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PROGETTO REGIONALE UN POSTO SICURO: COSTRUIRE PONTI TRA GENERAZIONI PER IL BENESSERE PSICOLOGICO DEGLI ADOLESCENTI

Lamezia Terme (CZ)Dal prossimo 26 febbraio la Comunità Progetto Sud, nell’ambito del progetto regionale Un Posto Sicuro, avvia un ciclo di incontri per condividere e costruire uno spazio di ascolto con genitori, educatori e tutte quelle figure che sono coinvolte nella crescita, nell’educazione emotiva e comunicativa degli adolescenti.

Gli incontri, a cui è possibile partecipare gratuitamente, si svolgeranno il 26 febbraio, il 27 marzo, il 17 aprile e il 22 maggio, nella sala del Chiostro Caffè Letterario di Lamezia Terme dalle 18 alle 20.

Quattro sessioni guidate dalle psicologhe psicoterapeute: Debora Cianflone, Mariannina Amato, Vittoria Curcio, Masha Russo e dall’educatrice Roberta Cretella.

«Su ogni territorio, insieme alle associazioni partner, abbiamo lavorato per costruire veri e propri “Posti sicuri” – afferma Maria Elena Godino, coordinatrice del progetto Un Posto Sicuro. I “Posti sicuri” sono spazi accoglienti e protetti, nei quali gli adolescenti possano sentirsi ascoltati e valorizzati, attraverso la promozione di attività educative, ricreative e di gruppo capaci di rafforzare il loro benessere psicologico».

«Crediamo – conclude la Godino – che una rete coesa, competente e consapevole possa accompagnare gli adolescenti nel loro percorso di crescita, offrendo ascolto, strumenti e punti di riferimento solidi in una fase delicata come quella dell’adolescenza. Il partenariato ampio ci permette di mettere in dialogo esperienze e approcci differenti, costruendo risposte condivise e generative per il benessere dei giovani e dell’intera comunità».

Un Posto Sicuro è un progetto sostenuto da CON I Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e coinvolge una partnership progettuale pubblico-privata con capofila Associazione Comunità Progetto Sud che si raccorda sul territorio calabrese con una rete associativa ampia. A Cosenza la Cooperativa Sociale Strade di Casa, la Cooperativa Sociale Noemi a Crotone e la Cooperativa Res Omnia a Reggio Calabria. Le ASP di Crotone, Catanzaro e Cosenza e i Comuni delle stesse città con almeno una Scuola di istruzione superiore per ogni territorio. L’accademia, con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Unical che svolgono, all’interno del progetto, azioni di ricerca e formazione.

 

Un Posto Sicuro “Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.

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La scelta di Angela Regio. Avevo sedici anni e ho capito che qualcosa poteva cambiare per me e per le persone con fragilità

di Angela Regio

Nel 1976 io facevo parte, da un po’ di anni, degli scout e abbiamo saputo della nascita di questo gruppo di persone con disabilità e non, che erano venute a stare qui a Lamezia Terme, nell’ex asilo di via Conforti.

Con il mio gruppo scout, nel novembre di quell’anno, abbiamo organizzato un incontro per conoscere questa nuova realtà. Io avevo 16 anni, ero impegnata attivamente nel territorio soprattutto come rappresentante del mio istituto scolastico e mi interessavo di politica in senso lato senza però prendere mai alcuna tessera di partito e quello che mi sono trovata d’avanti è stata una realtà che da subito mi ha colpito.  C’erano persone in carrozzina, persone in piedi e, in mezzo alla stanza della sala grande della comunità, c’era una culla con dentro una bambina nata da pochi mesi figlia di Rita, una persona con la poliomielite in carrozzina e di Franco uno dei comunitari “in piedi” che insieme agli altri aveva fatto nascere il primo nucleo della Comunità Progetto Sud.  Uscita dall’incontro mi sono chiesta: ma com’è possibile che persone con diverse limitazioni fisiche esprimano così tanta gioia di vivere? La risposta l’ho poi trovata in seguito!

Negli anni successivi ho iniziato a frequentare la comunità dapprima saltuariamente poi sempre più assiduamente partecipando direttamente ad alcune iniziative promosse. Ho stretto una bella amicizia con alcuni della comunità e nel 1983 ho iniziato a lavorare in un progetto sperimentale per bambine e bambini con disabilità grave che la comunità era riuscita a farsi finanziare in parte dalla Regione. A quasi 24 anni, dopo averci ben riflettuto, ho deciso di investire in pieno la mia vita in questa scelta con questa comunità che si occupava delle persone più fragili, poneva l’accento sull’acquisizione dei diritti, cercava di costruire risposte rispettose della dignità umana e aveva l’idea di una crescita generale della cultura e della politica della nostra Calabria.

