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Il sogno di Stanley: Chrispatri african market il bazar multietnico apre a Sambiase

L’INAUGURAZIONE MARTEDÌ 22 AGOSTO 2023 | h 18:30 | PIAZZA FIORENTINO N°21 [SAMBIASE] LAMEZIA TERME (CZ)

Stanley Aiya Aizobua è padre di due figli, marito di Patricia e ha una rete sociale forte e radicata a Lamezia Terme.

Arrivato dalla Nigeria, con un diploma in “business education” ha continuato a studiare e a inseguire il sogno di avere un’attività di piccola impresa da poter gestire con Patricia e potersi così realizzare lavorativamente.

Intanto è stato bracciante agricolo, mediatore culturale, operatore per lo smaltimento dei rifiuti, operaio, panettiere, cameriere e barista e ha sviluppato abilità manuali, capacità pratiche e comunicative e ha arricchito il suo bagaglio umano costruendo intorno a sé una rete di buone relazioni.

E così, Martedì 22 agosto 2023 alle ore 18.30, si apriranno le porte CHRISPATRI African Market il bazar multietnico a conduzione familiare che offrirà alla propria clientela alimenti e bevande etniche, di origine africana e mediorientale.

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Una storia di vita che si intreccia con la comunità e che disegna destini fatti di volontà, studio e opportunità, tutte ragioni che si legano ad un intenso lavoro sociale svolto sul campo da gruppi di animazione sociale.

Stanley, infatti, è destinatario dell’azione “Concessione contributi e agevolazione allo start- up” del progetto “Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti” – di P.I.U. Su.Pr.Eme.Percorsi individualizzati di uscita dallo sfruttamento che vede capofila la Comunità Progetto Sud che, accompagnata da una rete regionale ampia, lavora per l’emersione e lo sviluppo di imprese etiche.

In questa specifica azione, che vede la realizzazione della prima start up, altre ne saranno realizzate nell’ambito del progetto, il lavoro è stato coordinato da Comunità Progetto Sud e condiviso con Goel Gruppo cooperativo e con il Progetto Policoro Lamezia Terme.

IL PROGETTO :

Innescare sistemi virtuosi e promuovere condizioni di regolarità lavorativa attraverso l’attuazione di servizi che favoriscano l’emersione, la presa incarico delle vittime e/o potenziali di sfruttamento e al loro inserimento/reinserimento socio lavorativo; attivare percorsi di accompagnamento e di riqualificazione che consentano l’acquisizione di competenze spendibili nel settore di riferimento: sono questi gli obiettivi primari di Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti – P.I.U. SU.PR.EME. progetto che mira a realizzare azioni di sistema interregionale mettendo in atto delle misure indirizzate all’integrazione socio lavorativa di persone migranti come prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.

Il progetto è attivo sulle tre piane calabresi: Sibari, Gioia Tauro e Lamezia Terme, ed estende l’attenzione anche a quelli che sono definiti “nuovi territori di sfruttamento”: la costa jonica reggina, quella catanzarese e altre aree come Crotone, Cutro, la Sila e la Valle del Crati.

Per saperne di più: resto-in-campo

Progetto “Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti” – P.I.U. Su.Pr.Eme. – Percorsi individualizzati di uscita dallo sfruttamento, finanziato con FSE PON Inclusione 2014 -2020 – CUP B35B19000250006 | Azione WP 5 Task 5 – Incentivi per l’emersione e lo sviluppo di imprese etiche.

 

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Rassegna stampa

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Il dispaccio

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Lameziainforma

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Estate, tempo ospitale

di Francesco Biacca

Estate tempo e meta di destinazioni turistiche ospitali.

Perché parlare qui di turismo e destinazioni ospitali? Presto detto: è iniziato un dialogo costruttivo tra Progetti Ospitali e Comunità Progetto Sud.

Una soleggiata giornata di inizio estate ci ha portati nell’istmo d’Italia, in un luogo affascinante per biodiversità e panorami: a Settingiano nelle terre che circondano il casale che porta il nome della varietà d’ulivo carolea e una secolare quercia ci siamo seduti all’ombra della brezza mediterranea con Marina Galati, Francesca Fiorentino, Maria Pia Tucci e Niki Galati e abbiamo incrociato competenze e visioni di comunità che fanno cerchio intorno al turismo ospitale ed esperienziale.

È sempre più evidente come il subire i grandi flussi di persone abbia portato oramai ovunque grandi distorsioni, servizi sempre più scadenti e territori deturpati e resi invivibili per chi li abita tutto l’anno: vedi il caso Venezia, della Costiera Amalfitana e in ultimo il territorio de le Cinque terre.

