2019_Comunità competente

COMUNITÀ COMPETENTE CONSEGNA AL GENERALE COTTICELLI LE LINEE GUIDA

Una delegazione del coordinamento di Comunità Competente guidata dal dr Rubens Curia e
composta dalle dr.sse Amalia Bruni, Marina Galati, Caterina Laria, Stefania Marino, Maria Hyerace, Monica
Zinno e dall’ing.re Giovanni Marino è stata ricevuta presso la Cittadella Regionale dal gen.le Cotticelli per
consegnargli e illustrare il documento “Linee Guida per una Riforma della Sanità in Calabria” elaborato e
sottoscritto da trenta tra Associazioni, Fondazioni, Forze Sindacali, docenti universitari e singoli cittadini.
Comunità Competente nel documento chiede una profonda Riforma Organizzativa ed Etica della Sanità in
Calabria, riforma che i calabresi attendono da 15 lunghi anni, contestualmente, si chiede di valorizzare la
sanità territoriale, che è stata desertificata, con l’implementazione di strutture sanitarie territoriali
intermedie come:
• le Case della Salute;
• le Unità Complesse di Cure Primarie;
• gli Hospices;
• le Case di Maternità;
• i Centri per il deterioramento cognitivo e le demenze;
• e potenziare servizi quali l’ADI – Assistenza Domiciliare Integrata [etc].
Inoltre, le Linee Guida prevedono una Riforma della Rete Ospedaliera con equipes itineranti. Altra
questione sollevata nell’incontro è stata la richiesta di un Piano Pluriennale di investimenti e un Piano
Straordinario di Assunzioni. E’ stata ribadita al gen.le Cotticelli la drammaticità in cui versa il Sistema
Calabria, infatti, purtroppo, la Calabria è la prima Regione per spesa sanitaria pro-capite per mobilità passiva
(144,00 euro vs i 55,00 della Campania).


Il Commissario per il Piano di Rientro ha accolto favorevolmente il contributo espresso dalla delegazione di
Comunità Competente proponendo una serie di incontri programmati a tema, il primo dei quali si svolgerà il
12 settembre c/o la Cittadella sulla Medicina Distrettuale.
Nel contempo, Comunità Competente proseguirà gli incontri in tutta la Regione per coinvolgere i calabresi
che non possono essere spettatori passivi ma protagonisti del cambiamento della loro Sanità, infatti, la
partecipazione, con i vari strumenti previsti dalle normative nazionali e regionali, è uno degli elementi
fondanti delle Linee Guida.

16 LUGLIO 2019, CONFERENZA STAMPA: RIFORMIAMO INSIEME LA SANITÀ CALABRESE.

RIFORMIAMO INSIEME LA SANITÀ CALABRESE

Martedì 16 luglio alle ore 11,00

Sala Giuditta Levato

Consiglio regionale della Calabria – Reggio Calabria

 

interverranno:

Giacomo Panizza 

Rubens Curia

Presenzierà:

Nicola Irto

coordinerà i lavori il giornalista Filippo Diano

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Il 18 dicembre del 2018 Rubens Curia presentò in Consiglio Regionale, alla presenza, tra gli altri, del Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, il suo libro “Manuale per una Riforma della Sanità in Calabria”, iniziando un viaggio in tutta la Regione da Locri a Cosenza, a Lamezia, a Catanzaro, a Vibo, a Melito P.S., a Palmi e tanti altri incontri con molte persone interessate ché l’articolo 32 della nostra Costituzione venisse attuato in Calabria.

Molti rappresentanti di Associazioni, forze sindacali, operatori del Settore, di Comitati civici e semplici cittadini hanno ritenuto, insieme a Rubens Curia, di dare vita a quella “Comunità Competente” di cui si scrive nel “Manuale” perché, insieme si stilasse un “Documento” che è stato, in seguito, denominato “Linee guida per una riforma della sanità in Calabria”.

Il 1° luglio presso la Sala Sintonia della Comunità Progetto Sud di Lamezia si è svolto un affollato e partecipato incontro coordinato da Giacomo Panizza e Rubens Curia che ha approvato e integrato il ” Documento” suindicato e , inoltre, è stato deciso di presentare le “Linee Guida” in Consiglio Regionale, che riteniamo sia la Casa dei Calabresi, e consegnare il “Documento” al Presidente Irto perché tutte le forze politiche possano avere contezza di ciò che, in materia, una “Minoranza Competente” di calabresi propone per salvare la nostra sanità.

