orso polare add foto 2 24 grande

Sconfinamenti

di Giacomo Panizza*

Nel ciclo di stagioni rubate
prepariamo noi nuove primavere.
È tempo di variazioni in salita
di sconfinamenti
dalle normalizzate insicurezze.
Arricchiamoci di vera umanità.
È tempo di rifarsi una vita davvero,
insieme.

Buona Pasqua di Risurrezione!

 

Foto di copertina: La fotografia ha già fatto il “giro del Mondo” negli scorsi giorni ed effettivamente è particolarmente bella oltre che suggestiva. L’immagine ha come titolo “Ice Bed” per richiamare proprio l’idea del grande orso bianco addormentato sul ghiaccio. Il successo è stato grande considerando che a questa edizione del concorso fotografico hanno votato oltre 75 mila persone (complessivamente).
Sarikhani ha dichiarato “sono molto onorato di aver vinto il People’s Choice Award di quest’anno per il Wildlife Photographer of the Year, il più prestigioso concorso fotografico sulla fauna selvatica. Questa fotografia ha suscitato forti emozioni in molti di coloro che l’hanno vista”.
Wildlife Photographer of the Year 2023 e la foto dell’orso polare addormentato
Interessante notare come Nima Sarikhani (che ha un account Instagram con poche fotografie, ma tutte incentrate sulla natura e gli animali ottenendo ottimi risultati in termini di resa fotografica) ha impiegato non una mirrorless quanto piuttosto una DSLR di fascia alta. Non si tratta comunque di un reflex qualasiasi ed è anche relativamente recente, stando al sito ufficiale dell’evento.

Fonte:  Fotografi digitali

respiro

“Essere Orfani di femminicidio in Calabria”

Il 13 aprile 2024, nella Sala Sintonia  della comunità Progetto Sud – via Antonio Reillo, 5. Lamezia Terme (CZ) – alle ore 9:30 a cura di RE.S.P.I.R.O., la rete di sostegno per percorsi di inclusione e resilienza con gli orfani speciali, si terrà il convegno e la successiva tavola rotonda: “Essere Orfani di femminicidio in Calabria”. Il partenariato è ampio e vede capofila e soggetto responsabile la cooperativa sociale IRENE ’95  e per la Calabria soggetto partnerl’ APS SINAPSI.

RE.S.P.I.R.O. È uno dei quattro progetti nazionali quadriennali promossi dall’ iniziativa “A braccia aperte” di Impresa Sociale “Con i Bambini” attuato nelle sei regioni dell’Italia meridionale ed Isole. Il bando (cod.2019-ABA-01547) porta l’attenzione sulla condizione, complessa e sommersa, di minori orfani a seguito di femminicidio.

L’argomento del convegno e della tavola rotonda a cui interverranno i responsabili del progetto, accademici e testimoni diretti, vittime oggi non più minori di violenza assistita, verterà sulla strategia complessiva e la relativa metodologia dell’intervento, di cura e presa in carico degli orfani di crimini domestici e del sostegno delle famiglie affidatarie.

A due anni dall’ avvio del progetto si farà il punto su cosa e quanto è stato fatto, le prime risultanze e cosa e quanto ancora resta da fare in Calabria.

Tempestività, multidisciplinarietà, integrazione, specializzazione, costanza nel tempo sono i criteri messi in campo dal progetto e che nella pratica vogliono costituire un modello di protocolli e procedure di intervento sia come definizione di buone prassi che come linee guida nazionali per costruire una Child Safeguarding Policy specifica per tutti i soggetti partner.

Soggetto responsabile: IRENE ’95 Cooperativa Sociale

Partenariato:

  • CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia)
  • Save The Children
  • Terre des Hommes
  • Consorzio CO.RE. – Campania
  • Az. Ospedaliera Giovanni XXIII di Bari (progetto-equipe GIADA) – Puglia
  • APS Progetto Sirio – Puglia
  • CENTRO FAMIGLIE Catania – Sicilia
  • Associazione THAMAIA Catania – Sicilia
  • CIPM Sardegna – Sardegna
  • Coop. sociale KOINOS – Sardegna
  • Associazione CESTRIM – Basilicata
  • APS SINAPSI – Calabria

