VIDEO. Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria

Fornire informazioni e aumentare la soglia della comunicazione sui temi della vaccinazione anti Covid-19 in Calabria, così come quello di fare il punto sull’ esecuzione, affidabilità e distribuzione della prevenzione tramite i tamponi, i temi del webinar: Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria andato in diretta sulla pagina facebook della Comunità Progetto Sud e organizzato in collaborazione con Comunità Competente*.

La dottoressa Cristina GIRALDI, Segretaria Nazionale dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani  (AMCLI) e
il dott. Sandro GIUFFRIDA, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Reggio Calabria, introdotti da don Giacomo Panizza e accompagnati nella discussione dal dott. Rubens CURIA, portavoce di Comunità competente hanno relazionato e fatto il punto sulla utilità clinica ed epidemiologica dei test diagnostici e sulla evoluzione del virus Cov Sars2  e sulla vaccinazione in Calabria chiamando in causa il ruolo della comunicazione e di una efficiente filiera organizzativa.

«Comunicazione e informazione sui vaccini e molto altro ancora, diventano più che necessarie per far uscire dalla loro autoreferenzialità tanti servizi (pubblici e privati) e taluni sistemi complessi e non raramente poco o mal regolati che tutti conosciamo (ASP, Aziende Ospedaliere, ecc.)» introduce Don PANIZZA – . «Informazione e comunicazione sono leve di democratizzazione della vita civile, – continua – Infatti, viene difficile ottenere notizie precise riguardanti quale integrazione sanitaria esista tra gli stessi Uffici del comparto Sanità, o dei singoli ospedali, o altro. Figuriamoci tra sanitario e sociale, tra pubblico e privato, e così via. Impossibile poter valutare le promesse che gireranno tra poco in campagna elettorale. Eppure, pur essendo in piena epoca tecnologica e digitale, siamo con sistemi informativi superdotati ma inutilizzati a elaborare piani sanitari promotori di salute».

Chiude «Però la vaccinazione anti-Covid-19 richiede di programmare in modo efficace, di andare oltre i meri numeri dei tamponi effettuati, di persone positive al covid, di deceduti. Anche la nostra Regione deve organizzarsi a conoscere i modelli organizzativi utili e utilizzarli per la salute in Calabria».

La mancanza ora del piano vaccinale, ma a tutt’oggi anche della gestione programmata dell’ emergenza della pandemia, nonostante i vari balletti commisariali, è la tematica con cui apre il suo intervento il dott, Curia, prima di passare la parola ai due esperti invitati non solo a relazionare ma anche a rispondere in diretta alle domande pervenute e portate all’ attenzione del dott. Giuffrida e della dottoressa Giraldi.

Quest’ ultima soffermatasi sulla filiera della prevenzione e dunque sull’ affidabilità degli strumenti diagnostici esistenti, dal test molecolare rapido ai tamponi antigenici.

Da qui alla fase organizzativa della vaccinazione esposta dal dott. Giuffrida che, da direttore del dipartimento dell’ ASP di Reggio Calabria ha sottolineato «la necessità di prevedere almeno 30 centri vaccinali a fronte dei 5 aperti in provincia e la disponibilità di almeno  150 unità sanitarie in più che lavorino per 12 ore al giorno per poter effettuare 1 milione di iniezioni entro la fine del 2021».

Sul “a chi sarà data priorità – dopo aver vaccinato gli operatori sanitari- per la somministrazione del vaccino”, la risposta è nell’ ordine delle fragilità delle persone, nelle quali  siano presenti anche patologie gravi e/o croniche.

Per rivedere l’ incontro clicca al link di seguito

Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria

*Comunità Competente Calabria: Comunità Competente è una “rete informale” di Associazioni, Fondazioni, Ordini, Sindacati di Settore, Cittadini che si battono per una Riforma Organizzativa e Etica della sanità calabrese con proposte che nascono dalle molteplici professionalità e esperienze presenti nella società civile che ritiene la salute un bene comune e la partecipazione non una concessione, ma una ricchezza perché la tutela della salute è trasversale a tutte le politiche.

Comunità e pandemia: farsi soggetto e oggetto della cura

Laboratorio annuale della Comunità Progetto Sud ! 2020

«Non è stato facile trovare le parole per dire di come abbiamo affrontato questo anno che sta per finire, ma lo abbiamo fatto e siamo qui, seppur mediati da un computer…»

Ha iniziato più o meno così Don Giacomo Panizza. E ha dato il via a questo inusuale laboratorio di fine anno. Niente sala Sintonia con abbracci e pause caffè che sanno di casa, non due giorni di riflessione, ma due ore e distanti ognuno nella sua, ma insieme comunque per raccogliere i frutti di un anno difficile per raccontarci come ci siamo stati in questo anno da pandemia. Se ci siamo presi cura di noi e degli altri, nonostante e comunque. Per ringraziare quanti hanno contato su di noi e quanti, ancora una una volta si sono affidati, e noi su chi abbiamo confidato e come ci siamo rimboccati le maniche.

 

L’attenzione all’agire «sfoderata» quest’anno è stata speciale più che nel passato. Il Covid, con la sua forza invisibile, ha fatto «danni» dapprima inimmaginabili. Ogni pandemia coinvolge ogni persona e società a farsi soggetto e oggetto di cura (nella logica della reciprocità, con un’attenzione a esercitarla e una propulsione a re-inventarsi.

La Pandemia ha portato a re-e-pro-agire esprimendo attenzioni inedite tra di noi e verso altri nelle attività di cura. abbiamo fatto i conti con il divieto di abbracciare, toccare e perfino sfiorare gli altri.