Ma se questo è un pezzo dell’ itinerario concettuale e reale c’è, d’altro canto, una crescente sensibilità e propensione all’ascolto delle comunità allorquando queste vengono coinvolte in un processo generativo da chi ha in mente un nuovo modo di pensare e programmare l’ospitalità.

Nascono così progetti sempre più aderenti ad un’identità dei luoghi, identità non congelata ad un passato nostalgico ma resa dinamica da sguardi giovani e innovativi e che sanno guardare al passato per attingere ad una conoscenza che si tramuta in ispirazione.

Un’idea di destinazione che sfrutti il know-how e gli strumenti acquisiti nel tempo dal Turismo, mettendo al centro le comunità di un percorso laboratoriale di ascolto, di crescita della propria consapevolezza e di valorizzazione del proprio patrimonio materiale ed immateriale.

Al centro le persone che abitano e si connettono con i luoghi e che diventano cinghia di trasmissione di quella citata identità con chi sceglie di vivere un’esperienza resa unica perché caratterizzante di suoni, luce, biodiversità. In una parola: l’unicità.

I territori e le comunità dunque, come un patrimonio da preservare, motivare e proiettare verso quel percorso virtuoso di Destinazione Ospitale su cui tanto stiamo lavorando da anni come professionisti ed organizzatori del Festival dell’Ospitalità e come componenti di un Comitato Tecnico Scientifico competente di nuove forme del viaggiare.

Buon fine luglio e inizio agosto!

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Il mondo delle api, i mieli e la cera. Ad Amaroni (CZ) città del miele per apprendere nuove competenze

Un laboratorio didattico e artigianale per condividere un sapere antico e prezioso e creare nuove opportunità di lavoro. al via il progetto, voluto dall’Amministrazione comunale. La prima giornata di scoperta, approfondimento, pratica, accoglienza e integrazione con gli ospiti di LunaRossa e don Giacomo Panizza, presidente di Comunità Progetto Sud

Condividere la conoscenza dell’apicoltura e scoprire le potenzialità della cera d’api, attraverso un sapere antico e prezioso, per creare nuove opportunità. Queste le finalità del laboratorio didattico e artigianale che prende vita ad Amaroni, Città del Miele della Calabria,grazie alla proposta dell’ Amministrazione Comunale e la collaborazione dell’azienda di Daniela Mancini.

La prima giornata, trascorsa tra curiosità e formazione, ha visto protagonisti un gruppo di giovani ospiti della casa per Minori non accompagnati LunaRossa della Comunità Progetto Sud.

Il laboratorio è stato avviato con i saluti del sindaco di Amaroni, Luigi Ruggiero, poi l’introduzione al mondo delle api con lo studio dei mieli e analisi sensoriale; quindi, la visita all’apiario e l’approfondimento sulle tecniche della smielatura; a seguire la degustazione delle produzioni tipiche in accostamento al miele e il laboratorio sulle tecniche di produzione di candele con la cera d’api.

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«Attraverso la promozione del marchio collettivo Amaroni Mieli – spiega Teresa Lagrotteria, vicesindaco di Amaroni – l’Amministrazione Comunale racconta e diffonde le potenzialità di un territorio di cui rivendica, con orgoglio, la tradizione rurale. All’incontro con i giovani della Comunità Progetto Sud, attribuiamo un grande valore umano; abbiamo preso esempio dalla società delle api, complessa e perfetta, per portare nella nostra una concreta azione di cooperazione e integrazione». «Con l’organizzazione di questa giornata, piacevole e ricca sotto l’aspetto didattico e relazionale, – chiude la Vicesindaco – il Comune e la Mancini Daniela srl hanno voluto condividere con gli ospiti di Luna Rossa il loro patrimonio di cultura immateriale, saperi, tecniche, conoscenze, di cui faranno tesoro».

Con loro, Don Giacomo Panizza, presidente di Comunità Progetto Sud, Anna Bambara, coordinatrice delle attività di LunaRossa e Giannalisa Morelli, operatrice del servizio.

«Una meraviglia, quegli occhi sgranati dei ‘nostri’ giovanissimi di sette o otto nazioni diverse – afferma don Giacomo Panizza, Presidente Comunità Progetto Sud – e una sorpresa il dialogo, le loro intelligenti domande e le puntuali risposte ricevute riguardo la vita delle api e la produzione di queste profumatissime candele. Bello registrare l’interesse e l’evidente appassionarsi dei giovani stranieri verso i piccoli insetti e la loro vita, e coinvolgente il loro entusiasmo nell’apprendere i procedimenti di lavorazione della cera d’api. Un laboratorio intrigante e utile, dunque, con l’opportunità che potrà venire dalla produzione di bomboniere solidali».