Clicca qui per saperne di più del Progetto RE.S.P.I.R.O. 

per sito ok le dannate della terra rubbettino p

Le dannate della terra

“Le dannate della terra” a cura di Alessandra Corrado, Lorena Leone, Rosanna Liotti, con la prefazione di Marina Galati e l’introduzione di Alessandra Corrado,Rubbettino Editore è un volume collettivo che raccoglie i risultati di una ricerca pilota sulle lavoratrici migranti in agricoltura realizzata nella Piana di Lamezia Terme nell’ambito del progetto “Resto in Campo – Percorsi di diritti per migranti”, coordinato da Associazione Comunità Progetto Sud.

Scarica gratuitamente il libro cliccando qui

Dalla quarta di copertina:

Questo volume collettivo raccoglie i risultati di una ricerca pilota sulle lavoratrici migranti in agricoltura realizzata nella Piana
di Lamezia Terme nell’ambito del progetto “Resto in Campo – Percorsi di diritti per migranti”, coordinato dall’Associazione
Comunità Progetto Sud (programma P.I.U.Su.Pr.Eme. – Percorsi Individualizzati di Uscita dallo sfruttamento). L’analisi, condotta
in una situata e intersezionale, legge il posizionamento delle donne all’interno dei rapporti di potere (genere, etnicità, classe,
status giuridico, migrazione) e in relazione alle caratteristiche e alle trasformazioni del contesto specifico. Pur evidenziando elementi
di vulnerabilità queste lavoratrici esprimono anche forme di resistenza e agency. La comprensione della loro condizione risulta
interessante per mettere a fuoco le dinamiche del sistema agroalimentare, ma anche per la comprensione della condizione
sociale e dei bisogni delle donne, in generale, nei contesti rurali.

Alessandra Corrado è professoressa associata in Sociologia dell’Ambiente e del Territorio presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università della Calabria.
Lorena Leone è operatrice presso l’Associazione Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme e consulente anti-tratta del progetto “In.C.I.P.I.T. – Iniziativa calabra per l’identificazione, protezione ed inclusione sociale delle vittime di tratta”.
Rosanna Liotti è responsabile dell’area Tratta e sfruttamento lavorativo presso l’Associazione Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. È referente dell’area sfruttamento lavorativo del progetto “In.C.I.P.I.T. – Iniziativa calabra per l’identificazione, protezione
ed inclusione sociale delle vittime di tratta”. Ha coordinato il progetto “Resto in Campo – Percorsi di diritti per migranti”.

marina uganda gruppo

Uganda, la mia Africa: la ricerca, le donne, la terra.

di Marina Galati*

In questi giorni di marzo ho attraversato tutta l’Uganda fino al confine con il Sud Sudan dove arrivano i tanti rifugiati.

Nella sola diocesi di Arua vi sono un milione di rifugiati. Ho visitato il campo nel distretto di Adjuman: 206.000 rifugiati. Arrivati al centro di registrazione le persone vengono distribuite nei diversi campi.

Le politiche del posto prevedono di dare subito il permesso di residenza e dei piccoli appezzamenti di terra da coltivare. Il prete che ho incontrato è un componente della commissione dei rifugiati della Diocesi «Gli aiuti che arrivano da ONG internazionali debbono essere distribuiti, in base agli accordi governativi, – mi ha detto – non solo ai rifugiati ma in parte anche alla popolazione del luogo per evitare conflitti».

LA RICERCA

D’altra parte gli alloggi di chi è residente non sono diversi da quelli che mettono a disposizione per i rifugiati. E la povertà la vedi ovunque. Le Organizzazioni Non Governative si occupano del cibo e dei servizi sanitari. Ma gli aiuti stanno drasticamente diminuendo!

Uno dei luoghi che frequentiamo da tempo con Walking Together è la libreria della scuola primaria. È situata a Lima Farm. Tenuta con cura ed utilizzata dalla comunità scolastica. È Frutto anche degli insegnamenti di Pino La Gamba, presidente di Walking Together, pediatra, appartenente all’associazione nazionale culturale di pediatria nonché docente di Medicina Sociale per diversi anni all’Università della Calabria. Lui ha costantemente sostenuto l’importanza della lettura tra le mamme, tra insegnanti, tra gruppi di ragazzi. Anche le nostre volontarie del servizio civile internazionale avevano creato a Golomolo, villaggio della regione centrale dell’ Uganda, una piccola biblioteca dove ogni giorno un gruppo dedicava del tempo alla lettura.

