Lancio Laboratorio 2019

INTERMINATI SPAZI E SOVRUMANI SILENZI.

Laboratorio formativo – 20-21 Dicembre 2019
Sala Sintonia, Via A. Reillo, 5 Lamezia Terme (CZ)

L’ omaggio chiaro a “L’ Infinito” Lirica composta da Giacomo Leopardi nel 1819, nel suo duecentesimo compleanno, ci spinge a Re-immaginare il passato, focalizzando l’attualità del presente, e abbozzando il futuro.

Questa “2 giorni” apre una stagione per il cambiamento, per un altro “nuovo giro di giostra” che sarà in parte in continuità e in parte inedito. Ripercorreremo con la mente la nostra formazione pratica, concreta e ideale valoriale.
Da IMMAGINA la tua vita condivisa a IMMAGINIAMO la nostra nuova primavera!
Durante 43 anni ci siamo mossi tanto. Abbiamo fatto delle svolte.
Abbiamo promosso accoglienza, prossimità, servizio alle persone, a famiglie e a gruppi.
Abbiamo sperimentato e anticipato interventi fino allora inesistenti, …
Ci siamo mossi, non potevamo non muoverci, sollecitati a rispondere a problemi e tutelare diritti.
Anche adesso: non possiamo non muoverci, sia per l’aumento dei problemi sociali, sia per la recessione del welfare, sia perché stiamo dentro un mondo che cambia…
È come per la rottura dei legami sociali che emarginano i deboli, o per la gravità della questione climatica: non è più tempo di sole parole, si deve cambiare.
Se cristallizziamo i nostri modi di essere, di operare e organizzarci, domani non saremmo più noi.

Durante il Laboratorio avremo spunti su basi di:
Filosofia (come pensiero forte e debole evocativo dell’infinito e del cambiamento): S.E. Mons.
Giuseppe Schillaci, Vescovo di Lamezia Terme
Ambiente: Presidente Vincenzo Linarello, Goel Gruppo Cooperativo
Salute: Dottoressa Amalia Bruni, di “Comunità Competente”
Partecipazione: Dottoressa Emanuela Pascuzzi, Unical
Arte: FILI Teatro Interculturale
Word-Cafè: Tutte e tutti noi partecipanti. La Dottoressa Marina Galati, Comunità Progetto
Sud, introdurrà i Word Cafè che svolgeremo insieme, finalizzati a ideare futuro.

SIAMO ANDATI ALL’ UNIVERSITA’!

MìSCiTA è il servizio catering nato dalla Cooperativa Le Agricole, il laboratorio di cucina si trova a Settingiano e la “brigata” è capitanata dallo Chef Claudio Villella.

In occasione del Ventennale del Corso di Laurea in Scienze sociali dell’ Università della Calabria, la squadra di Mìscita ha varcato le soglie dell’ ateneo cosentino cimentandosi nel servizio catering per il convegno “1999-2019: che cosa abbiamo combinato? vent’anni del corso di laurea in servizio sociale all’ UniCal: un bilancio per migliorare il presente e progettare il futuro”.

Il percorso formativo intrapreso dai ragazzi del Centro di Riabilitazione, dello Sprar Minori Luna Rossa,  della Comunità Terapeutica Fandango e del Progetto salute mentale della Comunità Progetto Sud con lo chef Claudio Villella è diventato, dalla fine 2018 ad oggi una realtà che coniuga sapori, tradizioni e valori della terra, all’ inclusione sociale.

MìSCITA, dal dialetto calabrese che richiama l´atto del mescolare proprio della preparazione dei cibi ma che metaforicamente vuole significare l´unione di valori e competenze a rafforzare quell´idea del “Noi” che tiene insieme la rete della Comunità Progetto Sud.

Un percorso che trova un timido incipit già quindici anni fa e che nel tempo si è consolidato grazie alla cooperativa Le Agricole come consapevolezza di opportunità di lavoro per tutte le persone che per svariati motivi si trovano in una condizione di fragilità.