Non siamo autoreferenziali, male oscuro della nostra sanità, né saccenti, ma non siamo disponibili a fare da spettatori paganti (vedi aumento dell’Irap e dell’Irpef); siamo aperti a ogni confronto dove il nodo fondamentale è una profonda RIFORMA ORGANIZZATIVA e ETICA del nostro Servizio Sanitario Regionale e le imminenti elezioni regionali, tenuto conto della gravità in cui versa la nostra sanità, non può essere un alibi per rinviare al prossimo anno una seria discussione.

Invitiamo tutte le forze politiche, sociali e sindacali che vorranno condividere con noi questo viaggio il cui porto è la tutela della salute dei calabresi in quanto “Bene Comune” a partecipare.

https://youtu.be/YfTV_kP8ppM

Marianella Sclavi, riCALABRIA, 2019, sala sintonia, formazione

riCALABRIA: seminario con Marianella Sclavi. Processi, metodologie e pratiche per la presa di decisioni in contesti di democrazia partecipata

 

Martedì 9 e mercoledì 10 luglio 2019, la Sala Sintonia di via Reillo, a Lamézia Terme, ha ospitato il primo seminario formativo organizzato nell’ ambito delle iniziative del progetto ri-Calabria: ideazione per il cambiamento  promosso da Goel gruppo cooperativo e Comunitá Progetto Sud.

Il tema della due giorni mette in evidenza “Processi, metodologie e pratiche per la presa di decisioni in contesti di democrazia partecipata”. A tenere il corso, destinato a facilitatori di percorsi comunitari, la sociologa Marianella

Alle ore di aula, classicamente intese, si sono alternati i momenti di confronto e gruppi di lavoro che hanno elaborato proposte e restituito quanto appreso, in previsione di un percorso che si snoderà in maniera continuativa nei prossimi mesi.

 

costituzione

NON POSSIAMO NON SAPERE

Immaginiamoci di essere ai primi di luglio 2019, naviganti nel Mare Mediterraneo.

Immaginiamo, di incontrare sulla nostra rotta un’ imbarcazione in pericolo con a bordo persone migranti.

Immaginiamo di non conoscere le Leggi che regolano la condotta in acque nazionali ed internazionali … però le Leggi ci sono…

Francesco Piobbichi, Corridoi umanitari

Questa pagina di Avvenire, del 4 luglio scorso, a firma di Giuseppe Anzani, ci aiuta nella conoscenza...

BUONA LETTURA

Attacchi intollerabili e dovere di salvare. La vera forza della legalità

Giuseppe Anzani  – AVVENIRE, giovedì 4 luglio 2019

Per i governanti la liturgia cristiana ha una speciale preghiera. I governanti cambiano nel tempo, i buoni governanti sono una grazia, i cattivi una sventura. Ma la preghiera è costante. Per i capaci e per gli incapaci. Per i buoni e per i cattivi (“etiam discolis“, dice la Scrittura). Ne abbiamo avuti in passato e forse ancora qualcuno.

Ma, fatta la preghiera, invocata sugli incapaci la sapienza e sui discoli il ravvedimento, laicamente da cittadini pretendiamo da tutti loro il rispetto delle regole fondamentali che reggono il villaggio umano, la convivenza civile, la libertà e la giustizia garantita dall’equilibrio dei poteri e delle funzioni sovrane. Almeno il rispetto essenziale delle regole di sistema. Sentire uno dei governanti caricare a testa bassa contro la pronuncia di un giudice della Repubblica, perché non ha confermato i ceppi ai polsi di Carola Rackete, e l’ha invece liberata dicendo che il suo attracco nel porto non è stato un «delitto», ma un «dovere» giuridico, sentirlo coprire di contumelie la giovane comandante della nave di salvataggio, è francamente intollerabile. Ma oltre al clima di odio che ne viene obliquamente alimentato, come attestano gli insulti e le minacce postate sui social, la denigrazione del giudice (“vergogna, tolga la toga” riportano alcuni titoli di giornale) ha un grado diverso; allarmante, perché istituzionale. Noi non siamo disposti a diventare un Paese dove le sentenze si devon fare come piacciono ai governanti, e l’indignazione civile dovrebbe contagiare anche quelli che davanti a simili comizi sembran prostrati in ipnosi.

