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TALENTI FA RIMA CON FUTURO.

La due giorni di formazione del 14 e 15 dicembre segna l´inizio del nuovo anno. Un po´ “marzullianamente” diremmo “quando un anno sta per finire ed uno nuovo per cominciare”… noi ci incontriamo, ci mettiamo in discussione, cogliamo l´occasione per arricchire con il confronto l´esperienza di un anno di lavoro. Proiettiamo saperi, azioni, volontà, visioni in quello che sta per essere l´anno che verrà . Punto di partenza è l´oggi, il dove siamo in termini di servizi, di fare sociale, di cultura che riusciamo a generare, per il NOI sociale nel quale ci muoviamo e che ci attraversa.
Il tempo greco, il kairos, non il tempo lineare, ma bidimesionale, che porta in sé lo spazio in cui e al quale destiniamo le nostre azioni.


La traccia dell´incontro di quest´anno è stata la parola TALENTI, declinata nel valore di ognuno e di tutti, nella competenza ma anche nella capacità di partire da dove sono gli altri.
” il futuro ci interroga – dice don Giacomo – e ci chiede di essere diversi da quello che siamo ora e qui”.
È in quello stare al passo la scommessa, senza perdere l´identità, senza perdere di vista l´altro, senza perdere il plurale sociale che ci fa essere la Comunità che saremo.

 

 

 

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TALENTI, UNA PARABOLA ANTICA.

“…Stiamo di fronte a un periodo storico del welfare calabrese e italiano che richiede a ciascuna persona di condividere il meglio di sé stessa, della propria professione e dei propri talenti, per rendere questa frantumata società sempre più civile, umana e solidale…”

Si discuterà di lavoro, di organizzazione, di partecipazione. Valuteremo insieme dove portare il nostro arcipelago di servizi, economie, professioni e culture, mettendo in comune i tanti differenti e validi nostri TALENTI.

L´invito, che parte da Don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, spazia nel ricco e metaforico significato del termine “talenti”.

Nel momento in cui l´anno solare va verso il nuovo ciclo è il momento di fare il punto e riprogrammare sulla base del benfare, cioè di quanto pensato, sperimentato, realizzato e verificato fin qui del nostro “lavoro sociale”.

La necessità è quella di puntare sulle dimensioni talentuose di ognuno e sulla valorizzazione delle qualità implicite ed esplicite per puntare al buono e al bene comune, facendo intrecciare welfare, sociale, cultura, comunicazione.

La due giorni si svolgerà nei locali di sala Sintonia a partire da venerdì 14 dicembre dalle ore 15 alle 19 e sabato 15 dicembre dalle 9 alle 13.

COMUNICATO STAMPA

LA LECTIO MAGISTRALIS DI DON GIACOMO PANIZZA PER LA CAMPAGNA “COLTIVIAMO HUMUS”

Dieci realtà collettive agricole – biologiche in tutta Italia e numerose aggregazioni civiche per condividere valori e buone pratiche intorno al cibo, da chi produce a chi consuma. È la Rete Humus, che ha presentato in Calabria, a Lamezia Terme, nei locali di Sala Sintonia della Comunità Progetto Sud, la sua campagna “Coltiviamo humus”.

Annamaria Bavaro

Ad inizio lavori è Annamaria Bavaro, presidente della Cooperativa Le Agricole, che ricorda come l´evento segna «L´opportunità di coltivare in maniera etica e biologica rapporti tra aggregazioni sociali che condividono uguali obiettivi riguardo il rispetto della dignità umana e della natura».

on Giacomo Panizza, Annamaria Bavaro, Maurizio Agostino

Il referente della campagna “Coltiviamo Humus”, Maurizio Agostino ha presentato una realtà attiva da quasi dieci anni in Italia che «Vuole rafforzare una filiera di comunità di produttori-consumatori di biologico, che includa aspetti di sostenibilità ambientale, economica, sociale e di sviluppo locale ».
«In poche parole – dice Agostino – L´obiettivo di questa campagna è far crescere la comunità di Humus grazie al contributo di tutti, per poter offrire alle aziende un supporto tecnico e una guida professionale che orienti il lavoro di queste ultime secondo i valori della rete e dall’altra garantire a tutti i consumatori informazioni concrete, formazione, relazioni e punti di incontro».

Ma è l´Enciclica di Papa Francesco, “Laudato si´” che è stata traccia alla lectio magistralis tenuta da Don Giacomo Panizza a consegnare ai presenti temi di riflessione intorno al rispetto della terra vista come “madre” che ci nutre e “sorella” con la quale si condivide l´esistenza.

