VIDEO. Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria

Fornire informazioni e aumentare la soglia della comunicazione sui temi della vaccinazione anti Covid-19 in Calabria, così come quello di fare il punto sull’ esecuzione, affidabilità e distribuzione della prevenzione tramite i tamponi, i temi del webinar: Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria andato in diretta sulla pagina facebook della Comunità Progetto Sud e organizzato in collaborazione con Comunità Competente*.

La dottoressa Cristina GIRALDI, Segretaria Nazionale dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani  (AMCLI) e
il dott. Sandro GIUFFRIDA, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Reggio Calabria, introdotti da don Giacomo Panizza e accompagnati nella discussione dal dott. Rubens CURIA, portavoce di Comunità competente hanno relazionato e fatto il punto sulla utilità clinica ed epidemiologica dei test diagnostici e sulla evoluzione del virus Cov Sars2  e sulla vaccinazione in Calabria chiamando in causa il ruolo della comunicazione e di una efficiente filiera organizzativa.

«Comunicazione e informazione sui vaccini e molto altro ancora, diventano più che necessarie per far uscire dalla loro autoreferenzialità tanti servizi (pubblici e privati) e taluni sistemi complessi e non raramente poco o mal regolati che tutti conosciamo (ASP, Aziende Ospedaliere, ecc.)» introduce Don PANIZZA – . «Informazione e comunicazione sono leve di democratizzazione della vita civile, – continua – Infatti, viene difficile ottenere notizie precise riguardanti quale integrazione sanitaria esista tra gli stessi Uffici del comparto Sanità, o dei singoli ospedali, o altro. Figuriamoci tra sanitario e sociale, tra pubblico e privato, e così via. Impossibile poter valutare le promesse che gireranno tra poco in campagna elettorale. Eppure, pur essendo in piena epoca tecnologica e digitale, siamo con sistemi informativi superdotati ma inutilizzati a elaborare piani sanitari promotori di salute».

Chiude «Però la vaccinazione anti-Covid-19 richiede di programmare in modo efficace, di andare oltre i meri numeri dei tamponi effettuati, di persone positive al covid, di deceduti. Anche la nostra Regione deve organizzarsi a conoscere i modelli organizzativi utili e utilizzarli per la salute in Calabria».

La mancanza ora del piano vaccinale, ma a tutt’oggi anche della gestione programmata dell’ emergenza della pandemia, nonostante i vari balletti commisariali, è la tematica con cui apre il suo intervento il dott, Curia, prima di passare la parola ai due esperti invitati non solo a relazionare ma anche a rispondere in diretta alle domande pervenute e portate all’ attenzione del dott. Giuffrida e della dottoressa Giraldi.

Quest’ ultima soffermatasi sulla filiera della prevenzione e dunque sull’ affidabilità degli strumenti diagnostici esistenti, dal test molecolare rapido ai tamponi antigenici.

Da qui alla fase organizzativa della vaccinazione esposta dal dott. Giuffrida che, da direttore del dipartimento dell’ ASP di Reggio Calabria ha sottolineato «la necessità di prevedere almeno 30 centri vaccinali a fronte dei 5 aperti in provincia e la disponibilità di almeno  150 unità sanitarie in più che lavorino per 12 ore al giorno per poter effettuare 1 milione di iniezioni entro la fine del 2021».

Sul “a chi sarà data priorità – dopo aver vaccinato gli operatori sanitari- per la somministrazione del vaccino”, la risposta è nell’ ordine delle fragilità delle persone, nelle quali  siano presenti anche patologie gravi e/o croniche.

Per rivedere l’ incontro clicca al link di seguito

Vaccinazione anti Covid-19. Informazione e comunicazione in Calabria

*Comunità Competente Calabria: Comunità Competente è una “rete informale” di Associazioni, Fondazioni, Ordini, Sindacati di Settore, Cittadini che si battono per una Riforma Organizzativa e Etica della sanità calabrese con proposte che nascono dalle molteplici professionalità e esperienze presenti nella società civile che ritiene la salute un bene comune e la partecipazione non una concessione, ma una ricchezza perché la tutela della salute è trasversale a tutte le politiche.