UNA PRIMA, PER ME, METAMORFOSI DEL VIVERE IN COMUNITÀ

Il momento decisivo per me è stato quando la comunità ha iniziato a pensare e progettare una sua “articolazione”, cioè fare in modo che un gruppo di persone si staccasse dalla casa madre di via Conforti e andasse a fare l’esperienza in un altro posto, sempre qui in città.

Il 14 gennaio del 1984 nasce, con me dentro, questa esperienza che all’inizio trova alloggio in un appartamento al terzo piano nel centro della città. Eravamo quattro persone in carrozzina e quattro persone non in carrozzina, i cosiddetti “in piedi”.

Alla nostra quotidiana vita in comune, si affiancavano le attività che facevamo insieme al gruppo di via Conforti: si lavorava nei laboratori del rame e delle cornici, nel servizio che stavamo sperimentando per bambini/e con disabilità grave, nel gruppo appartamento per minori; si pranzava insieme; si facevano le riunioni per operare delle scelte o per approfondire temi specifici; si organizzavano convegni e campi estivi e tante altre attività. In tutte e due i gruppi di convivenza, accoglievamo diverse persone del territorio sia calabrese che nazionale, persone con disabilità che cercavano un’alternativa all’istituto, giovani che cominciavano a venire da noi con problemi di tossicodipendenza, ragazze madri o altre situazioni particolari di marginalità. Coinvolgevamo in pieno il Comune e l’allora USL chiedendo risposte e servizi concreti per le diverse situazioni di bisogno e ci battevamo per la piena applicazione delle leggi vigenti. Sperimentavamo dall’interno la possibilità di essere utili affinché la persona accolta potesse riprendersi la propria vita in mano per poi andare e continuare a vivere dove desiderava.

angela regioLA SECONDA METAMORFOSI

È nato tutto come un gruppo che faceva comunità, lavorava per autogestirsi e si batteva per l’acquisizione dei diritti. La seconda metamorfosi in qualche modo, secondo me, è stata quella di far nascere dei servizi per le persone che esprimevano bisogni non ascoltati dai decisori politici e dalla società. Se prima avevamo dentro tutte le persone che avevano dei bisogni particolari, piano piano ci siamo accorti che erano importanti degli interventi più specifici e con professionisti adeguati: nascono così il centro di riabilitazione nel 1987 che inizialmente doveva assolvere al bisogno di riabilitazione delle persone con disabilità della nostra comunità e poi è diventato un servizio di riabilitazione aperto anche ad altre persone del territorio; la comunità terapeutica Fandango per le dipendenze nel 1992, i progetti per far fronte all’emergenza dell’Aids e poi via via tutti gli altri servizi, progetti e attività che sono seguiti.

Tutti questi servizi e attività hanno avuto nel tempo la necessità di assumere operatori e operatrici, personale sanitario e professionisti provenienti dal territorio. Questo ci ha portato a confrontarci con culture organizzative diverse e con diversi approcci operativi, con realtà e persone di diversa provenienza regionale ed europea che ci hanno trasmesso dei saperi spendibili nella nostra realtà, ad aprirci e contaminarci sempre più con tante altre realtà. Il nostro via via è diventato un fare comunità nel territorio.

METAMORFOSI PER IL PRESENTE E IL FUTURO

La metamorfosi che ci aspetta secondo me ha a che fare con dei principi saldi che noi, cosiddetti vecchi comunitari, lasciamo in eredità ai più giovani. Questo significa che ogni attività che facciamo, ogni servizio si fonda su dei principi, se vogliamo, anche inderogabili.

Il primo è quello che abbiamo sempre sostenuto: mettere al centro la persona e con lei o la sua famiglia, con gli enti pubblici e altri soggetti del territorio, costruire risposte che ancora in Calabria non ci sono.

La persona con tutte le sue diversità, la sua cultura, la sua religione, non importa da che mondo viene: il nodo è dare voce ai bisogni delle persone più fragili.

Abbiamo cominciato con le persone con disabilità, ci siamo aperti a tanti altri bisogni. Ecco, la metamorfosi può essere che non ha più l’aspetto della vita comune come l’abbiamo vissuta noi, ma sta sicuramente nei valori di condivisione e di proposta che sono il nostro elemento distintivo, portati avanti da persone che devono avere sì specifiche competenze, laddove occorrono, ma che devono essere motivate e appassionate e che non guardano al proprio interesse personale.

Io credo che la sintesi migliore stia nel nostro nome: comunità nel senso di essere persone che operano collettivamente e non individualmente; avere un progetto, che significa far nascere delle attività e servizi che magari ancora non ci sono e delle quali la nostra terra ha bisogno; il sud, la Calabria, da dove noi parliamo per contribuire alla sua uscita dalla marginalità sociale e politica nella quale è impantanata. Insomma continuare ad essere leva e lievito per l’emancipazione del sud, come lo siamo sempre stati.

