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IN PIAZZA PER IL 26 GIUGNO GIORNATA CONTRO L´ABUSO ED IL TRAFFICO ILLECITO DI STUPEFACENTI

LA RISPOSTA DEL SISTEMA DEI SERVIZI DELLA NOSTRA REGIONE È COMPLETAMENTE INADEGUATA. IL RISCHIO È IL COLLASSO DELLE STRUTTURE PER MANCATO BUDGET

 Il 26 giugno è la “Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di stupefacenti”. L’Associazione Comunità Progetto Sud con la sua Comunità Terapeutica Fandango ha deciso di tornare a denunciare il dato in aumento di morti per overdose e per sollecitare la Regione Calabria, quantomeno ad equiparare la possibilità di cura dei cittadini calabresi che si ritrovano a fare i conti con la tossicodipendenza.

I dati diffusi dal Governo dicono che: un terzo della popolazione tra i 15 e 64 anni nel corso della propria vita ha sperimentato sostanze illegali; che 1 su 10 lo ha fatto nell’anno 2017, che ogni giorno vengono immesse sul mercato nuove sostanze stupefacenti attraverso forme nuove di vendita (soprattutto internet) ancor prima che vengano considerate sostanze “illegali”.

Il giro di affari riguarda circa un terzo del PIL ed è stimato in 14.4 miliardi di euro e sono in costante aumento i decessi direttamente attribuiti all’uso di sostanze stupefacenti: 194 nel 2017 (in aumento del 10% dall´anno precedente) e non definiti quelli indiretti tipo arresti cardiaci, incidenti stradali che potrebbero essere attribuiti a una precedente assunzione di droghe.

Il problema eroina inoltre, sta ritornando prepotentemente, con immissione sul mercato di quantità ingenti a costi sempre più bassi (anche 5€ in alcune piazze d’ Italia).

In questa tragica realtà è completamente inadeguata la risposta del sistema dei servizi della regione  Calabria che ne fissa la spesa al 0.15% del proprio bilancio a fronte di una media nazionale dell’1%,  ed ha attivi, al momento, solo 2 tipologie di servizi a fronte (per esempio) della regione Lombardia che ne prevede 23.  La regione, ha inoltre stabilito il fabbisogno di posti letto a 490 e i posti in regime semiresidenziale di 117, dei quali ne ha accreditato 462 residenziali e 94 semiresidenziali, ma poi riduce ancor di più poiché attraverso le ASP ne acquista soltanto 175 residenziali e 20 semiresidenziali.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che i cittadini calabresi non hanno la possibilità di essere curati alla pari di quelli residenti in altre regioni (che presentano comunque criticità perché la normativa nazionale è ferma al decreto legislativo 309 del 1990).

«La nostra Comunità – dice il responsabile del servizio Roberto Gatto – ha una lista d’attesa di utenti Calabresi che gli stessi SerD (servizi per le dipendenze dell’ASP) ci chiedono di inserire nei nostri servizi, ma non possiamo includerli nel percorso terapeutico nonostante i posti accreditati (29 posti residenziali e 19 semiresidenziali) perché la regione ha acquistati solo 13 dei 29 posti residenziali e 4 dei 19 semiresidenziali. Rispetto al budget assegnato rischiamo di dover dimettere, dopo l’estate, gli utenti a causa dell´esaurimento dei fondi».

«In questa giornata  – conclude- sentiamo il dovere di denunciare questa situazione di gravità sia per le persone bisognose di riabilitazione e di servizi sottoutilizzati dalle ASP e dalla Regione».

Domani, 26 giugno 2019 in coincidenza con la giornata mondiale contro l´abuso e il traffico illecito di stupefacenti, dalle ore 18 a San Pietro a Maida (presso la villetta in località Fiume), in collaborazione con l’Associazione P.G. Frassati e AIDO, gli operatori della Comunità Terapeutica Fandango allestiranno degli stand per fare informazione e prevenzione e per comunicare la voglia di vivere. Il messaggio che si vuole trasmettere è quello che è possibile costruire la propria esistenza utilizzando la creatività e la voglia di stare insieme liberi da intermediari chimici, da droghe varie e da azzardo spacciato per gioco.