In questi anni di viaggi ho appreso un altro grande insegnamento: l’ importanza di raccogliere i dati, per poi incrociarli, rifletterci su, confrontarli con altri studi. Il piccolo villaggio diviene una grande fonte di informazioni utili per capire quali interventi sociali e sanitari concordare insieme agli abitanti del luogo.

Oggi al tempo dell’ Intelligenza Artificiale l’importanza della cultura del dato è messo ancor più in evidenza, ma, per noi operatori sociali lavorare sui dati, studiarci su, attivare l’inchiesta sociale e la ricerca partecipata sono strumenti essenziali se vogliamo capire e comprendere di più e meglio per attivare il cambiamento.

libreria uganda marina galati

LE DONNE

Poi c’è il lavoro con le donne. Con l’Associazione delle Donne di Santa Monica a Lwero, che stiamo sostenendo grazie a con Walking Together, abbiamo supportato circa 47 donne. Per loro abbiamo acquistato appezzamenti di terreni e loro li coltivano in forma comunitaria. Ciò che guadagnano lo mettono in unica cassa comune a cui individualmente accedono per pagare le tasse scolastiche per i figli, per spese sanitarie ed altre necessità quotidiane.

Molte famiglie qui vivono grazie al lavoro delle donne, in questo contesto povero socialmente ed economicamente molti sono gli uomini violenti che maltrattano e non partecipano alle necessità famigliari. Mettiamo anche sulla bilancia che possedere una terra per le donne, qui in Uganda non è affatto semplice: le donne non hanno possibilità di accedere ad eredità (Terreni, case, ecct), nonostante le moderne leggi lo permetterebbero, per ritrosia culturale alle donne non è permesso ereditare beni. La sola opportunità deriva dal loro lavoro e dalla possibilità che con questo possano avere accesso al credito fare un investimento e sviluppare un’azienda.

E grazie alla terra al catering, con il contributo degli amici Mario e Concetta, questo sta diventando possibile! Questo gruppo di donne sta sviluppando benessere per loro stesse, i loro figli e per la comunità. Sono loro che stanno diventando un riferimento anche per altre donne delle comunità territoriali.

tramonto uganda marina

LA TERRA

Due questioni determinano gravi problemi:

L’accaparramento delle terre- Land grabbing. Le terre vengono prese o acquistate da soggetti privati o da aziende senza il consenso delle comunità locali. Terre che solitamente erano coltivate dai residenti delle comunità per la produzione primaria. Questo avviene perché spesso i titoli di proprietà sono informali ed incerti e quindi facilmente accaparrabili, particolarmente quando vi è il consenso di alcuni governanti corrotti.

La corruzione è il secondo fenomeno che trasforma la terra da bene posseduto a bene sottratto. Alcune micro finanze qui operano con finalità precise: indebitare le persone per poi sottrarre loro ciò che possiedono. L’erogazione di prestiti, infatti, è attivata su attività non sostenibili e inevitabilmente ci si indebita e la terra viene sottratta al proprietario per essere rivenduta a caro prezzo.

*Marina Galati è psicologa, co-fondatrice e Direttrice della Comunità Progetto Sud e membro del CTG.

assunta e company

Assunta Signorelli: il gusto del vivere i cambiamenti sostanziali in direzione ostinata e contraria

di Angela Regio*

Io: “Ma che fai: prima ti lavi i denti e poi ti bevi il caffè?” Assunta: “Si, voglio che rimanga in bocca il sapore della caffeina per poi fumarmi con gusto una bella sigaretta”.

Ho sempre avuto questa immagine di Assunta Signorelli: una donna che gustava la vita anche nei suoi piccoli momenti quotidiani. Era stata questa sua predisposizione al “gusto del vivere” che l’aveva portata a diventare psichiatra e le aveva fatto intraprendere tante appassionate battaglie contro un sistema che continuava a relegare e rinchiudere le persone che esprimevano il loro disagio mentale verso le autorità costituite e l’organizzazione sociale. Tutto questo a dispetto della legge di Franco Basaglia del quale era stata entusiasta collaboratrice.

