCP ( h24)  deve essere una priorità perchè l’UCCP è il luogo dell’integrazione multiprofessionale del MMG, dello Specialista Ambulatoriale, del Pediatra di libera scelta e del Medico di Continuità Assistenziale”.

Se vogliamo che i nostri ospedali siano efficienti è fondamentale che la Medicina territoriale elabori con i medici ospedalieri “Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali “(PDTA) affinchè nessun paziente , soprattutto cronico rimanga indietro.

Cotticelli_Curia

Nel corso di questi ultimi 16 mesi ci siamo battuti al fianco dei Medici di famiglia affinchè l’UCCP e l’Assistenza Funzionale Territoriale (AFT) h12 fossero attive in tutta la nostra Regione applicando, finalmente, il DCA n°161/2018; abbiamo letto con vivo piacere, che venerdì 4 scorso vi è stato un incontro tra il Governatore Oliviero, il Direttore Belcastro e  una delegazione della FIMMG Regionale per definire entro il mese di ottobre un ulteriore DCA che consenta che le UCCP siano , anche se con un ritardo di almeno 6 anni, una realtà positiva della nostra sanità.

Dobbiamo segnalare, con spirito costruttivo, che , purtroppo, l’ASP di Reggio Calabria, come ci ha confermato giovedì il Generale Cotticelli ancora non ha inviato il “piano di allocazione delle UCCP e delle AFT, nonostante i molti solleciti fatti, confidiamo che la terna commissariale della Azienda si attivi immediatamente perchè la provincia di Reggio non è figlia di un Dio minore, inoltre chiediamo che queste Strutture Sanitarie Territoriali Intermedie siano funzionanti sia in sede privata accreditata che in sede pubblica garantendo non solo le aree urbane ma soprattutto le aree rurali e pedemontane dove i nostri borghi si stanno drammaticamente spopolando.

Infine è fondamentale che gli Obiettivi di salute descritti nelle Linee guida Nazionali e Regionali attinenti alle UCCP e alle AFT siano raggiunti e attentamente verificati perchè i calabresi devono usufruire di Servizi Territoriali aperti sempre, dove possano aderire al PDTA per il Diabete e per la Broncopatia Cronico Ostruttiva (BPCO), possano vaccinarsi (Antinfluenzale-Richiami Vaccini-Herpes Zooster), essere arruolati nelle  campagne di Screening per il Colon-Retto, per la Cervice uterina e per il carcinoma mammario e , inoltre, possano accedere h24  nelle UCCP per i codici meno complessi  riducendo notevolmente gli accessi al Pronto Soccorso dove i calabresi per un codice bianco attendono, in molti casi alcune ore prima di essere curati.

Comunità Competente

Il Portavoce

Rubens Curia

COMUNITÀ COMPETENTE A CONFRONTO CON IL GENERALE COTTICELLI

Un incontro durato per oltre un´ora, quello che si è svolto in Cittadella regionale a Catanzaro, tra Comunità competente e il Generale Cotticelli, Commissario alla Sanità Calabrese.

Molti i temi sul tavolo, iniziando da quelli contenuti nel documento “Linee guida per una Riforma della sanità in Calabria” stilato dal movimento regionale e consegnato al Generale durante il primo l´incontro tra le due parti lo scorso 7 agosto.

«Documento pregevole -ha sottolineato il Commissario Saverio Cotticelliche in questi mesi ho esaminato e che sto cercando di riversare nel Piano Operativo, quasi pronto, che riguarderà il prossimo triennio».

La delegazione di Comunità competente, coordinata da Rubens Curia, che si compone di ventotto associazioni, parti sindacali e Fondazioni, nel ringraziare il Commissario al Piano di rientro, ha proposto iniziative urgenti per attuare una profonda “Riforma Organizzativa e Etica” della sanità calabrese, tenendo conto del grave dissesto in cui vive il Servizio Sanitario regionale alla luce, anche, del verbale del Tavolo Adduce del 1° agosto scorso che ha certificato, per la Calabria, un disavanzo economico per l’anno 2018 pari a 213 milioni di euro circa e un debito complessivo delle Aziende Sanitarie di oltre 991.580 milioni di euro senza la rendicontazione dell’ASP di Reggio Calabria e una mobilità passiva di 319.455.111 milioni di euro.