CS_Giornata mondiale contro l´abuso e il traffico illecito di stupefacenti

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SINERGIA PUBBLICO-PRIVATA PER COMBATTERE LA VIOLENZA SULLE DONNE “CONOSCERE PER AIUTARE-PERCORSI FORMATIVI DI RICONOSCIMENTO E IDENTIFICAZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE”

“Conoscere per aiutare-percorsi formativi di riconoscimento e identificazione della violenza di genere”, destinato ai medici referenti di pronto soccorso, ginecologia, medici e infermieri dei presidi di pronto soccorso di competenza dell’ ASP di Catanzaro: Soverato, Soveria Mannelli, Lamezia Terme, è un percorso di formazione che vede come soggetto responsabile l´associazione Mago Merlino, e in qualità di Ente gestore, l´Associazione Comunità Progetto Sud in collaborazione con l´ASP di Catanzaro.

La lezione introduttiva, del primo dei quattro moduli formativi, che si snoderà fino a novembre 2019, si è svolta nella sala convegni dell´Ospedale di Lamezia Terme lunedì 24 giugno.

 Marina Galati

Hanno portato i saluti Istituzionali la dottoressa Maria Grazia Colosimo commissario prefettizio del Comune di Lamezia Terme, che ha esaltato il lavoro di sinergia pubblico-privato e ha auspicato una buona prosecuzione del percorso; la dott.ssa Anna Monardo, capo dipartimento Emergenze pronto soccorso POLT (Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme) e la Dott.ssa Marina Galati direttrice della Comunità Progetto Sud e della Scuola del Sociale (SDS): “Costruire comunità competenti – ha sottolineato la Galati nei suoi saluti – vuol dire mettere insieme pratiche professionali che servono a fare crescere le nostre comunità locali”. Al saluto portato dalla Dott.ssa Renata Tropea, medico responsabile del percorso rosa del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, è seguita la relazione della dottoressa Caterina Ermio, in qualità di rappresentante dell’ ASP di Catanzaro, ente co-finanziatore dell’ intero percorso, che ha anche moderato l´incontro.

Un excursus – quello della Ermio – sul recepimento delle linee guida Internazionali e nazionali e poi del protocollo regionale e provinciale che riguardano l’ accoglienza sanitaria di persone vittime di violenza all´ interno dei presidi ospedalieri.

Colosimo, Monardo, Galati, Ermio

“Un percorso guida, quello dell’ Ospedale di Lamezia iniziato molti anni fa, grazie alla rete sommersa che in questi anni abbiamo costruito con caparbietà e convinzione. Dal 2002 ad oggi siamo passati dal welfare alla tutela in cui la violenza diventa un fatto medico-sociale”. Dice la Ermio. “Grazie a questo progetto di formazione parte un percorso di accompagnamento per tutti quegli attori sanitari che si trovano difronte all’ emergenza sanitaria. – Continua – Saper riconoscere la violenza è un passo fondamentale che ha anche fare con la un approccio multidisciplinare, non solo sanitario, ma anche psicologico e socio assistenziale”.

 Suor Anna Cerutti

Al ruolo politico sanitario, si è affiancato l’ approccio sociale della relazione d’ aiuto dato da Suor Anna Cerutti, educatore professionale, responsabile del Centro Demetra e dell´Associazione Mago Merlino. “Il Centro Antiviolenza Demetra, promuove l’approccio integrato pluriprofessionale a favore di vittima di violenza che sta alla base della scelta del partenariato pubblico privato del CAV stesso”. “L’associazione Mago Merlino – continua Suor Anna Cerutti – soggetto responsabile di questo percorso, cura il primo contatto della donna allo sportello e la mediazione con le altre figure che offrono consulenze; l’occasione formativa e di confronto con gli operatori socio sanitari ASP è vista come un’importante scelta di continuità nella collaborazione in favore della tutela delle donne di partecipazione al cambiamento socio culturale perché possa essere sempre più caratterizzato da parità e rispetto tra i generi ed al superamento di stereotipi discriminanti”.Incursioni di lettura comunicativa, all´interno dell´intervento sugli stereotipi di genere, tenuto dalla Cerutti, sono stati forniti dalla dottoressa Marisa Meduri, sociologa e progettista della Comunità Progetto Sud e della SDS, che ha portato all´attenzione dei corsisti i “Processi di significazione degli oggetti e la veicolazione dell´immagine della donna-oggetto che i mass media, i social, e i muri delle nostre città, utilizzano come i canali attraverso sui ci persuade la persona ad acquistare”.