L’equilibrio dei poteri non sopporta d’essere sovvertito da nessuna arroganza. O verremo al punto che diventerà un sogno, come per il mugnaio di Potsdam, avere «un giudice a Berlino»; o come nel film “Zeta” di Costa Gavras confidare che un piccolo giudice tenga testa all’«orgia del potere»? Perché alcuni politici dicono sempre «gli italiani» come se fossero il loro seguito personale, in totalità invece che in frazione? Le sentenze, quelle sì, sono pronunciate «in nome del popolo italiano», ma per statuto, per missione, per vocazione giudiziaria. Soggette solo alla legge, non al gradimento, o alla paura. I governanti che fanno varare leggi a misura dei vantaggi che dà la durezza di cuore, le ritengono l’ombelico del mondo. Ma il mondo del diritto conosce norme sovranazionali che essi non possono annientare, e Trattati e Convenzioni e Dichiarazioni Universali, e Diritti consuetudinari; doveri civili e infine gli indistruttibili diritti umani. Ho sotto gli occhi l’ordinanza del giudice di Agrigento. Che queste cose le sa. Percorre il diritto con rigore di metodo e saggezza di analisi. Ma per intero. Applica “le leggi di casa nostra”, come volevasi. Tutte, però. È legge di casa nostra l’art. 10 della Costituzione, che con l’art. 117 ci innesta nel mondo e vincola il potere legislativo al rispetto degli obblighi internazionali. È legge nostra dunque la grande Legge del Mare (Onu 1982), la Convenzione Sila (Londra 1974), la Convenzione Sar (Amburgo 1979), e quanto in esse si dispone per il salvataggio e l’approdo in porto sicuro. È un crimine punito dalla legge nostra l’omissione di soccorso in mare (art. 1158 del nostro codice della navigazione); e il soccorso non è solo il salvagente gettato ai naufraghi, non finisce col ripescaggio, ma chiede agli Stati l’approdo nel porto sicuro.

Chi ha chiamato l’approdo «violenza a una nave da guerra» (giuridicamente inconsistente: quale guerra, in casa nostra?) forse insieme al grottesco d’una parola tragica confessa ostilità, inimicizia, belligeranza segreta contro i disperati del mare. Non così, non così le leggi, le nostre leggi. E il giudice non ha guardato da miope la sola sequenza dell’attracco, ha voluto vedere tutto il film, tutta la vicenda del salvataggio secondo le leggi, le intere leggi; culminando in quella specifica norma interna (art. 51 del codice penale) che scavalca i divieti quando bisogna adempiere un dovere. Così ha scritto, così ha giudicato. Salvare è dovere, salvare è la «suprema lex». Non per capriccio, non per jattanza, non per obiezione, ma per dovere: bisogna salvare.

L´immagine in evidenza é di Francesco Piobbichi, Costituzione da Disegni dalla Frontiera

Firma protocollo ASP VV Incipit

L´ASP di Vibo Valentia entra a far parte del progetto IN.C.I.P.I.T.

È stata posta oggi la firma che include  l´ASP di Vibo Valentia nel progetto IN.C.I.P.I.T. (INiziativa Calabria per Identificazione, Protezione ed Inclusione sociale delle vittime di Tratta), finanziato da dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri promosso dalla Regione Calabria in rete con organizzazioni sociali.
Alla presenza del  Direttore Generale Asp di Vibo, la dott.ssa Elisabetta Tripodi  e dalla dirigente di settore dott.ssa Rosabella Talarico e ai rappresentanti delle Associazioni facenti parte della rete IN.C.I.P.I.T., tra cui la Comunità Progetto Sud, l´Associazione Mago Merlino, il  Delta.
Marina Galati, Elisabetta Tripodi
Questo passaggio di intenti impegna all´osservazione e programmazione d’interventi sui fenomeni della tratta di esseri umani, dello sfruttamento sessuale e lavorativo, sull’accattonaggio delle persone presenti sul territorio della provincia di Vibo Valentia.
Si formalizza così una collaborazione di azioni appropriate a sostegno delle vittime di tratta, con interventi mirati anche alla prevenzione ed emersione di questo fenomeno.
COPERTINA_SANITÁ SENZA SALUTE 2

