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Lamezia, voci e testimonianze nell’Open Day alla Comunità Fandango

di Giulia De Sensi

Sono storie straordinarie, di speranza, fragilità, accoglienza, a volte di redenzione, dalle quali si può imparare: sono le storie degli ospiti della Comunità terapeutica Fandango, che nasce a Lamezia nell’aprile 1992 da un percorso già avviato all’interno della Comunità Progetto Sud, come centro dedicato al recupero dalle dipendenze.

Dipendenze che oggi sono spesso multiple, e comprendono non solo l’abuso di sostanze stupefacenti, ma anche l’alcolismo, la ludopatia e la dipendenza da internet molte volte associate. A parlarcene in maniera introduttiva sono Angela Muraca, responsabile del programma terapeutico, e Roberto Gatto, responsabile dell’area dipendenze, che aprono le porte alla stampa in occasione dell’Open Day organizzato dalla rete nazionale del Tavolo delle dipendenze, cui Fandango aderisce. “Dagli anni ’90 ad oggi – sottolinea la Muraca – la situazione delle dipendenze si è notevolmente evoluta, sia dal punto di vista dell’esordio, che è sempre più precoce, sia per quanto concerne il tipo di droghe più diffuse: siamo partiti in un periodo in cui chi arrivava faceva uso quasi esclusivamente di eroina, poi è stato il momento della cocaina che non rappresenta più come in passato una sostanza d’elitè. In realtà oggi abbiamo soprattutto dei poliassuntori, che assumono cioè sostanze diverse, spesso tagliate con farmaci, benzodiazepine, o anche chetamina, e che sviluppano spesso per questa ragione disturbi psichici associati: è la cosiddetta “doppia diagnosi” che interessa oggi circa il 50%dei nostri ragazzi. Si sta verificando inoltre un ritorno dell’eroina, con un rischio crescente di episodi di overdose. Anche l’alcol dilaga come moda, ed è un ponte verso altre dipendenze: già verso gli 11/12 anni capita ai ragazzi di cominciare con la cannabis o addirittura con la cocaina.”

 

I ragazzi arrivano in Comunità soprattutto attraverso i Serd, e arrivano non solo dalla Calabria ma da tutto il territorio nazionale. La prima fase, quella dell’accoglienza, dura dai due ai sei mesi, ed è quella durante la quale si cerca di scalare il metadone. “L’approccio è fortemente personalizzato – continua la Muraca – e si viene seguiti da uno psicoterapeuta e spesso anche da uno psichiatra, associando eventualmente una terapia farmacologica per superare aggressività e disturbi del comportamento che ostacolano la vita comunitaria. In questa fase si comincia ad imparare ad autogestirsi, ad avere cura di sé stessi e dell’ambiente in cui si vive, condividendo la pulizia degli spazi, la preparazione autonoma di un pasto, la cura dell’ambiente esterno – orto, uliveto, animali da cortile – facendo quelle esperienze positive che prima la dipendenza non aveva permesso.” Chi si libera del metadone e decide di proseguire il percorso passa alla fase di comunità vera e propria, che dura 8/10 mesi, durante la quale si cerca di “ricostruire la propria identità, liberandosi dalla maschera della dipendenza, e scoprendo sé stessi in maniera autentica.” Se nella prima fase si viene seguiti e protetti fra le mura della comunità, nella seconda fase si comincia ad uscire. “La nostra è infatti una comunità aperta – ci dicono gli operatori –  abbiamo contatti con le scuole, dove facciamo prevenzione, e con i gruppi scout che spesso vengono a trovarci per vivere con noi esperienze di comunità. Facciamo inoltre visite guidate in aziende presenti sul territorio, per un primo orientamento al lavoro.” Sono attualmente 23 gli ospiti effettivi della Comunità, ma Roberto Gatto chiarisce che l’Asp, attualmente commissariata, garantisce fondi solo per la metà di essi: “Se sul resto del territorio nazionale il budget che la sanità riserva alle dipendenze è l’1,5% della spesa complessiva, in Calabria circa lo 0,5%. La risposta ai Lea qui è anche inferiore che altrove, ma noi dobbiamo andare avanti comunque.” Dopo la comunità c’è la fase del reinserimento, durante la quale si cambia luogo di residenza e si vive in autogestione per 6/12 mesi, sempre in contatto con la comunità.