Vaccinazione anti Covid-19 | Informazione e comunicazione in Calabria

venerdì 8 gennaio 2021 | dalle 17 alle 18.30  

Tutti avvertiamo la necessità di avere risposte in merito alla vaccinazione contro la SARS COV 2, alla filiera organizzativa in Calabria, alla tempistica e alla evoluzione del virus. Come Comunità Competente desideriamo fornire una informazione partecipata e condivisa perché non vogliamo essere soggetti passivi.

segui la diretta sulla pagina Facebook clicca -> @cpslamezia

saluti: don Giacomo PANIZZA | Comunità Progetto Sud
introduce e modera
Rubens CURIA | Portavoce di Comunità Competente
intervengono
Cristina GIRALDI | Segretaria Nazionale dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani  (AMCLI) | “SARS COV 2: il punto sulla utilità clinica ed epidemiologica dei test diagnostici e sulla evoluzione del virus”
Sandro GIUFFRIDA | Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Reggio Calabria | “La vaccinazione in Calabria: il ruolo della comunicazione e di una efficiente filiera organizzativa”

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La Calabria che riparte. Mercoledì 16 dicembre la presentazione dell’ instant book

Mercoldì 16 dicembre alle 15,30 la presentazione pubblica, in diretta Facebook, dell’instant book “La Calabria che riparte. Esperienze, storie, sogni e visioni per riscrivere il presente”. Intervengono l’imprenditrice Pina Amarelli, Giacomo Panizza co-fondatore di Comunità Progetto Sud, il presidente di Goel, Vincenzo Linarello e l’antropologo Vito Teti. Modera il giornalista Giuseppe Smorto

Mercoldì 16 dicembre alle 15,30 la presentazione pubblica in diretta sulla pagina Facebook di Vita, dell’instant book “La Calabria che riparte. Esperienze, storie, sogni e visioni per riscrivere il presente”.

Il book è nato per rispondere ad una domanda precisa: quanto sappiamo della Calabria? Abbiamo chiesto a dieci calabresi di parlarci della loro terra. Ne è uscito è un racconto sorprendente fatto di esperienze, storie, sogni, visioni, dai quali la Regione può ripartire. Anzi, lo sta già facendo.

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«Questo presente non ci piace», scrive Giuseppe Smorto nella sua prefazione. «Ragioniamo sul futuro con la forza del nostro passato. Che non è solo fatto di Pitagora o dei Bronzi, ma è la vita di una Regione plurale che ha prodotto grandi sogni e grandi intelligenze, per poi vederli svanire. Che può vantare bravi imprenditori e storie di successo e solidarietà, oscurate dalla cronaca nera. In Calabria dobbiamo aggirare il presente, guardare oltre, rischiare».

http://www.vita.it/it/article/2020/12/09/la-calabria-che-riparte-parliamone/157664/
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STATO DI AGITAZIONE PER IL FORUM DEL TERZO SETTORE

Il Forum del Terzo Settore della Calabria, tenuto conto della catastrofica situazione che si è generata per i rimpalli di responsabilità tra Comuni capi ambito e Regione nella applicazione della legge 328 del 2000, non applicata a distanza di 20 anni dalla sua emanazione, proclama lo stato di agitazione generale a difesa e tutela delle persone più povere e fragili della popolazione calabrese.

Riteniamo sia gravemente irresponsabile, oltreché vergognoso, non impegnare tutte le energie possibili per uscire dalla situazione di stallo che si è creata. I minori, gli anziani, le famiglie, i disabili, i poveri patiscono più che mai la colpevole disattenzione di chi dovrebbe farsi carico della loro fragilità e delle loro difficoltà.

Le strutture socio assistenziali della Calabria nelle quali queste persone vivono sono al collasso, perché attendono da ben 7 mesi che venga loro erogato quanto dovuto per i servizi resi. Ma la loro, è una voce che grida nel deserto di una sensibilità istituzionale che non c’è. Inoltre, questa immorale situazione impoverisce anche una fascia necessaria di lavoratori e lavoratrici del sociale e le loro famiglie.

Oggi, qualsiasi opzione o riserva rispetto all’applicazione integrale della Delibera Regionale 503, che finalmente dopo anni ed anni di attesa è stata varata, risulta essere un diversivo inaccettabile.

Il Forum del Terzo Settore della Calabria ritiene che non ci sia più tempo per i tentennamenti.

