2026 agosto petali diritti partecipati

Petali. Agosto 2026. Diritti partecipati

di Maria Pia Tucci

Il tema dei diritti partecipati ci porta a scoprire come può cambiare la vita dei singoli e del gruppo. Sia esso segmento o intero di una comunità. Di come il prendere parola può essere una strada che attraversa i contesti. Li decostruisce e li rimette in piedi.

Questo numero di Petali da’ parola a Fabio Saliceti, responsabile dell’advocacy della Comunità Progetto Sud, a Ousman Jaiteh, ieri ospite della Comunità per Minori non accompagnati, oggi mediatore culturale e operatore della stessa organizzazione. Con Alessia Pesci, sociologa e componente dell’esecutivo del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti) apprendiamo la mobilità dell’essere partecipi. Perché la cittadinanza si muove con la società e la società con i diritti delle persone. Tutte.

Buona lettura!

Petali è la newsletter curata da Maria Pia Tucci, giornalista e ufficio stampa di Comunità Progetto Sud

fabio saliceti lavoro in equipe con rosanna liotti

CONSAPEVOLEZZA: UNA CHIAVE PER I DIRITTI PARTECIPATI

di Maria Pia Tucci 

«Cercavamo braccia, sono arrivate persone.» Max Frisch nel 1965 pronuncia questa frase nel dibattito che animava il suo pensiero rispetto alle persone migranti che, specialmente dall’Italia, arrivavano chiamate come forza lavoro nella sua Svizzera. 

Persone non braccia. Persone nella loro totalità. Persone in movimento, oggi come allora. 

E in questo movimento di popoli, le persone migranti quando diventano partecipi davvero del territorio in cui sono arrivate e come si costruisce quella partecipazione alla vita sociale di chi arriva e rimane in una città, in un Paese che ha regole diverse dal luogo di provenienza? Quale può essere il punto di partenza grazie al quale le persone non sono più considerate solo braccia?

Nell’esperienza cinquantennale della Comunità Progetto Sud «il diritto di avere doveri» per citare il presidente Don Giacomo Panizza, è sempre stato il dire, coniugato al fare percorsi di accoglienza e cittadinanza. 

Una congiunzione che mette insieme una sorta di libro mastro delle regole del dare e avere, come in una partita doppia, ma dove al centro delle colone di quel libro ci sono le persone e il loro stare, appunto, tra i diritti e i doveri.

Consapevolezza è una delle parole chiave per parlare di diritti. Prima ancora che a questi venga attribuito il ruolo sociale della partecipazione.

Consapevolezza è proprio la prima cosa a cui fa riferimento Fabio Saliceti, avvocato e responsabile del servizio di tutela legale e ricerca dell’advocacy della Comunità Progetto Sud, quando la nostra conversazione si apre sul tema sui diritti partecipati.

«La mancanza di consapevolezza rispetto ai propri diritti e alla propria condizione, è un aspetto fondamentale per le persone che si rivolgono a noi o che intercettiamo. Persone che spesso sul territorio non hanno punti di riferimento se sono fuori dai progetti di accoglienza». 

E tra la mancanza di consapevolezza e la costruzione della partecipazione sociale c’è, tra gli altri, il tema del lavoro, tappa fondamentale per rispondere alla determinazione sociale della partecipazione.

Dalla regolarità del lavoro, ad esempio, dipende il permesso di soggiorno legale, che vuol dire stabilità e accesso alla cittadinanza, alla residenzialità e all’abitazione, alla piena copertura dei diritti sanitari e al ricongiungimento familiare. Il lavoro, per una persona migrante è, dunque, una ancora giuridica per essere cittadini di fatto.

Ma quando questo diventa sfruttamento cadono i pilastri di un’architettura sociale ed economica. Quelle braccia, evidentemente, tornano a non essere persone.

«Il lavoro sfruttato è stato spesso il gancio per la presa in carico delle persone migranti con le quali ci siamo trovati a percorrere la strada dell’accompagnamento alla consapevolezza dei diritti» ci racconta, a tal proposito Fabio Saliceti.

È chiaro che il diritto al lavoro non è il solo argomento per parlare di diritti partecipati, il diritto alla salute e gli aspetti culturali sono poi altri tasselli ponte «tra i contesti di provenienza e quelli di inclusione e inserimento dove le persone sono protagoniste. In campo ci sono una serie di processi che riguardano tanto le persone, quanto il territorio».

Consapevolezza dei diritti  è, probabilmente, la cartina tornasole di quella cittadinanza che fonda l’Italia, democratica, libera e partecipativa.

Nell’immagine in evidenza: Rosanna Liotti e Fabio Saliceti. Foto di Maria Pia Tucci