Budget di salute in Calabria

Soggetti, normative e Governance

Il budget di salute è definito dall’ Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità quale “strumento di definizione quantitativa e qualitativa delle risorse economiche, professionali e umane necessarie per innescare un processo volto a restituire centralità alla persona, attraverso un progetto individuale globale”.

Ad aprire il dibattito su questo tema,in Calabria, sulla sua definizione di metodo, soggetti, norme e governance l’incontro in remoto, organizzato dal CNCA Calabria e dalla Comunità Progetto Sud previsto per il 22 aprile alle ore 15, a cui si potrà accedere collegandosi al link Webinar https://zoom.us/j/99011267346.

L’obiettivo è diffondere la conoscenza e la promozione della metodologia del Budget di salute che favorisce, appunto, l’integrazione del sistema di cura con il sistema di comunità per il benessere e l’inclusione sociale di persone fragili e vulnerabili.

La tavola rotonda si concentrerà sui percorsi possibili tra associazioni di utenti, famiglie, organizzazioni del terzo settore,  servizi pubblici sociali e sanitari per co-programmare e co-progettare la sperimentalità del metodo del budget di salute per la realizzazione dei progetti terapeutici riabilitativi individualizzati in Calabria.

Relazionano:
Giacomo Panizza | Presidente Comunità Progetto Sud
Giorgio Marcello | Docente di Sociologia generale Università della Calabria
Rossella Manfredi | Direttrice Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze ASP CZ
Coordina
Marina Galati | Presidente CNCA Calabria

Scarica la locandina

Atti intimidatori alla Comunità Progetto Sud

Atti intimidatori rivolti ai lavoratori e alle lavoratrici della Comunità Progetto Sud a Lamezia Terme che operano nel bene confiscato di Via dei Bizantini.

Gomme squarciate in pieno giorno sono la brutta sorpresa che quattro degli operatori della casa Pensieri & Parole hanno trovato negli ultimi 8 giorni alla fine del turno.

 

Sette gli episodi denunciati che riportano al centro la sicurezza del gruppo sociale fondato da don Giacomo Panizza nel 1976.

 

Denuncia che è già sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio il quale ha riferito all’ attenzione della DDA dei dottori e Nicola Gratteri e Vincenzo Capomolla per chiedere un intervento deciso a sostegno delle attività sociali e produttive della Comunità Progetto Sud.

Questa mattina a portare la solidarietà, in una conferenza aperta è stato il segretario Regionale della GCIL Angelo Sposato insieme al segretario dell’ area vasta Enzo Scalese.

 

«La novità è che è sempre successo a me o ai beni che sono della Comunità. Questa volta a chi lavora qui» dice Don Giacomo Panizza, Presidente di Progetto Sud «Il lavoro di questi anni è stato portato avanti con dignità e con la cultura della legalità e del lavoro pulito e regolarmente retribuito, proprio qui, nel primo bene confiscato e assegnato della città».

 

«Lo Stato deve fare qualcosa in più. La presidenza del Consiglio dei Ministri deve assumersi la responsabilità di attenzionare la Calabria». Così Angelo Sposato promette che arriverà fino a Roma

«Perché quando si cerca di colpire il lavoro si vuole colpire il germoglio della legalità e la Comunità Progetto Sud e Don Giacomo Panizza sono capisaldi di questa cultura da sostenere».

«Chiederemo che il Governo ci metta la faccia e che Progetto Sud non venga lasciata sola. Se necessario ci costituiremo parte civile». -Continua Sposato.-

 

«Ai lavoratori dico: non lasciamoci intimidire. Chiederemo che la struttura venga sorvegliata H24.  La nostra non è solo una solidarietà ma un impegno per agire insieme e lo faremo già da oggi».

 

A fianco della Comunità anche il legale della Progetto Sud, l’ Avvocato Italo Reale «Siamo davanti al tentativo di non fare lavorare le persone. Abbiano l’impressione che ci sia qualcosa di fuori controllo. Strade vecchie che si ripresentano e nuove modalità di attacco».