L’obbiettivo è quello di cambiare in meglio questa nostra realtà sempre più diseguale, ingiusta e dimentica delle persone più fragili, sapendo che nel farlo cresciamo anche noi in umanità.

angela regio

Il Terzo Settore e la Città

Welfare, amministrazione condivisa, economia sociale. Sussidiarietà orizzontale e innovazione nei processi di adattamento ai cambiamenti sociali e culturali. Nuove urgenze: giovani, popolazione che invecchia e servizi socio-sanitari. Dialogo e analisi di bisogni. Ma anche buone prassi e co-progettazione che funziona e dimostra risultati.

Per seguire quel filo che Calvino ha trasportato nell’ immaginario de “Le città invisibili” dove ogni città si confronta con i suoi abitanti, con sé stessa e con le proprie aspirazioni, il Forum del Terzo Settore del Lametino e del Reventino ha chiesto e parlato alla Città e ai Candidati alla vigilia delle elezioni che tra primo turno e ballottaggio hanno eletto, lo scorso 10 giugno Mario Murone nuovo Sindaco di Lamezia Terme.

Angela Regio (in foto), socia dell’Associazione Comunità Progetto Sud e Portavoce del Forum del terzo settore del lametino e del Reventino, ha messo sul tavolo temi cruciali non solo per la vita dei molti in condizione di fragilità, ma per un’intera collettività che se cresce, cresce insieme.

Quali sono le considerazioni e le sollecitazioni sociali alla politica della terza città della Calabria?  

«La sollecitazione più importante che abbiamo voluto lanciare ai politici della nostra città è stata quella di sottolineare, come Terzo settore organizzato nel Forum, che intendiamo far valere il nostro diritto/dovere alla partecipazione attiva nelle scelte degli indirizzi politici che si intendono compiere per l’intero territorio lametino. È il principio della sussidiarietà orizzontale al quale non intendiamo abdicare perché: siamo Enti del terzo settore(ETS) che perseguono, “senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”; abbiamo come precipua finalità quella di “promuovere e realizzare attività di interesse generale”; ci adoperiamo nel creare legami di fiducia tra le persone e di generare coesione e capitale sociale; ci impegniamo per uno sviluppo economico e sociale più inclusivo e sostenibile attraverso: il rispondere con innovazione ai bisogni e alle problematiche sociali; lo sperimentare soluzioni sociali nuove ed efficaci; l’adattarsi ai cambiamenti con creatività. Tutto questo il Terzo settore lo fa mettendosi a disposizione e affianco alle istituzioni e al territorio generando un forte impatto economico, sociale ed occupazionale per la crescita dei territori e del nostro paese. Stiamo scommettendo, insomma, sulla capacità degli ETS di unirsi e collaborare per lo sviluppo complessivo dei territori al di là del proprio interesse specifico: questa è la strada per arrivare davvero ad incidere in un contesto sociale ed essere riconosciuti e credibili. Le difficoltà, però, per arrivare a questo sono molteplici e riguardano soprattutto l’appiattimento e la subordinazione che tanti ETS continuano ad avere nei confronti della Pubblica Amministrazione e della politica: per la propria autoconservazione si disperde il senso del sentirsi pienamente cittadini e cittadine, capaci cioè di essere parte attiva del vivere sociale e quindi anche di proporre e anticipare soluzioni efficaci per il buon vivere comune».

Quali sono le urgenze che necessitano di confronto e programmazione?

«Da qualche anno piovono nei Comuni tanti e diversi fondi: dal PNNR ai FNA (Fondi per la non autosufficienza); da quelli per Agenda urbana a quelli per la riqualificazione dei territori più disagiati e cosa si fa? Spesso si fanno tornare indietro i fondi solo perché non ci sono all’interno delle amministrazioni comunali dirigenti competenti, motivati e qualificati che li intercettano e, dall’altra parte, i politici sono distratti da altro e non comprendono come invece l’attivare queste possibilità può diventare volano per un reale sviluppo territoriale. È su tutte le tematiche sociali che vi è la necessità di confrontarsi per programmare insieme le linee di intervento, uscendo dalla logica che un ente del terzo settore sia solo quello al quale affidare in ultima analisi la mera gestione di alcuni progetti senza valutarne l’effettivo impatto ed efficacia».

Amministrazione Condivisa: quali i modelli di collaborazione tra l’amministrazione comunale e le organizzazioni del Terzo Settore per la gestione condivisa di beni comuni e servizi di interesse generale?

