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COVID-19 | FONDO DI SOLIDARIETA’

«Donare è un po’ donarsi:

è un gradito gesto singolare,

e un indispensabile atteggiamento politico».

                                                Don Giacomo Panizza

In questo periodo caratterizzato dall’ emergenza da Covid-19, ancora una volta, siamo destinatari di quella continua missione per la quale la Comunità Progetto Sud è nata: il bene comune di allearsi tra persone differenti per fare e diventare sempre più comunità.

Molti amici storici con i quali facciamo rete da decenni, in questi giorni, ci stanno sostenendo con gesti di attenzione e solidarietà. Gesti concreti di aiuto arrivano da persone ed Enti che dal territorio regionale e da tutta Italia ci chiedono “come poterci aiutare ad aiutare”.

Abbiamo così istituito un fondo di solidarietà con contributi ricevuti dai soci della nostra organizzazione, da singoli e gruppi di cittadini, da fondazioni e vari enti. Grazie proprio a questi aiuti e collegamenti, in dialogo con Istituzioni, Associazioni e Caritas, stiamo intercettando i bisogni delle tante persone che si trovano in gravi difficoltà per cercare di fronteggiare il peso di un’emergenza sanitaria, sociale ed economica che sta mettendo tutti a dura prova.

 

Per contribuire alle donazioni

Associazione Comunità Progetto Sud – Onlus

IBAN Banca Etica: IT 72M0 501803400 0000123 29918

Causale “Emergenze Covid-19”

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2 aprile 2020. Giornata mondiale della consapevolezza dell’ autismo

Ogni anno ci siamo divertiti! Sì, divertiti, perché #Insiemealcentro abbiamo condiviso, nella giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, gli spazi del Centro Psico Educativo Autismo con genitori, nonni, amici e compagni di scuola, il nostro viaggio collettivo nella costruzione di relazioni e comunicazione, superando le barriere del pregiudizio e del “non si può fare”. Oggi, e non solo oggi, ci mancate particolarmente… Ma proviamo a stare vicini così! Grazie alle nuove tecnologie e a un lavoro di squadra, gli incontri quotidiani in team con le famiglie accorciamo le distanze per quanto possibile… Gli operatori e le operatrici ci suggeriscono, anche in questo video, come possiamo allenare la nostra motricità. #InsiemeAlCentro #Insiemeandràtuttobene

Panizza

Avremmo preferito la volontà politica di realizzare un welfare completo

Giacomo Panizza della Comunità Progetto Sud analizza quanto successo nel primo Consiglio regionale. Alle parole “modifica”, “revoca” e “sospensione” pronunciate da esponenti della nuova maggioranza, risponde con un interrogativo e un desiderio.

La polemica è stata giustamente scatenata dopo la prima convocazione del Consiglio Regionale della Calabria, il 26 marzo scorso. Non si può rimanere zitti se la nuova maggioranza politica fa passare, fuori sacco, la proposta di scardinare il piccolo gradino posto per riorganizzare un po’ meglio il welfare regionale dei servizi sociali, fermo a 33 anni fa in ottemperanza della Legge regionale n. 5 del 1987.
Terminata la riunione a porte chiuse, in streaming, il filmato registrato è scomparso subito.

I mass media hanno dato conto degli eletti agli incarichi previsti all’ ordine del giorno noto a tutti, ma nulla sui due interventi inaspettati formulati dal Consigliere Baldo Esposito e dall’Assessore regionale al welfare Gianluca Gallo, richiedenti alla Giunta Regionale di “predisporre apposito provvedimento di modifica o di revoca della delibera di Giunta regionale n. 503 del 2019 con la conseguente sospensione della esecutività del regolamento regionale n. 22/2019”. Così, per come agli atti.
La popolazione necessita di venire a conoscenza di simili avvenimenti per poter re-agire consapevolmente a certe proposizioni, e ha bisogno soprattutto di pro-agire unita per poter ottenere tutti quei servizi di welfare dei quali è notoriamente carente. Sottolineo questo atteggiamento di corresponsabilità perché vorrei che le insistenti proposte di re-azione invocate in queste ore da più parti non limitino l’attenzione sul Regolamento regionale riguardante le “Procedure di autorizzazione, accreditamento e vigilanza delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale socioassistenziali, nonché dei servizi domiciliari, territoriali e di prossimità” tralasciando la questione essenziale, che è il welfare integrale di cui la Calabria ha bisogno.
Insomma, la sintetica proposta dei due nostri politici sopra citati fondata sulle tre parole modifica, revoca e sospensione non rassicura e aiuta nessuno a immaginare il futuro welfare calabrese. Specialmente in tempo di coronavirus!

