13° Happening della Solidarietà

Lamezia Terme, 8-9 novembre 2012
L’Happening di Lamezia Terme dell’8 e 9 novembre, realizzato in partenariato con Comunità progetto Sud è una scommessa. Perché si svolge in un parco pubblico, perché protagonisti non sono solo i politici o gli operatori del settore, ma cittadini, scuole, artisti ed esperti non riconducibili direttamente agli eventi normalmente realizzati dalla cooperazione sociale. Al centro vi è il territorio. Se, infatti, il percorso dell’Happening è centrato sulla risposta ai bisogni delle persone, la riflessione che si svilupperà a Lamezia è relativa al contesto locale che a questi bisogni deve rispondere.
Non vi sono risposte possibili se il territorio non si attiva, se non si riesce ad intraprendere la strada di uno sviluppo partecipato. Come è possibile, ad esempio, fare strategie per combattere la mancanza di lavoro se non c’è sviluppo? E come è possibile parlare di sviluppo se il contesto è arretrato, l’illegalità diffusa, la comunità passiva, i servizi carenti? Ma nelle comunità locali vi sono innumerevoli risorse, i processi di trasformazione sono possibili. Le sessioni di lavoro – città in dialogo, città che creano, città che apprendono – i “laboratori per la progettazione di visioni future”, lo scambio di esperienze di paziente tessitura di comunità locali attive e partecipi saranno i momenti di questi due imperdibili giornate di lavoro. (comunicato stampa)

Gazzetta del Sud, 9 novembre 2012
Gazzetta del Sud, 10 novembre 2012
Il Quotidiano, 10 novembre 2012

Festival dei beni confiscati alla mafia

Milano, 10 novembre 2012
Nell’ambito del festival dei beni confiscati che si terrà dal 10 al 25 novembre  2012, è stata inserita la mostra “Il mio sguardo libero/volti per la legalità” realizzata dall’Archivio fotografico Parisio di Napoli, in collaborazione con l’associazione A Voce Alta,e dedicata al giornalista scomparso Giuseppe D’Avanzo.
Corriere della sera, 6 novembre 2012 

Welfare E Diritti Sociali In Tempo Di Crisi. Intervista A Don Giacomo Panizza

LAMEZIA TERME – Oltre 50 organizzazioni sociali e sindacali sono scese in piazza a Roma lo scorso 31 ottobre, mobilitate dalla rete “Cresce il welfare, cresce l’Italia”. Una manifestazione con un obiettivo chiaro e ben definito: far cambiare rotta alle scelte di governo, frenando i tagli alla spesa sociale e ridistribuendo in maniera equa le risorse. Una tutela che non è solo per le persone più deboli, ma che tocca ogni singolo cittadino portatore di diritti, perché investe i campi della salute, dell’istruzione, dell’assistenza. Ripensare un modello che non può rispondere solo a logiche di tipo economico ma che deve rivalutare l’importanza degli individui, ripensando il welfare come risorsa.

E la protesta non si è fermata in Piazza Montecitorio. Contemporaneamente la voce del dissenso ha fatto eco su tutto il territorio nazionale ed in Calabria ha trovato la sua espressione nella conferenza stampa organizzata a Lamezia Terme da alcune delle realtà presenti nella rete promotrice.

Per capire meglio le ragioni di questa mobilitazione e per approfondire la conoscenza sulle proposte emerse dagli incontri, abbiamo voluto porre qualche domanda a don Giacomo Panizza, figura di rilievo del privato non profit e testimone diretto delle tematiche sociali e assistenziali soprattutto per quanto riguarda la nostra regione.

Alla luce della manifestazione del 31 ottobre scorso, secondo lei qual è il risultato che plausibilmente ci si può attendere dalle richieste emerse in merito ai tagli previsti nella manovra di bilancio 2013?

Cosa abbiamo portato a casa con la mobilitazione del 31 ottobre scorso a Roma? Certamente abbiamo ottenuto alcuni risultati impossibili senza la protesta, senza il confronto coi Gruppi Parlamentari, e senza le proposte da noi elaborate. La presenza delle nostre organizzazioni sociali è debole, ma c’è ed è fondata sul tema dei diritti fondamentali. Avevamo ragione a sostenere che questo Governo è una cosa e i decisori politici un’altra, al punto che i vari partiti si sono convinti delle nostra proposte e le stanno portando avanti. Hanno colto l’importanza di non aumentare l’IVA sui servizi sociosanitari ed educativi erogati dalle cooperative sociali; hanno recepito la proposta di rifinanziare il comparto sociale tenendo presente il Fondo per le politiche sociali con 450 milioni di euro, il Fondo per la non autosufficienza con 400 milioni, quello per la famiglia con 11 milioni, quello per l’inclusione degli immigrati con 100 milioni, quello del servizio civile con 20 milioni. Infine hanno garantito di il fondo previsto di 900 milioni disponibile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri sarà destinato al sociale, e non verrà stornato per altre voci di spesa.

