Petali. Febbraio 2026. La comunità che ti è affidata

di Maria Pia Tucci

Esiste una comunità che ci è affidata? Di cui siamo non solo fondatori ma affidatari in senso stretto e reciproco della responsabilità? Anche del dopo, nel sociale e nel culturale? Nel senso dello sviluppo del Bene Comune come strumento di emancipazione collettiva?

Il nostro febbraio ruota attorno al tema: La comunità che ti è affidata. La comunità è un dono, una responsabilità o entrambe le cose. La Comunità Progetto Sud è stata, nei suoi cinquant’anni anche un destino, per alcuni, non sempre prevedibile.

Questa newsletter ci racconta un pezzo della vita fin qui di Nunzia Coppedè, presidente della FISH Calabria e un pezzo di strada fatto e che stiamo facendo insieme a Fondazione con il Sud con l’intervista al Presidente Stefano Consiglio.

E per meglio riflettere su la comunità che ci è affidata mettiamo in circolazione uno stralcio di Giacomo Panizza tratto da “Fare comunità dall’emarginazione”: la comunità è affidata a ciascuno e al gruppo.

Ogni comunità per essere stabile non ha bisogno solo di una struttura, ma soprattutto di una sana igiene mentale di gruppo. Ciascuna comunità ha un suo vissuto interiore, una sua spiritualità e un suo clima. È molto arricchente conservare la propria originalità, confrontandosi con quelle degli altri, senza scivolare di volta in volta dietro alle formule di vita di gruppo o alle attività che vanno di moda. Capita persino che qualche comunità cavalchi lancia in resta contro il modello di un’ altra, che si impegni addirittura a combatterlo, e si perda nella paranoia.

Capita anche che le antenne di un gruppo siano troppo in ascolto dell’esterno perché non c’è più nulla da dire all’interno della comunità, e il gruppo finisce con il navigare su una rotta tracciata da altri; non tanto perché costoro si infiltrino a dirigerla, ma per il semplice fatto che essi dall’esterno “attendono” alcune cose dalla comunità e questa, influenzata, si adegua alle loro aspettative.

La vita interiore di una comunità invece si esprime nella unicità di quelle persone che la compongono in quel luogo in quella fase di vita interna e in relazione a quel determinato contesto storico.
Ogni progetto di vita in comune confluisce, con le motivazioni personali, con gli strumenti collettivi, con il modo di organizzarsi, in una “spiritualità” di gruppo.

Essa diventa un sapere nuovo, prodotto come una sintesi dall’incontro e dalla dialettica tra le diverse interiorità dei componenti. Nella profondità del suo essere ciascuno aderisce o rifiuta, rafforza o combatte la spiritualità che avvolge il gruppo. La condivisione ha in essa il tasto più sconvolgente. Più in un gruppo sono presenti le “diversità”, maggiormente viene difficile prevedere cosa aspettarsi dal proprio stesso gruppo.

La unicità di ciascuna comunità va riscoperta e riaffermata sempre nella prassi della condivisione, nella quotidianità e nel rispetto delle diversificate spiritualità. Ricercare questa sintesi implica liberare il significato fontale di un gruppo composto da persone ciascuna delle quali intende realizzarsi fondendo la propria vita insieme a quella delle altre.

Petali è la newsletter della Comunità Progetto Sud curata da Maria Pia Tucci, giornalista e ufficio stampa di Comunità Progetto Sud