Abbiamo seguito nei precedenti 5 anni, passo dopo passo, l’attuazione della Riforma del Welfare in Calabria. Possiamo testimoniare sulle numerose riunioni fatte con i Comuni, sugli appelli che più e più volte sono stati fatti perché come vuole la legge si facessero carico di ciò che la stessa loro assegna.

Perfino ANCI Federsanità è stata chiamata, perché potessero giovarsi di un buon supporto.

Come Forum del Terzo Settore in questi ultimi anni abbiamo collaborato con tutte le Istituzioni senza mai tirarci indietro affinché la Riforma, applicata in tutte le regioni d’Italia tranne che in Calabria, potesse finalmente trovare applicazione. Purtroppo, con la D.R. 503 si fa semplicemente il primo passo. Niente di più.

Il tempo per prepararsi ed attuare la riforma c’è stato: ma non tutti i comuni hanno responsabilmente utilizzato tempo e risorse per adeguarsi … anzi, e ne daremo conto, molti fondi non sono stati spesi, restituiti al mittente o accantonati e molti servizi non attuati.

Abbiamo sentito dire che permangono dubbi di natura tecnico-giuridica. Non ci risulta che siano stati posti rapidamente quesiti anche ad altri attori istituzionali per trovare le soluzioni.

Sappiamo che alcuni comuni virtuosi stanno procedendo con celerità e senso di responsabilità per superare lo stallo e pervenire alla firma delle convenzioni.

Riteniamo come Forum del Terzo Settore diffidare i comuni che perseverano nell’attendismo e non avremo remore a sporgere denunce alle procure competenti per mancata tutela delle fasce più fragili della popolazione calabrese.

Non è giustificabile che si parli ancora di abbassamento delle rette. La spesa sociale pro-capite in Calabria è di 31 euro, rispetto alla media nazionale di 120 euro.

Non è giustificabile che chi nasce in Calabria debba usufruire di servizi di gran lunga minori come numero rispetto ad altre aree del paese.

Non è dunque più tollerabile che si dica che occorre ridimensionare la spesa sociale proprio nella regione dove più alto è il tasso di povertà.

È incomprensibile e ingiustificabile che per talune spese (es. vitalizi) si trovino subito i fondi, mentre per il sociale la spesa è bloccata da decenni.

Come Forum del Terzo Settore della Calabria, unico organismo di rappresentanza riconosciuto per legge, vigileremo e intraprenderemo tutte le iniziative che si renderanno necessarie per dare diritti e dignità ai più deboli di questa nostra regione.

Gianni Pensabene

Portavoce Terzo Settore Calabria    

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DIRITTO ALLA SALUTE IN CALABRIA. LETTERA APERTA AL MINISTRO SPERANZA

Da centoundici a più di mille in 24 ore.

Siamo tra i promotori e primi firmatari della petizione “Diritto alla salute in Calabria. Lettera aperta al Ministro Speranza“, partita domenica 10 maggio con 111 firmatari sotto la sigla  Persone e associazioni della società civile in Calabria.

Lanciata sulla piattaforma change.org  ha contato in poco meno di 24 ore quota 1000 firme, oggi (12 maggio)siamo a più 1600 e tra queste quella di 55 sindaci di tutte le province calabresi.

«Chiediamo un nuovo corso per attuare il diritto alla salute in Calabria» è l’incipit della lettera, che dopo un excursus sulle criticità, sulle responsabilità regionali e anche dello Stato, e sulla opportuna proposta di un cambio di rotta, si conclude con l’appello: «Sig. Ministro, abbiamo davanti cinque mesi utili per programmare e dare attuazione a una risposta che inizi anche a trasformare la sanità calabrese in un sistema più capace di tutelare la salute e sia utile anche per gli anni a venire. Le chiediamo quindi di intervenire ora, perché il diritto alla salute è un principio fondamentale della Carta Costituzionale e come cittadini Italiani richiediamo che venga riconosciuto e garantito anche in Calabria».

C’ è tempo per aderire fino a lunedì 18 maggio p.v.