INCONTRI IN MOVIMENTO PER LA SANITÀ IN CALABRIA UN DOCUMENTO CONDIVISO DA INOLTRARE ALLE ISTITUZIONI COMPETENTI

LUNEDÍ 1 LUGLIO ORE 16 SALA SINTONIA, VIA REILLO – 5, LAMEZIA TERME (CZ)

Una Consensus Conference per proseguire il percorso condiviso sulle proposte per la Sanità in Calabria. Sanità senza salute – Incontri in movimento. Interventi, confronti e proposte – si svolgerà lunedí primo luglio a Lamezia Terme, nei locali di Sala Sintonia (Via Reillo, 5) alle ore 16, e vedrà protagonisti i rappresentanti L’Associazionismo, Forze sociali e sindacali, del mondo universitario, operatori del settore sanitario, rappresentanti di Comitati Civici e cittadini.

Insieme sarà elaborato un documento che, in seguito, sarà illustrato in una conferenza stampa ai calabresi e consegnato al Commissario generale Cotticelli, al Governatore Oliverio e al Presidente Irto e a tutte le forze politiche e sociali perché – dichiarano gli organizzatori – “riteniamo che la salute, in quanto bene comune, debba essere tutelata senza divisioni”.

Il documento, alla base della discussione, approntato grazie ad una elaborazione collegiale e condivisa che più protagonisti, all´indomani dell´incontro del 4 aprile ultimo scorso (Sanità senza salute – proposte per la nostra Calabria), hanno avviato unendo le loro competenze, le loro esperienze e condividendo la comune riflessione che “La sanità calabrese, al di là, di alcune esperienze positive, sta morendo (vedi gli oltre 300 milioni di mobilità passiva) perché non si è voluto o saputo fare una profonda Riforma Organizzativa e Morale del nostro Servizio Sanitario Regionale”.

Le prime vittime di questa situazione sono i calabresi che, persino per partorire, scelgono l´emigrazione sanitaria dalla regione Calabria (870 parti fuori Regione nel 2017) e gli operatori sanitari costretti a lavorare in strutture inadeguate con attrezzature medicali obsolete.

Noi, in qualità di “Comunità Competente”, vogliamo contribuire a attivare un dibattito profondo che, in tempi brevissimi, produca una Riforma della Sanità calabrese che manca da 15 anni.

L’incontro sarà coordinato da Rubens Curia e Giacomo Panizza –

Lamezia Terme (CZ), 29 giugno 2019

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Copia di 2018-Bilancio Sociale-Sintesi

BILANCIO SOCIALE 2018

«E così il lavorare insieme – dice don Giacomo Panizza – e favorire la convivenza tra persone italiane e straniere, genitori e alunni, diventa la strada dove costruire cose nuove che cambiano in meglio la scuola di tutti. Ha funzionato il metodo del baratto sociale e della scatola dei giochi facendo esprimere al meglio la scuola, le mamme, i bambini e le bambine e la Comunità.
E conclude: il premio “Angelo Ferro 2018” conferma che siamo sulla strada giusta per costruire un futuro in grado di produrre coinvolgimento e corresponsabilità».

BILANCIO SOCIALE

carlo macrì_Don Rigobert Elangui_Mons Francesco Oliva_Don Giacomo Panizza

“Se risolvi i diritti puoi anche diventare capace di assolvere doveri”.

A LOCRI (RC) LA RELAZIONE “CARITÀ È CULTURA” DI DON GIACOMO PANIZZA APRE I LAVORI DELLA DUE GIORNI CARITAS

È il Global Chorus, diretto da Carlo Frascà, che apre il convegno delle Caritas Diocesane di Locri.

Con le note dell’Inno d’Italia declinato in molteplici stili ed eseguito rispecchiando le parole del suo direttore nel gesto del “camminare insieme”, così come nel linguaggio della musica.

Global Chorus

Mons. Oliva saluta gli intervenuti e apre i lavori, indicando come strada privilegiata, per la Chiesa intera e le Caritas, il mettere al centro la carità, affidandosi alla formazione dei gruppi, dei giovani, degli uomini e delle donne.