Le intenzioni o le interpretazioni da essi raccontate ai mass media il giorno successivo non cancellano le parole scritte nel rapporto della seduta del Consiglio regionale.
In una riunione politica eccezionale, quale la prima assemblea del Consiglio regionale, sarebbe invece apparsa grandiosa la proposta di completare e di mettere a sistema tutti i servizi sociali necessari dentro un welfare diffuso di cui la Calabria ha davvero bisogno. E soprattutto diritto. Sarebbe stato eccezionale se ci avessero mostrato la volontà politica di realizzare un welfare completo! Certo, nemmeno la precedente giunta di maggioranza stava su questa onda. Ha cambiato tre assessori al ramo riavviando ogni volta con fatica il progetto, ostacolata all’ interno da questioni di politica e di uffici, e all’ esterno dalla minoranza che ora è a sua volta maggioranza. Davvero sul welfare calabrese le parti politiche si caratterizzano reciprocamente come “opposizione” totale? In nome di chi? Di sé stesse o della popolazione che è una?
A mio parere, ritengo dannoso ripartire da zero, ma piuttosto che sia sensato valutare di poter valorizzare anche parte del lavoro ereditato dalla politica e dagli uffici regionali, svolto con la competenza di personale regionale e con degli esperti esterni, con rappresentanti degli enti locali, con i sindacati e con l’ufficialità del terzo settore.
Trovo che non sia saggio restringersi su termini quali modificare, revocare e sospendere qualcosa, perché il welfare esige continuamente progettualità, sperimentazioni, gestione, governance, cultura, occupazione, corresponsabilità, collaborazione e tutto quanto fa crescere la dimensione socializzante della convivenza civile per la quale la politica ha senso e legittimità proprio quando di tutto questo si mette al servizio.
Tra gli elaborati del lavoro pregresso vi sono due documenti rimasti incompleti ma ben orientati nella direzione stabilita dalle leggi vigenti, e volti a offrire risposte alle problematiche dei territori calabresi caratterizzati dall’ assenza di servizi sociali essenziali. Si tratta della bozza di Piano Sociale Regionale 2020 – 2022 in attuazione della legge regionale n. 23 del 2003 recante “Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria (in attuazione della legge nazionale n. 328/2000)”. Esso è corredato da tre allegati riguardanti: le Caratteristiche delle strutture socio-assistenziali; una Sintesi di priorità di sistema e aree di intervento; e I livelli essenziali delle prestazioni. A mio avviso questi sono preziosi per fare bene e in fretta.

Il secondo documento, in bozza, tratta le “Linee di indirizzo per la pianificazione territoriale in Regione Calabria: Piani di zona” per il triennio 2020-2022. È una novità mai stata offerta dalle giunte precedenti, che rappresenta il decisivo strumento attraverso il quale poter realizzare in ciascun ambito territoriale sia i servizi necessari sia un “sistema locale degli interventi e dei servizi sociali”. In definitiva è con questo strumento che ciascun ambito territoriale, ugualmente agli altri, deve programmare (meglio tardi che mai) quei servizi alla persona e alla collettività già stabiliti venti anni fa dalla legge 328/2000.
Questi due strumenti diventeranno utili solo quando saranno perfezionati e deliberati dalla Regione Calabria. Questo è già avvenuto nelle altre regioni italiane, non da noi a causa di ingiustificabili ritardi del “palazzo” della politica.

La Calabria reale, invece, aspira incessantemente a un avanzamento di benessere e di bene, di uguaglianza e di giustizia. Si capisce che ognuno di noi, persone o partiti, o settori quali la politica, il mercato o il sociale, non possiamo desiderare di poter costruire tutto ciò se non insieme.
“Quando il maestro indica la luna, gli sciocchi guardano il suo dito” recita il saggio, e per questo non ci arrestiamo a disquisire su una singola parte del welfare (come ad esempio il Regolamento) di cui abbiamo bisogno, ma aspiriamo a una grande Calabria, che si unisce per sconfiggere il disagio delle povertà e per costruire l’agio della convivenza umana, culturale e politica. In collaborazione corresponsabile con i nostri partiti.
Lamezia Terme, 28 Marzo 2020

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Terzo settore. La Regione Calabria blocca la riforma del terzo settore.