Le storie che ascoltiamo hanno spesso in comune il racconto di un’infanzia difficile, un’esperienza pregressa in più centri di recupero – 2, 10, 15, addirittura 17: luoghi che sempre “hanno lasciato dentro qualcosa”, ma quel qualcosa non è stato sufficiente a motivare un cambiamento definitivo di vita. Quindi si ricade nello stesso errore, poi ci si ravvede, si sceglie un altro percorso, si arriva a Fandango – o anche, dopo un consulto con i responsabili, ci si ritorna. Ciò che colpisce negli ospiti incontrati all’Open Day è il fatto che nelle loro voci non si legge mai un disagio per essere dove si è: tutti sembrano avere la coscienza di essere liberi nella scelta di restare, tutti sanno di non poter essere salvati senza il proprio consenso. E di avere qui un’opportunità. A volte si proviene da un periodo di detenzione – ma magari si è contenti di essere stati presi – altre volte si sono comunque avuti contatti con la criminalità. In tanti ammettono sinceramente di aver fatto “cose terribili”, a sé stessi o agli altri, cose di cui in quel momento non si aveva piena coscienza, anche per effetto delle sostanze, e che ora sembrano far parte di un passato molto lontano, quasi di un’altra vita alla quale non si vuole assolutamente ritornare. A volte è stata una madre – o l’intera famiglia – a schierarsi per l’ingresso in comunità. Ma chi resta e arriva fino in fondo lo fa perché ha ritrovato in sé la fiammella di una volontà non ancora del tutto spenta. Chi ci riesce non ha necessariamente avuto meno problemi degli altri: fra loro c’è chi oltre ad aver abusato di sostanze viene dall’abisso della ludopatia e chi ha sperimentato la dipendenza dall’alcol. Qualcuno ha assunto metadone per più di vent’anni o è stato ricattato dagli strozzini, qualcuno ha anche tentato il suicidio. Eppure si tratta di ragazzi nei cui occhi adesso c’è la voglia di vivere. Tanti hanno una fidanzata, una moglie, dei figli già nati o in arrivo. Alcuni stanno imparando un mestiere, o magari lo esercitano di già. Nella sala comune, dove siamo seduti a discorrere insieme, il più giovane ha solo vent’anni, e l’ultimo arrivato è lì da poche settimane, eppure siamo tutti sullo stesso piano, e si fa quasi a gara per parlare. Nell’aria si respira la paura ma anche la voglia di liberarsi dal metadone – che è “come svegliarsi da un sogno” –  dopo un “innamoramento” per le sostanze che è costato troppo, e i particolari, a volte ancora troppo freschi nella memoria, rimangono sospesi in un’iperbole detta a mezza voce.

Un ringraziamento a Giulia De Sensi e alla direzione de illametino.it

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16 NOVEMBRE 2019. OPEN DAY DIPENDENZE: “VIVERE LA RELAZIONE PER MOTIVARE LA SPERANZA”

“Vivere la relazione per motivare la speranza”La Comunità Terapeutica Fandango aderisce alla rete del Tavolo ecclesiale dipendenze (Ted) per la seconda edizione dell´Open day – 16 novembre 2019.

 

Sabato 16 novembre 2019 dalle 10  alle 12, le porte di “Fandango” saranno aperte ai giornalisti del territorio perché possano ascoltare e raccontare le storie di chi tra difficoltà e speranza, decide di accedere ad un programma di recupero dalla propria dipendenza patologica per ritornare alla vita.

 Aderiamo così alla seconda edizione dell ´open day voluto dal Tavolo ecclesiale dipendenze (Ted) che quest´anno si ha come slogan “Vivere la relazione per motivare la speranza”.

«Facilitare l´incontro con gli altri per superare l´emarginazione ed educare alla speranza, con questo spirito apriamo le porte dei nostri servizi alla stampa, in attesa del 30 novembre, quando a farci visita sarà una scolaresca della vicina Decollatura».  – dice Angela Muraca  responsabile della struttura che fa capo alla Comunità Progetto Sud – «con un´idea ben precisa: raccontare per far conoscere le fragilità ma anche il riscatto di vite ai margini che, grazie all´opportunità date dalle comunità di recupero ritrovano la strada del reinserimento». «Raccontare – continua ancora la Muraca –  vuol dire anche permettere  a tutti di sapere i rischi che conseguono dalle dipendenze da droghe, da alcool e da gioco patologico, e dunque equivale al delicato compito, che hanno i giornalisti, di informare».