“I bisogni non hanno colore, non c’è nessuno prima di qualcun altro” – afferma il Vescovo Oliva -. “Sul piano culturale è importante veicolare il messaggio che al centro di tutto ci sono le persone, con i loro bisogni non solo materiali ma anche morali”. E conclude invitando i presenti a “Sensibilizzare le sacche di indifferenza, questo l’impegno per le Caritas diocesane e parrocchiali”.

Carlo Macrì_Don Rigobert Elangui_Mons Francesco Oliva_Don Giacomo Panizza

La relazione di Don Giacomo Panizza si snoda tra impegno morale e reale. Nello sguardo sul territorio per saperlo leggere e per poter intervenire efficacemente.

La carità è cultura perché dice parole umane, di dignità.

Non si può fare una “carità pelosa”, sdegnosa.

La carità porta pensieri alti – dice – La carità deve saper parlare, perché a volte non bastano i gesti. Il gesto deve trasmettere un messaggio sociale.

Fare la carità è cultura, come fregarsene degli altri è anche cultura.

Lasciare annegare o togliere dalle acque è cultura.

E poi c’è molto di più. Pensare al bene comune è diverso che pensare solo a me e ai “miei” e non agli altri.

Fare una politica contrassegnata dalla carità è mettersi in gioco per promuovere cose per se stessi e anche per gli altri.

La carità che ha lasciato Gesù è quella di amarsi a vicenda, e ci ha anche detto: “Amate i vostri nemici”.

La carità non esiste nelle parole, queste servono, ma in definitiva la carità esiste solo quando la si fa.

La carità costruisce pace e corresponsabilità, e si sottomette a nessuna cultura dominante.

Poi ci sono le domande: Che spinte culturali offriamo a parole e in opere, per essere onesti, per essere famiglia, per essere società?

È carità fermare i mafiosi – continua Don Giacomo – e superare la rassegnazione.

Quali segnali positivi cogliamo dal nostro territorio?

Mescolarsi, Convivere, Insegnare e imparare ad avere doveri e non solo diritti significa diventare cristiani e cittadini maturi.

Welfare è oggi il nome della carità politica, il mettere a sistema le risposte ai bisogni e ai diritti umani, è quel modo in cui ci si mette insieme per aiutare tutti quanti, anche chi non vedi.

Triangolare l’aiuto senza sapere a chi va. È carità indiretta, è promossa da un “noi” rivolta a “ciascuno”, da nord a sud Italia.

Avere cura che i servizi funzionino e siano per tutti, sufficienti dappertutto. Infatti “Se risolvi i diritti puoi anche diventare capace di assolvere doveri”, ci insegna la dottrina della Chiesa Cattolica e, questo è scritto anche negli articoli 2, 3, e 4 della Costituzione Italiana.

La Carità / Cultura è Umanesimo integrale: concreto e trascendente per i cristiani: essa ha in sé il primato della persona, la tensione tra fede e ragione, tra individuo e società, e si mette al servizio sia della Chiesa che dell’umanità, di chi crede e di chi non crede.

La carità è cultura quando mostriamo ai giovani che ci è stato possibile comporre la carità con la cultura e la realizzazione umana e Religiosa. Non possiamo tacere la speranza ai giovani! Carità è dare parola ai giovani, ai loro sogni di oggi per il loro domani.

Ci dice Papa Francesco che bisogna “Fare le opere di misericordia con misericordia”, con tenerezza.

Dobbiamo meglio imparare a vedere il bisogno dell’altro non solo nell’immediato, ma sapere se l’altro avrà bisogno di me e anche di “noi” e delle nostre Istituzioni anche domani. Diventa necessario sapere se la mia carità ha dato strumenti per divenire persone autonome.

Il messaggio delle opere di Misericordia torna prepotente nella relazione del Presidente della a Comunità Progetto Sud, con la sua conclusione evangelica: “Sono i poveri che salvano. Sono gli affamati che salvano i sazi. Sono gli stranieri che salvano chi li accoglie.

Quelli liberati dal laccio del potere, salvano.

“Misericordia” significa avere un cuore grande verso i piccoli, coloro che hanno bisogno, per i miseri cioè per coloro che non ce la fanno da soli a badare a sé stessi e alle incombenze quotidiane della loro vita. È decidersi di donare anche se sai che non avrai niente in contraccambio.

da sx: Valentina Femia, Federica Roccisano, Carlo Macrì, Maria Antonietta Pelle, Francesco Mollace, Giacomo Panizza

La tavola rotonda ha messo insieme gli attori del territorio: Francesco Mollace, Responsabile del Forum del terzo settore della Locride; la prof.ssa Maria Antonietta Pelle, consigliera della Caritas di Locri; Valentina Femia delegata del Comitato riviera dei Gelsomini e della Croce rossa; Federica Roccisano, presidente della cooperativa sociale Hermes 4.0.