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«I giovani di LunaRossa sono rimasti entusiasti – è il parere di Anna Bambara, coordinatrice LunaRossa – nel registrare un clima di grande accoglienza e opportunità imparando direttamente dalle api, e come si dice, sul campo, e da chi ne ha cura. Una bella occasione formativa, di incontro e confronto costruttivo».

L’Amministrazione Comunale ha donato alla Comunità Progetto Sud una prima fornitura di fogli cerei e di stoppini, materiale necessario per la produzione delle candele, con l’augurio che i ragazzi possano presto realizzare le prime bomboniere solidali della Comunità.

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Ancora una volta Amaroni, che conosce bene il mondo delle api, ha saputo mostrare quanto questi preziosissimi insetti abbiano da insegnare all’uomo: l’armonia e lo spirito di collaborazione che regolano l’alveare, la determinazione e l’operosità, sempre col fine del benessere collettivo. A ben vedere questi sono principi che, se applicati alla nostra vita quotidiana, potrebbero migliorarne la struttura sociale, a cominciare dall’applicazione di metodi di condivisione e integrazione, così come la natura insegna.

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Bilancio sociale 2022

L’Associazione Comunità Progetto Sud è impegnata da tempo ad elaborare e sperimentare strumenti di trasparenza, con l’obiettivo principale di verificare la coerenza tra le attività e gli interventi che svolge e i valori della sua mission. Oggi tutto questo per noi avviene anche in conformità con quanto previsto dalle ultime normative vigenti (Decreto 4 luglio 2019 – Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli Enti del Terzo Settore)

Nel nostro Bilancio Sociale ci interessa particolarmente:

verificare l’impatto sociale dei nostri interventi: cioè comprendere quanto essi (sia nelle modalità che nelle strategie) siano in grado di produrre dei cambiamenti non solo sulle condizioni, ma anche sulle capacità
delle persone alle quali sono indirizzati e, in particolare, sulla loro capacità di rileggere e ripensare le proprie relazioni quotidiane per agire ed apportare cambiamenti nei propri contesti di vita;

sostenere il valore del radicamento sociale: comprendere cioè che bisogna valorizzare le risorse sociali esistenti e quindi resistere e progettare per non lasciare indebolire le capacità organizzative dei territori; favorire la reciprocità di influenza tra il mondo e gli interessi dell’economia e i mondi e gli interessi delle fasce deboli; aiutare i gruppi, associazioni e cooperative locali, ad allargare le prospettive uscendo dalle ristrette visuali concentrate sull’ente di appartenenza per dirigerle sulla crescita dei territori e della collettività;

investire sul capitale sociale: l’esperienza di un continuo incremento di capitale sociale nella nostra organizzazione, ci ha senz’altro aiutato in una rigenerazione continua e quindi a mantenerci saldi nella nostra mission di comunità che progetta al sud. Nello stesso tempo siamo consapevoli che, per noi e per altri gruppi del Terzo Settore, è sempre alto il rischio di autoconservarsi nella lotta per la sopravvivenza: ciò mette anche in pericolo il pensiero critico, la capacità di ragionare e riflettere intorno alle questioni di democrazia sociale. Tra l’incamminarsi verso una direzione che privilegia esclusivamente la gestione di servizi, il lavoro sociale, le specializzazioni professionali cerchiamo di perseguire comunque la via dell’assunzione e del rafforzamento del ruolo di attore sociale culturalmente significativo e “politicizzato”, capace di responsabilità collettive e generatore di capitale sociale.

In tutti questi anni redigere il bilancio sociale ha significato, per noi, l’introduzione di una nuova mentalità operativa capace di creare le condizioni per fare i necessari salti di qualità nel governo dell’organizzazione.
Ci permette inoltre di conoscere meglio e conservare i diversi fili della memoria che si intrecciano nella nostra organizzazione: favorire e rendere esplicita questa pluralità delle memorie significa accogliere anche la pluralità delle identità interne che si sono andate costruendo, rendendoci sempre più consapevoli che il “sé” del nostro gruppo non è univoco ma “plurale”.

Qui puoi visualizzare e scaricare il Bilancio sociale 2022 

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Sull’uso di droghe: “Fermiamo lo stigma e la discriminazione rafforziamo la prevenzione”

Dalla XXXVIII giornata Mondiale Lotta alla Droga L’appello di Comunità Progetto Sud: Avere una Regione Calabria più capace di liberarsi dalle dipendenze e discriminazioni connesse agli abusi delle droghe e ai mercati mondiali e locali illeciti

Nella Giornata voluta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (26 giugno) che ricorda l’impegno della lotta alla droga, le persone ospiti di servizi e strutture della Comunità terapeutica Fandango, si sono incontrati negli spazi di via delle Vigne; con loro il presidente della Comunità Progetto Sud: Don Giacomo Panizza.