«La risposta da parte del Generale è stata di una accogliente disponibilità, come egli stesso a sottolineato, a continuare gli incontri programmatici con il gruppo di Comunità competente – dice Rubens Curia -. Da parte nostra – ribadisce – puntiamo ad incentivare incontri sui territori che portino ad una sempre maggiore “Partecipazione ” dei calabresi al Servizio Sanitario Regionale per riannodare un rapporto di fiducia che si è interrotto da molto tempo».

Attuare una Riforma che preveda che le Aziende Sanitarie Territoriali (AST), si occupino solo di Medicina Distrettuale, Prevenzione, Veterinaria ecc. e le Aziende Ospedaliere che gestiscano e programmino la totalità della spedalità pubblica e privata accreditata(ASO) attuando “il modello a pendolo”; l´immediata attivazione delle Unità Complesse di cure primarie (UCCP) pubbliche e  private accreditate che garantiscano una assistenza del territorio h24 e delle Associazioni Funzionali Territoriali (AFT) che siano attive h12, sono alcuni dei punti organizzativi posti ancora all´attenzione del Commissario alla Sanità calabrese, insieme a riflessioni e metodi possibili che rendano la Sanità efficiente e non soffocante sia per i pazienti che per il personale medico, costretti spesso a lavorare con inadeguate attrezzature medicali e con liste d´attesa infinite. I finanziamenti per l´acquisto delle macchine sanitarie – viene rimarcato durante l´incontro – sono resi disponibili dalla Legge 60/2019 e dal DCA 124/2019.

Chiesti inoltre: l´attuazione immediata del DCA 166/2017 che preveda l’ istituzione di 12 “Case della Salute” e il potenziamento dei Consultori, che possano tutelare la salute della donna, delle bambine e dei bambini che al momento sono, in gran parte, privi di personale e attrezzature medicali e ancora, approvare con un DCA la proposta di legge regionale n° 240/10 già approvata dalla Commissione Salute del Consiglio Regionale che prevede l’istituzione di “Case di maternità” laddove sono stati chiusi i punti nascita e infine verificare che il Trasporto neonatale (STEN) sia stato attivato in tutta la regione, «poichè al nostro coordinamento – dicono – risulta che due ASP siano scoperte».

Tanti dunque gli aspetti su cui lavorare e di cui il coordinamento si fa carico a favore di una Sanità competente, da cui non mancano temi che riguardano le fragilità legate all´autismo e alle demenze.

E su questo ultimo punto si è argomentato sulI´ istituzione e la riorganizzare della Rete Regionale Territoriale delle Demenze, che in Calabria dà attualmente 28.000 casi attesi, con l’obiettivo di rendere possibile la presa in carico globale e continuativa del paziente e della sua famiglia tramite una rete di servizi integrati con la rete sociale grazie ai Centri per il deterioramento cognitivo e le demenze e, prevedere in tempi brevi, come ha sollecitato, anche in questo caso, il 1° agosto il Tavolo Adduce un Piano Pluriennale di investimenti a cui, -aggiungiamo noi – «un Piano straordinario di assunzioni che guardi non solo agli ospedali, ma soprattutto alla medicina territoriale perchè la tutela della salute è un complesso mosaico dove ogni tassello è indispensabile».

LETTERE A UNA SANITÀ CHE VUOLE CAMBIARE

PER UNA SANITÀ CHE PROMUOVA IL BENESSERE E LA COESIONE SOCIALE

L’Istat, in modo impietoso, ci dice che in Calabria risiedono 1.976.000 persone, che Reggio Calabria ha perduto oltre 11.000 abitanti, che la Piana di Gioia Tauro da 155.000 residenti è scesa a 136.000; che non pochi comuni subiscono un persistente abbandono; insomma è un lento stillicidio, soprattutto, di giovani che non può lasciarci indifferenti.