Il dibattito di questa seconda parte del convegno poggiava sulla domanda: è possibile fare rete nella Locride? La sintesi corale è andata nella direzione di impattare il territorio, i giovani, coinvolgere il terzo settore con azioni precise e potenziare i talenti della carità dei gruppi nei quali si opera. Fare rete con il volontariato e con le varie istituzioni locali, è la strada da continuare a percorrere schivi da individualismi e proiettati in una visione sociale solidale e inclusiva.

 

“EDUCARE E NON PUNIRE”, A SAN PIETRO A MAIDA LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LE DROGHE

Banchetti informativi, arte e musica hanno caratterizzato la 32esima giornata della lotta al traffico illecito e all’abuso di sostanze stupefacenti organizzata in piazza a San Pietro a Maida dalla Comunità terapeutica Fandango in collaborazione con la associazione Piergiorgio Frassati e la locale sezione AIDO.

Protagonisti gli ospiti della Comunità terapeutica Lametina che hanno testimoniato con l’ arte, la musica e i loro talenti il valore della vita libera da ogni forma di dipendenza, facendo proprio lo slogan delle Comunità Nazionali di accoglienza (CNCA) “EDUCARE E NON PUNIRE”.

IL SERVIZIO DELLA TGR CALABRIA

 

2019_Locri Gerace_Panizza

DIOCESI DI LOCRI-GERACE. LA CARITÀ NELLA CITTÀ TRA CULTURA E PROMOZIONE UMANA.

“La Carità nella città tra cultura e promozione umana”  venerdì 28 e sabato 29 giugno 2019, il Centro Pastorale Diocesano  di Locri ospiterà  il convegno diocesano Caritas  che si colloca nella dinamica del 41° Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane “La Carità è Cultura” vissuto dal 25 al 28 marzo 2019 a Scanzano Jonico (MT).

“Il convegno è un’opportunità di incontro e di confronto,  – dice il Direttore Diocesano Caritas Don Rigobert Elangui, nella lettera di invito – formazione e condivisione per ricordarci che, come Chiesa, siamo chiamati a rafforzare il nostro impegno per rendere operativi gli stessi orientamenti pastorali del nostro Vescovo, Mons Francesco Oliva che, sin dall’inizio del suo ministero episcopale, ci ha sempre detto che la Carità è Cuore della Missione”.

Il 28 giugno si inizia alle 17.30 con l´accoglienza musicale del Global Chorus diretto dal M° Carlo Frascà,  un saluto e la preghiera a cura del Direttore Diocesano Caritas don Rigobert Elangui  a cui seguiranno i saluti del Vescovo della Diocesi Mons. Francesco Oliva.

La relazione é poi affidata a don Giacomo Panizza: “Carità è Cultura – risonanza del 41° Convegno Nazionale Caritas”.

A seguire  la tavola rotonda: Strumenti della promozione umana e della cultura della solidarietà nella Locride: é possibile fare rete nella

Locride? a cui parteciperanno: don Piero Romeo, don Giacomo Panizza, Francesco Mollace, Maria Antonietta Pelle, Federica Roccisano, Concetta Giofrè, moderati dal giornalista Carlo Macrì.

Il 29 giugno  dalle 16.30 presso la casa di Santa Marta a Locri, il pomeriggio si snoderà tra laboratori formativi di confronto tra le buone prassi delle Caritas parrocchiali del territorio, la premiazione del bando ” Non passare oltre senza fermarti – in memoria di Silvana Calauti con l´intervento conclusivo del Vescovo Oliva, e alle 19 la celebrazione Eucaristica.

“Siamo chiamati a pensare a nuove forme di Carità orientate ad una promozione umana e sociale per lavorare in rete diffondendo una rinnovata cultura della solidarietà anche sul nostro territorio della Locride – conclude Don Rigobert Elangui –  con una particolare attenzione ai poveri che, come ci dice Gesù, avremo sempre con noi.

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