La Pandemia  ha sforzato la parola e ci ha chiamati ad esprimere un nuovo modo per il

nostro stare con , a trovare un vocabolario per gesti inediti, per le fragilità. Abbiamo fatto i conti con le nostre di fragilità ma, ci ha detto ancora Don Giacomo:

«Se intendi amare altri e altre devi amarti di più, accertare e accettare imperfezioni di te, dell’altra persona, di coppia, ecc. il nostro lavoro sociale si esprime attraverso l’arte di prendersi cura e riabilitare, di rigenerarsi e ri-generare. A seminare idee inedite e a creare novità e processi nuovi».

E noi lo abbiamo preso in parola e dopo aver ognuno di noi consegnato un frammento di come siamo stati e di come abbiamo lavorato e portato a termine gli obiettivi comuni, seppur inciampando nel nuovo e inaspettato, nelle difficoltà.

DALLE PAROLE AI GESTI

E come in ogni buon laboratorio c’è stato il momento del fare, del raccogliere le idee e declinarle al futuro. E così quest’ anno il fare è stato piantare. Mettere a dimora un nuovo albero in ognuno dei servizi della Comunità.

«Un gesto simbolo, un’ attenzione per il futuro, per l’ ambiente, un gesto di Comunità e di futuro. Un gesto di fecondità, un termine femminile che coniuga quanto di noi possiamo fare per il futuro: piantare, alimentare e nutrire »  ci ha detto Marina Galati.

In contemporanea sono stati piantati sette alberi in sette luoghi sede dei servizi della Comunità Progetto Sud: a Via Conforti, casa madre; a Settingiano; al parcheggio della cooperativa Ciarapanì, nel giardino de l’ Altra Casa a Via dei Tigli; all’ ingresso del centro di riabilitazione di Via Reillo, all’erbaio de le Agricole ea Fandango.

Un gesto simbolo che ci consegna un 2020 come anno della resilienza e passa il testimone ad un 2021 come anno del ridare più vita alla vita.

CARI GENITORI

Cari genitori,

dopo due settimane vissute navigando a vista, con i bambini sempre più lontani dai soliti rituali familiari e sociali, è già il tempo di non badare solo a difendersi da questa situazione innaturale. Non è più il momento di aspettare che passi, è il momento di tornare a camminare.

I bambini hanno bisogni terapeutici che non permettono pause di settimane o mesi, altrimenti le competenze acquisite svaniscono con la conseguente crescita per intensità e frequenza di comportamenti problema. È necessario rispondere agli attuali alti livelli di frustrazione inventando modi nuovi per stare insieme, lavorare, fare terapia e ottenere risultati.

Nell’ immediato  alleghiamo un PDF #insiemeandràtuttobene,  con nuovi materiali didattici e attività per i “nostri” bimbi e consigli per i genitori,  e abbiamo pensato di proporvi un format d’intervento che declini la programmazione nei prossimi giorni e fino a che le restrizioni imposte non ci consentiranno altrimenti. In questo format sarà sviluppato l’intero processo di lavoro del Centro, attraverso una costante attività di governance e supervisione e coinvolgimento operativo di tutti gli attori del processo terapeutico, genitori compresi.

Di seguito la proposta del Centro

  • 1 incontro di 90 minuti via Skype tra la Dott.ssa Carnovale ed entrambi i genitori per spiegare la programmazione da seguire e fare dei role-playing. A questo incontro parteciperanno anche le terapiste che avranno il compito di preparare il materiale.
  • 1 incontro di 90 minuti via Skype con la Dott.ssa Carnovale in cui provare la programmazione insieme con il bambino concordata nell’incontro precedente

Dopo questi 2 incontri vi sarà ogni settimana un incontro via Skype di 90 minuti per il monitoraggio della programmazione e per valutare, caso per caso, le problematiche che possono emergere in questa situazione di quarantena forzata.

Rimaniamo in contatto e vi preghiamo di ritenerci a vostra disposizione e… Insieme saremo migliori…

 CENTRO PSICO EDUCATIVO AUTISMO

                                                                                                                                   la Direzione e gli operatori

Lamezia Terme (CZ), 27 marzo 2020

#insiemeandràtuttobene

 

EVENTO ANNULLATO

In ottemperanza al DPCM del 4.marzo.2020

l´incontro con Lidia Maggi previsto per il 14 marzo prossimo è rinviato a data da destinarsi.

DISPOSIZIONI IN MERITO A PROCEDURE RELATIVE ALL’EMERGENZA CORONAVIRUS IN ITALIA

DISPOSIZIONI IN MERITO A PROCEDURE RELATIVE ALL’EMERGENZA CORONAVIRUS IN ITALIA

AD OGGI, MERCOLEDI’ 4 MARZO 2020, LA PROTEZIONE CIVILE HA SIGLATO COME ZONE GIALLE DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS LE REGIONI LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA, VENETO E PROVINCIA DI PESARO-URBINO E SAVONA.

Gli utenti del nostro Centro, di ritorno da viaggi su tali zone o con familiari che ne abbiano fatto ritorno, potranno rientrare nel percorso riabilitativo di codesto servizio, dopo 14 giorni dal rientro a casa e privi di sintomi influenzali.

Rispetto agli utenti che non abbiano fatto viaggi in tali zone sarà adottato il regolamento vigente (esposto in bacheca) avendo cura che i rientri dopo malattia avvengano a completa estinzione dei sintomi.

Vi preghiamo, inoltre, di evitare il sovraffollamento nella stessa sala di attesa per cui eventuali accompagnatori sono pregati di essere in numero non superiore a 1.

In sala d’attesa troverete un contenitore con soluzione disinfettante per il lavaggio delle mani.

Il Direttore Sanitario

Dott. Sergio Cuzzocrea

Lamezia Terme 04.03.2020

ALLEGATO 

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