Presente anche Maria Teresa Morano a rappresentare la vicinanza dell’ associazione Antiracket di Lamezia Terme «Chiediamo alle Istituzioni di fare la loro parte ma anche alla Cittadinanza di prendere posizione netta di condanna» – dice «Il problema è la presenza di una criminalità che non è quella di quindici anni fa ma prendiamo atto che sta mancando la società civile» – Continua – «Non si può delegare a chi già sta facendo.  Lo chiediamo invece a chi passa di qua, in una strada così trafficata e dice di non vedere quando accadono questi fatti criminosi». e conclude .
«è necessario fare rete in maniera continuativa, è necessario per poter costruire uno scudo sociale importante».

 

Lamezia Terme (CZ), 11 marzo 2021

VIDEO. Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria

Fornire informazioni e aumentare la soglia della comunicazione sui temi della vaccinazione anti Covid-19 in Calabria, così come quello di fare il punto sull’ esecuzione, affidabilità e distribuzione della prevenzione tramite i tamponi, i temi del webinar: Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria andato in diretta sulla pagina facebook della Comunità Progetto Sud e organizzato in collaborazione con Comunità Competente*.

La dottoressa Cristina GIRALDI, Segretaria Nazionale dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani  (AMCLI) e
il dott. Sandro GIUFFRIDA, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Reggio Calabria, introdotti da don Giacomo Panizza e accompagnati nella discussione dal dott. Rubens CURIA, portavoce di Comunità competente hanno relazionato e fatto il punto sulla utilità clinica ed epidemiologica dei test diagnostici e sulla evoluzione del virus Cov Sars2  e sulla vaccinazione in Calabria chiamando in causa il ruolo della comunicazione e di una efficiente filiera organizzativa.

«Comunicazione e informazione sui vaccini e molto altro ancora, diventano più che necessarie per far uscire dalla loro autoreferenzialità tanti servizi (pubblici e privati) e taluni sistemi complessi e non raramente poco o mal regolati che tutti conosciamo (ASP, Aziende Ospedaliere, ecc.)» introduce Don PANIZZA – . «Informazione e comunicazione sono leve di democratizzazione della vita civile, – continua – Infatti, viene difficile ottenere notizie precise riguardanti quale integrazione sanitaria esista tra gli stessi Uffici del comparto Sanità, o dei singoli ospedali, o altro. Figuriamoci tra sanitario e sociale, tra pubblico e privato, e così via. Impossibile poter valutare le promesse che gireranno tra poco in campagna elettorale. Eppure, pur essendo in piena epoca tecnologica e digitale, siamo con sistemi informativi superdotati ma inutilizzati a elaborare piani sanitari promotori di salute».

Chiude «Però la vaccinazione anti-Covid-19 richiede di programmare in modo efficace, di andare oltre i meri numeri dei tamponi effettuati, di persone positive al covid, di deceduti. Anche la nostra Regione deve organizzarsi a conoscere i modelli organizzativi utili e utilizzarli per la salute in Calabria».

La mancanza ora del piano vaccinale, ma a tutt’oggi anche della gestione programmata dell’ emergenza della pandemia, nonostante i vari balletti commisariali, è la tematica con cui apre il suo intervento il dott, Curia, prima di passare la parola ai due esperti invitati non solo a relazionare ma anche a rispondere in diretta alle domande pervenute e portate all’ attenzione del dott. Giuffrida e della dottoressa Giraldi.

Quest’ ultima soffermatasi sulla filiera della prevenzione e dunque sull’ affidabilità degli strumenti diagnostici esistenti, dal test molecolare rapido ai tamponi antigenici.

Da qui alla fase organizzativa della vaccinazione esposta dal dott. Giuffrida che, da direttore del dipartimento dell’ ASP di Reggio Calabria ha sottolineato «la necessità di prevedere almeno 30 centri vaccinali a fronte dei 5 aperti in provincia e la disponibilità di almeno  150 unità sanitarie in più che lavorino per 12 ore al giorno per poter effettuare 1 milione di iniezioni entro la fine del 2021».

Sul “a chi sarà data priorità – dopo aver vaccinato gli operatori sanitari- per la somministrazione del vaccino”, la risposta è nell’ ordine delle fragilità delle persone, nelle quali  siano presenti anche patologie gravi e/o croniche.