Il tema messo al centro è stato lo stesso voluto dall’ ONU per questo 2023: Fermiamo lo stigma e la discriminazione rafforziamo la prevenzione.

Un pomeriggio di festa e riflessione, un’occasione per riscoprirne il senso di questa Giornata Mondiale e rilanciare l’obiettivo di sempre: aiutare le persone a riprendere in mano la loro vita e rafforzare gli strumenti di prevenzione, cura e riabilitazione sul nostro territorio.

E il tasto dolente è proprio «nell’attuale sistema dei servizi in Calabria – racconta Roberto Gatto, referente coordinatore dell’area dipendenze della Comunità Progetto Sud – dove le attività di prevenzione sono completamente ferme da diversi anni e i progetti dove sperimentare percorsi di inserimento sociale, lavorativo e abitativo sono praticamente insistenti. Calabria che conosce solo due, tipologie di comunità a fronte, per esempio, delle 18 esistenti, in Lombardia».

La data della giornata Mondiale della lotta alle droghe è stata anche la tappa conclusiva un’attività specifica, durata quattro mesi, durante la quale gli ospiti della Comunità terapeutica Fandango, hanno sperimentato il lavoro in gruppo, di squadra, alla riscoperta delle proprie capacità e abilità manuali e creative; mesi in cui è stata particolarmente prestata attenzione alla cura dei luoghi in cui si vive, allo stupore davanti alla verità e alla bellezza.

Roberto Gatto | foto di Mattia Gatto
Roberto Gatto | foto di Mattia Gatto

«In questi mesi abbiamo attivato alcuni laboratori – dice ancora Roberto Gatto – in cui abbiamo realizzato oggetti e vissuto attività che ci hanno aiutato a far sentire la comunità un luogo vivo, dove sperimentare la voglia di costruire il futuro a partire da nuovi desideri e capacità. Convinti – dice ancora Gatto – che il primo passo è smettere di usare sostanze, ma che il cammino continua ripartendo da se stessi e dalle proprie aspirazioni».

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Il Lavoro della Comunità Progetto Sud, nell’ambito degli interventi dedicati alle dipendenze lavora in costante relazione con il territorio, incontrando, durante l’anno, alunni nelle scuole, giovani e meno giovani nelle parrocchie e fornendo ad organizzazioni educative informazioni e strumenti indispensabili a conoscere il fenomeno legato all’uso e abuso di sostanze psicotrope, alcoliche e indirizzando alla consapevolezza sulla pericolosità delle nuove dipendenze, quelle senza sostanze: da gioco o da internet, per esempio, che sempre più si inquadrano in comportamenti problematici e in più face di età.

«Ma questo non può bastare – dice ancora Gatto – Un altro capitolo necessario riguarda il servizio pubblico. Il Sistema Italiano è sempre stato all’avanguardia in tutto il mondo e si reggeva su due pilastri: il servizio Pubblico e i servizi privati accreditati in un equilibrio che nel corso degli anni ha creato tante sperimentazioni e risultati efficaci».

«Oggi, questo equilibrio rischia di scomparire – conclude Roberto Gatto -. Il sistema pubblico rappresentato dai SERD è in seria difficolta in termini di risorse umane e strutturali – organizzative, con personale storico che va in pensione e che non viene sostituito. Personale che transita per arrivare in altri settori. A questo aggiungiamo la mancanza di un aggiornamento nella distribuzione sui territori per mancanza di un Osservatorio che ne studi le evoluzioni: il tutto sta creando una situazione di grave emergenza non più sostenibile».

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Infine l’appello alla politica calabrese che, conclude Gatto «Nella Giornata Mondiale della Lotta alle droghe è responsabilmente il minimo che si possa chiedere per avere una Regione Calabria più capace di liberarsi dalle dipendenze e discriminazioni connesse agli abusi delle droghe e ai mercati mondiali e locali illeciti». E ancora – «Esistono SERD senza presenze indispensabili quali medici e figure fondamentali: psicologi ed educatori che portano a riduzioni di orari e di giorni di apertura al pubblico. Il tutto crea difficoltà nel diritto alla cura di migliaia di utenti e cittadini calabresi. Al Presidente Occhiuto, commissario della Sanità, che ha nominato come suo referente politico,l’On.le Pasqualina Straface, chiediamo di prendere in esame queste criticità e attraverso un confronto tra tutti i soggetti del sistema sanitario e sociosanitario trovino le idonee soluzioni».