In questo contesto la Tutela della Salute non dovrebbe essere considerata un costo sociale, né una sciagura, ma un Servizio Sanitario Regionale, da rendere efficiente perché fonte di occupazione qualificata e fattore di crescita civile ed economica. Purtroppo, in quest’ultimo decennio, tra Nord e Sud stiamo assistendo a un incremento delle diseguaglianze nell’accesso alle cure ancora più accentuato in Calabria che da 10 anni è sottoposta a un “Piano di Rientro” attento al superamento del forte disavanzo finanziario con il blocco del turn over del personale.

Non possiamo tacere l’inettitudine della politica e della maggioranza dei management aziendali che hanno perduto molte occasioni per fare della sanità un volano di sviluppo. Pensiamo, ad esempio, ai 127 milioni di euro finalizzati dall’ Unione Europea nel lontano 2009 per attivare le “Case della Salute“, purtroppo di questi finanziamenti ne sono rimasti solamente 49 milioni! Sappiamo bene il ruolo fondamentale che queste strutture sanitarie territoriali intermedie rivestono per la qualità delle prestazioni erogate nel territorio (vedi la notevole presenza di queste in Emilia-Romagna). O agli 84 milioni di euro per l’acquisto di apparecchiature medicali non utilizzati che sono rispuntati nella legge 60/19 (Legge Grillo) o all’ “Accordo di Programma Integrativo per i nuovi Ospedali” che è del 2007, i cui fondi non ancora utilizzati non solo ci hanno privato di ospedali moderni e efficienti, ma hanno negato il lavoro a imprese del Settore, operai edili, ingegneri, bioingegneri, operatori sanitari, ecc. Non parliamo, inoltre, delle ditte sane e del Privato Accreditato che lavorano nella sanità calabrese e trovano nella burocrazia un terribile nemico che le costringe, per poter sopravvivere, a rivolgersi alle banche; infatti, secondo Assobiomedica, la Sanità calabrese ha un altro triste primato in merito ai tempi di pagamento, nella classifica nazionale dei 5 peggiori pagatori ben 4 sono Aziende Sanitarie Calabresi. Al primo posto vi è l’Azienda Ospedaliera Mater Domini con 1.266 day sales out standing (dso), seconda l’ASP di Crotone con 475 (dso), terza l’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio con 436 (dso). In media i tempi di attesa per i fornitori del S.S.R. sono circa 363 giorni per uno scoperto regionale pari a 175 milioni e 501mila euro. Poiché non vogliamo farci mancare nulla, la nostra burocrazia riesce a ridurre il nostro già esiguo Fondo Sanitario Regionale che oscilla intorno ai 3 miliardi e 240 milioni circa, facendosi sottrarre (relazione della Corte dei Conti 2017) circa 80 milioni di euro per onorari dei Commissari ad acta nominati dal TAR per mancati pagamenti ai creditori, per spese legali e interessi con pignoramenti per 638 milioni di euro. Insomma, 80 milioni sottratti agli acquisti di nuova tecnologia diagnostica o al finanziamento dell’ADI o a altri Servizi Sanitari che dovrebbero garantire i LEA.

Sappiamo che più un S.S.R. è inefficiente meno riesce a spendere per il proprio funzionamento, con la conseguente mobilità passiva che aumenta (la Calabria è la 1° Regione per mobilità passiva pro capite/anno 144 euro, 2° la Campania con 55 euro anno 2017) come l’emigrazione di giovani professionisti che potrebbero ben figurare in Calabria. Riteniamo che la piena attuazione dei LEA e la ripresa dell’economia calabrese facciano parte di uno stesso mosaico.