«Un processo, quello riabilitativo, che non si conclude con la terapia ma che guarda oltre e che attraverso percorsi inclusivi e aperti, fornisce prospettive occupazionali concrete ». – Dice Annamaria Bavaro, presidente della cooperativa Le Agricole – «È  questa l´iniziativa sia di formazione che di aggregazione che si riconosce nella visione della Comunità Progetto Sud: creare e strutturare servizi che non siano a sé stanti ma che abbiano una finalità plurale in grado di trasferire le competenze offerte e vissute in contesti più ampi, pervadendo più aspetti del vivere sociale».

La formazione professionale nell’arte della cucina e della trasformazione dei prodotti della terra, attuata in questo primo anno di attività, con le sue caratteristiche di “mescolanza e inclusione”, ha imbastito una rete interna tra i diversi mondi dell’ associazione Comunità Progetto Sud: migranti, disabili e ospiti della comunità terapeutica Fandango che operano insieme, forgiando un concetto di lavoro unico e polivalente.

 

UNA RETE DI CONTRASTO ALLO SFRUTTAMENTO SESSUALE E LAVORATIVO

150 milioni di dollari l’ anno è la cifra che fattura la tratta umana a scopo di sfruttamento sessuale.
Informazione, confronto, formazione e divulgazione sono stati i focus del tavolo tematico organizzato nell’ambito del protocollo di intesa “Osservazione e programmazione di interventi sui fenomeni della TRATTA di ESSERE UMANI, dello SFRUTTAMENTO SESSUALE e LAVORATIVO, dell’ACCATTONAGGIO delle persone presenti sul territorio della Provincia di Catanzaro” sottoscritto da alcuni enti gestori del progetto In.C.I.P.I.T. (Iniziativa Calabra per l’Identificazione, Protezione ed inclusione sociale delle vittime di Tratta) della Regione Calabria (finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità) e dall’ASP di Catanzaro ed è promosso dall’equipe tratta-area Lamezia Terme afferente all’Organismo Immigrazione dell’ASP di Catanzaro, la Cooperativa Sociale Il Delta, l’Associazione Mago Merlino e l’Associazione Comunità Progetto Sud onlus.

 

L’evento ha coinvolto i servizi sanitari, alcune associazioni e alcuni Comuni del territorio lametino, le a Forze dell’ordine, con l’obiettivo di sistematizzare la riflessione comune sul fenomeno della tratta a scopo di sfruttamento sessuale e favorire la creazione di circuiti di rete virtuosi tra i diversi enti e organismi che operano sul territorio, al fine di creare una governance di contrasto al fenomeno.

Copertina di Alogon n 112

PER PIÙ SALUTE CURIAMOCI DELLA SANITÀ. Àlogon n°112

È online il nuovo numero di Àlogon  (anno XXX n°112)

di Don Giacomo Panizza

Le persone non autosufficienti in Italia sono oltre un milione e in progressivo aumento. Avanza come inesorabile la negazione dei diritti di cura e di assistenza, ma non è il frutto di un destino crudele al quale rassegnarsi. C’è tanta salute da difendere, creare o rigenerare, per tutti e tutte sia negli ospedali che negli altri luoghi deputati della sanità, e anche nei territori, nell’ambiente, nelle pratiche di vita individuali e sociali.

Questo articolo inquadra la questione non ancora del tutto risolta nel Paese di numerose persone non autonome e non autosufficienti, bisognose di accudimento e cure, ricoverate ma abusivamente dimesse dai presidi dedicati a causa di carenze organizzative o economiche o altro. Abbiamo il diritto-dovere, per umanità, per legge e professionalità, di attivarci per fronteggiare e risolvere al meglio le scorrette situazioni di dimissioni da ospedali o da altri luoghi di ricovero di persone non autosufficienti, le più deboli del “Sistema sanità”, e quindi le più esposte in totale dipendenza dagli altri.

Stiamo dunque parlando di cronicità, non autosufficienza, Alzheimer e altre forme di demenza senile, malattie che hanno colpito numerosi soggetti, e di altre gravi patologie che hanno avuto come esito la devastante compromissione della loro autosufficienza e pertanto hanno in tutti i casi esigenze sanitarie e socio-sanitarie indifferibili in relazione ai loro quadri clinici e patologici.