Ne è valsa la pena, ma rimane ancora molto da fare se chi governa non si rende conto dell’importanza della vita sociale, la quale non può venire seconda al comparto economico e finanziario.

Qual è l’aspetto principale che viene trascurato da politici e amministratori in relazione alle problematiche connesse alla disabilità?

Politici e amministratori si fanno tirare per la giacchetta a risolvere le problematiche legate ai ricoveri delle persone con disabilità. Si muovono e troppo poco per le situazioni gravi quando queste sono avvenute. Vedono poco, quasi per nulla, la normale vita di chi ha una patologia grave o lieve che sia; non considerano la progressione delle malattie, degli handicap, dell’esclusione sociale; non sanno cosa sia la sofferenza di dover combattere ogni volta che ti viene ostacolato un diritto, un dovere, una normale quotidianità; sono analfabeti dei tempi di scuola, di lavoro, di relazione umana di chi si trova su una carrozzina a rotelle; e così via.

Nella protesta svolta a Roma, hanno trattato sulle cifre e approfondito poco o niente sul progetto da dare all’Italia riguardo ai temi della disabilità. Non hanno colto il particolare dibattito interno alle richieste delle organizzazioni dei disabili, avvenuto tra coloro che chiedono – anche con coraggiosi scioperi della fame – interventi di “categoria”, come ad esempio alcuni con la SLA, e coloro che chiedono lo stesso trattamento per tutti quanti, indipendentemente dal nome della malattia ma con gli stessi esiti debilitanti gravi e gravissimi.

Ma non è tutto qui. Questo è un aspetto riguardante la cura. Ciò che rimane assente sulle politiche per la disabilità riguarda anzitutto la prevenzione, la riabilitazione e l’inclusione sociale.

La protesta ha assunto carattere nazionale, ma nell’incontro di Lamezia le richieste sono state indirizzate anche ai vertici regionali calabresi. Quali sono attualmente le lacune maggiori della politica locale?

La politica calabrese è indietro, è molto al di sotto della media nazionale. Per questo i rappresentanti dei gruppi sociali che hanno manifestato a Lamezia Terme hanno aggiunto delle note locali, hanno posto l’attenzione sulle politiche giovanili, sull’occupazione e sulla famiglia, oltre che su anziani, malati e disabili, sui minori e il disagio mentale. Hanno proposto alla politica di non fare da sola senza la società. Abbiamo una regione che mette un quarto di finanziamenti della media nazionale, un decimo delle regioni più virtuose. Queste cifre non le deve mettere il governo, le deve mettere la regione, deve individuare da dove togliere queste risorse che lasciano i calabresi con meno opportunità di servizi sociali rispetto agli altri italiani.

Che non vengano a raccontare i luoghi comuni, come quello che non ci sono i soldi per il sociale, o che costa troppo e non sanno dove mettere mano, perché per altre spese inutili e perfino illegali i soldi li trovano!

Costruttivamente, nel nome della legge n. 328 del 2000, recepita dalla Regione Calabria con la legge regionale n. 23 del 2003, si è proposto di costituire un tavolo regionale di concertazione sul sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, a partire dalla finanziaria regionale del 2013.

Mariacristiana Guglielmelli
Agenzia 8@30-Giornale telematico a diffusione nazionale
articolo on line

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Conferenza stampa cartello”Cresce il welfare cresce l’Italia”

Lamezia Terme, 31 ottobre 2012
In contemporanea con l’iniziativa in corso a Roma, nella sede di Unioncamere Calabria a Lamezia Terme si sono dati appuntamento gli esponenti regionali delle organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa.