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Agire l’accoglienza: Giornata Mondiale del rifugiato 2023

Agire l’accoglienza è il tema della Giornata del rifugiato 2023 ed è organizzata in collaborazione con il Movimento  Umanità in ricerca, nato spontaneamente all’indomani della strage di migranti avvenuta a poche miglia dalle coste di Steccato di Cutro, il 26 febbraio di quest’anno.

Al Movimento aderiscono AGESCI Zona Reventino, ARCI APS Lamezia Terme/Vibo Valentia, Arci APS Servizio civile Lamezia Terme/Vibo Valentia, Azione Cattolica Diocesi di Lamezia Terme, Associazione Comunità
Progetto Sud (SAI Ordinari e Minori Lamezia Terme – SAI Ordinari Miglierina), Movimento ICICA, InRete
Cooperativa Sociale (SAI Ordinari e Minori Lamezia Terme – SAI Ordinari Miglierina), Associazione Mago
Merlino, MASCI Zona Reventino, Open Space APS, Pax Christi-Punto Pace Lamezia Terme, Progetto Policoro Diocesi di Lamezia Terme, Fondazione Trame.

ed è proprio all’ interno del Trame Festival dei libri sulle mafie che si inserisce l’iniziativa di quest’anno che si svolgerà in piazzetta San Domenico dalle 0re 19.30

prenderanno parola:

Don Giacomo Panizza | Comunità Progetto Sud

Hafsa Abdulahi | testimonianza

Giulia Cicoli | Still I Rise

Silvio Messinetti e Claudio Dionesalvi | Il Manifesto
moderati da 
Valentina Stella e i giovani della città.

a seguire
LIVE PAINTING
a cura del Movimento ICICA
INTRATTENIMENTO MUSICALE CON:
Nimby e Nicholas Gaisie Princewil

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XXXVI GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALLA DROGA

In Calabria la due giorni nazionale di programmazione per le politiche a contrasto delle dipendenze

LAMEZIA TERME – COSENZA | venerdì 9 e sabato 10 GIUGNO 2023

Parte da Lamezia Terme la due giorni nazionale di programmazione per le politiche a contrasto delle dipendenze, in occasione della trentaseiesima giornata mondiale di lotta alla droga.

Primo appuntamento l’assemblea annuale di Intercear (coordinamento nazionale dei coordinamenti regionali dei servizi privati che si occupano di dipendenze), che si terrà  venerdì 9 giugno 2023, nella sala convegni della Scuola del Sociale della Comunità Progetto Sud (Via del Progresso 472 c/o Oasi Bartolomea) coordinata dal Crea Calabria (Coordinamento Regionale Enti Accreditati).

«Appuntamento annuale – dice Roberto Gatto, coordinatore regionale CREA e responsabile dell’area dipendenze di Comunità Progetto Sud– utile a fare il punto sui sistemi regionali e nazionali dei servizi che hanno il compito di rispondere ai bisogni, vecchi e nuovi ,legati al complesso mondo delle dipendenze». «L’assemblea , che nasce in un contesto italiano, – continua Gatto –  all’ indomani della Conferenza Nazionale che si è tenuta a Genova  a Novembre 2022, ha l’obiettivo di stimolare le politiche regionali all’adeguamento del sistema dei servizi che riguardano appunto le dipendenze, in un quadro sostanzialmente mutato e mutevole che ci pone di fronte a nuove sfide sociali: pensiamo alle azzardopatie o alla Dipendenza da Social Media o Social Media Addiction».

Un tema caldo che trova posto nell’ agenda politica nazionale e regionale, dal dipartimento Nazionale delle politiche antidroga presso la presidenza del Consiglio dei ministri all’attenzione della Regione Calabria che di recente ha nominato  referente Politica del presidente Occhiuto, l’On. Pasqualina Straface, quale presidente della Terza Commissione Sanità del consiglio Regionale.

Seconda tappa Cosenza, Capitale Italiana del Volontariato 2023, sabato 10 giugno a partire dalle ore 9:00 con il convegno: Includere per non escludere, percorsi comunitari e di comunità: il sistema dei servizi alla sfida del futuro, che si terrà nella Sala degli Specchi della provincia di Cosenza (Piazza XV Settembre) organizzato da Intercear in collaborazione con CNCA, (Coordinamento nazionale comunità accoglienti) e FICT (Federazione italiana comunità Terapeutiche) e con il Dipartimento Nazionale per le politiche Antidroga della presidenza del consiglio dei ministri.

