Salute mentale in Calabria: dalla programmazione all’attuazione

Il documento di proposta della terza giornata regionale sulla salute mentale 

La Terza Conferenza Regionale sulla Salute Mentale ha evidenziato un dato ormai incontrovertibile: la Calabria dispone oggi di strumenti programmatori e di indirizzo che solo pochi anni fa mancavano, ma permane una marcata difficoltà nel tradurre tali strumenti in organizzazione effettiva, servizi, personale, integrazione socio-sanitaria, monitoraggio e valutazione degli esiti. Il problema principale non è più l’assenza di norme o di piani, ma la persistente distanza tra approvazione degli atti e loro concreta esecuzione. L’integrazione socio-sanitaria deve essere intesa non solo come principio, ma come modello organizzativo operativo, fondato su responsabilità definite e strumenti concreti.

I contributi raccolti confermano inoltre che tale distanza produce una frammentazione multilivello: frammentazione del dato, della governance, dei servizi, degli interventi, dei percorsi di continuità delle cure e del rapporto tra sistema sanitario, sistema sociale, scuola, famiglie, medicina generale e territorio. La continuità delle cure rappresenta uno degli indicatori principali di qualità ed efficacia del sistema dei servizi.

Il presente documento è costruito come “Piattaforma di proposte per l’attuazione delle politiche regionali sulla salute mentale e le dipendenze.” Per ciascun tema vengono evidenziati: la criticità, il profilo amministrativo-giuridico-sanitario-sociale e la richiesta operativa conseguente.

La sfida non è elaborare nuovi modelli teorici, ma rendere operative le scelte già compiute, passando definitivamente dalla pianificazione all’azione.

Punto focale l’integrazione socio-sanitaria: intesa non solo come principio, ma come modello organizzativo operativo, fondato su responsabilità definite e strumenti concreti.

Il Budget di Salute rappresenta lo strumento più avanzato, ma la sua applicazione è ancora limitata e disomogenea, a causa di carenze formative, assenza di protocolli condivisi e difficoltà nella ricomposizione della spesa.

Rete territoriale e continuità delle cure: Persistono disomogeneità nella disponibilità e nel funzionamento dei servizi: CSM, SPDC, strutture residenziali e semiresidenziali, Centri Diurni e servizi domiciliari.

Emergono carenze nella neuropsichiatria infantile, ritardi nell’attivazione dei reparti ospedalieri e insufficienza di servizi per minori. Priorità alla programmazione strategica di interventi per l’età evolutiva, neuropsichiatria infantile e intercettazione precoce, così come per le dipendenze e comorbilità psichiatriche.

Nel documento si fa riferimento inoltre ai disturbi emergenti e all’accesso ai servizi con riferimento ai disturbi alimentari, ADHD adulto, dipendenze comportamentali ed esordi precoci restano ambiti poco strutturati.

Sotto la lente d’ingrandimento anche l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle demenze rendono centrale la presa in carico degli anziani.

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