Si tratta di persone ammalate necessitanti di essere alimentate (spesso mediante imboccamento), curate nella loro igiene personale (sovente è presente la doppia incontinenza), movimentate (allo scopo di evitare l’insorgere delle piaghe da decubito), nonché bisognose di ricevere tutte le prestazioni necessarie in base alle loro personali necessità. Purtroppo, molte sembrano destinate a morire nel giro di pochi giorni qualora non ricevano le necessitanti prestazioni diagnostiche (rese spesso complesse dall’impossibilità degli infermi di segnalare la durata, l’intensità e a volte anche la localizzazione delle loro sofferenze) e terapeutiche (da monitorare con attenzione e con continuità soprattutto nei casi in cui esse non siano in grado di comunicare l’efficacia dei trattamenti effettuati). Se, come avviene per i malati posti in illegittime e crudeli liste di attesa, esse non muoiono, ciò è dovuto esclusivamente al fatto che intervengono i congiunti, che non hanno però alcun obbligo giuridico di svolgere le attività affidate dalla legge al Servizio sanitario nazionale. Infatti l’articolo 23 della Costituzione stabilisce che «nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge», e mai il Parlamento ha approvato norme per assegnare ai parenti degli infermi compiti attribuiti alla Sanità.

La conseguenza è che spesso sempre più famiglie cadono insituazioni di povertà o addirittura di miseria. Risulta quindi evidente il ruolo fondamentale dei familiari che volontariamente assumono il compito di assicurare le prestazioni domiciliari e dei medici di medicina generale che non solo conoscono le esigenze dei pazienti, ma anche le capacità e i limiti dei familiari disponibili. In base alle norme vigenti (L. 833/1978, Decreto L.vo 502/1992 e art. 54 della L. 289/2002) gli anziani cronici non autosufficienti e le persone con la malattia di Alzheimer o altre forme di demenza hanno il pieno e immediato diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie senza limiti di durata. Le Asp calabresi sono obbligate dalle leggi sopra richiamate a curare le persone non autosufficienti. Infatti, come accade per gli altri malati l’accesso alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari o residenziali non può essere condizionato dalla situazione economica del malato non autosufficiente, né da quella dei suoi familiari. Chi deve curarli? Attualmente il Servizio sanitario nazionale deve assicurare 24 ore su 24 le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie indispensabili e indifferibili, per cui non possono essere assolutamente messi in lista d’attesa come sta accadendo in Calabria e non solo. Sono malati molto gravi che hanno necessità di diagnosi precise, terapie idonee anche allo scopo di evitare aggravamenti, ridurre in tutta la misura del possibile le sofferenze e rispettare la loro dignità di persone malate. Può capitare a ciascuno questa condizione come esito di un ictus, un infarto, un incidente d’auto o sul lavoro, una malattia degenerativa o un tumore.