Di seguito il link alla petizione su change.org

Persone e Associazioni della Società civile in Calabria

In allegato

Lettera al Ministro Speranza

File con i primi 111 firmatari 

Lamezia Terme, 12 maggio 2020

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L’on. Franco Sergio tenta di sabotare la norma regionale sulle slot-machine

La legge regionale 9/2018, all’art.16, disciplina gli orari di apertura e le distanze che devono avere le sale giochi con vincite in denaro, dai luoghi di aggregazione sociale (scuole, impianti sportivi, stazioni ferroviarie, ecc).

E’ stata una vittoria delle associazioni che da anni denunciano i gravi rischi connessi alla totale liberalizzazione delle slot-machine e delle macchinette che distribuiscono sogni e regalano povertà e dipendenza patologica. La legge regionale 9/2018 è un risultato parziale perché in molte parti la norma non è ancora realmente attuata, ma è un risultato da salvaguardare dagli attacchi quotidiani che provengono dai gestori delle sale giochi.

In questo contesto, ci risulta che l’on. Franco Sergio, presidente della prima commissione del Consiglio Regionale della Calabria, stia per proporre un emendamento alla legge 9/2018 che punti ad annullare l’effetto regolatorio della norma regionale.

Fin d’ora esprimiamo la nostra posizione assolutamente contraria a qualsiasi forma di depotenziamento della norma regionale vigente ed al contrario auspichiamo la sua piena attuazione.

Nel caso in cui la commissione consiliare volesse valutare la possibilità di apportare modifiche alla legge regionale chiediamo di essere preliminarmente ascoltati per esporre la nostra posizione al riguardo.

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Mettiamoci in Gioco è un coordinamento nazionale di associazioni contro i rischi del gioco d’azzardo. Il coordinamento calabrese è composto da (ADA, Anteas, Centro Agape, ARCI Lamezia-Vibo, CREA, Coldiretti, CNCA, FEDERSERD, Federconsumatori, FICT, Forum delle associazioni familiari, Lega Consumatori, Libera, Vivere In)

Lamezia Terme (CZ), 23 novembre 2019

Immagine in evidenza: Roberto Gatto, coordinatore regionale campagna Mettiamoci in Gioco

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COMUNITÀ COMPETENTE A CONFRONTO CON IL GENERALE COTTICELLI

Un incontro durato per oltre un´ora, quello che si è svolto in Cittadella regionale a Catanzaro, tra Comunità competente e il Generale Cotticelli, Commissario alla Sanità Calabrese.

Molti i temi sul tavolo, iniziando da quelli contenuti nel documento “Linee guida per una Riforma della sanità in Calabria” stilato dal movimento regionale e consegnato al Generale durante il primo l´incontro tra le due parti lo scorso 7 agosto.

«Documento pregevole -ha sottolineato il Commissario Saverio Cotticelliche in questi mesi ho esaminato e che sto cercando di riversare nel Piano Operativo, quasi pronto, che riguarderà il prossimo triennio».

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La delegazione di Comunità competente, coordinata da Rubens Curia, che si compone di ventotto associazioni, parti sindacali e Fondazioni, nel ringraziare il Commissario al Piano di rientro, ha proposto iniziative urgenti per attuare una profonda “Riforma Organizzativa e Etica” della sanità calabrese, tenendo conto del grave dissesto in cui vive il Servizio Sanitario regionale alla luce, anche, del verbale del Tavolo Adduce del 1° agosto scorso che ha certificato, per la Calabria, un disavanzo economico per l’anno 2018 pari a 213 milioni di euro circa e un debito complessivo delle Aziende Sanitarie di oltre 991.580 milioni di euro senza la rendicontazione dell’ASP di Reggio Calabria e una mobilità passiva di 319.455.111 milioni di euro.

«La risposta da parte del Generale è stata di una accogliente disponibilità, come egli stesso a sottolineato, a continuare gli incontri programmatici con il gruppo di Comunità competente – dice Rubens Curia -. Da parte nostra – ribadisce – puntiamo ad incentivare incontri sui territori che portino ad una sempre maggiore “Partecipazione ” dei calabresi al Servizio Sanitario Regionale per riannodare un rapporto di fiducia che si è interrotto da molto tempo».