 

Lamezia Terme (CZ), 25 giugno 2019

Lo spettacolo “Solitudo” in scena ai Teatri del Sacro / Eugenio Spagnol

“Tra sacro e civile il teatro cerca l’uomo” di Alessandro Zaccuri

La condivisione del monologo “Acquasantissima”, spettacolo prodotto dalla compagnia pugliese URA Teatro, diretto e interpretato da Fabrizio Pugliese, sui testi di Francesco Aiello e dello stesso Pugliese portato in scena ad Ascoli Piceno il 22 giugno, per  l´ edizione 2019  de “I Teatri del Sacro” si é snodata poi nel pubblico dibattito del venerdì 21 giugno alle 12 con ” Voci fuori scena”.  Al dialogare con il pubblico, sul tema Chiesa e ´ndrine, ma anche di protagonismo e impegno sociale in Calabria è stato chiamato a Don Giacomo Panizza.

Di seguito l´articolo apparso su Avvenire domenica 23 giugno 2019 “Tra sacro e civile il teatro cerca l’uomo”  di ALESSANDRO ZACCURI Inviato ad Ascoli Piceno

Santino non vuole andare in chiesa, Christian non dovrebbe andare al pub, Simeone e Samir non possono andare da nessuna parte e allora se ne stanno lì, nella grotta lasciata deserta dal venerabile eremita. Si raccontano storie, nel frattempo, si sfidano a vicenda con favole e apologhi, si scambiano dubbi e rivelazioni sull’Altissimo. È una caratteristica che attraversa molti degli spettacoli in cartellone ai Teatri del Sacro, questa dell’impedimento e dell’erro-
re: la realtà oppone un ostacolo, che prende spesso la forma del conflitto, e soltanto la misericordia permette di andare
oltre, di entrare in una dimensione di condivisione e di riconoscimento dell’altro che è, in definitiva, il cuore stesso dell’esperienza teatrale.
Gli spettacoli che abbiamo provato a elencare sono molto diversi tra loro per ambientazione e soluzioni drammaturgiche. C’è il viaggio all’interno della ritualità ’ndranghetista compiuto da Fabrizio Pugliese in Acquasantissima, c’è la reinvenzione corale della cronaca che Controcanto Collettivo affida alle sequenze di Settanta volte sette, c’è l’esplorazione non convenzionale di un episodio storico – l’incontro del 1219 tra san Francesco d’Assisi e il sultano al Malik al-Kamil – realizzata da Alessandro Berti in Simeone e Samir sulla scorta dell’omonimo libro di padre Ignazio De Francesco (lo pubblica Zikkaron: www.zikkaron.com).Ma la gamma dei linguaggi presenti nella manifestazione che si conclude oggi ad Ascoli Piceno è ancora più ampia, ancora più coinvolgente. Si va dal caustico cabaret di Sporco negro, rassegna di pregiudizi e luoghi comuni allestita da Kronoteatro, fino alla poetica
liturgia di Piccoli funerali cesellata da Maurizio Rippa per 369gradi. In 82 pietre il giovanissimo Simone Corso alterna con buon equilibrio comicità e realismo magico, pur rifugiandosi in una conclusione eccessivamente schematica, mentre sullo sfondo di un analogo scenario meridionale U figghiu di Saverio Tavano trasfigura in senso
mistico la misconosciuta e spesso fraintesa esortazione a sopportare pazientemente le persone moleste.