Per rivedere l’ incontro clicca al link di seguito

Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria

*Comunità Competente Calabria: Comunità Competente è una “rete informale” di Associazioni, Fondazioni, Ordini, Sindacati di Settore, Cittadini che si battono per una Riforma Organizzativa e Etica della sanità calabrese con proposte che nascono dalle molteplici professionalità e esperienze presenti nella società civile che ritiene la salute un bene comune e la partecipazione non una concessione, ma una ricchezza perché la tutela della salute è trasversale a tutte le politiche.

Vaccinazione anti Covid-19 | Informazione e comunicazione in Calabria

venerdì 8 gennaio 2021 | dalle 17 alle 18.30  

Tutti avvertiamo la necessità di avere risposte in merito alla vaccinazione contro la SARS COV 2, alla filiera organizzativa in Calabria, alla tempistica e alla evoluzione del virus. Come Comunità Competente desideriamo fornire una informazione partecipata e condivisa perché non vogliamo essere soggetti passivi.

segui la diretta sulla pagina Facebook clicca -> @cpslamezia

saluti: don Giacomo PANIZZA | Comunità Progetto Sud
introduce e modera
Rubens CURIA | Portavoce di Comunità Competente
intervengono
Cristina GIRALDI | Segretaria Nazionale dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani  (AMCLI) | “SARS COV 2: il punto sulla utilità clinica ed epidemiologica dei test diagnostici e sulla evoluzione del virus”
Sandro GIUFFRIDA | Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Reggio Calabria | “La vaccinazione in Calabria: il ruolo della comunicazione e di una efficiente filiera organizzativa”

La Calabria che riparte. Mercoledì 16 dicembre la presentazione dell’ instant book

Mercoldì 16 dicembre alle 15,30 la presentazione pubblica, in diretta Facebook, dell’instant book “La Calabria che riparte. Esperienze, storie, sogni e visioni per riscrivere il presente”. Intervengono l’imprenditrice Pina Amarelli, Giacomo Panizza co-fondatore di Comunità Progetto Sud, il presidente di Goel, Vincenzo Linarello e l’antropologo Vito Teti. Modera il giornalista Giuseppe Smorto

Mercoldì 16 dicembre alle 15,30 la presentazione pubblica in diretta sulla pagina Facebook di Vita, dell’instant book “La Calabria che riparte. Esperienze, storie, sogni e visioni per riscrivere il presente”.

Il book è nato per rispondere ad una domanda precisa: quanto sappiamo della Calabria? Abbiamo chiesto a dieci calabresi di parlarci della loro terra. Ne è uscito è un racconto sorprendente fatto di esperienze, storie, sogni, visioni, dai quali la Regione può ripartire. Anzi, lo sta già facendo.

«Questo presente non ci piace», scrive Giuseppe Smorto nella sua prefazione. «Ragioniamo sul futuro con la forza del nostro passato. Che non è solo fatto di Pitagora o dei Bronzi, ma è la vita di una Regione plurale che ha prodotto grandi sogni e grandi intelligenze, per poi vederli svanire. Che può vantare bravi imprenditori e storie di successo e solidarietà, oscurate dalla cronaca nera. In Calabria dobbiamo aggirare il presente, guardare oltre, rischiare».

http://www.vita.it/it/article/2020/12/09/la-calabria-che-riparte-parliamone/157664/

STATO DI AGITAZIONE PER IL FORUM DEL TERZO SETTORE

Il Forum del Terzo Settore della Calabria, tenuto conto della catastrofica situazione che si è generata per i rimpalli di responsabilità tra Comuni capi ambito e Regione nella applicazione della legge 328 del 2000, non applicata a distanza di 20 anni dalla sua emanazione, proclama lo stato di agitazione generale a difesa e tutela delle persone più povere e fragili della popolazione calabrese.

Riteniamo sia gravemente irresponsabile, oltreché vergognoso, non impegnare tutte le energie possibili per uscire dalla situazione di stallo che si è creata. I minori, gli anziani, le famiglie, i disabili, i poveri patiscono più che mai la colpevole disattenzione di chi dovrebbe farsi carico della loro fragilità e delle loro difficoltà.

Le strutture socio assistenziali della Calabria nelle quali queste persone vivono sono al collasso, perché attendono da ben 7 mesi che venga loro erogato quanto dovuto per i servizi resi. Ma la loro, è una voce che grida nel deserto di una sensibilità istituzionale che non c’è. Inoltre, questa immorale situazione impoverisce anche una fascia necessaria di lavoratori e lavoratrici del sociale e le loro famiglie.