Dove? A titolo gratuito in ospedale, nelle case di cura convenzionate, con l’assistenza domiciliare integrata e il medico di medicina generale, oppure con la corresponsione del 50% della retta da parte delle Asp che hanno disposto il ricovero in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa). Chi accetta le dimissioni dall’ospedale o dalla casa di cura privata, ecc., si assume a suo carico tutte le responsabilità civili e penali nonché i relativi costi per un ricovero privato presso una Rsa. Per un ricovero privato presso una Rsa la retta mensile può arrivare e superare anche i 3 mila euro al mese, extra esclusi; mentre se il ricovero in Rsa è disposto dall’Asp la sanità deve versare il 50% della retta. Al domicilio deve garantire al malato la presenza di persone per 24 ore su 24 per evitare di venire accusato del reato di abbandono di persona incapace (l’infermo lasciato solo può compiere atti contro sé stesso o altri). Occorre inoltre considerare che le ore della settimana sono 168 e che le assistenti familiari (o badanti) possono lavorare per contratto solo 40 ore (54 se risiedono nell’abitazione dell’infermo); che hanno diritto al riposo giornaliero di due ore, al sabato pomeriggio e domenica liberi oltre alle festività, ferie, malattia, oneri previdenziali. In media la spesa mensile è di euro 1.500 a cui quasi sempre si aggiungono le spese per la tenuta della contabilità della busta paga. Per intervenire a sostegno, il Comune di residenza (oppure il Capo-Ambito territoriale ottimale socio-assistenziale) chiederà l’Isee, e se non sono sufficienti le risorse della persona ricoverata per pagare ad esempio la retta di ricovero in una Rsa, proprio in base all’Isee lo stesso Comune verserà il contributo. La presentazione dell’Isee non può condizionare le prestazioni socio-sanitarie domiciliari e residenziali. Cosa possono fare i parenti? Nei casi di emergenza si può ricorrere al Pronto soccorso dell’ospedale di riferimento. Ed è consigliabile la presentazione di un certificato medico che attesti l’esigenza di prestazioni indifferibili, nonché la presenza di un testimone non parente e non affine. Nel caso il medico del Pronto soccorso non voglia ricoverarlo e insista per la dimissione, è sufficiente che i parenti dichiarino di non avere intenzione di assumere oneri che sono del Servizio sanitario nazionale e spedire immediatamente il seguente telegramma: «Segnalo mia assoluta impossibilità accettare dimissioni di [cognome e nome] gravemente malato, con esigenze socio-sanitarie indifferibili e non autosufficiente, e [se del caso] non capace [oppure “non sempre capace”] di programmare il proprio futuro. Segue lettera». Nel caso in cui un ospedale voglia dimettere un congiunto non autosufficiente senza garantirgli la presa in carico dell’Asp di residenza (a casa, oppure in una Rsa) i parenti devono opporsi con raccomandate A/R, telegrammi o Pec, chiedendo la continuità terapeutica delle cure.

In questo modo il congiunto continua a restare in ospedale oppure viene trasferito in un’altra struttura sanitaria o socio-sanitaria fino a quando l’Asp di residenza garantirà la prestazione richiesta in base ai suoi bisogni sanitari e socio-sanitari: se è incontinente, se deve essere alzato e lavato, se deve essere aiutato nel mangiare, se deve controllare le terapie e non riesce ad assumerle da solo. Queste sono tutte prestazioni indispensabili per la sua sopravvivenza, quindi sono indifferibili e fanno parte della cura che deve essere garantita dal Servizio sanitario nazionale. Basta con le false notizie! Non è vero che i parenti hanno l’obbligo di farsi carico della cura di un loro anziano malato non autosufficiente o un infermo con la malattia di Alzheimer o altra forma di demenza senile: devono attivarsi perché il Servizio sanitario nazionale fornisca le indispensabili prestazioni sanitarie e/o socio-sanitarie domiciliari o residenziali.

NB = Può diventare necessario il tutore o l’amministratore di sostegno quando le persone non autosufficienti e impossibilitate ad autotutelarsi a causa della gravità delle loro condizioni di salute non sono rappresentate dai loro familiari (figli, coniugi, fratelli e sorelle, genitori, ecc.). Nessuno può agire in loro nome e per loro conto fino a quando il giudice tutelare ha provveduto alla nomina del tutore o dell’amministratore di sostegno della persona non autosufficiente. Consulta il sito: www.tutori.it. Ringrazio sentitamente la Fondazione Promozione Sociale Onlus di Torino per le preziose informazioni concesse.

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Indice di questo numero:

Difendere i più deboli del “sistema sanità”: scheda di Don Giacomo Panizza 3 •Linee Guida per una Riforma della Sanità in Calabria “Comunità competente” 5 •Salute bene comune: per un nuovo welfare di comunità: documento fondativo del movimento 13 • Il Budget di Salute Conversazione con Assunta Signorelli a cura della Scuola del sociale della Comunità Progetto Sud 16 • Inaugurazione Co-Housing “Convivenza Carolea” 19 • Lamezia, voci e testimonianze nell’Open Day alla Comunità Fandango da Il Lametino 21• Chi Parte, Chi Arriva, Chi Sta – Delle migrazioni e della restanza, a Sud Intervista a Goffredo Fofi di Maria Pia Tucci 25 •Alla ricerca dell’araba fenice: la democrazia organizzativa nel terzo settore italiano di Mara Di Marte 29 •La discrezionalità professionale dell’assistente sociale tra sfide e nuove consapevolezze di Roberta Molinaro 31 • “Vengo anch’io? No, tu no!” Il sostegno alla piena espressione della sessualità delle persone con disabilità” di Marika Castronovi 32 • Il mondo delle possibilità di Maria Pia Sammarco 34 • Sanità: la proposta delle Aree Disagiate e Periferiche 36•riCalabria ideAzioni per il cambiamento 37