«L’amministrazione condivisa vuol dire coinvolgere in modo attivo gli Enti del Terzo Settore nella programmazione e organizzazione a livello territoriale degli interventi e dei servizi nei settori di attività di interesse generale. Per attivarla concretamente è contemplato dalle leggi il procedimento della co-programmazione, che è finalizzata all’individuazione dei bisogni da soddisfare, degli interventi necessari, delle modalità di realizzazione e delle risorse disponibili: questo è a tutti gli effetti un procedimento amministrativo formalmente riconosciuto che si conclude con un documento condiviso. Ad essa segue la co-progettazione di specifici progetti di servizio o di intervento. Quindi vuol dire sedersi intorno ad un tavolo non per “spartire” fondi e attività tra le parti, ma per confrontarsi su ciò che occorre realmente ad un territorio e solo dopo individuare i criteri per l’eventuale partecipazione ai bandi e le modalità di rendicontazione non solo economica ma soprattutto di impatto. Per questo come Forum del lametino abbiamo chiesto espressamente all’amministrazione precedente e anche ai candidati a sindaco, di adoperarsi a stendere uno specifico regolamento, per altro già in uso in molti comuni d’Italia, che orienti, sul piano giuridico, queste forme di confronto, condivisione e co-realizzazione di interventi, servizi e attività di interesse generale».

Siamo difronte ad un’assenza di dati, ma i bisogni rilevati sono presenti: come arrivare a delle analisi realistiche sulle esigenze specifiche dei diversi quartieri e frazioni di Lamezia Terme, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e sostenibili?

«Alcune leggi, tra le quali la 328/2000 e quella regionale 23/2003, hanno previsto un interessante strumento di partecipazione che sono i tavoli per l’analisi, la costruzione e la verifica del Piano di zona per il sistema di interventi e servizi sociali. A questi tavoli dovrebbero partecipare le ETS e le organizzazioni sociali che lavorano già in tanti settori quali i servizi di cura, la cultura, lo sport, etc. e le associazioni di tutela dei diritti delle persone. Il compito dei tavoli è proprio quello di mettere insieme le conoscenze che si hanno sul campo dei vari fenomeni e nei diversi territori. Questo permette l’acquisizione di quei dati altrimenti poco rilevati, che servono poi per programmare interventi di sistema e non facili soluzioni “spot” che durano poco e non incidono sul cambiamento reale. Per questo abbiamo chiesto e chiediamo che i tavoli per il piano di zona divengano permanenti affinché ci sia un continuo scambio di informazioni e collaborazioni tra gli enti e la Pubblica Amministrazione».

Quale la politica per la promozione di modelli di sviluppo economico che valorizzino l’impatto sociale e ambientale?

«Questa è la domanda che abbiamo rivolto ai candidati a sindaco e per la quale abbiamo ricevuto in risposta i dépliant con il loro programma elettorale dove c’è tanto ma manca, come al solito, una visione. Noi crediamo che sia possibile uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente e con grande impatto sociale. La domanda è: chi sarà chiamato a governare avrà l’orizzonte limitato della propria vita o si proietterà a disegnare un futuro vivibile per le nuove generazioni?»

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Asmae Dachan a Lamezia Terme: un’occasione per trovare le parole

di Maria Pia Tucci

«L’accoglienza non è aprire una porta e far entrare qualcuno e poi dimenticarsene. L’accoglienza è davvero aprire la mente, il cuore, le braccia a un’esperienza di vita nuova e fare insieme un cammino. Mi ha colpito l’umanità delle persone che ho incontrato e allo stesso tempo la tenacia».

Se potessimo parlare per sintesi, questa dichiarazione di Asmae Dachan potrebbe bastare per ispirare nuovi incontri capaci di lasciare in eredità il pensiero del come fare e ad interrogarsi sul perché la narrazione dell’accoglienza migrante continui ad avere – come dice ancora Asmae Dachan- «sempre toni emergenziali. E non si entra mai o raramente, nell’approfondimento invece di quello che sono le storie, di quello che sono le relazioni umane che poi nascono dall’incontro tra chi arriva e chi accoglie».

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Il 5 e 6 maggio scorsi, a Lamezia Terme la giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan, ha incontrato operatori, studenti e cittadini. L’Interrogarsi sul ruolo delle narrazioni in contesti di conflitto e migrazione come primo passo per restituire voce e dignità alle storie umane, è stata la riflessione di partenza per la due giorni di confronto, formazione e cittadinanza promossa dai progetti SAI Ordinario Lamezia Terme “Due Soli”, SAI Minori stranieri non accompagnati Lamezia Terme “Luna Rossa” e “Terre Sorelle” di Miglierina, in collaborazione con il Movimento “Umanità in Ricerca”.

Come ha vissuto l’esperienza di Lamezia Terme?

«A Lamezia Terme ho conosciuto una realtà di cui avevo sentito parlare ma mai incontra da vicino. Vivere l’esperienza è stato molto più emozionante, molto più coinvolgente che il solo sentirne parlare. L’esperienza a Lamezia Terme, l’incontro con gli operatori e con i giovani beneficiari del progetto di accoglienza è stata particolarmente toccante. Sono stata anche colpita dalla diversità delle professionalità coinvolte nell’accoglienza. Ogni persona, ogni specialista apporta un contributo importante per rendere la permanenza delle persone richiedenti asilo, delle persone che si lasciano alle spalle storie drammatiche, più piacevole, più serene, più costruttive possibile. Si tratta di minori, di persone vittime di tratta, di persone in fuga da guerre, da povertà, di persone che hanno delle fragilità importanti e quindi avere degli occhi, delle mani, dei cuori dedicati a loro è sicuramente fondamentale».

