Gli auguri alla salute di Prima la Comunità

Una piazza virtuale per un incontro nazionale, organizzato dall’associazione Prima la Comunità –  che ha visto la partecipazione di oltre 30 tra personalità e rappresentanti del mondo dell’ associazionismo, del terzo settore, della politica, della Chiesa e dei sindacati.

Dall’ Adriano Community Center Progest di Milano attualmente operativo come “Covid Hotel” un collegamento virtuale ha unito simbolicamente l’Italia per lanciare un messaggio e un augurio per l’ anno che sta per iniziare perché la Sanità diventi a misura di persona e ponga l’accento sulla necessità di una rivoluzione di paradigma e si passi dalla sanità alla salute.

«Abbiamo scelto questo luogo – spiega nei saluti iniziali don Virginio Colmegna, presidente di Prima la comunità – come segno di vicinanza alle persone in difficoltà. Comunità e territorio sono due parole chiave delle nostre istanze. Da qui vogliamo ripartire per quella rivoluzione culturale che metta la comunità, intesa come il contesto che fonda le relazioni, al centro di ogni intervento finalizzato al benessere della persona. Con questa iniziativa vorremmo rafforzare, come auspicio per il nuovo anno, il messaggio di Prima la comunità, che chiede tra gli altri interventi per la medicina territoriale, a partire dall’istituzione delle “Case della comunità” e dalla sperimentazione di nuovi strumenti come i budget di salute di comunità».

E ancora i temi centrali del dibattito sono stati: l’insufficienza scandalosa dei nove miliardi di euro previsti dalla bozza di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) presentata dal Governo in termini di risorse destinate al comparto sanitario sui 196 totali assegnati all’Italia tramite fondi UE, la privatizzazione strisciante della sanità e le proposte, arrivate da più parti, della necessità di un lavoro comune tra le istituzioni del territorio: Comuni, Aziende sanitarie, scuola, lavoro, cultura, enti del Terzo settore.

Dalla Calabria, la voce di don Giacomo Panizza, vice presidente di Prima la Comunità e presidente della Comunità Progetto Sud dice: «La salute che vogliamo non è quella promessa nei periodi elettorali, nemmeno quella data come favore né quella esercitata in maniere passivizzanti. Vogliamo una Salute partecipata da Istituzioni e popolazioni: dai decisori politici e dagli addetti ai lavori, da persone singole e dalle comunità.»

E denuncia: «l’augurio è che la Salute sia al centro del nuovo anno dappertutto nel Paese, e in regioni come la Calabria con il comparto della Sanità commissariato da un decennio senza neppur risolvere il diritto alla Salute, indispensabile almeno quello dei Livelli essenziali di assistenza previsti per legge. – E continua –  Questa Salute non ha potuto crescere nel Paese perché non è potuta nascere. Ad esempio, in Calabria le Amministrazioni locali e i commissari nazionali hanno governato maneggiando la cassetta degli attrezzi della sanità ma hanno trascurato gli obiettivi di Salute per i quali il comparto sanitario esiste, hanno eluso i determinanti sociali e culturali del diritto alla Salute, hanno eclissato la partecipazione democratica delle componenti operose della società».

Chiude «In molti territori italiani, esistono esperienze vive di “Comunità Competenti” sui temi della Salute, esperte di problemi e di proposte in materia, capaci di fronteggiare bisogni e di escogitare risorse concrete e partecipate. Le proposte di “Prima la comunità” per l’anno 2021, hanno tutte al centro la persona, l’investimento sociale, la partecipazione nella co-costruzione della “buona salute” e sono le proposte che proponiamo di sperimentare e di valorizzare anche al Sud».

«Auguri dunque di “buona Salute” al 2021, a una “sanità” che vogliamo senza più alcun divario tra Nord e Sud, tra città e campagne e montagne, tra aree con concentrazioni di servizi e di opportunità e altre aree disagiate e periferiche dove si sta chiudendo tutto».