Da quando nell’agosto del 2006 era diventata Direttrice sanitaria dell’istituto Papa Giovanni XXXIII di Serra d’Aiello, aveva sollecitato alcuni di noi a diventare amministratori di sostegno per prenderci carico delle persone che lì erano rinchiuse da decenni e che, in un sol colpo, a causa dell’indagine giudiziaria balzata alle cronache non solo regionali ma anche nazionali, avevano perso il loro amministratore unico che deteneva i loro averi in un solo libretto indistinto: così come “indistinti” erano diventate tutte quelle persone quando avevano varcato la soglia di quel “manicomio”.

Il 13 maggio 2008, nel trentennale della Legge Basaglia – la 180/78, avevamo fatto nascere insieme una associazione di amministratori di sostegno con lo scopo di tutelare chi fino a quel momento non lo era stato e il nome, suggerito da Assunta, era già un programma: In direzione ostinata e contraria, ripreso dal titolo di un album di Fabrizio De Andrè.

In quella sua esperienza da “commissaria”, durata poco meno di tre anni, Assunta si sentiva, come piaceva a lei, di nuovo protagonista perché davanti le si presentava una sfida per un cambiamento sostanziale: portare un istituto di reclusione sociale ad una realtà aperta sul territorio e con la possibilità di sperimentare micro abitazioni autogestite dove le persone potessero riappropriarsi della dignità umana del sentirsi a casa propria.

Ricordo che delle quattro persone, affidate a me dal giudice tutelare come amministratrice di sostegno, insistentemente le chiedevo di leggere le poche carte disponibili, mi animava la volontà di conoscere più approfonditamente le loro storie e la incalzavo con continue domande alle quali, a volte, rispondeva nel suo modo tanto diretto da sembrare perfino scorbutico … e io, peggio di lei, insistevo!

Della signora Gina, in particolare, mi raccontò che, da quello che aveva ricostruito, era stata chiusa in quell’istituto nei primi anni sessanta verso i 45 anni e, verosimilmente, non perché presentasse gravi problemi mentali, ma semplicemente perché era “zitella”, quindi sola, abbandonata dai familiari. Abitava in uno dei più poveri paesini dell’entroterra calabrese racchiuso nelle serre vibonesi e faceva la sarta. Aveva portato con sé, nell’istituto, il corredo al quale aveva lavorato tutta la vita: lenzuola di lino ricamate, asciugamani di seta, copri letti di ciniglia. Così come una bella pensione da artigiana conseguita grazie ai tanti contributi costantemente versati. Una volta in istituto tutto era finito in chissà quali mani e la sua pensione nel conto indistinto!

Esprimevo ad Assunta la mia forte indignazione per tutte le ingiustizie che avevano dovuto subire tutte quelle persone e lei mi rispondeva con la durezza di chi ne aveva viste tante e ancora peggiori: «Sono i senza. Senza diritti, lavoro, casa, affetti, documenti e questo conviene ad un potere politico che si regge sull’ineguaglianza e sul sopruso».

Già, la politica. Anche su questa abbiamo avuto più di una volta degli accesi confronti. Da fervente e ostinata sessantottina giudicava la sinistra allora al governo, come asservita alle logiche delle grandi lobby e distante dai bisogni reali della classe lavoratrice. Sull’analisi sociale spesso concordavamo, ma sui metodi delle azioni da intraprendere per provare a cambiare una società ormai profondamente mutata dalla globalizzazione, ci scontravamo senza mezzi termini. Era sulla necessità di praticare la differenza che eravamo pienamente d’accordo: l’accettazione dell’altra e dell’altro da me non passa solo a livello del pensiero razionale ma va vissuta, appunto praticata, perché solo facendo esperienza gli uni con gli altri si impara a coglierne realmente l’essenza umana e lasciare da parte tutti gli inutili stereotipi.

In tutto Assunta manifestava il suo “gusto del vivere”: mi piace pensare che alla fine dei suoi giorni abbia potuto dirsi di aver vissuto in modo intenso e appassionato la propria vita. Una vita vera. Una vita gustosa.