 

Includere per non escludere, percorsi comunitari e di comunità: il sistema dei servizi alla sfida del futuro Cosenza , 10 giugno 2022

PROGRAMMA  (File in allegato)

Il convegno dopo i saluti istituzionale del presidente della Regione Calabria On. Roberto Occhiuto, dell’On. Pasqualina Straface, presidente della Terza Commissione del Consiglio Regionale, della presidente della provincia di Cosenza Rosaria Succurro, del Sindaco di Cosenza Franz Caruso e di S.E. Mons. Giovanni Checchinato arcivescovo di Cosenza, prevede gli interventi dei presidenti  degli enti organizzatori  e di alcuni rappresentanti delle principali società scientifiche che si occupano di dipendenze.

Le relazioni principali saranno tenute da Biagio Sciortino presidente Intercear, Luciano Squillace presidente Fict e Caterina Pozzi presidente del CNCA.

A fine mattinata ci saranno gli interventi istituzionale con una forte partecipazione del Governo con le relazioni di:

On. MARIA Teresa Bellucci, Viceministro del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali “Integrazione socio sanitaria e budget di salute”;

  1. Marcello Gemmato Sottosegretario di stato con delega al ministero della Salute “ Il valore della libertà insito nella salute”;

On. Paola Frassinetti, Sottosegretario di stato con delega al Ministero dell’istruzione e del Merito “ Insegnare a prevenire: oggi, per domani”;

On. Wanda Ferro Sottosegretario di stato con delega al Ministero dell’Interno ”Prevenzione e sistema dei servizi”;

Le conclusioni sono affidate all’On. Alfredo Mantovano, Sottosegretario di stato con delega alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Sistema si Sicurezza e Informazione e al Dipartimento Politiche Antidroga.

Locandina convegno:Includere per non escludere, percorsi comunitari e di comunità: il sistema dei servizi alla sfida del futuro Cosenza , 10 giugno 2022 

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L’ Europa sempre più necessità, nonostante tutto

di Gennaro Cosentino*

L’Unione Europea, soggetto istituzionale unico nel suo genere, nacque da una necessità postbellica, anche se l’idea di Europa unita affonda le radici nella storia e, in particolare, nell’800 romantico e risorgimentale.

Il Novecento è stato il secolo che ha voluto fortemente e realizzato l’Europa Unita, ma anche quello che ha vissuto la più grande esasperazione di nazionalismo, di frantumazioni, di macerie lasciate negli Stati dalle dittature e dalla guerra

Quelli che oggi chiamiamo “Padri dell’Europa” gettarono le basi per l’unione dei Paesi, puntando alla pace, al dialogo, alla cooperazione.

Il desiderio di stare insieme, da parte degli Stati, aveva la ragione d’essere nell’allontanare il pericolo della guerra sulle ferite dei nefasti totalitarismi e costruire la pace. Pace che è stata garantita in tutti questi decenni, malgrado tutto.

Ma l’dea originaria, prima dei trattati tra Stati fondatori, era più organica, più definita. Si voleva un’Europa unita come stato federale.

Il manifesto di Ventotene per un’“Europa libera e unita”, pubblicato nel 1944 da Eugenio Colorni e scritto durante il confino nell’isola tirrenica da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Ursula Hirschmann, guardava ad un organismo unico federale, con un Parlamento eletto a suffragio universale e un governo dell’Unione.

I Paesi europei hanno attuato solo in parte lo spirito del Manifesto di Spinelli, ma anche degli altri primi europeisti che guardavano con speranza all’Unione pur con connotazioni e formazioni diverse, da De Gasperi a Jean Monnet, da Schuman a Bech, Konrad Adenauer, Spaak.

L’altra necessità, alla base dell’accelerazione del processo europeista, era rappresentata dal carbone. Allora come oggi, l’energia!

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Aieta (CS), Palazzo Rinascintale, facciata ph Maria Pia Tucci

Il dialogo pacifico tra Nazioni trovava la base principalmente nella convergenza degli interessi economici. Lo comprese bene Robert Schuman, il quale insieme ad un altro francese, Jean Monnet, elaborò un Piano che prevedeva il controllo condiviso del carbone e dell’acciaio, materiali fondamentali per l’industria bellica.

Ma prima che si arrivasse ai Trattati di Roma del 25 marzo 1957 al carbone si legava tristemente una immane tragedia: il disastro di Marcinelle. L’8 agosto 1956, l’incendio nella miniera di Bois du Cazier causò la morte di 262 operai, in gran parte emigrati italiani.

Una pace, quindi, basata su fondamenti concreti, giuridici ed economici.