Oggi, qualsiasi opzione o riserva rispetto all’applicazione integrale della Delibera Regionale 503, che finalmente dopo anni ed anni di attesa è stata varata, risulta essere un diversivo inaccettabile.

Il Forum del Terzo Settore della Calabria ritiene che non ci sia più tempo per i tentennamenti.

Abbiamo seguito nei precedenti 5 anni, passo dopo passo, l’attuazione della Riforma del Welfare in Calabria. Possiamo testimoniare sulle numerose riunioni fatte con i Comuni, sugli appelli che più e più volte sono stati fatti perché come vuole la legge si facessero carico di ciò che la stessa loro assegna.

Perfino ANCI Federsanità è stata chiamata, perché potessero giovarsi di un buon supporto.

Come Forum del Terzo Settore in questi ultimi anni abbiamo collaborato con tutte le Istituzioni senza mai tirarci indietro affinché la Riforma, applicata in tutte le regioni d’Italia tranne che in Calabria, potesse finalmente trovare applicazione. Purtroppo, con la D.R. 503 si fa semplicemente il primo passo. Niente di più.

Il tempo per prepararsi ed attuare la riforma c’è stato: ma non tutti i comuni hanno responsabilmente utilizzato tempo e risorse per adeguarsi … anzi, e ne daremo conto, molti fondi non sono stati spesi, restituiti al mittente o accantonati e molti servizi non attuati.

Abbiamo sentito dire che permangono dubbi di natura tecnico-giuridica. Non ci risulta che siano stati posti rapidamente quesiti anche ad altri attori istituzionali per trovare le soluzioni.

Sappiamo che alcuni comuni virtuosi stanno procedendo con celerità e senso di responsabilità per superare lo stallo e pervenire alla firma delle convenzioni.

Riteniamo come Forum del Terzo Settore diffidare i comuni che perseverano nell’attendismo e non avremo remore a sporgere denunce alle procure competenti per mancata tutela delle fasce più fragili della popolazione calabrese.

Non è giustificabile che si parli ancora di abbassamento delle rette. La spesa sociale pro-capite in Calabria è di 31 euro, rispetto alla media nazionale di 120 euro.

Non è giustificabile che chi nasce in Calabria debba usufruire di servizi di gran lunga minori come numero rispetto ad altre aree del paese.

Non è dunque più tollerabile che si dica che occorre ridimensionare la spesa sociale proprio nella regione dove più alto è il tasso di povertà.

È incomprensibile e ingiustificabile che per talune spese (es. vitalizi) si trovino subito i fondi, mentre per il sociale la spesa è bloccata da decenni.

Come Forum del Terzo Settore della Calabria, unico organismo di rappresentanza riconosciuto per legge, vigileremo e intraprenderemo tutte le iniziative che si renderanno necessarie per dare diritti e dignità ai più deboli di questa nostra regione.

Gianni Pensabene

Portavoce Terzo Settore Calabria    

DIRITTO ALLA SALUTE IN CALABRIA. LETTERA APERTA AL MINISTRO SPERANZA

Da centoundici a più di mille in 24 ore.

Siamo tra i promotori e primi firmatari della petizione “Diritto alla salute in Calabria. Lettera aperta al Ministro Speranza“, partita domenica 10 maggio con 111 firmatari sotto la sigla  Persone e associazioni della società civile in Calabria.

Lanciata sulla piattaforma change.org  ha contato in poco meno di 24 ore quota 1000 firme, oggi (12 maggio)siamo a più 1600 e tra queste quella di 55 sindaci di tutte le province calabresi.

«Chiediamo un nuovo corso per attuare il diritto alla salute in Calabria» è l’incipit della lettera, che dopo un excursus sulle criticità, sulle responsabilità regionali e anche dello Stato, e sulla opportuna proposta di un cambio di rotta, si conclude con l’appello: «Sig. Ministro, abbiamo davanti cinque mesi utili per programmare e dare attuazione a una risposta che inizi anche a trasformare la sanità calabrese in un sistema più capace di tutelare la salute e sia utile anche per gli anni a venire. Le chiediamo quindi di intervenire ora, perché il diritto alla salute è un principio fondamentale della Carta Costituzionale e come cittadini Italiani richiediamo che venga riconosciuto e garantito anche in Calabria».