UN GIORNO TUTTI  I GIORNI. GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE DISABILITÀ

“Una mattinata resa speciale perchè frutto di un percorso con gli alunni  e le alunne del Liceo F.Fiorentino di Lamezia Terme”.

La trentasettesima giornata internazionale per le persone con disabilità che si è svolta nella sala conferenze del Chiostro caffè letterario di Lamezia Terme ha visto protagonisti  gli studenti e le studentesse della 1A quadriennale e della 4A,  della 1A e della 4A del Liceo artistico lametino guidati dalla docente Giovanna Sollazzo.

Nunzia Coppedè, presidente della FISH Calabria, Don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud, che per questo evento si è fatto moderatore coltre che relatore, il dirigente Scolastico Nicolantonio Cutuli, l´Assessore regionale al lavoro e al welfare Angela Robbe, il Sindaco di Lamezia Paolo Mascaro hanno presenziato, con il loro interventi ma, soprattutto hanno lasciato parlare i giovani che, reduci da un percorso di sensibilizzazione in classe, guidato dalla stessa Coppedè, hanno restituito ai presenti le loro elaborazioni sotto forma relazioni multimediale, fotografia, disegno artistico, manufatto.

A portare la loro testimonianza di “vita naturale” Antonio Saffioti e i giovani campioni sportivi Miriam Molinaro e Cristian Macrì.

 

https://www.facebook.com/laltrocorrieretv/videos/785321358639449/

IntDayDisabilities1

Giornata internazionale delle persone con disabilità. UN GIORNO ALL’ANNO TUTTO L’ANNO.

Il 3 dicembre è la  giornata internazionale delle persone con disabilità.
Un’occasione per riportare l’attenzione sulla situazione e sullo stile di vita delle persone con disabilità in tutto il mondo.

Ci lasciamo guidare dagli articoli della Convenzione Internazionale sui diritti delle persone con disabilità e uno dopo l’altro ci ricordano che il rispetto dei diritti e i doveri deve esserci in tutti i paesi del mondo e che l’unico sistema per uscir fuori dalle diverse forme di assistenzialismo apatico è quello di reagire, imporci e diventare veri protagonisti della nostra vita. La convenzione l’abbiamo voluta, pensata e ideata, ogni suo articolo ci fa pensare che, si può fare! Vogliamo provarci? La disabilità esiste ed è un fattore naturale ma non è una porta aperta alla morte civile.

Un giovane dell’artistico ha provato a descrivere ed anche ha raffigurare una delle frasi emerse nella discussione:

“La disabilità è un fattore naturale ” 

“Partendo da questa frase ho lavorato sul concetto di naturale accostato alla disabilità. Traendo dalla mitologia greca ho subito individuato una figura che si riunì (letteralmente) con la natura.

Dafne non è inseguita da nessun bellissimo dio innamorato, il suo viso non è in balia di paura, frustrazione; come la descrisse magnificamente lo scultore Bernini.

Il suo viso è rilassato, morbido, sereno del fatto che non potrà più camminare, ma perché preoccuparsene quando le tue gambe sono diventate radici di un grande albero, perché preoccuparsi del non poter più usare le proprie mani, le proprie braccia, quando invece su di esse crescono meravigliose foglie e rami sui quali nidificano i volatili, perché preoccuparsi del fatto di non poter più parlare o vedere quando sarà la tua bellezza interiore a parlare per te, e vedrai attraverso ogni foglia, ramo, radice, del tuo corpo”.