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Hanno partecipato:

Don Virginio Colmegna, presidente Prima la comunità; Luigi Regalia, responsabile progetto Adriano Community Center [Covid hotel]; don Giacomo Panizza, vicepresidente Prima la comunità; Maurizio Bonati, Istituto Mario Negri; Valeria Negrini, portavoce Forum Terzo Settore Lombardia; Franco Rotelli, psichiatra; Rossana Dettori, segreteria CGIL; Ignazio Ganga, segreteria confederale CISL; Domenico Proietti, segreteria confederale UIL; Patrizia Toia, europarlamentare; Edoardo Barbarossa, presidente Fondazione Ebbene; Angelo Moretti, presidente Rete economia civile “Sale della terra”; Angelo Righetti, psichiatra; Paola Obbia, Associazione infermieri di famiglia e comunità (AIFeC); Pierfrancesco Maiorino, europarlamentare; Gavino Maciocco, Università di Firenze; Elly Schlein, vicepresidente Regione Emilia Romagna; Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e responsabile Anci per il welfare; Anna Scavuzzo, vicesindaco di Milano; Roberto Rossini, presidente nazionale ACLI; Riccardo De Facci, presidente CNCA; Nerina Dirindin, Università di Torino; Marco Frey, docente Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e presidente di Cittadinanzattiva; Carlo Borgomeo, presidente Fondazione con il Sud; Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna; Livia Turco, già ministro per la Solidarietà social; Maria Grazia Guida, Amici Casa della carità; Sandra Zampa, sottosegretario di Stato al Ministero della salute; Sandro Spinsanti, bioeticista ; Matteo Truffelli, presidente Azione Cattolica; Benedetto Saraceno, già direttore del Dipartimento di salute mentale e abuso di sostanze dell’OMS; Graziano Delrio, Deputato.

Associazione Prima la Comunità  Promuove l’idea di salute intesa come bene comune. L’Associazione è l’approdo di un percorso iniziato nel 2014 dall’azione comune di Fondazione Santa Clelia Barbieri di Porretta Alto Reno Terme (Bologna) e Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” di Milano. Le due realtà si sono impegnate in un percorso di riflessione sui concetti e le finalità che sono alla base dell’esperienza delle “Case della salute”. Negli anni l’azione comune si è estesa e ha coinvolto tante altre realtà di tutto il territorio nazionale, sia pubbliche che del privato sociale, le quali hanno dato vita a un vero e proprio movimento culturale con una forte valenza politica sul tema della salute realizzando via via pubblicazioni, appelli, documenti, incontri e seminari, iniziative legislative. Il 4 luglio 2020 il movimento si è formalmente costituito in Associazione.

Vita.it

Corriere della Calabria

Gazzetta del Sud

Il Lametino

Apri la porta c’è un regalo per te! Il porta a porta di IP IP Urrà

Continuano le azioni di sostegno alle famiglie e di contrasto alla povertà educativa del gruppo di lavoro della Comunità Progetto Sud grazie al progetto nazionale IP IP Urrà, iniziato nel settembre 2020.

Covid-19 e distanziamento sociale  sembrano essere fortemente in contrasto con i gesti di prossimità ma in questi mesi difficili, di inizio progetto, ha trovato spazio la possibilità di costruire e rafforzare relazioni educative finalizzate a non disperdere il senso di comunità.

Con le festività di fine anno che si avvicinano abbiamo deciso di attivare il percorso educativo della scatola dei giochi e mercoledì 23 dicembre dalle ore 15 busseremo alle porte, nel quartiere Bella di Lamezia Terme, per portare un regalo alle famiglie con figli tra i 3 e i 6 anni beneficiarie del progetto. “Apri la porta. C’è un regalo per te”, questo lo slogan dell’ iniziativa, è un gesto di fiducia che alimenta la relazione e instaura reti di opportunità e inclusione sociale.