COMUNICATO STAMPA
Conferenza Permanente Politiche Sociali
27/03/2020
Con incredulità e preoccupazione, apprendiamo che nella prima seduta del Consiglio regionale della
Calabria, dedicata secondo prassi consolidata allo svolgimento di aspetti formali e importanti, sia stato
inserito e approvato un ordine del giorno che invita la Giunta regionale a “predisporre apposito
provvedimento di modifica o di revoca della delibera di Giunta regionale n.503 del 2019 con la conseguente
sospensione della esecutività del regolamento regionale n.22/2019”.
Ciò pone ancora una volta uno stop all’attuazione della Legge nazionale di riforma del settore Politiche
Sociali – anno 2000 – a cui la Calabria, unica regione d’Italia, a vent’anni di distanza non ha ancora dato
attuazione.
Peraltro l’ordine del giorno non ha tenuto in alcuna considerazione il lungo lavoro svolto dalla Conferenza
Permanente regionale sulle politiche sociali “Organismo rappresentativo delle Autonomie Locali e dei
soggetti del Terzo Settore”, istituita ai sensi della L.R. 23 del 2003, che nel 2019 ha approvato all’unanimità
il Regolamento Attuativo che l’ordine del giorno indica di sospendere o revocare.
Siamo esterrefatti dal fatto che un organismo creato per legge, non venga consultato né informato per una
decisione di così grande importanza.
Siamo preoccupati per la possibilità che una decisione con carattere di retroattività possa dare origine a
contenziosi tra la Regione e le realtà del Terzo Settore, che avevano già adeguato le proprie strutture e
assunto nuove unità lavorative per come previsto dal Regolamento attuativo del D.G.R. sopra richiamato.
È per tale motivo che chiediamo con forza alla Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore al ramo, di
avviare, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, una immediata interlocuzione con la Conferenza
Permanente sulle Politiche Sociali, che secondo obbligo di legge è costituita dalla Consulta delle Autonomie
Locali composta dai Sindaci dei comuni capofila di Ambito e dalla Consulta del Terzo Settore della Calabria.
Ciò evidentemente deve avvenire prima dell’assunzione di qualsivoglia provvedimento da parte della Giunta
Regionale, altrimenti si verificherebbe una chiara violazione dei principi di concertazione sanciti dalla
L.328/00 e dalla L.R.23/03. Principi peraltro più volte richiamati e difesi a spada tratta dagli stessi promotori
dell’ordine del giorno di ieri.
Ci saremmo francamente aspettati che nel momento in cui il Paese è investito da una tragedia epocale nella
quale soccombono le fasce più vulnerabili e fragili della popolazione, si fosse data precedenza assoluta a
provvedimenti di salvaguardia di migliaia di anziani, disabili e altri utenti, ospitati anche nelle 404 realtà che
fanno parte del Terzo Settore calabrese.

Gianni Pensabene | Presidente della Consulta del Terzo Settore Presidente

Franco Mundo  |  Presidente Consulta Autonomie Locale

#insieme andrà tutto bene

CARI GENITORI

Cari genitori,

dopo due settimane vissute navigando a vista, con i bambini sempre più lontani dai soliti rituali familiari e sociali, è già il tempo di non badare solo a difendersi da questa situazione innaturale. Non è più il momento di aspettare che passi, è il momento di tornare a camminare.

I bambini hanno bisogni terapeutici che non permettono pause di settimane o mesi, altrimenti le competenze acquisite svaniscono con la conseguente crescita per intensità e frequenza di comportamenti problema. È necessario rispondere agli attuali alti livelli di frustrazione inventando modi nuovi per stare insieme, lavorare, fare terapia e ottenere risultati.

Nell’ immediato  alleghiamo un PDF #insiemeandràtuttobene,  con nuovi materiali didattici e attività per i “nostri” bimbi e consigli per i genitori,  e abbiamo pensato di proporvi un format d’intervento che declini la programmazione nei prossimi giorni e fino a che le restrizioni imposte non ci consentiranno altrimenti. In questo format sarà sviluppato l’intero processo di lavoro del Centro, attraverso una costante attività di governance e supervisione e coinvolgimento operativo di tutti gli attori del processo terapeutico, genitori compresi.