Pertanto, dobbiamo chiedere alle Istituzioni Nazionali e Regionali di:

  1. a) mettere la salute al centro di tutte le decisioni politiche non solo sanitarie perché la salute si promuove contrastando le povertà economiche e sociali, il degrado delle periferie, gli incidenti sul lavoro, la tutela ambientale;
  2. b) costruire un Servizio socio-sanitario regionale, perché i bisogni sociali condizionano la salute e il benessere della persona;
  3. c) elaborare, in tempi certi, un “Piano Pluriennale di Investimenti” per l’ammodernamento tecnologico e la messa in sicurezza di tutti i Presidi Sanitari garantendo, con un Cronoprogramma, trasparenza e tempi certi nella spesa di vecchi e nuovi finanziamenti prevedendo, tra questi, il recupero dei finanziamenti perduti per le Case della salute;
  4. d) valorizzare il “capitale umano” con un “Piano delle Assunzioni”, il superamento del precariato e l’aggiornamento continuo sotto il profilo tecnico-clinico.

Infine, questione centrale, premiare le “competenze” nei management aziendali e nei Presidi Ospedalieri e Distrettuali affinché sia ricostruito quel rapporto di fiducia tra Calabresi e Servizio Sanitario che da tempo si è spezzato.

Come Movimento Culturale “Comunità Competente”, noi andremo con queste idee dal generale Cotticelli il 12 settembre, forti del Documento che gli abbiamo consegnato il 7 agosto che pone al centro la proposta della Riforma organizzativa e etica della sanità calabrese, la valorizzazione della Medicina Distrettuale con 5 AST (Aziende Sanitarie Territoriali) e la riorganizzazione della Rete Ospedaliera con 3 ASO (Aziende Sanitarie Ospedaliere) che gestiranno tutta la spedalità pubblica e accreditata privata.

Il portavoce di Comunità Competente                                                                Reggio Calabria lì 20 agosto 2019

Rubens Curia

 

2019_Comunità competente

COMUNITÀ COMPETENTE CONSEGNA AL GENERALE COTTICELLI LE LINEE GUIDA

Una delegazione del coordinamento di Comunità Competente guidata dal dr Rubens Curia e
composta dalle dr.sse Amalia Bruni, Marina Galati, Caterina Laria, Stefania Marino, Maria Hyerace, Monica
Zinno e dall’ing.re Giovanni Marino è stata ricevuta presso la Cittadella Regionale dal gen.le Cotticelli per
consegnargli e illustrare il documento “Linee Guida per una Riforma della Sanità in Calabria” elaborato e
sottoscritto da trenta tra Associazioni, Fondazioni, Forze Sindacali, docenti universitari e singoli cittadini.
Comunità Competente nel documento chiede una profonda Riforma Organizzativa ed Etica della Sanità in
Calabria, riforma che i calabresi attendono da 15 lunghi anni, contestualmente, si chiede di valorizzare la
sanità territoriale, che è stata desertificata, con l’implementazione di strutture sanitarie territoriali
intermedie come:
• le Case della Salute;
• le Unità Complesse di Cure Primarie;
• gli Hospices;
• le Case di Maternità;
• i Centri per il deterioramento cognitivo e le demenze;
• e potenziare servizi quali l’ADI – Assistenza Domiciliare Integrata [etc].
Inoltre, le Linee Guida prevedono una Riforma della Rete Ospedaliera con equipes itineranti. Altra
questione sollevata nell’incontro è stata la richiesta di un Piano Pluriennale di investimenti e un Piano
Straordinario di Assunzioni. E’ stata ribadita al gen.le Cotticelli la drammaticità in cui versa il Sistema
Calabria, infatti, purtroppo, la Calabria è la prima Regione per spesa sanitaria pro-capite per mobilità passiva
(144,00 euro vs i 55,00 della Campania).


Il Commissario per il Piano di Rientro ha accolto favorevolmente il contributo espresso dalla delegazione di
Comunità Competente proponendo una serie di incontri programmati a tema, il primo dei quali si svolgerà il
12 settembre c/o la Cittadella sulla Medicina Distrettuale.
Nel contempo, Comunità Competente proseguirà gli incontri in tutta la Regione per coinvolgere i calabresi
che non possono essere spettatori passivi ma protagonisti del cambiamento della loro Sanità, infatti, la
partecipazione, con i vari strumenti previsti dalle normative nazionali e regionali, è uno degli elementi
fondanti delle Linee Guida.

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