 

ASSOCIAZIONI ADERENTI  AL  TED

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Casa dei Giovani, Compagnia delle Opere-Opere sociali, Comunità Emmanuel, Comunità di Sant’Egidio, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), Salesiani per il sociale-Federazione Scs/Cnos, in collaborazione con la Caritas italiana.

Lamezia Terme (CZ), 13 novembre 2019

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A DON GIACOMO PANIZZA IL PREMIO INTERNAZIONALE NASSIRIYA PER LA PACE.

CAMEROTA (SA). Parole di speranza, occhi lucidi, commozione e ricordi: così il Cilento ha commemorato, 16 anni dopo, i caduti di Nassiriya nel santuario dell’Annunziata di Licusati. In prima fila il ministro Francesco Boccia, il sindaco di Camerota Mario Scarpitta ed il presidente del Premio “Nassiriya per la Pace” Vincenzo Rubano.

Il Premio Nassiriya per la Pace al ministro Boccia e a seguire, nell’anfiteatro dell’Annunziata, sono stati conferiti altri riconoscimenti “a persone – ha spiegato il presidente del Premio, Rubano – che hanno dato dimostrazione di impegno, di coraggio e di amore per la propria nazione”.

Tra i premiati della VI edizione, a sedici anni dall´attacco subito dai militari italiani a Nassiriya costato la vita a 16 uomini, don Giacomo Panizza a cui il Consiglio Direttivo dell’Associazione Culturale Elaia, che organizza il Premio, ha deciso di conferire il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2019  quale “riconoscimento e attestato di stima per l’impegno profuso in questi anni a favore della legalità e della pace”.

Da sx: Don Giacomo Panizza, il Colonnello Gianluca Trombetti- Comandante provinciale dei CC di Salerno- Gabriele Blair

I PREMIATI

Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, i magistrati Catello Maresca e Katia Cardillo, i giornalisti sottoscorta Sandro Ruotolo e Michele Albanese, il sacerdote don Giacomo Panizza, l’imprenditore sottoscorta Antonino De Masi, il Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo (Ei), il Gen. C.A. Rosario Castellano (Ei), il Contrammiraglio Fabio Agostini (MM), il Col. Daniele Cesaro, il ten. col. Daniele Campa (Cc), il cap. Davide Acquaviva (Cc), il cap. (Am) Salvatore Matrecano, il ten. Vincenzo Caputo (Cc), il ten. Ivana Fava (Cc), i luogotenenti (Cc) Domenico Nucera e Giuseppe Losciuto, i Caporal Magg. Capo S. Marco Valentino (Ei) e Paolo Esposito (Ei), l’assistente capo della Polizia Stradale Pasquale Vassallo e l’assistente Nicola Finamore, l’agente Riccardo Muci, il soldato Vincenzo Fiorillo (Ei), il giornalista Riccardo Pareggiani, il medico Michele Ferraiuoli, gli avvocati Silvana Paratore e Loreto D’Aiuto, gli imprenditori Antonio Ferrieri e Valerio Iovinella, il conduttore televisivo Gabriele Blair, la Fanfara dei carabinieri della Legione Campania, il ten. col. Nicola Mirante, il magg. Andrea Cinus, il maggiore Marilena Scudieri, il luogotenente Giulio Napoli, il Mar. Ca. Alessandro Rossi, il Mar. Clemente Iodice, l’app. Attilio Bassi e l’equipaggio della motovedetta Sar 851 di Cetraro formata dal 1° Maresciallo Marcello Petrillo e dai Sottocapi di 1 classe Vincenzo Cosentino e Cristian Lianza. Ai genitori del caporal maggiore Petrucci è stato invece consegnato un Premio alla memoria.

LA CERIMONIA

La manifestazione, organizzata dall’associazione culturale Elaia e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dalla Difesa, dalla Regione Campania, dalla Città Metropolitana di Roma, dalla Provincia di Salerno, dal Parco Nazionale del Cilento e dai Comuni di Camerota, Centola, Celle di Bulgheria, Santa Marina e Caselle in Pittari, ha preso il via con l’inaugurazione di un monumento realizzato nel giardino del Santuario dell’Annunziata in ricordo dei Caduti di Nassiriya. Alla cerimonia hanno partecipato i genitori del caporal maggiore Pietro Petrucci, la più giovane vittima della strage di Nassiriya. Al loro fianco il ministro per gli Affari Regionale Francesco Boccia, il presidente del Premio Vincenzo Rubano, il sindaco Scarpitta, il presidente del Parco del Cilento Tommaso Pellegrino, i generali di Corpo d’Armata dell’Esercito Francesco Paolo Figliuolo e Rosario Castellano, il generale di Divisione dei Carabinieri Maurizio Stefanizzi, il Contrammiraglio Fabio Agostini e il procuratore capo di Vallo della Lucania Antonio Ricci.