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Attuare una Riforma che preveda che le Aziende Sanitarie Territoriali (AST), si occupino solo di Medicina Distrettuale, Prevenzione, Veterinaria ecc. e le Aziende Ospedaliere che gestiscano e programmino la totalità della spedalità pubblica e privata accreditata(ASO) attuando “il modello a pendolo”; l´immediata attivazione delle Unità Complesse di cure primarie (UCCP) pubbliche e  private accreditate che garantiscano una assistenza del territorio h24 e delle Associazioni Funzionali Territoriali (AFT) che siano attive h12, sono alcuni dei punti organizzativi posti ancora all´attenzione del Commissario alla Sanità calabrese, insieme a riflessioni e metodi possibili che rendano la Sanità efficiente e non soffocante sia per i pazienti che per il personale medico, costretti spesso a lavorare con inadeguate attrezzature medicali e con liste d´attesa infinite. I finanziamenti per l´acquisto delle macchine sanitarie – viene rimarcato durante l´incontro – sono resi disponibili dalla Legge 60/2019 e dal DCA 124/2019.

Chiesti inoltre: l´attuazione immediata del DCA 166/2017 che preveda l’ istituzione di 12 “Case della Salute” e il potenziamento dei Consultori, che possano tutelare la salute della donna, delle bambine e dei bambini che al momento sono, in gran parte, privi di personale e attrezzature medicali e ancora, approvare con un DCA la proposta di legge regionale n° 240/10 già approvata dalla Commissione Salute del Consiglio Regionale che prevede l’istituzione di “Case di maternità” laddove sono stati chiusi i punti nascita e infine verificare che il Trasporto neonatale (STEN) sia stato attivato in tutta la regione, «poichè al nostro coordinamento – dicono – risulta che due ASP siano scoperte».

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Tanti dunque gli aspetti su cui lavorare e di cui il coordinamento si fa carico a favore di una Sanità competente, da cui non mancano temi che riguardano le fragilità legate all´autismo e alle demenze.

E su questo ultimo punto si è argomentato sulI´ istituzione e la riorganizzare della Rete Regionale Territoriale delle Demenze, che in Calabria dà attualmente 28.000 casi attesi, con l’obiettivo di rendere possibile la presa in carico globale e continuativa del paziente e della sua famiglia tramite una rete di servizi integrati con la rete sociale grazie ai Centri per il deterioramento cognitivo e le demenze e, prevedere in tempi brevi, come ha sollecitato, anche in questo caso, il 1° agosto il Tavolo Adduce un Piano Pluriennale di investimenti a cui, -aggiungiamo noi – «un Piano straordinario di assunzioni che guardi non solo agli ospedali, ma soprattutto alla medicina territoriale perchè la tutela della salute è un complesso mosaico dove ogni tassello è indispensabile».

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No all’odio e all’esclusione e sì all’accoglienza, alla solidarietà e all’uguaglianza.

NASCE IN CALABRIA IL COMITATO “IO ACCOLGO”

Nella riunione tenutasi a Lamezia Terme il 01.10.2019 è nato il Comitato “Io Accolgo – Calabria” costituito dalle rappresentanze calabresi delle organizzazioni che a livello nazionale hanno promosso l’omonima campagna: Caritas Calabria, Migrantes Calabria, Focsiv (MOCI Cosenza), CNCA Calabria, CGIL, ARCI, ACLI, CIR Rifugiati, Actionaid, Legambiente Calabria, Link (Coordinamento universitario), Refugees Welcome. Si è così avviato un percorso di coordinamento regionale nel quale è auspicabile far confluire le adesioni e le partecipazioni di tutti coloro i quali sono sensibili ai temi e alle iniziative della Campagna “Io accolgo” per puntare al maggiore coinvolgimento possibile dei territori, anche in relazione alle specificità degli stessi.

Con il flash mob nazionale del 13 giugno scorso, nel quale i partecipanti si sono avvolti nelle coperte termiche color oro tra le centinaia di turisti a Piazza di Spagna a Roma, è stata lanciata ufficialmente la campagna “Io accolgo”. L’iniziativa nasce, da un ampio fronte di organizzazioni della società civile, enti e sindacati, per dare una risposta forte e unitaria alle politiche sempre più restrittive adottate dal Governo e dal Parlamento italiani nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti, che violano i principi affermati dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali producendo conseguenze negative sull’intera società italiana.