Avvenire, pag 27 del 23 giugno 2019_Alessandro Zaccuri

Per questa edizione 2019, com’è noto, il filo conduttore dei Teatri del Sacro è costituito proprio dalla meditazione sulle opere di misericordia, rappresentate
quasi nella loro interezza dai dieci spettacoli selezionati nel corso degli ultimi mesi. In alcuni casi la corrispondenza è pressoché perfetta, come accade a
in Settanta volte sette, che fin dal titolo si richiama alla difficoltà e necessità del perdono. A riceverlo dovrebbe essere appunto Christian (interpretato da Riccardo Finocchio), un ragazzo semplice fino alla  sprovvedutezza, che nel corso di una terribile serata con gli amici si rende responsabile della morte del coetaneo Luca, la cui memoria viene difesa con feroce determinazione dal fratello Gabriele (l’attore Federico Cianciaruso). Ma Christian ha a sua volta una sorella, Ilaria (impersonata da Martina Giovanetti), che con un
gesto di generosità istintiva riesce a logorare la logica inappellabile del rancore. La riconciliazione rimane una possibilità ancora da attuare, una parola rimasta in sospeso nel parlatorio del carcere. Il racconto procede
per scene di immediatezza quotidiana, in una giustapposizione di contesti umani e sociali che
rende evidente la fatica della comprensione reciproca.
Si tratta di una barriera per molti versi simile a quella che inizialmente separa il brigante musulmano Samir (Sergio Brenna) dal medico cristiano Simeone, al
quale presta il volto lo stesso Alessandro Berti. Come ricordato, sono i giorni in cui Francesco fa visita al sultano, in un tentativo di conversione ed eventualmente di martirio destinato a un apparente fallimento. Ma quel-
lo che accade a Damietta, dove la “cortesia” di al-Malik risponde all’intraprendenza del Poverello, si riverbera misteriosamente anche nella grotta all’interno della quale i due uomini passano, una volta di più, dal so-
spetto alla solidarietà, dal temersi come nemici al sostenersi nella prova. Basato su una documentazione rigorosa e sapientemente sviluppata in chiave narrativa (autorevole studioso dell’islam, padre De Francesco
è da anni impegnato in progetti educativi nel carcere bolognese della Dozza), Simeone e Samir è un altro spettacolo
che consegna allo spettatore la responsabilità del finale. Dopo il loro lungo dialogo notturno, il cristiano e il musulmano non sono più esattamente sé stessi, ciascuno dei due ha assimilato qualcosa dell’altro. La loro storia, forse, comincia adesso. Più perentorio, almeno di primo acchito, può risultare l’assunto di Acquasantissima, un monologo che nasce da un approfondito lavoro di ricerca nell’immaginario religioso della ’ndrangheta. Un esempio riuscito di teatro civile (per commentarlo è arrivato ad Ascoli don Giacomo Panizza, il sacerdote bresciano che dal 1976 coraggiosamente opera in Calabria), ma anche un’immersione nella psicologia distorta di don Salvatore, il boss che non salta una Messa e intanto in paese dispone della vita e della morte, del benessere e della rovina. Pugliese ne propone un ritratto nervoso e sofferto, nel quale l’eco della riflessione di Michel Foucault sul potere si accompagna alla denuncia delle connivenze anche ecclesiali con l’Onorata Società. «Non eravamo più niente, ed eravamo tutto» è la giaculatoria con la quale Salvatore cerca di proteggersi quando Santino, il figlioccio amatissimo e indisciplinato, si macchia di uno sgarro imperdonabile. Ed è, probabilmente, la prima preghiera autentica in una vita costellata da devozioni superstiziose e genuflessioni interessate. Nella sua purezza elementare, il rito è tutt’altro. È, nella fattispecie, la vertiginosa azione scenica di Solitudo, che la compagnia Le Sillabe ha realizzato in collaborazione con la comunità di Bose. Lungo un’ora di silenzio, dalla quale affiorano rare citazioni dagli scritti di Enzo Bianchi, Fabio Castello, Doriana Crema e Raffaella Tomellini adoperano assi di varie dimensioni per alludere simbolicamente ai momenti che scandiscono l’esperienza monastica. Fino a quando quello stesso legno, tagliato e piallato dall’uomo, non torna a essere bosco, natura, dono di Dio.
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L´immagine in evidenza: itds19 Fabrizio Pugliese ph_Eugenio Spagnolo 

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OGGI, PROPRIO OGGI. GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

“OGGI, PROPRIO OGGI. GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO”

Oggi, proprio oggi, il#CAS di Falerna, gestito dalla Comunità Progetto Sud, si svuota in conseguenza al Decreto Salvini.