Di seguito la proposta del Centro

  • 1 incontro di 90 minuti via Skype tra la Dott.ssa Carnovale ed entrambi i genitori per spiegare la programmazione da seguire e fare dei role-playing. A questo incontro parteciperanno anche le terapiste che avranno il compito di preparare il materiale.
  • 1 incontro di 90 minuti via Skype con la Dott.ssa Carnovale in cui provare la programmazione insieme con il bambino concordata nell’incontro precedente

Dopo questi 2 incontri vi sarà ogni settimana un incontro via Skype di 90 minuti per il monitoraggio della programmazione e per valutare, caso per caso, le problematiche che possono emergere in questa situazione di quarantena forzata.

Rimaniamo in contatto e vi preghiamo di ritenerci a vostra disposizione e… Insieme saremo migliori…

 CENTRO PSICO EDUCATIVO AUTISMO

                                                                                                                                   la Direzione e gli operatori

Lamezia Terme (CZ), 27 marzo 2020

#insiemeandràtuttobene

 

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COMUNICAZIONE DISPOSIZIONI SERVIZI SEMIRESIDENZIALI COVID-19

I nostri servizi semiresidenziali e ambulatoriali: Centro di riabilitazione e L’Altra Casa, come da disposizioni nazionali e regionali, rimarranno chiusi fino al 3 aprile.

Ci riserviamo di comunicarvi in seguito ulteriori informazioni sul proseguo del nostro operato vi preghiamo di ritenerci a vostra disposizione.

#uniticelafaremo

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COVID19. LA DISPONIBILITA’ DEL NOSTRO CENTRO AUTISMO

Nell’ obbligo del rispetto delle leggi sul Coronavirus e per la responsabilità di tutelare la salute dei nostri piccoli, delle famiglie e di quanti operano al Centro Psico Educativo Autismo, abbiamo sospeso le terapie frontali.

Non ci vedremo per un po’ di tempo ma ci stiamo già attivando per predisporre materiali video e di didattica speciale per venire incontro alle esigenze delle famiglie con bambini e bambine seguiti dal nostro centro.

La coordinatrice, dott.ssa Chiara Carnovale, è a disposizione per qualsiasi necessità.

La settimana che sta trascorrendo sarebbe stata con noi la Dott ssa Jennifer Andreato per la supervisione mensile e anche con lei  stiamo comunque continuando a mantenere i contatti per la verifica dei programmi individuali.

La tecnologia ci aiuta a restare vicini anche se lontani e noi cercheremo di fare del nostro meglio per restarvi a fianco.

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Emergenza legata alla diffusione del virus SARS-CoV-2 (cosiddetto “coronavirus”) causa della malattia Covid-19