La cerimonia è stata condotta da Gabriele Blair, con il coordinamento del tenente colonnello Antonio Grilletto. Nell’area della manifestazione sono stati allestiti stand, infopoint e mostre statiche dell’Esercito, dei Carabinieri e dell’Aeronautica Militare che sono stati visitati da oltre trecento studenti provenienti da diversi istituti scolastici della zona. L’intera mattinata è stata allietata dalle note della Fanfara dell’8° Reggimento Bersaglieri di Caserta e dalla Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania. La scorsa settimana, presso Palazzo Valentini a Roma, erano stati consegnati i premi “speciali” 2019 alla giornalista sottoscorta Federica Angeli, al cantante Simone Cristicchi, a monsignor Giovanni D’Ercole, ai ministri Lorenzo Guerini e Teresa Bellanova, al comando generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e un premio alla memoria al giornalista Giancarlo Siani. Il premio Nassiriya proseguirà giovedì prossimo con il tour della legalità di Capitano Ultimo nei comuni di Centola, Celle di Bulgheria, Santa Marina e Caselle in Pittari. Serata conclusiva invece, venerdì alle ore 18.00, a Camerota capoluogo con il concerto della banda della Nato. Prevista la partecipazione del Sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo.

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CONVIVENZA CAROLEA. UN CO-HOUSING SOCIALE A SETTINGIANO PER PERSONE CON FRAGILITÀ MENTALE

Otto posti per abitare insieme e imparare l´ autonomia e la sostenibilità, condividere gli spazi e la vita.
Inaugurata oggi a Settingiano, comune dell´istmo dei due mari catanzarese, Convivenza Carolea. Il suo nome si deve alle piante di ulivo che vi sono intorno alla casa e l´opportunità per la sua nascita al progetto finanziato da Enel Cuore onlus nell’ambito della Call for ideas “Mettiamo su casa!”.
Un co-housing sociale per ospitare donne e uomini con disabilità mentale o con sofferenza psichica.

Insieme ad alcuni ospiti, agli operatori sociali e ai responsabili della struttura, a tagliare il nastro, tra gli ulivi secolari, Rossella Sirianni, responsabile per Enel Calabria degli affari istituzionali e sostenibilità: «In particolare -dice- rispetto al progetto Convivenza Carolea, promosso dall’Associazione Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, il sostegno di Enel Cuore è stato finalizzato all’acquisto e messa in opera di due microstrutture prefabbricate mobili, collocate su un terreno sito nel Comune di Settingiano e messo a disposizione dell’Associazione, da adibire ad housing sociale con spazi di vita privata e luoghi comuni per persone con disabilità mentale o disagio psichico. Inoltre il sostegno di Enel Cuore ha permesso l’attivazione di tirocini formativi a favore delle persone coinvolte nel progetto per offrire loro la possibilità di acquisire abilità lavorative in due settori produttivi di agricoltura sociale (trasformazione dei prodotti e attività di catering)».

Una dedica speciale ad Assunta Signorelli, psichiatra di fama, scomparsa due anni fa, che ha dedicato alla Comunità Progetto Sud, come volontaria, tempo e competenze, arriva da Don Giacomo Panizza, Presidente della Comunità Progetto Sud, che nel suo intervento, proprio partendo da una citazione della Signorelli «Se non potrà guarire, ce ne prederemo cura; se non comprenderemo il suo malessere, lo abbracceremo. La questione sta nel moltiplicare per tutti e tutte le opportunità di vivere bene! » mette sul tavolo questioni legate «All´imparare a vivere e condividere la quotidianità» – senza tralasciare di puntualizzare
«i pochi servizi per la psichiatria, in Calabria. Alla politica chiediamo che i comparti della sanità e dei servizi sociali siano collegati, perché – dice – in mezzo tra i servizi di psichiatria e la cura, c’è, anche per le persone sofferenti, la vita da vivere».