Oggi, proprio oggi, insieme a mamme e bambini venuti dal mare in fuga da guerre fame e discriminazioni, abbiamo vissuto la sconfitta dei deboli, il pianto e l’impotenza hanno dominato tutto e tutti in ossequio a un dettato dello Stato italiano, e sono stati “traslocati” da un CAS a un altro. Il dettato statale è stato eseguito dalla prefettura di Catanzaro.

Oggi, proprio oggi, nella giornata internazionale del rifugiato medito le parole dette dal Presidente Mattarella nel riconoscimento dello status di rifugiati da parte dell’ Assemblea generale delle Nazioni Unite: “L’impegno dell’ Italia in prima linea, dovere di solidarietà e di accoglienza”.

Oggi, proprio oggi, per celebrare questa giornata l’ UNHCR ha aperto la campagna #WhithRefugees con l’obiettivo di farci conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni, le loro speranze, concedendo loro di prendersi cura delle proprie famiglie, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si potesse chiamare  “casa”.

Oggi proprio oggi, queste undici persone, sei mamme e cinque bambini, sono stati sposati altrove… no comment.

Il commento invece lo voglio fare sulla civiltà del nostro Governo che fa queste cose.

La Comunità Progetto Sud si è rifiutata, come gesto umano e politico, di essere complice del cosiddetto “Decreto Salvini” che stabilisce la minima sopravvivenza degli stranieri arrivati dal mare partendo da territori difficili dell’Africa.

Un Governo che ha firmato la convenzione ONU, che si celebra oggi, proprio oggi, non può dare soltanto da magiare e dormire e togliere alle persone i mezzi necessari a vivere umanamente e cioè – come ha fatto – togliendo scuola di italiano, possibilità di lavoro e socializzazione, in sostanza rubando sogni e speranze persino a donne e bambini.

Chi da oggi li aiuterà farà certamente un bel gesto di beneficenza ma la nostra Repubblica Italiana e la Comunità Progetto Sud e io, prete cattolico, non possiamo accettare “che si offra come dono di carità ciò che è dovuto a titolo di giustizia”.

La Comunità Progetto Sud

Don Giacomo Panizza

Lamezia Terme (CZ), 20 giugno 2019

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ASCOLI PICENO, IL 20 E 21 GIUGNO DON PANIZZA A I TEATRI DEL SACRO.

Il sacro e la scena contemporanea

I Teatri del Sacro non sono solo un Festival, e neppure una semplice vetrina di nuove produzioni. Sono innanzitutto un’avventura artistica e culturale dedicata alle intersezioni contemporanee, sempre più diffuse, fra il teatro, la tensione spirituale e le inquietudini della ricerca religiosa: un “corpo a corpo” libero e sincero con le domande della fede, acceso dall’azione drammatica.
Uno sguardo inedito e originale, che in questi dieci anni si è imposto nel panorama nazionale per l’interesse e la qualità dei lavori presentati, scelti e co-prodotti attraverso una lunga e articolata selezione a cui, anche per questa edizione, hanno partecipato oltre 250 artisti e compagnie provenienti da tutta Italia.
Le conferme e il successo ottenuti non hanno tuttavia cristallizzato I Teatri del Sacro nella scontata replicazione di un format sempre uguale a se stesso: se vuole davvero essere uno sguardo vivo e contemporaneo sulla questione del sacro, aperto a credenti e non credenti, il Festival non può adagiarsi sul baluardo sicuro di ipotetiche certezze, ma deve assumersi i rischi del cambiamento, per cogliere gli sviluppi e i nuovi interrogativi che la prospettiva religiosa pone al tempo presente.