C’ è tempo per aderire fino a lunedì 18 maggio p.v.

Di seguito il link alla petizione su change.org

Persone e Associazioni della Società civile in Calabria

In allegato

Lettera al Ministro Speranza

File con i primi 111 firmatari 

Lamezia Terme, 12 maggio 2020

L’on. Franco Sergio tenta di sabotare la norma regionale sulle slot-machine

La legge regionale 9/2018, all’art.16, disciplina gli orari di apertura e le distanze che devono avere le sale giochi con vincite in denaro, dai luoghi di aggregazione sociale (scuole, impianti sportivi, stazioni ferroviarie, ecc).

E’ stata una vittoria delle associazioni che da anni denunciano i gravi rischi connessi alla totale liberalizzazione delle slot-machine e delle macchinette che distribuiscono sogni e regalano povertà e dipendenza patologica. La legge regionale 9/2018 è un risultato parziale perché in molte parti la norma non è ancora realmente attuata, ma è un risultato da salvaguardare dagli attacchi quotidiani che provengono dai gestori delle sale giochi.

In questo contesto, ci risulta che l’on. Franco Sergio, presidente della prima commissione del Consiglio Regionale della Calabria, stia per proporre un emendamento alla legge 9/2018 che punti ad annullare l’effetto regolatorio della norma regionale.

Fin d’ora esprimiamo la nostra posizione assolutamente contraria a qualsiasi forma di depotenziamento della norma regionale vigente ed al contrario auspichiamo la sua piena attuazione.

Nel caso in cui la commissione consiliare volesse valutare la possibilità di apportare modifiche alla legge regionale chiediamo di essere preliminarmente ascoltati per esporre la nostra posizione al riguardo.

Mettiamoci in Gioco è un coordinamento nazionale di associazioni contro i rischi del gioco d’azzardo. Il coordinamento calabrese è composto da (ADA, Anteas, Centro Agape, ARCI Lamezia-Vibo, CREA, Coldiretti, CNCA, FEDERSERD, Federconsumatori, FICT, Forum delle associazioni familiari, Lega Consumatori, Libera, Vivere In)

Lamezia Terme (CZ), 23 novembre 2019

Immagine in evidenza: Roberto Gatto, coordinatore regionale campagna Mettiamoci in Gioco

COMUNITÀ COMPETENTE A CONFRONTO CON IL GENERALE COTTICELLI

Un incontro durato per oltre un´ora, quello che si è svolto in Cittadella regionale a Catanzaro, tra Comunità competente e il Generale Cotticelli, Commissario alla Sanità Calabrese.

Molti i temi sul tavolo, iniziando da quelli contenuti nel documento “Linee guida per una Riforma della sanità in Calabria” stilato dal movimento regionale e consegnato al Generale durante il primo l´incontro tra le due parti lo scorso 7 agosto.

«Documento pregevole -ha sottolineato il Commissario Saverio Cotticelliche in questi mesi ho esaminato e che sto cercando di riversare nel Piano Operativo, quasi pronto, che riguarderà il prossimo triennio».

La delegazione di Comunità competente, coordinata da Rubens Curia, che si compone di ventotto associazioni, parti sindacali e Fondazioni, nel ringraziare il Commissario al Piano di rientro, ha proposto iniziative urgenti per attuare una profonda “Riforma Organizzativa e Etica” della sanità calabrese, tenendo conto del grave dissesto in cui vive il Servizio Sanitario regionale alla luce, anche, del verbale del Tavolo Adduce del 1° agosto scorso che ha certificato, per la Calabria, un disavanzo economico per l’anno 2018 pari a 213 milioni di euro circa e un debito complessivo delle Aziende Sanitarie di oltre 991.580 milioni di euro senza la rendicontazione dell’ASP di Reggio Calabria e una mobilità passiva di 319.455.111 milioni di euro.

«La risposta da parte del Generale è stata di una accogliente disponibilità, come egli stesso a sottolineato, a continuare gli incontri programmatici con il gruppo di Comunità competente – dice Rubens Curia -. Da parte nostra – ribadisce – puntiamo ad incentivare incontri sui territori che portino ad una sempre maggiore “Partecipazione ” dei calabresi al Servizio Sanitario Regionale per riannodare un rapporto di fiducia che si è interrotto da molto tempo».