E conclude «Non introdurre soltanto parole ma esperienze che parlano. Opere che lascino il segno».Presente, a sostenere e ad accogliere questo nuovo servizio, l´Amministrazione comunale di Settingiano, con il Sindaco Rodolfo Iozzo e Giuseppe Ferraina, delegato salute, a cui sono seguiti gli interventi di Rosina Manfredi, Direttore Centro di salute mentale di Lamezia Terme; Sergio Cuzzocrea, Medico Psichiatra della Comunità Progetto Sud,  Annunziata Coppedè, Presidente Fish Calabria.

Enel Cuore

 Enel Cuore è la Onlus di Enel che dà vita a iniziative di solidarietà sociale a sostegno di coloro che vivono in condizioni svantaggiate, in particolare verso l’infanzia e la terza età, oltre che a favore di persone malate e disabili. Enel Cuore nasce nel 2003 per coordinare e gestire i fondi dell’azienda destinati alla beneficenza e alla solidarietà, nel rispetto dei valori espressi all’interno del suo Codice Etico. I contributi di Enel Cuore sostengono interventi mirati, che vanno direttamente a favore dei soggetti in difficoltà, nell’ambito di iniziative concrete e durature nel tempo.

Dalla sua costituzione, Enel Cuore ha sostenuto più di 800 progetti in Italia e all’estero, destinando circa 78,8 milioni di euro. Gli interventi realizzati hanno raggiunto ambiti diversi e complessi, all’interno di un percorso in cui ogni tappa è stabilita in base ai bisogni più emergenti e attuali: dalla povertà, alla salute e all’assistenza, all’educazione e allo sport.

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METTIAMO SU CASA! A SETTINGIANO SI INAUGURA LA CONVIVENZA CAROLEA

Un co-housing sociale a Settingiano, nel cuore dell´istimo di Catanzaro, in Calabria, un luogo di convivenza autogestita e strutturata per ospitare donne e uomini con disabilità mentale o con disagio psichico.

È la Convivenza Carolea della Comunità Progetto Sud che sarà inaugurata giovedì 7 novembre alle 11.30 in via Alba, 5 a Settingiano.

Il suo nome si deve alle piante di ulivo che vi sono intorno alla casa e l´opportunità per la sua nascita al progetto finanziato da Enel Cuore nell’ambito della Call for ideas “Mettiamo su casa!”.

Per l´inaugurazione interverranno Rossella Sirianni per Enel Cuore, Don Giacomo Panizza, Presidente della Comunitá Progetto Sud; Angela Muraca, responsabile della Convivenza Carolea; Rodolfo Izzo, Sindaco del Comune di Settingiano; Giuseppe Ferraina, delegato salute del Comune di Settingiano, Francesco Montesano, Direttore del Dipartimento salute mentale e dipendenze; Rosina Manfredi, Direttore Centro di salute mentale di Lamezia Terme; Sergio Cuzzocrea, Medico Psichiatra della Comunità Progetto Sud,  Annunziata Coppedè, Presidente Fish Calabria.

PROGETTARE FUTURO. IL NOSTRO CENTRO PSICO EDUCATIVO AUTISMO. VIDEO

Il Centro Psico Educativo Autismo della Comunità Progetto Sud a Lamezia Terme

Rispondere alle esigenze sociali e di salute del territorio in cui opera è la mission che muove i passi della Comunità Progetto Sud fin dal 20 ottobre 1976, data della sua fondazione, quando Don Giacomo Panizza accompagnato da persone disabili e non, decisero di vivere e lavorare insieme per creare opportunità concrete di emancipazione e inclusione delle persone con disabilità e di altre in situazioni di fragilità.
A 43 anni di distanza molto è stato fatto. L’ ultima sfida raccolta è quella di sperimentare dei percorsi intensivi psico-terapeutici per bambine e bambini, ragazze e ragazzi con spettro autistico, aprendo un centro e dando vita ad un nuovo servizio per la collettività.
E coralmente, grazie a una sinergia tra le Suore di Maria Bambina, la Fondazione Cammino Verde di Lugano e la Comunità Progetto Sud, il 2 ottobre 2017, nasce a Lamezia Terme il Centro Psico Educativo Autismo (CPEA).
Un servizio intensivo che innesca, attraverso percorsi e programmi personalizzati, una sinergia tra tutti i mondi vitali della persona con autismo: la sua famiglia, la sua scuola, i suoi ambiti sportivi e di socializzazione.
In questo video abbiamo provato a raccontare, attraverso la voce dei responsabili e degli operatori come ha preso corpo il nuovo servizio e le sue metodologie.

