DETENUTI STRANIERI: NELLA CASA CIRCONDARIALE DI VIBO VALENTIA È ATTIVO LO SPORTELLO STRAGIUDIZIALE DELLA COMUNITÀ PROGETTO SUD

di Maria Pia Tucci

Al 30 giugno 2026, secondo quanto riporta il dato ufficiale del Ministero della Giustizia,   su 407, sono 55 le persone straniere detenute nella Casa Circondariale di Vibo Valentia, dove la Comunità Progetto Sud è attiva con uno sportello stragiudiziale.

Sportello nato da un progetto finanziato da Cassa delle Ammende per favorire l’integrazione sociale e lavorativa degli stranieri prossimi alla dimissione o che ancora sono nella condizione di regime carcerario per lungo periodo.

Un lavoro che il gruppo di lavoro di advocacy della Comunità Progetto Sud svolge in sinergia con la compagine educativa che già opera all’interno della Casa Circondariale di Vibo.

Ai detenuti stranieri è così garantito, grazie allo sportello, l’orientamento sui servizi esterni: tutela dei diritti civili e sociali, supporto burocratico e consulenza legale. A questi si aggiungono laboratori informativi, capacity building, in relazione con enti del territorio e orientamento al lavoro. Tutte le azioni sono finalizzate al reinserimento sociale, all’accesso ai servizi, alla costruzione di reti territoriali e alla preparazione all’uscita dalla condizione detentiva.

«Creare le condizioni formali e sociali per il dopo pena significa poter convivere alla pari nella società. – Dice don Giacomo Panizza, Presidente della Comunità Progetto Sud -. La liberazione da una pena carceraria si completa solo se sboccia nella libertà di incontrare persone, fruire di servizi e di mezzi adatti ad assumere responsabilità per condividere diritti e doveri con qualsiasi cittadino e cittadina della nostra Repubblica democratica».

Una molteplicità di servizi, come molteplici sono il tipo di pena da scontare in seguito al reato commesso di chi si trova in regime detentivo ed è straniero. Diversi sono anche i luoghi di provenienza dei detenuti e i territori di riferimento con cui l’equipe all’area advocacy della Comunità della Comunità Progetto Sud, destinata al servizio stragiudiziale, deve confrontarsi.

Team di lavoro di cui fanno parte operatrici e operatori legali, orientatrici al lavoro, un amministrativo ed esperti esterni con competenze mirate agli obiettivi di progetto.

Nel corso del primo anno di attività, grazie al protocollo siglato con la Casa Circondariale “Nuovo Complesso” (NCP) diretto dalla dottoressa Angela Marcello, sono stati attivati incontri informativi su temi portanti: il diritto alla salute e la messa a sistema relazioni di supporto tra detenuti dimettenti e organizzazioni sindacali, religiose e laiche.

Foto in evidenza: Panizza e Marcello firmano l’accordo per lo sportello stragiudiziale. Foto da un frame dal servizio TgRCalabria del 23.04.2024