Da qui l’idea di dedicare la giornata del 3 dicembre 2019 alla bellezza, al protagonismo, alla cultura, alla politica, alla professione, allo sport, al divertimento. Sono tutti ingredienti che in una vita di senso non possono mancare e il progetto di vita delle persone con disabilità deve contenerli tutti o quasi tutti.

Complici dell’idea e della organizzazione dell’evento le 4 classi del liceo classico e artistico dell’Istituto Francesco Fiorentino di Lamezia Terme che durante il mese di novembre si sono confrontati con la presidente della FISH Calabria Nunzia Coppedé.  Negli incontri con i giovani sono emersi contenuti sulla diversità, sul linguaggio che discrimina sulle definizioni utilizzate per indicare una persona disabilità sulla differenza tra il danno che può causare una malattia e gli ostacoli che impediscono le libertà di movimento e di azione.

Vi aspettiamo a celebrare con noi il 3 dicembre 2019, dalle ore 10 alle 12.30, presso il Chiostro Caffè Letterario, Piazzetta San Domenico, 88046 Lamezia Terme (Nicastro) CZ.

Per informazioni E-mail info@fishcalabria.it Cell. 3387844803.

PROGRAMMA

Saluti e partecipazioni

Avv. Paolo Mascaro
Sindaco di Lamezia Terme

Dott.ssa Angela Robbe
Assessore al Lavoro e welfare
Regione Calabria

Dott. Nicolantonio Cutuli
Dirigente del Liceo Classico e
Artistico “F.Fiorentino”

Presentazione dei lavori e interventi

Liceo classico – artistico
‘F. Fiorentino’ di Lamezia Terme

Incontro con le classi
1A Quadriennale e la 4A
del Liceo Classico
La 1A e la 4A
del Liceo Artistico

A cura della professoressa
Giovanna Sollazzo

Brevi esperienze

La bellezza, la politica, la professione e lo sport

MODERA DON GIACOMO PANIZZA
Presidente della Comunità Progetto Sud

Conclude i lavori
Nunzia Coppedé
Presidente FISH Calabria
Non diteci come
dobbiamo vivere,
Nulla su di Noi senza di Noi

2019_FISH CALABRIA

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facebook incipit 4 dicembre CPS 2019 poster

Tavolo tematico: “La tratta a scopo di sfruttamento sessuale: costruire strategie di intervento in rete”

Lunedì 4 dicembre 2019, dalle 9.00 alle 14.00 presso la Sala Beta, Oasi Bartolomea, Via del Progresso 472 – Lamezia Terme si terrà il tavolo tematico:

“La tratta a scopo di sfruttamento sessuale: costruire strategie di intervento in rete”

Il tavolo tematico è un evento organizzato nell’ambito del protocollo di intesa “Osservazione e programmazione di interventi sui fenomeni della TRATTA di ESSERE UMANI, dello SFRUTTAMENTO SESSUALE e LAVORATIVO, dell’ACCATTONAGGIO delle persone presenti sul territorio della Provincia di Catanzaro” sottoscritto da alcuni enti gestori del progetto In.C.I.P.I.T. (Iniziativa Calabra per l’Identificazione, Protezione ed inclusione sociale delle vittime di Tratta) della Regione Calabria (finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità) e dall’ASP di Catanzaro ed è promosso dall’equipe tratta-area Lamezia Terme afferente all’Organismo Immigrazione dell’ASP di Catanzaro, la Cooperativa Sociale Il Delta, l’Associazione Mago Merlino e l’Associazione Comunità Progetto Sud onlus.

L’evento vedrà coinvolti i servizi sanitari, alcune associazioni e alcuni Comuni del territorio lametino con l’obiettivo di sistematizzare la riflessione comune sul fenomeno della tratta a scopo di sfruttamento sessuale e favorire la creazione di circuiti di rete virtuosi tra i diversi enti e organismi che operano sul territorio, al fine di creare una governance di contrasto al fenomeno.