Al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 dichiarato pandemia dall’OMS, ed anche e soprattutto in seguito all’ultimo DPCM emanato nella serata di ieri 11.03.2020, in qualità di Servizio Prevenzione e Protezione, si rende opportuno riportare le seguenti considerazioni, derivate direttamente da quanto riportato nel testo del Decreto e da valutazioni più specifiche in merito alla situazione aziendale.
Si rammenta innanzitutto che è stata disposta la chiusura di tutte le attività commerciali, mentre possono rimanere operative le attività produttive e professionali, purché si assumano adeguati protocolli di sicurezza per i propri lavoratori al fine di evitare il contagio.
Oltre a tutte le precedenti azioni già intraprese, che rimangono sempre in essere, in primo luogo viene sollecitato l’utilizzo di “modalità di lavoro agile”, quali ad esempio il telelavoro o smart working, al fine di consentire lo svolgimento di attività lavorative dal proprio domicilio o in modalità a distanza.
Dovranno rimanere operativi esclusivamente i reparti aziendali indispensabili alla produzione, mentre gli altri reparti dovranno essere chiusi.
In tutte le fasi lavorative, devono essere assunti protocolli di sicurezza anti-contagio. Pertanto oltre al rispetto costante della distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, si invita ad evitare che più persone operino all’interno dello stesso ambiente lavorativo, garantendo sempre una corretta aerazione e ventilazione dei locali. Laddove non fosse possibile rispettare tale distanza è necessario ricorrere all’adozione di opportuni strumenti di protezione individuale, quali mascherine, guanti e camice.
Devono essere effettuati interventi di pulizia straordinaria al fine di sanificare e igienizzare gli ambienti di lavoro.
Tutti gli spostamenti all’interno degli ambienti di lavoro dovranno essere ridotti al minimo, e dovrà essere limitato e contingentato l’accesso agli spazi comuni.
Relativamente agli spostamenti si rammenta che ci si può spostare per andare al lavoro, ma si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato.
Il governo sottolinea più volte però l’opportunità di utilizzare il lavoro a distanza, ed ove possibile, concedere ferie o congedi, o ricorrere agli ammortizzatori sociali disponibili per la sospensione del lavoro.
Ancora in merito agli spostamenti, deve essere limitata al massimo, la presenza di più persone all’interno dello stesso veicolo, incentivando gli spostamenti mediante automezzo proprio.
Le indicazioni per i datori di lavoro,
lavoratori e collaboratori
– Informazione a tutti i lavoratori in merito al rischio, mediante diffusione dell’opuscolo di cui all’Allegato 1 del presente documento;
– Affissione, in uno o più punti visibili della sede di lavoro, nonché nei servizi igienici e nelle mense e/o zone ristoro, del “decalogo” estraibile dall’Allegato 1 del presente documento. Tale manifesto dovrà essere sostituito quando dovesse essere emesso un similare ritenuto dalle autorità più aggiornato o più completo;
– Affissione, nei servizi igienici aziendali, nei pressi dei lavamani, nonché nelle mense e/o zone ristoro ove siano presenti lavandini, delle “istruzioni grafiche per il lavaggio delle mani” estraibile dall’Allegato 1 del presente documento;
– Stretto controllo sugli accessi esterni (intesi come fornitori e/o appaltatori), per la limitazione al minimo dei contatti con i propri lavoratori;
– Allontanamento immediato dal lavoro di qualunque lavoratore manifesti sintomi ascrivibili a quelli del coronavirus e interdizione per lo stesso al rientro al lavoro fino ad accertata negatività rispetto al virus o a completa guarigione.
– Dotazione di dispenser distributori di igienizzante alcoolico per le mani agli ingressi, con cartello indicante la necessità di disinfezione delle mani all’ingresso presso la sede di lavoro (valido anche per l’ingresso di utenti esterni, se autorizzati all’ingresso);
– Uso di guanti in lattice monouso da parte dei lavoratori che debbano interagire con materiali / prodotti da scaffale e a coloro che effettuano pulizie degli ambienti;
– Limitazione nei contatti con persone e lavoratori appartenenti a fasce di popolazione sensibili rispetto al rischio (minori, lavoratori oltre i 60 anni, lavoratori con nota immunodeficienza o che la dichiarino per la prima volta, avvalorandola con atti). Rientrino nella categoria delle fasce sensibili anche le donne in stato di gravidanza, pur non essendoci ad oggi alcuna informazione di letteratura che indichi l’incidenza del virus sul feto (fonte: rivista medico scientifica inglese “The Lancet”);
– Dotazione di disinfettanti per superfici a base alcoolica e panni di carta usa e getta, al minimo per le postazioni/uffici destinati ad accogliere utenti esterni;
– Limitazione al minimo indispensabile di attività di front office nei confronti di utenti esterni: si preferiranno, ove possibile, gestioni telefoniche. Ove non possibile, saranno valutate opzioni di front office con predilezione delle postazioni munite di vetro di protezione.
– Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da persone provviste di DPI (filtrante respiratorio, guanti monouso, camice a maniche lunghe).
– Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari.
Si ricorda che la circolare del Ministero della Sanita 0005443-22/02/2020 e aggiornamento 02.03.2020, prevede che le mascherine FFP2 o FFP3, sono previste solo per:
– personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19
– personale addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19
Al di fuori di questi casi, non è previsto l’utilizzo di tali DPI, a meno che i rischi specifici legati all’attività aziendale svolta non lo prevedano già. Il datore di lavoro deve quindi fornire eventualmente ai propri dipendenti mascherine del tipo “chirurgico” può invece essere utilizzata da soggetti che presentano sintomi quali tosse o starnuti, in attesa di essere valutati.

Lamezia Terme (CZ), 12 Marzo 2020

Il Responsabile della sicurezza: Francesco Pileggi
Il Rappresentante Legale: Giacomo Panizza

allegato PDF

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Ciao Mamma Maria.

Loro, in copertina, sono Giani e Maria. Il papà e la mamma di Don Giacomo Panizza. Questa sera Maria è tornata tra le braccia misericordiose di Dio Padre.

Noi stiamo vicini al nostro Don Giacomo in questo momento di sofferenza, tenendolo stretto in un abbraccio di figli.

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EVENTO ANNULLATO

In ottemperanza al DPCM del 4.marzo.2020

l´incontro con Lidia Maggi previsto per il 14 marzo prossimo è rinviato a data da destinarsi.