Don Giacomo Panizza

“La terra ci precede”, questo il titolo, «Per ricordare a tutti e a tutte – ha detto – che sull’ambiente il pensiero laico e quello religioso possono andare d’accordo, poichè è umanamente ragionevole che la terra vada custodita, rispettata e sempre più convertita in casa comune, come scritto nella “Laudato si’” ». Un appello alla salvaguardia del Pianeta blu, perchè «La terra inquinata e impastata di rifiuti non biodegradabili – dice – rischia di diventare un immenso deposito di immondizia che avvelena il clima, influisce sul riscaldamento, perde foreste e catene alimentari marine, provoca migrazioni di animali, e dunque di popolazioni, come è sotto i nostri occhi. E – conclude regalando una sorta di vademecum riassuntivo a cui fare riferimento – : La terra richiede alle persone e alle culture vigilanza, impegno, educazione e spiritualità, per: puntare su stili di vita consapevoli, esercitarsi al dialogo tra differenti, all’alleanza tra l’umanità e l’ambiente (e non solo col cemento, la plastica, ecc.) e convertirsi alla tenerezza verso tutte le creature, avendo cura di non trascurare l’amore difficile civile e politico e amare il riposo».

L´occasione è stata propizia anche per un buon aperitivo bio, preparato con i prodotti della cooperativa Le Agricole e preparato e servito da Mìscita, il servizio catering nato dalla stessa cooperativa.

Chi parte chi arriva chi sta

Iscrizioni. 18-20 gennaio 2019. Chi parte chi arriva chi sta

Chi parte chi arriva chi sta

Seminario a Lamezia Terme, 18-20 gennaio 2019

Organizzato da:
Rivista Gli Asini
Comunità Progetto Sud

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Bee My Job

“Capacity Building sull’inclusione lavorativa dei richiedenti asilo e rifugiati”. La formazione del progetto Bee My Job aperto a tutti gli operatori SPRAR della Calabria

Ha fatto tappa a Lamezia Terme il workshop dal titolo “Capacity Building sull’inclusione lavorativa dei richiedenti asilo e rifugiati” diretto ad operatori dell’accoglienza in Emilia-Romagna e Calabria che si è svolto il 30 novembre, nella sala formativa della Comunità Progetto Sud di via del Progresso, come da programma organizzato dall’ APS Cambalache nell’ambito del progetto “Bee My Job”.

Durante l´incontro è stato presentato il progetto “Bee My Job” quale buona pratica di integrazione lavorativa, abitativa e sociale attraverso l’utilizzo di una metodologia partecipativa.

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Coltiviamo humus, si presenta! Sala sintonia, Lamezia Terme, 6 dicembre.

Sarà presentata in sala Sintonia, il prossimo 6 dicembre alle ore 17.00 la campagna Coltiviamo Humus, per una comunità agro-biologica per la fertilità organica del suolo, la bontà del cibo e l’equità delle relazioni.
Introdurrà i lavori Annamaria Bavaro, presidente della Cooperativa Sociale Le agricole,
a seguire Maurizio Agostino (Rete Humus) terrà un intervento sulla partecipazione di tutti per la sostenibilità e l’equità dell’agricoltura.

“La terra ci precede” (Francesco, Enciclica “Laudato sì”),  sarà la Lectio Magistralis di Don Giacomo Panizza, presidente dell´Asssociazione Comunità Progetto Sud, che segnerà la chiusura della presentazione per procedere,  alle ore 19,00, con un aperitivo a base di prodotti biologici de “Le agricole”, in collaborazione con Mìscita, nuovo marchio del catering frutto della formazione interna della stessa cooperativa.

L’incontro, organizzato a sostegno della campagna di finanziamento collettivo “Coltiviamo Humus!” è promosso da Rete Humus, Banca Etica e Produzioni dal basso.

Per informazioni: Annamaria Bavaro
E mail a.bavaro@c-progettosud.it
Tel.: 3332867248

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Conoscere l’integrazione attraverso le api. Bee My Job incontra le scuole.

È dagli occhi dei ragazzi, dalla spontaneità dei bambini che si può partire per comprendere con semplicità come la contaminazione, l’incontro, la migrazione, possano diventare una chiave di crescita. È vero nella società delle api, così come nella società degli uomini, quella in cui camminiamo e ci confrontiamo ogni giorno.

Il progetto Bee My Job ha al centro la formazione professionale in apicoltura e agricoltura, destinata all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, ma dà altrettanta importanza alla attività di didattica rivolta alle scuole. Un percorso finanziato dall’UNHCR – Agenzia ONU per i Rifugiati, nelle tre realtà dove il progetto nel 2018 è stato attivo: Alessandria con Cambalache, Lamezia Terme con la Comunità Progetto Sud e Argelato (Bologna), con la cooperativa La Venenta. Cinque incontri per ogni territorio, dalle scuole primarie alle secondarie, con protagonisti apicoltori, rifugiati o richiedenti asilo che diventano a loro volta “docenti” per un giorno, per guidare gli studenti alla comprensione del mondo delle api e ragionare sulla società e l’inclusione.