 
 

 Il Quotidiano, 1 novembre 2012

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Premio Cittadini Attivi d’Europa a Don Giacomo Panizza

Firenze, 19 ottobre 2012
Premio “Volonteurope Active Citizens of Europe (ACE) Awards 2012”,
consegnato da Lucy de Groot presidente di Volonteurope
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Una storia della disabilità di Marina Galati

I disabili ieri e oggi. Un saggio storico di Matteo Schianchi.
di Marina Galati
articolo pubblicato su “lo Straniero” di ottobre 2012
 

Al servizio di Dio e degli uomini

“Mettersi al servizio degli uomini, e quindi di Dio, è una cosa da grandi” Con queste parole Don Giacomo Panizza apre i lavori dell’assemblea ecclesiale diocesana di Crotone.S. Severina.
Gazzetta del Sud, 24 settembre 2012 

XIII Settimana Montiniana

La chiesa si fa parola, la chiesa si fa colloquio, la chiesa si fa dialogo.
“Premio della Bontà Paolo VI” a Don Giacomo Panizza, Fondatore della Comunità ProgettoSud di Lamezia Terme.
Invito
Avvenire, 25 Settembre 2012 

Comitato Sconfinando

La povertà non è naturale,
è qualcosa che l’uomo ha inventato
e che può essere sradicata
dal senso di umanità.

Superare la povertà
non significa fare la carità,
ma tutelare i diritti
e la dignità dell’uomo.

Nelson Mandela

Lamezia Saperi e Sapori
È la proposta di una serie di iniziative che vogliono provocarci a non chiudersi nel privato, ma a sentire l’importanza della solidarietà e del cammino della giustizia sociale per realizzare una convivenza pacifica tra le persone e i popoli.

Lamezia Saperi e Sapori
Vuole essere un momento forte per far capire che i problemi del mondo, le sofferenze dei popoli, l’esclusione sociale dei poveri non possono rimanere fuori dal nostro quotidiano. Sono appuntamenti per far incontrare tutte quelle persone che sentono l’estrema necessità di discutere, approfondire e impegnarsi per una città davvero solidale con tutta l’umanità.

Chi siamo
Il comitato “Sconfinando” è composto da un gruppo di persone appartenenti a diverse realtà associative operanti nel mondo del volontariato.
Operatori sociali culturali che attraverso attività ludiche intendono trasmettere il valore sociale del “benessere oltre le frontiere”.
Con il ricavato delle diverse iniziative vogliamo sostenere il “Progetto Santa Isabel e Cuenca”, una casa famiglia per l’accoglienza e la cura dei bambini e degli adolescenti disabili che vivono nelle Comunità di Santa Isabel e Cuenca in Ecuador.

Il Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza
promuove e lancia l’iniziativa

Mille cene per l’Ecuador

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Per sostenere questo progetto è nata l’idea di coinvolgere i Gruppi, le nostre famiglie e ancor di più i nostri amici con “Mille cene per l’Ecuador”, iniziativa che ruota attorno ad una serie di cene finalizzate, da una parte, alla raccolta di fondi e dall’altra alla sensibilizzazione, del maggior numero di persone possibile, al progetto.Con “Mille cene per l’Ecuador” vogliamo dar vita ad una compartecipazione a “tela di ragno” che porti un contributo concreto a chi oggi vede gravemente leso il proprio diritto al futuro.

Il nostro impegno in Ecuador, si concretizza nell’individuazione di una emergenza/urgenza, da realizzare a Cuenca, attraverso una ong locale federata al consorzio Confie, la fondazione “Messaggeri della Pace”, che ha sviluppato un progetto di sostegno e accoglienza a bambini e adolescenti temporaneamente allontanati o abbandonati dalla propria famiglia, attraverso l’assistenza nella casa famiglia con l’intento di:

restituire una famiglia a tutti i bambini.

Il progetto prevede la copertura delle necessità di base per il sostentamento e le cure mediche dei bambini e degli adolescenti, disabili nelle case famiglia di Cuenca.


Per informazioni

Ufficio: Via Reillo, 5 – Lamezia Terme – Casa: Via Conforti, snc – Lamezia Terme
Emma Leone: Tel. 0968.23297 – Fax 0968.462520 / 26910
E-mail: emma@c-progettosud.it

Rua Sao Joao (Cecé) – Lamezia Terme – Cell. 368.440526

Invito

Progetto per l’Ecuador

Un casa famiglia per l’accoglienza e la cura dei bambini e degli adolescenti disabili esistenti nelle comunità di Santa Isabel e Cuenca