 

*Angela Regio è sociologa, co-fondatrice della Comunità Progetto Sud e membro del CTG. È la responsabile dell’area disabilità e referente del Centro Autismo della Comunità Progetto Sud.

incipit sala ferrante incontro la tratta di esseri umani percorso di condivisione di prassi operative

La tratta di esseri umani: percorso di condivisione di prassi operative. Il lavoro multi agenzia del progetto In.C.I.P.I.T.

Multiagenzia vuol dire mettere insieme risorse umane professionali, obiettivi e programmazione partendo dalle necessità, in questo caso, sociali e socio-sanitarie, con azioni finalizzate al contrasto del fenomeno della tratta degli esseri umani.

È questo un nuovo tassello che si inserisce all’;interno del percorso già intrapreso dal 2018 dalle associazioni Comunità Progetto Sud e Mago Merlino e dalla Fondazione Città Solidale di Catanzaro, enti gestori del progetto In.C.I.P.I.T. della Regione Calabria, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, in collaborazione con il Dipartimento Materno Infantile – Organismo Aziendale Immigrazione dell’ASP di CZ, all’interno del protocollo d’intesa in essere con l’Asp di Catanzaro.

Se n’è discusso durante l’incontro “La tratta di esseri umani: percorso di condivisione di prassi operative. Il lavoro multi-agenzia del progetto In.C.I.P.I.T.”, tenutosi qualche giorno fa nella sala Ferrante dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme.

Sono stati messi sul tavolo obiettivi comuni e l’opportunità di valorizzare la contaminazione dei saperi che ogni “agenzia” mette in gioco nel contrasto alla tratta degli esseri umani, dando seguito al mandato del progetto che vede impegnati i diversi enti gestori nella protezione delle vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo, di accattonaggio ed economie illegali e che mira alla successiva inclusione sociale delle stesse, mediante la costruzione di percorsi individualizzati di protezione e reinserimento socio-lavorativo.

«Il percorso di condivisione di buone pratiche ha come obiettivo principale – ha sottolineato Lorena Leone, referente dell’Associazione Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme per questa azione progettuale – quello di favorire uno scambio e una contaminazione di saperi tra gli enti anti-tratta e il personale sanitario del presidio ospedaliero di Lamezia Terme, al fine di favorire una sempre più tempestiva identificazione delle vittime e una conseguente possibile tutela dei diritti delle donne vittime di tratta e di sfruttamento sessuale sul nostro territorio».

Alla tavola rotonda hanno presenziato anche Mimma Caloiero, Direttrice del Dipartimento Materno Infantile dell’ASP di Catanzaro, che ha portato i saluti del Direttore Sanitario Antonio Gallucci e Maria Teresa Napoli, Responsabile Organismo Aziendale Immigrazione dell’ASP di Catanzaro.

«L’intento dell’ASP di Catanzaro – ha dichiarato la Napoli – è quello di proseguire nel percorso di miglioramento delle politiche socio-sanitarie dedicate all’Immigrazione forzata e all’aumento delle competenze del personale sanitario sugli aspetti antropologici-psico-sociali e sanitari delle popolazioni migranti. Questo – ha continuato la responsabile dell’organismo immigrazione dell’ASP – ci permette di migliorare la qualità della relazione e dell’offerta di cura. In questo settore il Dipartimento Materno Infantile assume ruolo strategico perché opera con le donne, i bambini, i giovani e le famiglie, raggiungendo quindi i soggetti maggiormente vulnerabili e divenendo così ponte fra i servizi aziendali e fra questi e la rete territoriale».

Già in occasione della Giornata europea contro la tratta di esseri umani, lo scorso ottobre, durante una prima tavola rotonda tra gli enti coinvolti, era stata messa in luce l’esigenza di un lavoro a più voci, fissata peraltro in un protocollo d’intesa, e questa nuova occasione di dialogo ha portato alla programmazione di un ciclo di incontri che si terranno tra il mese di aprile e maggio del 2024 e che porteranno alla stesura di un glossario comune che metterà nero su bianco le procedure operative standard tra enti anti-tratta e presidio ospedaliero.