In provincia di Bologna il percorso si è tenuto tra ottobre e novembre, ad Alessandria sta per terminare, in Calabria partirà entro la fine del mese. «A seconda dell’età a cui ci rivolgiamo – spiega l’apicoltrice Stefania Tavarone, che ha seguito il progetto ad Alessandria – strutturiamo i nostri incontri. Con i più grandi possiamo permetterci di parlare tecnicamente di come nasce il miele, con i più piccoli ci concentriamo per lo più su come è organizzata la famiglia delle api, sul fatto che ogni individuo collabori con l’altro a servizio del bene comune, e lo facciamo anche attraverso il gioco. In ogni caso, spiegando come le api e i fiori collaborano in unico sistema, passiamo a parlare di inclusione e migrazioni forzate». Il passo è breve: la contaminazione, quella che in natura avviene tra i fiori attraverso l’ape e in società attraverso i contatti tra le persone, non può che essere un arricchimento e un motore positivo di crescita.

Obiettivo delle attività di didattica è anche stimolare un percorso di cittadinanza attiva tra i richiedenti asilo e rifugiati, per contribuire a stimolare un senso sempre più forte di appartenenza alla comunità locale, un modo per costruire reti informali e di contatti. Affrontare tematiche di interesse universale, come l’ambiente, la sostenibilità, il rispetto della natura, consente di parlare indirettamente di un tema delicato (e spesso di difficile comprensione) come quello delle migrazioni forzate, coinvolgendo i migranti stessi che diventano così protagonisti di un racconto attraverso le proprie voci.

I percorsi, in tutte e tre le realtà dove è attivo Bee My Job, prevedono l’utilizzo di un’arnia didattica, con tanto di telai, cera d’api, fotografie a grandezza naturale dell’ambiente dove vivono questi straordinari insetti. In classe vengono portate e indossate anche le tute con cui si veste generalmente l’apicoltore, per avvicinare sempre di più i bambini e i ragazzi alla realtà effettiva di un apiario. L’idea è che la possibilità di incontro e percorso didattico diventi replicabile e riproducibile. Anche per questo è stato attivato un focus group con la partecipazione di una apicoltrice, un insegnante di italiano e un gruppo di rifugiati, volto a identificare metodi e strumenti utili a realizzare nuove attività nelle scuole. Da questi incontri nascerà un tool kit, finanziato anche grazie al contributo del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo: materiale didattico a disposizione di rifugiati e richiedenti asilo che avranno così uno strumento utile ad avviare nuovi percorsi sul modello di quelli già sperimentati.

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RICERCA PERSONALE

In un´ottica di espansione dei servizi riguardanti il Centro di Riabilitazione e il Centro Psico Educativo Autismo della Comunità Progetto Sud è aperto il bando, che scadrà il 6 dicembre 2018 per la ricerca di personale.

Sono richiesti i seguenti requisiti:

–          Titolo di studio riconosciuto in : TNPEE (Terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva)

Educatori/trici

Psicologhe/gi

È richiesta esperienza certificata nel campo dello spettro autistico

–          Automuniti

INVIARE ENTRO IL 6 DICEMBRE 2018 A:

Isabella Saraceni – ufficiopersonale@comunitaprogettosud.it  – +39 3208394211

 

 

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DISEGNARE COMUNITÀ. L’apprendimento come esperienza est-etica

16 e 17 novembre 2018

Sala convegni dell’ex Convento dei Cappuccini
Bitonto (BA)

Se la mappa non è il territorio e il territorio non dice tutto di una comunità, questa vive profondamente dei legami che genera e ri-genera. E come mutano la mappa e il territorio così mutano i legami, le relazioni, le situazioni formali e informali di apprendimento. Il territorio che muta fa mutare le relazioni, i legami, gli sguardi e le connessioni tra le persone. Spesso i modelli di apprendimento non considerano questi mutamenti. Eppure di questi viviamo. La città tutta è spazio di cambiamento, di azione educativa o diseducativa.

Ad aprire la due giorni, venerdì 16, alle 15.30, sarà la relazione Visibile / Invisibile a cura di Giacomo Panizza. “Ragionare su categorie di visibile e invisibile abbatte le frontiere che si creano tra centro e periferia, tra nord e sud, tra primi e ultimi. Fa emergere anche tutto quel sommerso invisibile che attraversa le comunità, sino a stratificarsi in legami reali, e che si rende visibile perché parte dell’esistente. Disegnare le comunità imparando a leggere l’invisibile che le condiziona, per tracciare segni altri, tracce di apprendimento est-etico”.

Un confronto incrociato tra esperienze diverse che ragionano di identità, comunità, futuro prossimo, di categorie apparentemente o realmente opposte nelle cui pieghe si costruisce l’apprendimento capace di generare cambiamento est-etico.

Il seminario si rivolge a docenti di tutti gli ordini e grado, educatori, operatori del sociale, assistenti sociali, psicologi e psicoterapeuti.

Per esigenze di spazio “Disegnare comunità” è a numero chiuso.

Il programma completo sul sito www.edizionilameridiana.it