Simbolo scelto per la campagna sono le coperte termiche che nell’immaginario collettivo rappresentano l’oggetto distintivo nel primo soccorso ai migranti, per mostrare che c’è un pezzo d’Italia che non si riconosce nelle logiche discriminatorie e punitive che sottendono i decreti sicurezza e non accetta la politica dei porti chiusi, dei muri alzati e dei respingimenti a difesa dei confini nazionali, così come gli accordi con la Libia e la Turchia, Paesi nei quali uomini, donne e bambini subiscono torture e trattamenti disumani.

Non è tollerabile! E va fermato l’aumento delle violenze razziste e xenofobe provocato da discorsi (istituzionali e non) falsi e strumentali (si pensi, ad esempio, a quelli sull’invasione dei migranti, sui migranti che rubano il posto di lavoro agli italiani, ecc.), per i quali le cause di chi sta male sarebbero da imputare a chi sta peggio, e che fomentano la paura, il rifiuto e l’odio contro l´altro, ritenuto “straniero”. La realtà dimostrata dalle ricerche e dagli studi scientifici però dice che non c’è nessuna invasione né alcun problema per la sicurezza.

Difronte a un consistente aumento di persone in fuga nel mondo, l’UE è all’ultimo posto come meta raggiunta e l’Italia occupa le ultime posizioni se si guarda alla percentuale di rifugiati rispetto alla popolazione residente; i migranti non tolgono lavoro agli italiani e sono una risorsa per questo Paese, così come i milioni di cittadini italiani emigrati nel mondo per cercare lavoro e un futuro migliore hanno contribuito e contribuiscono alla crescita dei Paesi in cui sono stati accolti.

La campagna “Io accolgo” intende affermare con forza che i diritti fondamentali delle persone, sanciti dalla Costituzione Italiana e dal diritto europeo ed internazionale, devono essere tutelati dalle leggi dello Stato e che escludere e discriminare i cittadini stranieri non produce maggiore sicurezza per gli italiani, ma aumenta la marginalità sociale e produce un’erosione dello Stato di diritto, della democrazia e della coesione sociale nel nostro Paese.

Per contrastare le condizioni di povertà e disagio nella società italiana, servono politiche efficaci ed inclusive per il lavoro, la casa, la salute, la sicurezza climatica e ambientale e un sistema istruzione capaci di promuovere benessere e pari opportunità per tutti coloro che vivono in Italia.

Partendo da queste considerazioni i promotori della campagna esprimono la volontà di vivere in un mondo che non sia fondato sull’odio e sulla paura, ma sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla libertà, dove a tutti gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla provenienza, siano riconosciuti pari dignità ed eguali diritti.

Anche in Calabria la maggior parte delle 44 organizzazioni promotrici della campagna “Io accolgo” si è già attivata per diffondere i contenuti della stessa e promuovere reti territoriali di prossimità, per dare voce e visibilità ai tanti cittadini che condividono i valori dell’accoglienza e della solidarietà e intendono esprimere il proprio dissenso rispetto alle politiche anti-migranti, e con gli obiettivi di cercare di “ridurre il danno” rispetto all’impatto dei Decreti “Sicurezza”, chiedendone l’immediata abrogazione, e di promuovere il protagonismo dei migranti affinché abbiano voce e visibilità in quanto persone attive per un’Italia solidale e accogliente.

Tutti coloro (singoli e organizzazioni/enti) che hanno già aderito e vorranno aderire alla campagna “Io accolgo” sono invitati ad attivarsi, a consultare il sito internet www.ioaccolgo.it , a firmare la petizione on-line per l’abrogazione dei decreti sicurezza e ad aderire al Comitato “Io Accolgo – Calabria” contattando lo stesso all’indirizzo e-mail ioaccolgocalabria@gmail.com, partecipando alle attività che saranno promosse, portando il proprio contributo e le proprie proposte.

Comitato “Io Accolgo – Calabria”

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LETTERE A UNA SANITÀ CHE VUOLE CAMBIARE

PER UNA SANITÀ CHE PROMUOVA IL BENESSERE E LA COESIONE SOCIALE

L’Istat, in modo impietoso, ci dice che in Calabria risiedono 1.976.000 persone, che Reggio Calabria ha perduto oltre 11.000 abitanti, che la Piana di Gioia Tauro da 155.000 residenti è scesa a 136.000; che non pochi comuni subiscono un persistente abbandono; insomma è un lento stillicidio, soprattutto, di giovani che non può lasciarci indifferenti.