www.ilteatrodesacro.it

20 GIUGNO ore 22.00

ACQUASANTISSIMA

Che cosa determina la non contraddizione tra la cultura mafiosa e quella cattolica? Com’è possibile all’interno della stessa Chiesa la presenza di un Dio dei carnefici e un Dio delle vittime? La mafia può contare su miti potenti, riti, norme e simboli di forte presa, senza i quali sarebbe come un popolo senza religione. Grazie a questo i mafiosi hanno costruito un’immagine di se da ‘uomini d’onore’, paladini dell’ordine che fanno giustizia, ma nella loro lunga storia non hanno mai difeso i deboli contro i forti o i poveri contro i ricchi: la mafia è un fenomeno di classi dirigenti, di potere.
In scena è un mafioso stesso a parlare: le storie e fatti sono filtrati attraverso il suo sguardo con l’intento non di condannare, (troppo facile e troppo spesso acquiescente) ma porre domande, spunti di riflessione ragionare e ripensare quella giusta e ‘complessa’ etica religiosa e sociale dove intenzione e responsabilità hanno pari forza e valore. Il testo dello spettacolo nasce da un lunghissimo lavoro di ricerca sulla ‘ndrangheta per sondarne la natura arcaica, la capacità silenziosa di ramificare le proprie azioni criminali, di creare quei legami che ne fanno una delle mafie più rispettate e “sicure” (la ‘ndrangheta ha un numero assolutamente esiguo di pentiti), e per quella commistione di rituali e regole di comportamento interne estremamente complesse, quasi fosse una società parallela a quella ufficiale. Proprio questa sua arcaicità ha generato un personaggio archetipico,  con la caratura di un protagonista shakespeariano che ci consegna uno sguardo spietato e lucido sul presente.

Acquasantissima

21 GIUGNO ORE 12.00

VOCI FUORI SCENA

Da sempre I Teatri del Sacro hanno concepito il Festival in senso partecipativo, mettendo lo spettatore al centro dell’esperienza di visione degli spettacoli, non solo durante ma anche (e soprattutto) prima e dopo la messa in scena, nella consapevolezza che il teatro sia in prima istanza un processo di condivisione di senso con il pubblico, sui confini fra arte e vita.

In questa prospettiva, la dimensione partecipativa del Festival prenderà corpo sia nel laboratorio proposto dalla Casa dello Spettatore, sia in una serie di incontri con gli artisti che abbiamo voluto chiamare Voci fuori scena: momenti di riflessione e di approfondimento sulle suggestioni evocate dagli spettacoli, che si terranno ogni giorno alle 12.00 presso la sede della Associazione l’Impronta.

Gli appuntamenti in programma:

Voci fuori scena

AGENSIR

 

copertina

UNA CITTÀ CRESCE INSIEME. Il nuovo numero di Àlogon

Un numero speciale di Àlogon per raccontare Luna Rossa nell´esperienza della Comunità Progetto Sud.

“… In nove anni di attività la comunità Luna Rossa ha accolto oltre 150 minori stranieri non accompagnati e neo maggiorenni.

Luna Rossa propone esperienze di vita di gruppo in comunità aperta, in contesti relazionali e in rete con le tante opportunità del territorio, utili alla ripresa psico-fisica dei giovani accolti e al loro accompagnamento verso l’autonomia. Insieme a ciascuno di loro si costruisce un progetto educativo individualizzato, con l’obietti- vo di superare gli svantaggi che i giovani vivono all’arrivo in Italia, aggravati dalla non conoscenza della lingua italiana e della cultura del nuovo Paese”…

 

Scarica la rivista in PDF Una città cresce insieme

Quarta di copertina, opera di Maurizio Carnevali
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SANITÀ senza SALUTE. Incontri in movimento.  Interventi, Confronti e Proposte

SANITÀ senza SALUTE. Incontri in movimento. 

Interventi, Confronti e Proposte

LUNEDÌ 1 LUGLIO 2019 – ORE 16.  – LAMEZIA TERME (CZ) – SALA SINTONIA – VIA A. REILLO,5

Interventi preordinati

Amalia Bruni

Nicola Buoncristiano

Francesco Esposito

Clementina Fittante

Marina Galati

Sandro Gjuffrida

Maurizio Iocco

Caterina Laria

Giovanni Marino

Anna Domenica Mignuoli

Pasquale Scarmozzino

Elena Sodano

Moderatori: Rubens Curia e Giacomo Panizza

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria della Comunità Progetto Sud 

email: emmaleone55@gmail.com cell. 3487913800 risponde Emma Leone

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INVIATI DALLA MEMORIA AL VIBO COMICS

Sabato 15 giugno alle 17.30 l´appuntamento con #Inviatidallamemoria  , progetto curato da Venti d´autore è a Vibo Valentia nelle sale di Palazzo Gagliardi, in occasione del Vibo Comics.