 

In.C.I.P.I.T

Il progetto In.C.I.P.I.T è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità – in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 Maggio 2016 “Definizione del Programma unico di emersione, assistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri edei cittadini di cui al comma 6 bis dell’art. 18 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, vittime dei reati previsti dagli articoli 600 e 601 del codice penale, o che versano nelle ipotesi di cui al comma 1 dello stesso articolo 18”.

Maria Pia Tucci | ufficio stampa Comunità Progetto Sud

amendola leone cavallaro marcello panizza

Che impresa la scuola! Un progetto a valere sui fondi PNRR che ha l’obiettivo di costruire una comunità educante nel cuore del Reventino grazie all’ unione di forze e visioni

L’Aula magna dell’IIS “Luigi Costanzo” di Decollatura” è stato, martedì 5 marzo, il palcoscenico del seminario “Comunità educanti e giovani: un ponte tra generazioni” durante il quale è stato presentato il progetto: Che impresa la scuola! Un percorso di comunità finanziato con i fondi dell’ Unione Europea destinato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’obiettivo è quello di costruire, nel cuore del Reventino una comunità educante consapevole e propositiva che ha i suoi punti di forza nelle visioni di futuro e nell’unità di intenti.

Ad aprire i lavori la Dirigente del Liceo Costanzo, Maria Francesca Amendola: « Essere comunità educante – precisa subito – è un articolo che, come corpo docente, ritroviamo anche nei nostri contratti di lavoro, oltre che nel concetto maieutico di “educere”che è proprio nel ruolo dell’ insegnante. Tirar fuori i talenti e costruire insieme alle giovani generazioni il futuro di tutti – conclude – ha un valore di costruzione irrinunciabile per il quale è necessario imparare a potenziare la rete culturale e sociale »

amendola leone cavallaro marcello panizza.

A seguire, i saluti di Raffaella Perri, sindaco Decollatura e Michele Chiodo, sindaco Soveria Mannelli. Entrambi hanno dato seguito e condiviso il concetto di fare rete come strategia fondamentale per il progresso delle comunità. L’appello agli studenti presenti è stato quello di non lasciarsi sfuggire l’occasione di prendere parte alle attività di “Che impresa la scuola!” perché, hanno sottolineato : «Da parte nostra non abbiamo avuto alcun dubbio a sposare la proposta della Comunità Progetto Sud perché siamo convinti che stare dentro questo progetto è senz’altro una possibilità di crescita per tutti».

A tenere le fila degli interventi Giorgio Marcello, docente e ricercatore dell’ Università della Calabria: che nel passare la parola a Don Giacomo Panizza, Presidente della Comunità Progetto Sud, ha precisato il punto di vista delle scienze sociali rispetto al concetto di costruzione di una Comunità educante. «Una distinzione necessaria – dice Giorgio  Marcello – è quella che intercorre tra relazione bancaria, che è quando i bambini sono considerati contenitore vuoto che gli adulti devono riempire – che è un metodo educativo perdente, precisa- e relazione liberante quando questa è, invece, circolare, cioè: nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, ma ci si educa insieme imparando a stare al mondo».

Questo l’assist del docente a Giacomo Panizza, che con una quasi lectio magistralis sviluppa il concetto che: «Qualsiasi comunità non è ma si fa. Ed è fatta – continua il prete bresciano – dal desiderio e dall’ambizione di essere individui originali e dalla fatica da fare per esserlo». Il messaggio chiaro ai giovani presenti è:«Essere ognuno autori della propria vita, con responsabilità. La scuola ci aiuta a dare dei binari e a collocarci in uno spazio di questa età globale nella quale stiamo vivendo». «E – chiude Panizza – l’essere si applica nel sociale allargato e all’ essere persone nella e nelle comunità. È questo il senso della vita dei piccoli e dei grandi».

A Lorena Leone, referente per la Comunità Progetto Sud, di Che impresa la scuola! Il compito di esporre le azioni di progetto e le fasi attuative che saranno condivise con le associazioni Lyra, di Decollatura e DEDÀ di Soveria Mannelli.

platea

«L’obiettivo  – dice la Leone – è puntare allo sviluppo di aspirazioni e favorire il potenziamento delle competenze dei partecipanti. Parole chiave di questo progetto sono: conoscenza, lavoro, territorio e tutte – conclude la referente – sono accompagnante dalla parola futuro».