Cosa porta con sé di questa esperienza?«Ho visto un gruppo di persone lottare. Lottare contro la criminalità organizzata, lottare contro le ingiustizie, lottare contro l’abbandono, questo vuol dire mettersi controcorrente rispetto alla storia, soprattutto in questo particolare periodo storico dove si criminalizza chi cerca di fare qualcosa. L’amore per il bene è persino una parola che spesso viene confusa con buonismo come se fosse una parola dispregiativa, offensiva. Credo che queste realtà possano essere un laboratorio da prendere come riferimento, come modello e da replicare altrove ».
Esiste dunque, una diversa narrazione. Da cosa partire?
« Sono grata agli operatori, agli amici che mi hanno invitata. Credo che anche una diversa sinergia tra gli organi di informazione e gli operatori che sono sul campo possa favorire a cambiare la tendenza, a invertire questa narrazione che è sempre allarmistica. E dare uno spiraglio su quelle che sono tutte le opportunità dal punto di vista umano, della conoscenza che l’incontro con l’altro e l’accoglienza con l’altro offre».
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Due giorni e con tre linguaggi diversi per abbracciare e farsi abbracciare da un pubblico trasversale: gli operatori specializzati, gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” e del Polo Tecnico professionale Rambaldi – De Fazio e un incontro pubblico al Chiostro di San Domenico, è stata questa l’esperienza con Asmae Dachan a Lamezia Terme. Un’opportunità di incontro e dialogo che potrebbe essere una traccia per un laboratorio permanente.

evidenza

Inaugurazione dei GOEL Biodiversi Labs di Pianopoli: un nuovo passo verso la valorizzazione della biodiversità calabrese

Pianopoli, 13 marzo 2025 – Un altro tassello si aggiunge al cluster “GOEL Biodiversi”: si è tenuto oggi l’evento di inaugurazione dei GOEL Biodiversi Labs di Pianopoli, con un nuovo e moderno impianto di essiccazione e di disidratazione di materia prima vegetale.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione delle principali istituzioni locali e dei partner del progetto, impegnati a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’innovazione agricola in Calabria.

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I GOEL Biodiversi Labs di Pianopoli sono un impianto all’avanguardia che utilizza processi innovativi, sostenibili ed ecocompatibili per l’essiccazione e la disidratazione di materia prima vegetale che attinge alla straordinaria biodiversità calabrese. L’impianto può produrre anche infusi, tisane, liofilizzati e frutta disidratata.

Il cluster “GOEL Biodiversi” è stato promosso da GOEL – Gruppo Cooperativo e Associazione Comunità Progetto Sud ETS. Si tratta di un sistema integrato, costituito da aziende agricole, stabilimenti di trasformazione e un centro di ricerca – il B.R.I.C.K. – orientato alla valorizzazione delle produzioni vegetali non solo come alimenti freschi o conservati, ma anche come principi attivi farmaceutici, cosmetici e nutraceutici. Un “cluster” capace di valorizzare la biodiversità botanica, sperimentando l’utilizzo agricolo di nuove specie che la grande “tavolozza microclimatica” della Calabria consentirà di implementare.

Alla realizzazione del laboratorio di Pianopoli, oltre Comunità Progetto Sud e GOEL, hanno contribuito anche Fondazione CON IL SUD, ENEL Cuore ONLUS e il PSR della Regione Calabria.
Vincenzo Linarello, Presidente di GOEL – Gruppo Cooperativo, ha evidenziato come il progetto rappresenti una vera e propria sfida per il futuro dell’agricoltura in Calabria: “La Calabria si distingue in Europa per l’eccezionale diversificazione microclimatica e la straordinaria biodiversità, che può e deve diventare un vantaggio competitivo in agricoltura. Con GOEL Biodiversi vogliamo provare a farlo, e questo stabilimento di essiccazione è un tassello fondamentale della filiera integrata”.

Giacomo Panizza, Presidente di Comunità Progetto Sud, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Comunità Progetto Sud insieme a GOEL ha promosso la nascita del cluster di GOEL Biodiversi. In particolare abbiamo contribuito all’avvio dell’impianto: con un mutuo bancario abbiamo acquistato i due capannoni e li abbiamo messi gratuitamente a disposizione dell’impresa sociale che gestisce l’impianto. Siamo ancora e sempre al fianco di giovani che scommettono sul lavoro produttivo. Qui abbiamo messo in rete una produzione innovativa di materie prime vegetali che nascono in Calabria. Siamo abituati a consumare alimenti che arrivano da fuori regione e da fuori Italia, ma è ora di produrre qui, più e meglio, cibi e principi attivi da vendere dappertutto. In questo impianto, – conclude Panizza – grazie a professionalità specializzate, essicchiamo frutti, verdure e altre materie prime biologiche, di lunga conservazione, e anche da utilizzare per il beauty e il benessere della persona”.