«Siamo partiti con la programmazione ad inizio settembre e subito abbiamo pensato ad un incontro, avvenuto nel quartiere Bella della città. Dall’ uscio delle case alla piazza per ascoltare ed elaborare un’analisi dei nuovi bisogni.  – Dice la coordinatrice territoriale del progetto Maria Elena Godino – Adottate le giuste precauzioni e dispositivi di sicurezza ci siamo trovati con mamme e bambini, ci siamo parlati e abbiamo proposto di attivare una rete di contatto multimediale per poter iniziare gli incontri virtuali. Un modo nuovo per relazionarci, ma necessario per garantire la vicinanza» – chiosa Maria Elena Godino-.

In novembre, grazie alla rete solidale imbastita con il progetto APPTraverso la Calabria sono stati consegnati sei tablet in comodato d’ uso gratuito, per favorire la Didattica a distanza dei bambini e le bambine e il prossimo 23 dicembre con la consegna dei regali porta a porta riprende il processo di educativo della scatola dei giochi che porta in se i semi di una comunità che cresce insieme.

Una fine anno che sa di nuovo inizio!

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

il Dispaccio

Il Corriere della Calabria

Il Lametino

Lameziainforma

CN24

TgR Calabria edizione del giorno ore 14 del 24.12.2020

Infanzia e Covid. IP IP Urrà: una rete nazionale di comunità a sostegno di famiglie e minori.

Napoli, 5 novembre 2020
Dieci città unite – attraverso un viaggio virtuale dal nord al sud del Paese – su tutto il territorio nazionale con un obiettivo comune: favorire e sostenere l’infanzia e le loro famiglie in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo.

È questo il senso del progetto «Ip Ip Urrà Metodi e Strategie Informali per Mettere l'Infanzia
Prima», selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che vede come capofila l’associazione Chi rom e chi no, nell’ambito del Bando Un Passo Avanti dell’Impresa sociale Con i Bambini – Fondo di contrasto alla povertà minorile, presentato sulla piattaforma zoom e, in collegamento dal
centro culturale e gastronomico Chikù di Scampia (Napoli) – con una conferenza stampa moderata dal giornalista Giuseppe Manzo, a cui dopo i saluti dell’assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri e dell’assessore alle politiche sociali dell’VIII Municipalità Gerardo Avallone, sono intervenuti il vicepresidente dell’impresa sociale Con i Bambini Marco Rossi Doria, la presidente di Chi rom e chi no Barbara
Pierro, la vicepresidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Claudia Mandrile, la direttrice della Fondazione Zancan Cinzia Canali, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Eugenio Montale di Scampia Paola Carnevale, la direttrice del Centro Sinapsi dell’Università Federico II di Napoli Maura Striano.

Il progetto, che avrà una durata di 40 mesi, vede coinvolte 10 regioni e 23 partner. Dalla Val Seriana a Messina, passando per Firenze, Moncalieri, Roma, Lamezia Terme e Lecce: Cooperativa Sociale Il Cantiere (Albino, Val Seriana), Coop L’Abbaino, Consorzio Mestieri Toscana (Firenze), Coop. Soc. Mignanego (Genova), Ass. Comunità Progetto Sud (Lamezia Terme), Ass. Fermenti lattici (Lecce), EcoS-Med coop. soc. (Messina), La Kumpania-Chi rom e chi no (Napoli) Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali (Pioltello), Associazione 21 luglio (Roma), Coop. Soc. Educazione Progetto (Torino), Fondazione Zancan, Università Federico II centro Sinapsi e tante scuole sparse lungo lo stivale. Nel corso della presentazione sono stati illustrati gli obiettivi di progetto, le azioni e la sfida educativa di comunità che insieme i diversi partner vogliono affrontare con l'intento di costruire una Task Force Kids più che mai necessaria in questo momento di particolare precarietà che potrebbe avere un impatto molto forte sui bambini e la loro crescita sociale, oltre che al loro grado di istruzione.