«Amare di più la scuola e anche il nostro territorio» è il messaggio lanciato da Antonio Cavallaro, responsabile della comunicazione del gruppo Rubbettino. «Lo spopolamento dei nostri paesi è un dato oggettivo ma – dice – impariamo anche a puntare l’attenzione sulle opportunità e sullo sviluppo che questo territorio ha conosciuto e conosce».

A un gruppo di studenti poi la parola che in poche battute hanno manifestato i loro sogni per il futuro e la loro voglia di impegnarsi per essere donne e uomini realizzati nelle loro aspirazioni.

 

IL PROGETTO

Che impresa la scuola! È un progetto finanziato dal PNRR Missione 5, che vede capofila la Comunità Progetto Sud e che coinvolge esperti e giovani in incontri settimanali, passeggiate storiche e rassegne cinematografiche aperte a tutta la cittadinanza.

Il partenariato fa rete con l’Istituto di Istruzione Superiore “L. Costanzo” di Decollatura, la Cooperativa Sociale “Le Agricole” di Lamezia Terme e i Comuni di Decollatura e di Soveria Mannelli e vede la collaborazione delle  l’Associazioni Lyra, di Decollatura e DEDÀ di Soveria Mannelli.

servizio civile comunità progetto sud

Servizio Civile Universale: Calendario Colloqui

PROGETTO “PHP: People Have the Power – 2023” | CODICE PROGETTO PTCSU0024823011746NMTX |

PRESSO Associazione Comunità Progetto Sud.

Il 22 febbraio 2024 si è chiuso il bando per la partecipazione al servizio Civile Universale 2023.

Quanti hanno presentato domanda possono consultare e scaricare il calendario di seguito pubblicato e verificare data, ora e luogo del colloquio.

Questa pubblicazione del calendario sul sito HA VALORE DI NOTIFICA DELLA CONVOCAZIONE ed i candidati che, pur avendo presentato la domanda, non si presentano al colloquio nei giorni stabiliti senza giustificato motivo, sono ESCLUSI DALLA SELEZIONE per non aver completato la relativa procedura.

Scarica il CALENDARIO SELEZIONI PHP People Have the Power – 2023

cps 2024 febbraio copertina newsletter

Ponti

di Maria Pia Tucci

Il febbraio di Petali, la newsletter della Comunità Progetto Sud, arriva nelle nostre mail con  due parole che iniziano per “P”: una è un’immagine e scrive a colori su un lenzuolo PACE in tutte le lingue del mondo, l’altra è un segno grafico e scrive “PONTI“.

Due necessità in costruzione per le quali sono necessarie infrastrutture umane fatte di azioni e progettualità di comunità capaci di scavallare luoghi, dove i confini sono convenzioni geografiche, dove il diritto al movimento è incluso nel vivere di ogni persona.

La prima P, PACE, è l’immagine in copertina, uno scatto di Roberto Gatto, nostro responsabile dell’area dipendenze, fotografia dell’ l’iniziativa coordinata  da Pax Christi Lamezia Terme e che si è svolta lo scorso 24 febbraio. Data di piazze piene in ogni dove per ribadire a gran voce la richiesta di pace a due anni dall’inizio del conflitto Russia – Ucraina e che non dimentica di implorare la fine del massacro che sta avvenendo nella striscia di Gaza.

PONTI sono le storie e i percorsi di cui raccontiamo di questo febbraio trascorso: un nuovo progetto, l’esperienza Erasmus in Francia e il Servizio Civile Universale Internazionale in Grecia. Ponte è la collaborazione e l’amicizia di Marina Frigerio, etnopsicologa di origini italiane che vive e lavora in Svizzera ma che non può fare a meno di abitare la Comunità più volte l’anno e che firma l’articolo che apre la nostra newsletter.

Ci sono poi le nuove opportunità d’impiego, anch’esse ponte, questa volta per il mondo del lavoro e incentivo alla “restanza” per i professionisti del sociale e non solo.

Buona lettura!

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