Save the Children

ATLANTE DELL´INFANZIA A RISCHIO. “IL TEMPO DEI BAMBINI”, REGGIO CALABRIA LUNEDÌ 21 OTTOBRE.

 “Il tempo dei bambini” è il titolo del decimo rapporto annuale dell´Atlante dell´infanzia a rischio di Save the Children  che sarà presentato a Reggio Calabria, lunedì 21 ottobre a Palazzo San Giorgio alle 16.30 presso la Sala dei Lampadari in via del Torrione 96 e contemporaneamente in altre dieci città d´Italia.

La pubblicazione da 10 anni raccoglie e studia un’ampia serie di dati e di indicatori del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza con tavole, mappe e grafici fornendo una fotografia d’insieme delle condizioni di vita di bambine, bambini e adolescenti in Italia.

L’incontro intende essere un momento di riflessione su cosa ha significato essere bambini in Italia negli ultimi 10 anni e sulle sfide future da affrontare e per lanciare la Campagna “Illuminiamo il Futuro” per il contrasto alla povertà educativa.

Introdurrà i lavori il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e interverranno Maurizio Bonati, Responsabile del Laboratorio per la Salute Materno–Infantile, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Mario Nasone, Presidente Centro Comunitario Agape, Don Giacomo Panizza, Presidente della Comunità Progetto Sud, Giusy D’Alconzo, Coordinatrice Advocacy Save the Children.

Modererà l’incontro Carla Sorgiovanni, Referente regionale dei programmi Save the Children della Calabria.

 

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La Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà assoluta istituita dall´ONU

La lotta alla povertà esige di mettere insieme i poveri con la società e le sue Istituzioni

Alleanza contro la Povertà in Calabria si rivolge alle Istituzioni calabresi per mettere in risalto questo periodo cruciale in cui specialmente nella nostra Regione i poveri diventano sempre più poveri. Gli esempi di abbandono istituzionale, sociale e relazionale sono cronaca quotidiana al punto di contrassegnare la Calabria come territorio di miseria mentre, per buona sorte, sono ancora presenti e possibili da valorizzare numerose risorse umane e ambientali.

La lotta alla povertà esige un’alleanza tra la società e le sue Istituzioni. È per questo che si chiede ai gruppi sociali di mobilitarsi a fare la propria parte, ma al tempo stesso si ricorda alle Istituzioni locali che esse mettano finalmente a punto l’assente “sistema degli interventi e dei servizi sociali” in ritardo di quasi vent’anni.

Sollecitiamo la concretizzazione delle leggi in materia di welfare, il completamento di un valido Regolamento dei servizi, un adeguato Piano sociale regionale, un bilancio regionale e i vari bilanci comunali contenenti fondi bastanti per contrastare la povertà e promuovere la dignità umana e sociale.

Confidiamo anche che, nel dibattito già da tempo aperto riguardante le prossime competizioni elettorali, le persone e i partiti candidati esprimano i mezzi e le modalità che intendono utilizzare per debellare la povertà in cui versa la Calabria.

Don Giacomo Panizza

Insieme all’Alleanza contro la povertà in Italia, in occasione di questa giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, auspichiamo che il Governo predisponga nella legge di Bilancio fondi adeguati per contrastare il dramma della povertà assoluta ancora presente nel nostro Paese. Infatti, l’introduzione del Reddito di Cittadinanza, nonostante l’importante stanziamento di risorse che ha ampliato la platea dei beneficiari e l’importo del contribuito economico, non ha cancellato la povertà. Per questo ribadiamo con forza la necessità di mantenere lo stanziamento di risorse previsto dalla legge di bilancio dello scorso anno e di mettere in atto i correttivi volti al raggiungimento delle persone escluse o penalizzate dai parametri di accesso e di erogazione della misura, come i senza dimora.

Per questo chiediamo, che in Calabria come in Italia, si manifesti una particolare attenzione all’implementazione dei percorsi di inclusione sociale e lavorativa di chi è in situazione di povertà, con il necessario rafforzamento dell’infrastruttura dei servizi pubblici territoriali per un’adeguata presa in carico dei soggetti in condizione di disagio economico. Auspichiamo di poter celebrare la giornata di lotta alla povertà affermando congiuntamente la dignità sociale e politica di tutti e di tutte, in particolare dei poveri, della società e delle Istituzioni.