Il C.N.C.A.
• Una federazione di 266 gruppi in tutta Italia che operano in diverse aree dell’emarginazione.
• Una rete nazionale radicata nel territorio nazionale.
• Opera con i problemi legati alle dipendenze, con i minori, con le persone disabili, persone malate di aids, etc.
• Si lavora insieme a tutti coloro che intendono contrastare te cause che creano ingiustizie e diseguaglianze.
• Nello specifico il C.N.C.A. lavora per contribuire a realizzare diritti di cittadinanza, solidarietà, sicurezza sociale, welfare municipale etc.
• È impegnato oltre che nei servizi, in progetti di formazione, di inserimento a lavoro e/o creazione di impresa con persone “vulnerabili”, per la qualità dei servizi etc.
• Ha avviato forme di collaborazione in progetti internazionali. Il C.N.C.A. Internazionale opera in Ecuador in collaborazione con CONFIE, un consorzio ecuadoriano che raggruppa circa 25 organizzazioni, di ispirazione cristiana, sparse in tuffo il territorio nazionale con interventi in favore dei bambini, dei giovani e delle famiglie; in particolare sono significativi alcuni progetti di partecipazione locale e cittadinanza rivolti a giovani e famiglie sui temi delle dipendenze, sfruttamento del lavoro minorile e in ambito penale.

L’organizzazione “Messaggeri della Pace” di Cuenca
È uno dei fondatori del CONFIE e ha appoggiato il lavoro con persone disabili abbandonate, poiché queste fino a una decina di anni fa erano recluse negli ospedali psichiatrici del paese. Gli interventi verso la popolazione disabile da parte di messaggeri sono rivolti essenzialmente all’accoglienza, vitto, cura psicoterapeutica, riabilitazione, salute, vestiario e tempo libero, e alla cura dell’abitazione.
Da tutta la regione e in modo frequente, si ricevono sollecitazioni e richieste di cura per casi, sempre urgenti, a cui messaggeri non può rispondere, perché non può rispondere degnamente alle esigenze della popolazione disabile che già si trova accolta.
Normalmente, questa cura globale si mantiene col sostegno dell’ente pubblico-privato INNFA (Istituto Nazionale dell’Infanzia e della Famiglia) e con piccole donazioni private. Sebbene questi contributi non coprono tutte le necessità della popolazione disabile in Messaggeri, permettono la sopravvivenza del programma con degli aggiustamenti.
Nel presente anno la situazione finanziaria del programma è passata da insufficiente a catastrofica per il fatto che l’INNFA, fino ad ora, non ha dato un solo centesimo per coprire le spese del programma.
In una tale situazione, il vitto, la salute e le condizioni minime di accoglienza diventano imprescindibili.
Queste è un grido di aiuto che ci richiama alla nostra responsabilità di operatori sociali e solidali.

Il progetto C.N.C.A. – Calabria a sostegno di “Messaggeri della Pace”
Il progetto vuole rispondere, con carattere di urgenza alle necessità fondamentale di alcuni bambini ed adolescenti disabili abbandonato e contribuire con un piano iniziale di sostegno all’accoglienza permanente di questi come azione condivisa tra diversi soggetti.

È rivolto a:
Bambini, bambine, e adolescenti con disabilità fisica e psichica strappati alla strada e alle istituzioni totali.

Obiettivo generale è:
Prendersi cura di bambini, bambine e adolescenti disabili attraverso l’accoglienza in case famiglia.

Cosa si farà:
Con questo progetto di emergenza si copriranno le esigenze basilari di alimentazione e salute dei bambini, bambine e adolescenti disabili nelle 5 case famiglia in Santa Isabel e Cuenca così come per il mantenimento dei tre educatori di casa famiglia.
Al momento, “Messaggeri di Pace” dispone di:
• 4 case famiglia nella tenuta Santa Isabel
• 1 casa famiglia in Cuenca per un totale di 42 bambini, bambine e adolescenti disabili abbandonati e maltrattati in molti casi presentano gravi ritardi mentali, paralisi cerebrali moderata o severa o autismo; questi formano “famiglia” in queste cinque case e altri insieme a altri bambini, accolti; questi a causa del loro abbandono, sono in un nucleo che non accederà ad alcuna adozione o affidamento familiare esterno.

Organizzazione attuatrice
Fondazione Messaggeri della Pace di Cuenca.

Per informazioni
0968.23297 / 462419 / 348.7913800
e chiedere di Emma

Si può condividere questa iniziativa
versando un contributo sul CCB di Banca Etica intestato a
CNCA Internazionale n. 106542 CAB 12100 Abi 05018
specificando la causale “Progetto Cuenca e Santa Isabel”

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