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Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione CON IL SUD, ha sottolineato l’importanza delle ricadute sociali di progetti di questo tipo: “ Oggi è una giornata importante. Si inaugura un sito produttivo che offre speranza, per dare occasioni di lavoro, per investire sulle ricchezze del sud e contribuire alla sfida del nostro prossimo triennio, rappresentata dalla rigenerazione demografica. Questa deve basarsi su accoglienza, restanza e possibilità di far tornare al Sud chi è dovuto andare via.“

Filippo Rodriguez, Consigliere Delegato di Enel Cuore, ha sottolineato che: “Enel Cuore sostiene GOEL – Gruppo Cooperativo e Comunità Progetto Sud e i loro progetti in Calabria, perché crede fermamente nell’inclusione lavorativa e nell’impegno di chi restituisce dignità e valore alle persone e ai territori in condizioni di fragilità. Per questo oggi inauguriamo l’impianto di essicazione di Pianopoli  che fa parte del progetto Biodiversi, un’idea innovativa che valorizza la biodiversità, favorisce l’inclusione sociale , sostiene territori e comunità. Anche questo laboratorio è un’impresa sociale che inserisce al lavoro persone svantaggiate”.

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In compagnia di Maicol | 9 settembre ore 18.30 | Via Conforti

“Un diario, nel quale Emma Leone ha cercato di racchiudere, seppur solo in parte, alcuni momenti, forse i più significativi, della sua vita. Pagine di dolore e sofferenza, ma anche di tanta gioia e felicità e di scelte che l’hanno resa protagonista nel cambiamento non solo personale, ma soprattutto nel sociale. Pagine che raccolgono le sue emozioni e le sue riflessioni”.

“In compagnia di Maicol” è l’autobiografia di  una protagonista della nascita e della vita della Comunità Progetto Sud, dal 1975 ai nostri giorni. Il virgolettato in incipit è consegnato a tutte e tutti noi dal compagno di vita di Emma Leone, Beppe Rozzoni, parole che in poche battute fanno il riassunto e lanciano il messaggio del viaggio che Emma ci permette di fare con un testo elaborato e ricco di vita e che chiama chi lo legge a riflettere sul senso delle scelte.

Scelte che Emma ha compiuto per sé stessa e per garantire ad altri e altre il senso dei diritti e dei doveri delle persone con disabilità, il protagonismo collettivo dei ruoli che ognuno ha in una catena umana che produce sociale con il senso del fare.

Emma Leone e Beppe Rozzoni
Emma Leone e Beppe Rozzoni

Un estratto del libro, pubblicato come numero 121/122 edizione della rivista Alogon, può essere scaricato dal sito della Comunità Progetto Sud  ( Scarica cliccando qui )  e sarà presentato sotto il glicine di Via Conforti, casa madre della Comunità Progetto Sud, il prossimo lunedì 9 settembre 2024 ore 18.30. 

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Una presentazione tutta al femminile, che farà focus sul sociale contemporaneo partendo proprio dalle pagine di “In compagnia di Maicol”; a discuterne: Marina Galati, psicologa e direttrice di Comunità Progetto Sud, Laura Corradi, sociologa e docente Unical,  Giorgia Gargano, docente e già assessore alla Cultura e Istruzione del Comune di Lamezia Terme, Maria Pia Tucci, giornalista e ufficio stampa di Comunità Progetto Sud.

Nell’intervista di Tiziana Bagnato, di qualche anno fa, un profilo di Emma Leone

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Umanità in ricerca: «Saremo a Cosenza perché crediamo ad un altro modo di guardare il futuro»

Dopo Lamezia Terme la road map del forum per cambiare l’ordine delle cose fa tappa a Cosenza

 «Il prossimo giovedì 11 aprile, saremo anche noi a Cosenza per continuare la road map: Per il diritto d’asilo e la libertà di movimento – le nuove forme di governo delle migrazioni. Un cammino che sta attraversando l’Italia e che vuole spingere dal basso il cambiamento del progetto, in via di approvazione, di nuovo patto che mira a frenare gli arrivi dei migranti, sentiti come minaccia alla fortezza Europa. Come Movimento Umanità in Ricerca troviamo disumano ed inconcepibile immaginare una zona franca, un cosiddetto non luogo dove esseri umani, dopo aver affrontato anni di viaggio pericoloso, verrebbero reclusi in attesa di vedere riconosciuti imprescindibili diritti umani».

«La nostra testimonianza – dicono dal coordinamento – vuole rafforzare quanto detto nella prima tappa calabrese, che ha visto la nostra città partecipare a questa marcia voluta dal Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose a cui abbiamo convintamente aderito come Movimento Umanità in Ricerca».