Robero Gatto

L’on. Franco Sergio tenta di sabotare la norma regionale sulle slot-machine

La legge regionale 9/2018, all’art.16, disciplina gli orari di apertura e le distanze che devono avere le sale giochi con vincite in denaro, dai luoghi di aggregazione sociale (scuole, impianti sportivi, stazioni ferroviarie, ecc).

E’ stata una vittoria delle associazioni che da anni denunciano i gravi rischi connessi alla totale liberalizzazione delle slot-machine e delle macchinette che distribuiscono sogni e regalano povertà e dipendenza patologica. La legge regionale 9/2018 è un risultato parziale perché in molte parti la norma non è ancora realmente attuata, ma è un risultato da salvaguardare dagli attacchi quotidiani che provengono dai gestori delle sale giochi.

In questo contesto, ci risulta che l’on. Franco Sergio, presidente della prima commissione del Consiglio Regionale della Calabria, stia per proporre un emendamento alla legge 9/2018 che punti ad annullare l’effetto regolatorio della norma regionale.

Fin d’ora esprimiamo la nostra posizione assolutamente contraria a qualsiasi forma di depotenziamento della norma regionale vigente ed al contrario auspichiamo la sua piena attuazione.

Nel caso in cui la commissione consiliare volesse valutare la possibilità di apportare modifiche alla legge regionale chiediamo di essere preliminarmente ascoltati per esporre la nostra posizione al riguardo.

Mettiamoci in Gioco è un coordinamento nazionale di associazioni contro i rischi del gioco d’azzardo. Il coordinamento calabrese è composto da (ADA, Anteas, Centro Agape, ARCI Lamezia-Vibo, CREA, Coldiretti, CNCA, FEDERSERD, Federconsumatori, FICT, Forum delle associazioni familiari, Lega Consumatori, Libera, Vivere In)

Lamezia Terme (CZ), 23 novembre 2019

Immagine in evidenza: Roberto Gatto, coordinatore regionale campagna Mettiamoci in Gioco

2019_panizza bel tempo si spera

IL VIDEO. DON GIACOMO PANIZZA A BEL TEMPO SI SPERA.

«Ci sono mille modi di vivere e di operare per la pace, il primo tra tutti è quello di starci, di esserci in zone difficili, come fa un prete che noi amiamo – apre Lucia Ascione, per presentare il presidente della Comunità Progetto Sud- don Giacomo Panizza ».

La settimana si apre con don Giacomo Panizza ospite del programma mattutino di TV2000 condotto dalla giornalista Lucia Ascione: Bel tempo si spera .

L’ impegno di Don Giacomo, prete operaio che in Calabria, da quarantatre’ anni, da quando è stata fondata la Comunità Progetto Sud, costruisce sociale e impresa etica con le persone più fragili.

Un impegno che è costato e costa dell’ attenzione della ‘ndrangheta a cui si oppone un messaggio di cultura per il bene comune e di impegno costante insieme alle persone che il Papa di oggi definirebbe: «Gli scarti della società ».

 

 

MISTICA_1

MISTICA luogo dell’Incontro … per riabitare l’umano

Mirella Muià sarà la relatrice del secondo dei cinque appuntamenti dal titolo: MISTICA luogo dell’Incontro … per riabitare l’umano che si terrà sabato 30 novembre dalle 9.30 alle 16 presso l’ Oasi Bartolomea di Lamezia Terme. Gli incontri sono programmati dall’ USMI, dalle suore di Maria Bambina e dalla Comunità  Progetto Sud e seguiranno il seguente calendario:

Rosanna VIRGILI, 28 Settembre 2019

Mirella MUIÀ , 30 Novembre 2019

Antonietta POTENTE  , 18 Gennaio 2020

Lidia MAGGI ,  14 Marzo 2020

Rosanna VIRGILI , 9 Maggio 2020

Oasi Bartolomea, Via del Progresso n. 360, Lamezia Terme (CZ)

Orario delle giornate: dalle 9,30 alle 16

L’iscrizione va comunicata entro dieci giorni prima di ogni singolo evento a: Emma Leone, Cell: 3487913800 Email: emma@c-progettosud.it

Il costo di partecipazione a ogni singolo incontro è di Euro 20 (comprensivi del pasto)

Scarica la locandina