L’Europa di oggi è figlia sicuramente di piccoli e grandi passi compiuti negli ultimi decenni, di politiche degli Stati membri, di dialogo cresciuto soprattutto dopo la caduta del Muro di Berlino (1989) che ha condotto ad una nuova consapevolezza sull’integrazione europea, passando dai trattati di Maastricht (1992) e di Lisbona (2007).

Ma, anche se concreti, i passi sono sempre timidi e frutto di prudenza e compromessi.

È evidente che la crisi di governance e di incisività delle politiche di oggi, mette in risalto questo grande limite e favorisce gli egoismi e le pretese degli Stati.

L’aspirazione ideale è alla base, ma occorre un’organizzazione politica e di governo autorevole. La guerra in Ucraina fa avvertire ancora più forte questa necessità.

Oggi l’Unione Europea va rivista e rafforzata, trovando e sostenendo le ragioni dello stare insieme.

Dal 1957, dai Trattati di Roma ad oggi, il percorso è stato sicuramente di crescita e ampliamento geografico-politico, di inconfutabili progressi culturali e sociali, ma troppo lenti e deboli sono stati i passi avanti nel campo delle politiche e del cammino verso una Unione più completa e determinante a livello internazionale.

L’Europa deve ripartire dal Mediterraneo (all’origine del mito e del sogno europeo), dai valori fondanti, e poggiare su ciò che di valido ha costruito nei suoi primi 60 anni di vita: i giovani, la conoscenza, l’apertura delle frontiere fisiche e mentali, l’esperienza della generazione-Erasmus. La forza può risiedere nella nuova consapevolezza, nel senso di appartenenza dei nuovi cittadini europei.

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Aieta (C) Patio del Palazzo Rinascimentale ph Maria Pia Tucci

A ciò si contribuisce puntando sui giovani e sulla cultura, come fa, dal 2011, il Laboratorio di Pensiero “Giornate d’Europa” che, ogni anno, nelle sale del solenne Palazzo Rinascimentale di Aieta, affronta le tematiche europee per diffondere la cultura europeista. Al centro una convinzione ormai consolidata: l’Europa sopravvive e si rafforza se riparte dai giovani e dalla cultura, dai popoli e dalle diversità.

La conoscenza può contribuire concretamente alla costruzione della nuova Europa basata sulla coesione e sulla solidarietà concreta, oltre i numeri.

*Gennaro Cosentino è giornalista Rai, Caporedattore TgR Basilicata.

Foto in evidenza di Maria Pia Tucci: Salone del Palazzo Rinascimentale di Aieta, Giornate d’Europa 2019
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La Comunità Progetto Sud in Europa: appunti di un viaggio mediterraneo

Let’s improve together! È un progetto KA1 Erasmus + che sta consentendo ad alcuni operatori di Comunità Progetto Sud la realizzazione di un’esperienza di job shadowing: incontri di formazione e apprendimento in Europa.

Una strada inclusiva e formativa fatta di viaggi e aspettative e di un bagaglio di andata e ritorno che apre alla condivisione di esperienze utili e importanti.

Più stazioni di viaggio, città di approdo diverse e diversi ambiti di lavoro sociale, ma tutti elementi che mettono in circolo idee e consapevolezze: la prima fra tutte che l’Europa concepita nella libera circolazione e nella condivisione di buone pratiche è uno di quei fattori fondamentali della modernità.

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Le esperienze fin qui vissute hanno visto una geografia variabile e straordinaria: dall’esperienza in Portogallo, tra Lisbona e Porto, di Maria Elena Godino e Hafsa Houmairi, responsabili di progetti a sostegno di donne e minori, che a contatto con APAV Portugese Association for victim, hanno messo in rete strumenti e metodi per ampliare la visione del proprio ambito di lavoro.

«Abbiamo avuto l’opportunità di raccontare il nostro lavoro svolto in Comunità Progetto Sud e organizzato un meeting con la professoressa Giovanna Vingelli, ricercatrice in studi di gender all’Università della Calabria – Dipartimento di Scienze politiche e sociali».

E poi la Grecia, esplorata da Marisa Meduri e Michela Vottari, progettiste della Scuola del Sociale di Comunità Progetto Sud.

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« Siamo andate a Larissa, città a Nord della Grecia, – raccontano – nella sede di Hive Innovation, una società di progettazione molto giovane (tre anni di attività). Siamo state accolte, con una gentilezza tutta mediterranea da Spiros Voulgaris, socio fondatore di Hive Innovation e da Yannis Tsoutsas. Con lo staff abbiamo approfondito e messo a segno quello che era il nostro obiettivo: ragionare insieme e confrontarci su una efficace progettazione europea, da quella più semplice, alle call più complicate, come Horizon etc.».

Giorni intensi anche per Serena Praticò, Aldo Ferrara e Ousman Jaiteh, partiti da Lamezia alla volta di Belgrado.