In questo contesto la Tutela della Salute non dovrebbe essere considerata un costo sociale, né una sciagura, ma un Servizio Sanitario Regionale, da rendere efficiente perché fonte di occupazione qualificata e fattore di crescita civile ed economica. Purtroppo, in quest’ultimo decennio, tra Nord e Sud stiamo assistendo a un incremento delle diseguaglianze nell’accesso alle cure ancora più accentuato in Calabria che da 10 anni è sottoposta a un “Piano di Rientro” attento al superamento del forte disavanzo finanziario con il blocco del turn over del personale.

Non possiamo tacere l’inettitudine della politica e della maggioranza dei management aziendali che hanno perduto molte occasioni per fare della sanità un volano di sviluppo. Pensiamo, ad esempio, ai 127 milioni di euro finalizzati dall’ Unione Europea nel lontano 2009 per attivare le “Case della Salute“, purtroppo di questi finanziamenti ne sono rimasti solamente 49 milioni! Sappiamo bene il ruolo fondamentale che queste strutture sanitarie territoriali intermedie rivestono per la qualità delle prestazioni erogate nel territorio (vedi la notevole presenza di queste in Emilia-Romagna). O agli 84 milioni di euro per l’acquisto di apparecchiature medicali non utilizzati che sono rispuntati nella legge 60/19 (Legge Grillo) o all’ “Accordo di Programma Integrativo per i nuovi Ospedali” che è del 2007, i cui fondi non ancora utilizzati non solo ci hanno privato di ospedali moderni e efficienti, ma hanno negato il lavoro a imprese del Settore, operai edili, ingegneri, bioingegneri, operatori sanitari, ecc. Non parliamo, inoltre, delle ditte sane e del Privato Accreditato che lavorano nella sanità calabrese e trovano nella burocrazia un terribile nemico che le costringe, per poter sopravvivere, a rivolgersi alle banche; infatti, secondo Assobiomedica, la Sanità calabrese ha un altro triste primato in merito ai tempi di pagamento, nella classifica nazionale dei 5 peggiori pagatori ben 4 sono Aziende Sanitarie Calabresi. Al primo posto vi è l’Azienda Ospedaliera Mater Domini con 1.266 day sales out standing (dso), seconda l’ASP di Crotone con 475 (dso), terza l’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio con 436 (dso). In media i tempi di attesa per i fornitori del S.S.R. sono circa 363 giorni per uno scoperto regionale pari a 175 milioni e 501mila euro. Poiché non vogliamo farci mancare nulla, la nostra burocrazia riesce a ridurre il nostro già esiguo Fondo Sanitario Regionale che oscilla intorno ai 3 miliardi e 240 milioni circa, facendosi sottrarre (relazione della Corte dei Conti 2017) circa 80 milioni di euro per onorari dei Commissari ad acta nominati dal TAR per mancati pagamenti ai creditori, per spese legali e interessi con pignoramenti per 638 milioni di euro. Insomma, 80 milioni sottratti agli acquisti di nuova tecnologia diagnostica o al finanziamento dell’ADI o a altri Servizi Sanitari che dovrebbero garantire i LEA.

Sappiamo che più un S.S.R. è inefficiente meno riesce a spendere per il proprio funzionamento, con la conseguente mobilità passiva che aumenta (la Calabria è la 1° Regione per mobilità passiva pro capite/anno 144 euro, 2° la Campania con 55 euro anno 2017) come l’emigrazione di giovani professionisti che potrebbero ben figurare in Calabria. Riteniamo che la piena attuazione dei LEA e la ripresa dell’economia calabrese facciano parte di uno stesso mosaico.