Il progetto vuole restituire alla collettività testimonianze dimenticate e diffondere “dal basso” la cultura antimafia. Con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti delle Calabria e con la collaborazione di Round Robin Editrice , che ha messo a disposizione alcune tavole dei fumetti della collana #Libeccio graphic novel,  l´associazione catanzarese, ha realizzato un calendario per ogni tempo con le tavole di Lollò Cartisano,  nate dalla matita di Monica Catalano, e di Pippo Fava, di Luca Ferrara. Quelle di Giancarlo Siani, di Emilio Lecce, di Cosimo Cristina di Antonio Bonanno e di Vittorio Arrigoni, dalla matita di Stefano Piccoli. Le restanti illustrazioni sono state realizzate da disegnatori e artisti calabresi quali Pierdomenico Sirianni, Luca Viapiana, Simonluca Spadanuda, Paola Loprete, Gessica Stancanelli, Massimo Rizzo, Giorgio Marzo ed Emanuele.

Sabato a Vibo dialogheranno co Erica Tuselli: Maria Pia Tucci (ufficio stampa della Comunità Progetto Sud), Bruno Mirante (giornalista) e Emiliano Lamanna (pres. di Venti d´Autore).

A DON PANIZZA IL PREMIO GIOVANNI LO SARDO PER “CATTIVI MAESTRI”

Il 15 giugno alle ore 19.00 al Teatro comunale di Cetraro si terrà la XVII edizione del Premio Internazionale Giovanni Losardo.

A Don Giacomo Panizza il premio per la sezione Autori per il volume “Cattivi maestri” edito da Dehoniane con la prefazione di Goffredo Fofi.

PREMIATI: Sezione Internazionale: don Luigi Ciotti, Presidente Associazione Libera;

Sezione Autori: don Giacomo Panizza per il volume Cattivi maestri;

Sezione Impegno sociale: Giap Parini, sociologo Unical;

Sezione Giornalismo: Massimo Clausi, Pablo Petrasso, Mirella Molinaro;

Sezione Legalità: Giuseppe Lombardo, Procuratore aggiunto Reggio Calabria e Francesco Minisci, ex  Presidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati;

Un riconoscimento speciale alla carriera e alla memoria al giornalista calabrese Paolo Pollichieni;

GIURIA DEL PREMIO: Raffaele Losardo, Gaetano Bencivinni, Arcangelo Badolati, Fernando Caldiero, Filippo Veltri, Francesca Villani

www.laboratoriolosardo.it

www.lametino.it

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LA FORMAZIONE DEL CENTRO PSICO EDUCATIVO AUTISMO DESTINATO ALLE FAMIGLIE.

Tra le attività integrate proposte dal percorso del Centro Psico Educativo Autismo c`é il programma formativo per genitori, strutturato per  fornire indicazioni pratiche alla comprensione dei bisogni dei figli con autismo.

L’ acquisizione di competenze specifiche, per i genitori, è necessaria per interagire con la crescita di un bambino o bambina con autismo. In questa ottica, di condivisione specifica ed intensiva, che caratterizza il Centro Psico Educativo Autismo della Comunità Progetto Sud, in data 29 maggio, si é svolto il primo corso di formazione per i genitori dei bambini in trattamento presso il nostro servizio, in via del Progresso a Lamezia Terme .

Il corso, tenuto dalla Dott.ssa Chiara Carnovale Psicologa e Coordinatrice del CPEA e dalla Dott.ssa Jennifer Andreato Psicologa e BCBA,  ha fornito un’opportunità  di formazione nell’ambito dell’Analisi del Comportamento Applicata (ABA),  tenendo come punto di riferimento le Linee Guida 21 per il trattamento di bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico (pubblicate dall’istituto Superiore della Sanità, 2011, attualmente in revisione).

“Secondo la letteratura internazionale infatti una presa in carico intensiva e precoce, basata sui principi dell’Analisi del Comportamento Applicata, con una programmazione educativa globale che faccia riferimento allo sviluppo neurotipico, migliora sensibilmente la prognosi e le prospettive di inserimento sociale di molti dei bambini con diagnosi di autismo” – dice la responsabile del CPEA, la dott.ssa Chiara Carnovale.