Da un anno, dal naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023, questa rete sociale lavora costantemente «Nel nostro agire  – dicono ancora – c’è , da un lato, la volontà di superare le barriere dell’ indifferenza rispetto al dramma delle persone che attraversano il Mediterraneo e dall’altra la responsabilità di costruire coscienza civica e critica soprattutto tra i giovani rispetto al tema migratorio».

 

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«È quello che abbiamo fatto con la tappa della road map di Lamezia, – sottolineano – entrando nel Liceo Classico-Artistico Fiorentino grazie alla disponibilità e all’accoglienza del Dirigente Scolastico Nicolantonio Cutuli. L’incontro dello scorso marzo ci ha messo in dialogo con studenti e studentesse delle classi seconde. Con loro e con l’attivista del Forum Teresa Menchetti, ci siamo interrogati sul cosa e sul perché le persone sono spinte a migrare. Sui rischi ma anche sui sogni che inducono donne, bambini, uomini, in gruppo o da soli a intraprendere un “viaggio della speranza”».

« Con la nostra presenza porteremo a Cosenza l’esperienza della nostra rete e della nostra città – dicono ancora gli attivisti di Umanità in ricerca -. Lamezia Terme è una città accogliente, non ostile all’ integrazione e inclusione degli stranieri che hanno scelto di viverci. Alcune esperienze virtuose del nostro territorio calabrese inducono anche ad attribuire importanza alla possibilità di una progettualità legata al recupero delle aree interne e a questo la politica non può non guardare. Vogliamo portare una testimonianza di una accoglienza possibile e giusta guardando al nostro territorio che da tale fenomeno può essere arricchito. Vogliamo dare una prospettiva possibile, un altro modo di guardare il futuro».

La rete di Umanità in ricerca è formata da associazioni e organizzazioni protagoniste e sensibili alla tematica delle migrazioni e ne fanno parte AGESCI Zona Reventino, Associazione Arci Lamezia Terme/Vibo Valentia, Azione Cattolica Diocesi di Lamezia Terme, Associazione Comunità Progetto Sud,Associazione Mago Merlino, Fondazione Trame, InRete Cooperativa Sociale, Pax Christi-Punto Pace Lamezia Terme.

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Lamezia Terme, il 28 maggio è la giornata mondiale del gioco: al centro l’infanzia con la rete nazionale del progetto IP IP Urrà

 IP IP URRÀ è  il progetto selezionato da Impresa sociale CON I BAMBINI 

La rete Ip Ip Urrà – Infanzia prima torna a mobilitarsi in occasione della Giornata mondiale del Gioco del 28 maggio replicando l’evento del 2021. Le organizzazioni partner del progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile hanno lanciato un programma di iniziative in 10 città.

A Lamezia Terme la “Festa del Gioco” verrà celebrata  il 31 maggio, dalle 16:15-18:00 nel Cortile del Plesso Augruso dell’ IC “Manzoni -Augruso”.

«Il gioco è un diritto dei bambini, – dicono gli operatori di progetto di concerto con i referenti della Scuola -. Diritto a spazi e tempo ludici,  – continuano – da condividere e nei quali relazionarsi e socializzare imparando anche le regole e il rispetto per gli altri».

«In questa prospettiva negli spazi colorati, frutto di un lavoro comune tra scuola, bambini, genitori, operatori della Comunità Progetto Sud il 31 maggio festeggeranno il diritto al gioco con attività motorie e giochi di gruppo che i bambini, – concludono- attività che si svolgeranno con il coinvolgimento degli adulti e dei loro pari».

«L’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite con la Risoluzione 44/25 del 20 novembre 1989, ha riconosciuto e il gioco come un ‘diritto’ inviolabile ed insindacabile di ogni bambino – dichiara Barbara Pierro, presidente dell’associazione Chi rom e chi no… capofila del progetto – ma siamo ben lontani da una concreta attuazione.  A tutti i bambini e le bambine politiche specifiche e mirate devono garantire opportunità di crescita comune, occasioni di gioco quotidiani e accessibili a tutti e tutte. Attraverso il gioco ogni bambino e bambina ha occasione di significare il mondo, imparare a relazionarsi con gli altri, superare difficoltà e costruire spazi di socialità».

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In due città, a Roma e a Lecce, le iniziative si sono svolte nei giorni scorsi. Nella Capitale l’Associazione 21 luglio, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata, ha organizzato un’uscita presso la fattoria didattica “Casale sul fiume Freja”, poco distante da Roma, a cui hanno partecipato le famiglie del quartiere di Tor Bella Monaca. L’evento ha riscosso molte adesioni, circa 120 tra bambini e genitori di oltre 40 nazionalità diverse.  Durante la giornata, oltre a momenti esplorazione dei vari ambienti naturali come il bosco e le cascate, e l’interazione con gli animali, sono state proposte numerose attività ludiche e giochi cooperativi pensati per promuovere la conoscenza reciproca, il sentimento comunitario tra famiglie e l’affiatamento genitore-figlio

A Lecce il 25 maggio Fermenti Lattici ha organizzato “Giochi da cortile”, un pomeriggio nel giardino della Community Library “L’Acchiappalibri” per giocare in gruppo e all’aria aperta: “acchiapparello”, “ruba bandiera”, “un-due-tre-stella”, “campana” e tanti altri giochi che da sempre divertono e coinvolgono generazioni di bambini.