Attuare una Riforma che preveda che le Aziende Sanitarie Territoriali (AST), si occupino solo di Medicina Distrettuale, Prevenzione, Veterinaria ecc. e le Aziende Ospedaliere che gestiscano e programmino la totalità della spedalità pubblica e privata accreditata(ASO) attuando “il modello a pendolo”; l´immediata attivazione delle Unità Complesse di cure primarie (UCCP) pubbliche e  private accreditate che garantiscano una assistenza del territorio h24 e delle Associazioni Funzionali Territoriali (AFT) che siano attive h12, sono alcuni dei punti organizzativi posti ancora all´attenzione del Commissario alla Sanità calabrese, insieme a riflessioni e metodi possibili che rendano la Sanità efficiente e non soffocante sia per i pazienti che per il personale medico, costretti spesso a lavorare con inadeguate attrezzature medicali e con liste d´attesa infinite. I finanziamenti per l´acquisto delle macchine sanitarie – viene rimarcato durante l´incontro – sono resi disponibili dalla Legge 60/2019 e dal DCA 124/2019.

Chiesti inoltre: l´attuazione immediata del DCA 166/2017 che preveda l’ istituzione di 12 “Case della Salute” e il potenziamento dei Consultori, che possano tutelare la salute della donna, delle bambine e dei bambini che al momento sono, in gran parte, privi di personale e attrezzature medicali e ancora, approvare con un DCA la proposta di legge regionale n° 240/10 già approvata dalla Commissione Salute del Consiglio Regionale che prevede l’istituzione di “Case di maternità” laddove sono stati chiusi i punti nascita e infine verificare che il Trasporto neonatale (STEN) sia stato attivato in tutta la regione, «poichè al nostro coordinamento – dicono – risulta che due ASP siano scoperte».

Tanti dunque gli aspetti su cui lavorare e di cui il coordinamento si fa carico a favore di una Sanità competente, da cui non mancano temi che riguardano le fragilità legate all´autismo e alle demenze.

E su questo ultimo punto si è argomentato sulI´ istituzione e la riorganizzare della Rete Regionale Territoriale delle Demenze, che in Calabria dà attualmente 28.000 casi attesi, con l’obiettivo di rendere possibile la presa in carico globale e continuativa del paziente e della sua famiglia tramite una rete di servizi integrati con la rete sociale grazie ai Centri per il deterioramento cognitivo e le demenze e, prevedere in tempi brevi, come ha sollecitato, anche in questo caso, il 1° agosto il Tavolo Adduce un Piano Pluriennale di investimenti a cui, -aggiungiamo noi – «un Piano straordinario di assunzioni che guardi non solo agli ospedali, ma soprattutto alla medicina territoriale perchè la tutela della salute è un complesso mosaico dove ogni tassello è indispensabile».

No all’odio e all’esclusione e sì all’accoglienza, alla solidarietà e all’uguaglianza.

NASCE IN CALABRIA IL COMITATO “IO ACCOLGO”

Nella riunione tenutasi a Lamezia Terme il 01.10.2019 è nato il Comitato “Io Accolgo – Calabria” costituito dalle rappresentanze calabresi delle organizzazioni che a livello nazionale hanno promosso l’omonima campagna: Caritas Calabria, Migrantes Calabria, Focsiv (MOCI Cosenza), CNCA Calabria, CGIL, ARCI, ACLI, CIR Rifugiati, Actionaid, Legambiente Calabria, Link (Coordinamento universitario), Refugees Welcome. Si è così avviato un percorso di coordinamento regionale nel quale è auspicabile far confluire le adesioni e le partecipazioni di tutti coloro i quali sono sensibili ai temi e alle iniziative della Campagna “Io accolgo” per puntare al maggiore coinvolgimento possibile dei territori, anche in relazione alle specificità degli stessi.