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Serena, Aldo e Ousnman, sono parte del gruppo di lavoro che segue da vicino gli interventi sociali per le migrazioni di Comunità Progetto Sud.

Il contatto in Serbia è con Jesuit Refugee Service Serbia.

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Il loro racconto è fatto di itinerari sociali e workshop.

«Accompagnati da un operatore di JRS Serbia, – dicono – abbiamo visitato l’infopark di Belgrado. Qui differenti organizzazioni si occupano di offrire informazioni, workshop, servizi di ristoro e aggregazione per le persone che attraversano la rotta balcanica e sono temporaneamente ospiti nei pressi della città. Abbiamo anche visitato appartamenti che ospitano e supportano i neomaggiorenni che stanno proseguendo percorsi di studi».

«Questo confronto ci ha permesso di interagire e trovare punti di contatto con il lavoro che svolgiamo in Calabria, – concludono Serena, Aldo e Ousman – a Lamezia Terme, ma anche verificare nuovi approcci e lasciare loro un pezzo della nostra esperienza».

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“Dalle Terre di Maria i Colori della Rinascita”

Sabato 6 maggio, alle ore 10.30, avrà luogo il sit-in in memoria di Maria Chindamo intitolato “Dalle Terre di Maria i Colori della Rinascita”.

Come ogni anno, proprio lo stesso giorno della scomparsa, si rinnova un impegno e un appuntamento, davanti all’azienda dove Maria è scomparsa, in contrada Montalto, a Limbadi.

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Il sit-in vedrà la partecipazione di scuole, di associazioni, di istituzioni e di singole cittadine e cittadini che hanno scelto di condividere la richiesta di verità e di giustizia della famiglia. Presenzieranno l’evento Autorità e Rappresentanti di Istituzioni. L’iniziativa è promossa da: Agape, Comitato “Controlliamo Noi Le Terre Di Maria”,
Libera, Penelope Italia Odv, GOEL – Gruppo Cooperativo e Comunità Progetto Sud promotori, insieme, di GOEL Bio.

Tra i partecipanti, il sottosegretario di Stato all’Interno Wanda Ferro.

Interverranno Vincenzo Linarello e don Giacomo Panizza in rappresentanza, rispettivamente, di GOEL – Gruppo Cooperativo e di Comunità progetto Sud promotori insieme, di GOEL Bio.

GOEL Bio con apposito provvedimento del Tribunale di Palmi è stato nominato “curatore della scomparsa Maria Chindamo” con riferimento alla sua azienda agricola.
Presente anche fratel Stefano Caria in qualità di segretario della Commissione regionale per la pastorale sociale e del lavoro.

L’azienda di Maria, unitamente a quella di suo fratello Vincenzo, era già divenuta socia di GOEL Bio alla fine del 2021. Questo rappresenta però un passo in avanti ancora più importante, in quanto la Camera di Consiglio della Sezione Civile del Tribunale di Palmi, su istanza dei figli di Maria e del fratello Vincenzo, ha deciso di nominare curatore proprio GOEL Bio, la cooperativa agricola e impresa sociale espressione di GOEL – Gruppo Cooperativo e di Comunità Progetto Sud.

Se la ‘ndrangheta voleva controllare le terre di Maria questo evento ribadisce ancora una volta il miserabile fallimento di questo presunto intento. GOEL – Gruppo Cooperativo e Comunità Progetto Sud sono schierati senza mezzi termini al fianco di Vincenzo e dei figli di Maria, nell’intento di trasformare l’atto infame e disonorato della ‘ndrangheta in una potente testimonianza di libertà rivolta a tutti i Calabresi.

«Siamo soddisfatti per l’affidamento- dichiara Vincenzo Chindamo – dell’azienda di Maria a GOEL Bio. Vediamo nella proposta di GOEL – Gruppo Cooperativo e di Comunità Progetto Sud un’anima imprenditoriale, antimafia, etica, giusta ed efficace. Apprezziamo il dono della gratuità della curatela nella ripartenza della nuova gestione,
segno di affetto e vicinanza ai figli di Maria».

Ad accompagnare la giornata lo spettacolo musicale della cantautrice e cantastorie Francesca Prestia.

Il tema del sit-in è “donne e lavoro: un binomio per il riscatto delle terre di Calabria”. Maria era un’imprenditrice che ha offerto una testimonianza di coraggio e di libertà che non ha piegato la testa nemmeno di fronte alla ‘ndrangheta. L’emancipazione femminile, il lavoro, l’imprenditoria sana e libera, rappresentano vie di futuro da cui la Calabria non può prescindere.