Don Giacomo Panizza, Portavoce Alleanza contro la povertà in Calabria

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 LETTERE DA UNA SANITÀ CHE VUOLE CAMBIARE 2

Reggio Calabria, 09 Ottobre 2019

 LETTERE DA UNA SANITÀ CHE VUOLE CAMBIARE 2

La Medicina Distrettuale “dalla desertificazione a un verde giardino”: le Unità Complesse di Cure primarie (UCCP).

Nel Documento che, come Coordinamento di “Comunità Competente” abbiamo consegnato in Consiglio Regionale il 16 luglio scorso al Presidente Irto e il 7 agosto, presso la Cittadella di Catanzaro, al generale Cotticelli e discusso con questi il 3 ottobre, scrivevamo che: ” si pone con forza l’attenzione sulla desertificazione della Medicina Territoriale che produce oltre il 60% annuo di accessi al Pronto Soccorso che potrebbero essere curati dai medici di Medicina Generale e il 30/1000 di ricoveri ospedalieri inappropriati all’anno.” Inoltre affermavamo nel Documento che ” la presa in carico del paziente nelle UCCP ( h24)  deve essere una priorità perchè l’UCCP è il luogo dell’integrazione multiprofessionale del MMG, dello Specialista Ambulatoriale, del Pediatra di libera scelta e del Medico di Continuità Assistenziale”.

Se vogliamo che i nostri ospedali siano efficienti è fondamentale che la Medicina territoriale elabori con i medici ospedalieri “Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali “(PDTA) affinchè nessun paziente , soprattutto cronico rimanga indietro.

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Nel corso di questi ultimi 16 mesi ci siamo battuti al fianco dei Medici di famiglia affinchè l’UCCP e l’Assistenza Funzionale Territoriale (AFT) h12 fossero attive in tutta la nostra Regione applicando, finalmente, il DCA n°161/2018; abbiamo letto con vivo piacere, che venerdì 4 scorso vi è stato un incontro tra il Governatore Oliviero, il Direttore Belcastro e  una delegazione della FIMMG Regionale per definire entro il mese di ottobre un ulteriore DCA che consenta che le UCCP siano , anche se con un ritardo di almeno 6 anni, una realtà positiva della nostra sanità.

Dobbiamo segnalare, con spirito costruttivo, che , purtroppo, l’ASP di Reggio Calabria, come ci ha confermato giovedì il Generale Cotticelli ancora non ha inviato il “piano di allocazione delle UCCP e delle AFT, nonostante i molti solleciti fatti, confidiamo che la terna commissariale della Azienda si attivi immediatamente perchè la provincia di Reggio non è figlia di un Dio minore, inoltre chiediamo che queste Strutture Sanitarie Territoriali Intermedie siano funzionanti sia in sede privata accreditata che in sede pubblica garantendo non solo le aree urbane ma soprattutto le aree rurali e pedemontane dove i nostri borghi si stanno drammaticamente spopolando.

Infine è fondamentale che gli Obiettivi di salute descritti nelle Linee guida Nazionali e Regionali attinenti alle UCCP e alle AFT siano raggiunti e attentamente verificati perchè i calabresi devono usufruire di Servizi Territoriali aperti sempre, dove possano aderire al PDTA per il Diabete e per la Broncopatia Cronico Ostruttiva (BPCO), possano vaccinarsi (Antinfluenzale-Richiami Vaccini-Herpes Zooster), essere arruolati nelle  campagne di Screening per il Colon-Retto, per la Cervice uterina e per il carcinoma mammario e , inoltre, possano accedere h24  nelle UCCP per i codici meno complessi  riducendo notevolmente gli accessi al Pronto Soccorso dove i calabresi per un codice bianco attendono, in molti casi alcune ore prima di essere curati.

Comunità Competente

Il Portavoce

Rubens Curia

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COMUNITÀ COMPETENTE A CONFRONTO CON IL GENERALE COTTICELLI

Un incontro durato per oltre un´ora, quello che si è svolto in Cittadella regionale a Catanzaro, tra Comunità competente e il Generale Cotticelli, Commissario alla Sanità Calabrese.