Pertanto, dobbiamo chiedere alle Istituzioni Nazionali e Regionali di:

  1. a) mettere la salute al centro di tutte le decisioni politiche non solo sanitarie perché la salute si promuove contrastando le povertà economiche e sociali, il degrado delle periferie, gli incidenti sul lavoro, la tutela ambientale;
  2. b) costruire un Servizio socio-sanitario regionale, perché i bisogni sociali condizionano la salute e il benessere della persona;
  3. c) elaborare, in tempi certi, un “Piano Pluriennale di Investimenti” per l’ammodernamento tecnologico e la messa in sicurezza di tutti i Presidi Sanitari garantendo, con un Cronoprogramma, trasparenza e tempi certi nella spesa di vecchi e nuovi finanziamenti prevedendo, tra questi, il recupero dei finanziamenti perduti per le Case della salute;
  4. d) valorizzare il “capitale umano” con un “Piano delle Assunzioni”, il superamento del precariato e l’aggiornamento continuo sotto il profilo tecnico-clinico.

Infine, questione centrale, premiare le “competenze” nei management aziendali e nei Presidi Ospedalieri e Distrettuali affinché sia ricostruito quel rapporto di fiducia tra Calabresi e Servizio Sanitario che da tempo si è spezzato.

Come Movimento Culturale “Comunità Competente”, noi andremo con queste idee dal generale Cotticelli il 12 settembre, forti del Documento che gli abbiamo consegnato il 7 agosto che pone al centro la proposta della Riforma organizzativa e etica della sanità calabrese, la valorizzazione della Medicina Distrettuale con 5 AST (Aziende Sanitarie Territoriali) e la riorganizzazione della Rete Ospedaliera con 3 ASO (Aziende Sanitarie Ospedaliere) che gestiranno tutta la spedalità pubblica e accreditata privata.

Il portavoce di Comunità Competente                                                                Reggio Calabria lì 20 agosto 2019

Rubens Curia

 

16 LUGLIO 2019, CONFERENZA STAMPA: RIFORMIAMO INSIEME LA SANITÀ CALABRESE.

RIFORMIAMO INSIEME LA SANITÀ CALABRESE

Martedì 16 luglio alle ore 11,00

Sala Giuditta Levato

Consiglio regionale della Calabria – Reggio Calabria

 

interverranno:

Giacomo Panizza 

Rubens Curia

Presenzierà:

Nicola Irto

coordinerà i lavori il giornalista Filippo Diano

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Il 18 dicembre del 2018 Rubens Curia presentò in Consiglio Regionale, alla presenza, tra gli altri, del Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, il suo libro “Manuale per una Riforma della Sanità in Calabria”, iniziando un viaggio in tutta la Regione da Locri a Cosenza, a Lamezia, a Catanzaro, a Vibo, a Melito P.S., a Palmi e tanti altri incontri con molte persone interessate ché l’articolo 32 della nostra Costituzione venisse attuato in Calabria.

Molti rappresentanti di Associazioni, forze sindacali, operatori del Settore, di Comitati civici e semplici cittadini hanno ritenuto, insieme a Rubens Curia, di dare vita a quella “Comunità Competente” di cui si scrive nel “Manuale” perché, insieme si stilasse un “Documento” che è stato, in seguito, denominato “Linee guida per una riforma della sanità in Calabria”.

Il 1° luglio presso la Sala Sintonia della Comunità Progetto Sud di Lamezia si è svolto un affollato e partecipato incontro coordinato da Giacomo Panizza e Rubens Curia che ha approvato e integrato il ” Documento” suindicato e , inoltre, è stato deciso di presentare le “Linee Guida” in Consiglio Regionale, che riteniamo sia la Casa dei Calabresi, e consegnare il “Documento” al Presidente Irto perché tutte le forze politiche possano avere contezza di ciò che, in materia, una “Minoranza Competente” di calabresi propone per salvare la nostra sanità.

Non siamo autoreferenziali, male oscuro della nostra sanità, né saccenti, ma non siamo disponibili a fare da spettatori paganti (vedi aumento dell’Irap e dell’Irpef); siamo aperti a ogni confronto dove il nodo fondamentale è una profonda RIFORMA ORGANIZZATIVA e ETICA del nostro Servizio Sanitario Regionale e le imminenti elezioni regionali, tenuto conto della gravità in cui versa la nostra sanità, non può essere un alibi per rinviare al prossimo anno una seria discussione.

Invitiamo tutte le forze politiche, sociali e sindacali che vorranno condividere con noi questo viaggio il cui porto è la tutela della salute dei calabresi in quanto “Bene Comune” a partecipare.

https://youtu.be/YfTV_kP8ppM

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