Con il flash mob nazionale del 13 giugno scorso, nel quale i partecipanti si sono avvolti nelle coperte termiche color oro tra le centinaia di turisti a Piazza di Spagna a Roma, è stata lanciata ufficialmente la campagna “Io accolgo”. L’iniziativa nasce, da un ampio fronte di organizzazioni della società civile, enti e sindacati, per dare una risposta forte e unitaria alle politiche sempre più restrittive adottate dal Governo e dal Parlamento italiani nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti, che violano i principi affermati dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali producendo conseguenze negative sull’intera società italiana.

Simbolo scelto per la campagna sono le coperte termiche che nell’immaginario collettivo rappresentano l’oggetto distintivo nel primo soccorso ai migranti, per mostrare che c’è un pezzo d’Italia che non si riconosce nelle logiche discriminatorie e punitive che sottendono i decreti sicurezza e non accetta la politica dei porti chiusi, dei muri alzati e dei respingimenti a difesa dei confini nazionali, così come gli accordi con la Libia e la Turchia, Paesi nei quali uomini, donne e bambini subiscono torture e trattamenti disumani.

Non è tollerabile! E va fermato l’aumento delle violenze razziste e xenofobe provocato da discorsi (istituzionali e non) falsi e strumentali (si pensi, ad esempio, a quelli sull’invasione dei migranti, sui migranti che rubano il posto di lavoro agli italiani, ecc.), per i quali le cause di chi sta male sarebbero da imputare a chi sta peggio, e che fomentano la paura, il rifiuto e l’odio contro l´altro, ritenuto “straniero”. La realtà dimostrata dalle ricerche e dagli studi scientifici però dice che non c’è nessuna invasione né alcun problema per la sicurezza.

Difronte a un consistente aumento di persone in fuga nel mondo, l’UE è all’ultimo posto come meta raggiunta e l’Italia occupa le ultime posizioni se si guarda alla percentuale di rifugiati rispetto alla popolazione residente; i migranti non tolgono lavoro agli italiani e sono una risorsa per questo Paese, così come i milioni di cittadini italiani emigrati nel mondo per cercare lavoro e un futuro migliore hanno contribuito e contribuiscono alla crescita dei Paesi in cui sono stati accolti.

La campagna “Io accolgo” intende affermare con forza che i diritti fondamentali delle persone, sanciti dalla Costituzione Italiana e dal diritto europeo ed internazionale, devono essere tutelati dalle leggi dello Stato e che escludere e discriminare i cittadini stranieri non produce maggiore sicurezza per gli italiani, ma aumenta la marginalità sociale e produce un’erosione dello Stato di diritto, della democrazia e della coesione sociale nel nostro Paese.

Per contrastare le condizioni di povertà e disagio nella società italiana, servono politiche efficaci ed inclusive per il lavoro, la casa, la salute, la sicurezza climatica e ambientale e un sistema istruzione capaci di promuovere benessere e pari opportunità per tutti coloro che vivono in Italia.

Partendo da queste considerazioni i promotori della campagna esprimono la volontà di vivere in un mondo che non sia fondato sull’odio e sulla paura, ma sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla libertà, dove a tutti gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla provenienza, siano riconosciuti pari dignità ed eguali diritti.

Anche in Calabria la maggior parte delle 44 organizzazioni promotrici della campagna “Io accolgo” si è già attivata per diffondere i contenuti della stessa e promuovere reti territoriali di prossimità, per dare voce e visibilità ai tanti cittadini che condividono i valori dell’accoglienza e della solidarietà e intendono esprimere il proprio dissenso rispetto alle politiche anti-migranti, e con gli obiettivi di cercare di “ridurre il danno” rispetto all’impatto dei Decreti “Sicurezza”, chiedendone l’immediata abrogazione, e di promuovere il protagonismo dei migranti affinché abbiano voce e visibilità in quanto persone attive per un’Italia solidale e accogliente.

Tutti coloro (singoli e organizzazioni/enti) che hanno già aderito e vorranno aderire alla campagna “Io accolgo” sono invitati ad attivarsi, a consultare il sito internet www.ioaccolgo.it , a firmare la petizione on-line per l’abrogazione dei decreti sicurezza e ad aderire al Comitato “Io Accolgo – Calabria” contattando lo stesso all’indirizzo e-mail ioaccolgocalabria@gmail.com, partecipando alle attività che saranno promosse, portando il proprio contributo e le proprie proposte.

Comitato “Io Accolgo – Calabria”

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