Molti i temi sul tavolo, iniziando da quelli contenuti nel documento “Linee guida per una Riforma della sanità in Calabria” stilato dal movimento regionale e consegnato al Generale durante il primo l´incontro tra le due parti lo scorso 7 agosto.

«Documento pregevole -ha sottolineato il Commissario Saverio Cotticelli – che in questi mesi ho esaminato e che sto cercando di riversare nel Piano Operativo, quasi pronto, che riguarderà il prossimo triennio».

La delegazione di Comunità competente, coordinata da Rubens Curia, che si compone di ventotto associazioni, parti sindacali e Fondazioni, nel ringraziare il Commissario al Piano di rientro, ha proposto iniziative urgenti per attuare una profonda “Riforma Organizzativa e Etica” della sanità calabrese, tenendo conto del grave dissesto in cui vive il Servizio Sanitario regionale alla luce, anche, del verbale del Tavolo Adduce del 1° agosto scorso che ha certificato, per la Calabria, un disavanzo economico per l’anno 2018 pari a 213 milioni di euro circa e un debito complessivo delle Aziende Sanitarie di oltre 991.580 milioni di euro senza la rendicontazione dell’ASP di Reggio Calabria e una mobilità passiva di 319.455.111 milioni di euro.

«La risposta da parte del Generale è stata di una accogliente disponibilità, come egli stesso a sottolineato, a continuare gli incontri programmatici con il gruppo di Comunità competente – dice Rubens Curia -. Da parte nostra – ribadisce – puntiamo ad incentivare incontri sui territori che portino ad una sempre maggiore “Partecipazione ” dei calabresi al Servizio Sanitario Regionale per riannodare un rapporto di fiducia che si è interrotto da molto tempo».

Attuare una Riforma che preveda che le Aziende Sanitarie Territoriali (AST), si occupino solo di Medicina Distrettuale, Prevenzione, Veterinaria ecc. e le Aziende Ospedaliere che gestiscano e programmino la totalità della spedalità pubblica e privata accreditata(ASO) attuando “il modello a pendolo”; l´immediata attivazione delle Unità Complesse di cure primarie (UCCP) pubbliche e  private accreditate che garantiscano una assistenza del territorio h24 e delle Associazioni Funzionali Territoriali (AFT) che siano attive h12, sono alcuni dei punti organizzativi posti ancora all´attenzione del Commissario alla Sanità calabrese, insieme a riflessioni e metodi possibili che rendano la Sanità efficiente e non soffocante sia per i pazienti che per il personale medico, costretti spesso a lavorare con inadeguate attrezzature medicali e con liste d´attesa infinite. I finanziamenti per l´acquisto delle macchine sanitarie – viene rimarcato durante l´incontro – sono resi disponibili dalla Legge 60/2019 e dal DCA 124/2019.

Chiesti inoltre: l´attuazione immediata del DCA 166/2017 che preveda l’ istituzione di 12 “Case della Salute” e il potenziamento dei Consultori, che possano tutelare la salute della donna, delle bambine e dei bambini che al momento sono, in gran parte, privi di personale e attrezzature medicali e ancora, approvare con un DCA la proposta di legge regionale n° 240/10 già approvata dalla Commissione Salute del Consiglio Regionale che prevede l’istituzione di “Case di maternità” laddove sono stati chiusi i punti nascita e infine verificare che il Trasporto neonatale (STEN) sia stato attivato in tutta la regione, «poichè al nostro coordinamento – dicono – risulta che due ASP siano scoperte».

Tanti dunque gli aspetti su cui lavorare e di cui il coordinamento si fa carico a favore di una Sanità competente, da cui non mancano temi che riguardano le fragilità legate all´autismo e alle demenze.

E su questo ultimo punto si è argomentato sulI´ istituzione e la riorganizzare della Rete Regionale Territoriale delle Demenze, che in Calabria dà attualmente 28.000 casi attesi, con l’obiettivo di rendere possibile la presa in carico globale e continuativa del paziente e della sua famiglia tramite una rete di servizi integrati con la rete sociale grazie ai Centri per il deterioramento cognitivo e le demenze e, prevedere in tempi brevi, come ha sollecitato, anche in questo caso, il 1° agosto il Tavolo Adduce un Piano Pluriennale di investimenti a cui, -aggiungiamo noi – «un Piano straordinario di assunzioni che guardi non solo agli ospedali, ma soprattutto alla medicina territoriale perchè la tutela della salute è un complesso mosaico dove ogni tassello è indispensabile».