 

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Ecco il calendario dei prossimi giorni, il 27, 28 e il 31 maggio:

  • Messina: 27 maggio alle ore 17 in piazza Unione Europea i bimbi e le bimbe del centro socio-educativo “Il Melograno” di #FondoSaccà festeggeranno la Giornata Mondiale del Gioco decorando e facendo volare degli aquiloni. “Abbiamo scelto questa azione, simbolica e fortemente scenografica, per attirare l’attenzione e porre l’accento sull’importanza della riappropriazione degli spazi urbani. Per una città più a misura di bambini, per vivere gli spazi aperti e promuovere legami sociali e inclusività”.

 

  • Napoli: 28 maggio ore 10:00 in Largo Battaglia a Scampia (Na) l’ass. chi rom e…chi no in rete con realtà e scuole territoriali e cittadine “abiterà” uno spazio pubblico, prima discarica abbandonata oggi giardino meraviglioso intitolato “Pangea il giardino dei 5 continenti e della non violenza”. La festa dei popoli e il gioco al centro dell’iniziativa dedicata alla cura delle relazioni contro ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti dell’ambiente e di ogni essere vivente.

 

 

  • Genova: sabato 28 maggio dalle 15.30 alle 18.30  si svolgerà nello spiazzo antistante l’ingresso del Nido Vico Rosa, in Via della Maddalena (centro storico genovese).  il laboratorio “Giochiamo con Hervé Tullet” dedicato a bambini/e dai 0 ai 6 anni e famiglie con accesso gratuito. Si svolgeranno letture col kamishibai (“teatro di carta” di origine giapponese) e attività espressivo-creativa per creare un grande percorso-puzzle a partire dalle carte “Memo” di Tullet. L’attività si svolge all’interno del calendario eventi della Fiera della Maddalena.

 

  • Pioltello (provincia di Milano): il 28 maggio dalle ore 16.30 gli operatori dell’equipe di Ip ip Urrà Pioltello (Arti & Mestieri con Azienda Futura) insieme ai volontari dell’Associazione Genitori Lilliput organizzeranno un pomeriggio di giochi e laboratori per tutti i bambini e le bambine presso il Parco di via Monza a Seggiano di Pioltello, parco che ha causa della pandemia è stato a lungo tenuto chiuso e che ha recentemente riaperto. L’azione si svolgerà SABATO 28 Maggio dalle ore 16.30.

 

  • Bergamo-Valle Seriana: il 28 maggio dalle 9.30 alle 14 si svolgerà una passeggiata in Natura all’Orto Solidale di Ranica. Esplorazione, proposte ed esperienze con i  materiali naturali e i tesori dell’orto. Letture animate a cura dell’attore di Pandemonium Teatro, pranzo al sacco e Grande Gioco finale!

 

  • Moncalieri (provincia di Torino): il 28 maggio Festa tra Casa Zoe e il Giardino Incantato in Salita Padre Denza 9, alle 10 una mattinata tra corner di gioco per tipologia (montessoriani, corporei, da tavolo, pittorici) che si concluderà con una grande sorpresa con consegna di un gadget. La festa del gioco sarà occasione per il lancio della nuova campagna di cultura del sospeso che vedrà l’attivazione, i tre cartolerie della città, di corner di raccolta materiale scolastico destinato alle famiglie fragili della città, in collaborazione con Comune Moncalieri e Ass. Carità Senza Frontiere.

 

  • Firenze: il 28 mattina cooperativa sociale L’Abbaino presenta l’evento organizzato dal comune di Firenze e il quartiere 4 con un laboratorio dedicato ai piccoli: lettura animata e espressione grafico/pittorica, “argingrosso” di tutti di più, il parco che non ti aspetti, una festa piena di attività per bambini e adulti, che vedrà coinvolte decine di associazioni culturali, sportive, sociali, educative e ricreative”

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

 

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Offerta di lavoro: educatore professionale

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Settore di riferimento: donne in difficoltà
*Area formazione e ricerca

Scadenza: 14 aprile 2022

 

 

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Aggiornamento calendario selezioni Servizio Civile

Il calendario per selezione del PROGETTO “PAC Prevenire con l’Animazione Culturale”CODICE PROGETTO PTCSU0016721011854NMTX , ha subito una variazione.

Di seguito il  calendario aggiornato:

Le selezioni avranno luogo il 31 marzo dalle ore 9 alle ore 10.30 presso i locali di Via Reillo, 7 – Lamezia Terme.

Scarica QUI l’ allegato con i dettagli.