«Il progetto “festeggia” la famiglia e la comunità come primi e fondamentali fattori protettivi per il benessere dei bambini, in particolare quelli più piccoli e fragili – dichiara Barbara Pierro, presidente dell’associazione capofila Chi rom chi no – è un’esortazione all’infanzia in un momento storico particolarmente complesso in cui la distanza dall’altro viene rappresentata come elemento necessario per sentirsi in sicurezza, per questo rafforza antiteticamente l’importanza di creare spazi in cui i bambini possano attivare e nutrire aspirazioni e desideri». Obiettivi sono «mettere al centro la persona, i bambini perché abbiano al loro fianco adulti consapevoli, con cui sviluppare processi di formazione e di ri-progettazione professionale, di crescita, di partecipazione e reciproca solidarietà tra le famiglie.

Ip Ip Urrà vuole inoltre coinvolgere quanti tra adulti e bambini non sono raggiunti dai servizi, dai circuiti educativi, perché chiusi nei rioni e nelle periferie delle nostre città con strumenti semplici e in qualche modo inediti come il gioco nei luoghi informali e la cultura dello stare insieme. Ancora vuole sviluppare e mettere a sistema un’azione di partecipazione mutualistica chiamata cultura del sospeso, che a Napoli è ben nota».

«La povertà educativa non è semplicemente un “problema”, è il problema base di qualunque democrazia – afferma Francesca Puglisi, sottosegretaria di Stato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – È dalla povertà educativa che nascono e si acuiscono le ingiustizie sociali, che aumentano i flussi migratori, che si consolidano le diseguaglianze di genere, che si aggrava la disoccupazione di persone senza istruzione e senza competenze. In questo periodo di pandemia mondiale, è chiaro che il rischio di povertà educativa si allarga, in particolare nelle fasce sociali più fragili e nei territori più difficili. Ecco perché il progetto “Ip Ip Urrà” è importante e trova il mio plauso: mettere al centro la cura dei più piccoli, attraverso un incrocio di idee, collaborazione e attività di associazioni, genitori, enti pubblici, fondazioni, è fondamentale e ci insegna che se oggi dobbiamo forzatamente rinunciare o limitare mobilità e iniziative, non possiamo mai rinunciare a costruire un futuro migliore».

Per Marco Rossi Doria, vicepresidente di Con i Bambini «questo è un momento particolarmente difficile per milioni di bambini e ragazzi in tutto il mondo e i
fondi che abbiamo voluto dedicare a questo, come ad altri progetti, sono proprio per contrastare la povertà educativa minorile. Molti vivono tra povertà relativa e povertà assoluta, è una grande questione nazionale. Lo sviluppo educativo territoriale – ha aggiunto – è la prima missione di Con i Bambini, che interviene nelle zone più deboli del Paese. L’alleanza tra donne, maestre e mamme, ha consentito in questo momento il mantenimento del rapporto educativo tra casa e scuola e noi siamo attenti alla ricaduta di questi progetti anzitutto sui bambini e sui ragazzi, poi sui loro genitori. Stiamo costruendo modelli replicabili, monitorati, operativi che ci fanno essere in una posizione di
avanguardia nel dialogo con le istituzioni».

Cinzia Canali della Fondazione Zancan ha ribadito come «Ip Ip Urrà parta dall’esperienza “sul campo” dei 10 progetti e dai risultati ottenuti nei diversi territori potenziando alcune strategie, tra cui l’informalità dell’offerta, il coinvolgimento di soggetti inediti e il concorso al risultato, la comunità educante».
«Questi sono temi cari alla Fondazione Compagnia di San Paolo – ha sottolineato Claudia Mandrile – che sin dal 2014 ha lanciato tra le sue azioni quella di dare rilevanza all’azione corale per alimentare una comunità di pratiche da replicare, come sta avvenendo con Ip Ip Urrà». Mentre l’assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri ha posto l’accento «sull’importanza di rilanciare progetti come questo mettendosi in rete da nord a sud, specie in una fase delicata come questa dove la povertà educativa è materiale e psicologica e come enti locali dobbiamo assolutamente riallacciarci a queste esperienze».

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.

www.conibambini.org .

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