Il cielo di ottobre racconta storie antiche: mette in fila leggende e miti. Andromeda, Perseo, le Pleiadi. Ogni stella dialoga con l’altra. Come le parole di un libro. Come se nel buio esistesse un filo invisibile che tiene insieme tutto: le distanze, le paure, i desideri.
Un Posto Sicuro “Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.
L’idea portante del progetto Un Posto Sicuro (UPS) è la creazione e/o il potenziamento nei territori prescelti, di presidi di benessere, luoghi pensati e costruiti per rispondere ai diversi bisogni educativi e alle criticità ricorrenti tra gli adolescenti entro i processi di socializzazione, diversificazione e identificazione propri di questa fase così importante e delicata dell’età evolutiva.
Qui i ragazzi e le ragazze, con la presenza organizzata di équipe multiprofessionali, potranno sperimentare un nuovo modello relazionale tra e con i ragazzi e, tra questi e gli adulti nei loro contesti di vita quotidiana, a partire dalla scuola.
Le strategie portanti sono:
1. agire in modo preventivo sui fenomeni di disagio e sui problemi di salute mentale, per individuarli precocemente e prenderli in carico, prima che scaturiscano in isolamento, attraverso un coinvolgimento della sanità territoriale e degli stakeholders del territorio;
2. rendere i ragazzi protagonisti della loro vita e attivi nella costruzione di relazioni tra pari e con gli adulti, per rafforzare l’ autostima e aumentare l’autodeterminazione.
3. operare indirettamente sui determinanti sociali della salute attivandosi per garantire a tutti condizioni di eguaglianza nella cura della salute mentale.
IL PARTENARIATO
La partnership progettuale pubblico-privata è composta da 17 partner:
Associazione Comunità Progetto Sud – Lamezia Terme – Soggetto Capofila
Cooperativa Sociale Strade di Casa – Cosenza – Partner
Cooperativa Sociale Noemi – Crotone – Partner
Cooperativa Res Omnia – Reggio Calabria – Partner
Asp di Catanzaro
Comune di Lamezia Terme
Asp di Crotone
ACE
Asp di Cosenza
Comune di Cosenza
Comune di Crotone
Una scuola superiore per ogni provincia coinvolta
Università della Calabria
Università degli Studi Mediterranea
Target
Ragazzi residenti in regione Calabria nella fascia di età 13-17 anni
Comunità Progetto Sud e Associazione Mago Merlino con gli studenti del Polo Einaudi protagonisti della Giornata Europea
contro la tratta degli esseri umani
Lamezia Terme, 18 ottobre 2025 – In occasione della XIX Giornata Europea contro la Tratta di Esseri Umani, la Comunità Progetto Sud e l’Associazione Mago Merlino hanno promosso il laboratorio di sensibilizzazione “DI CHE SI TRATTA?”, che ha coinvolto 19 studenti e studentesse delle classi 5ª A/A.T. e 5ª A del Polo Tecnico Professionale Luigi Einaudi di Lamezia Terme.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività del Progetto In.C.I.P.I.T. (Iniziativa Calabra per l’Identificazione, la Protezione e l’Inclusione sociale delle vittime di tratta), promosso dalla Regione Calabria e realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, con l’obiettivo di fungere da osservatorio e garantire sistematicità agli interventi antitratta.
Una mattinata per riflettere e confrontarsi su temi complessi e spesso trascurati: la tratta degli esseri umani, lo sfruttamento sessuale e quello lavorativo in occasione del 18 ottobre, data che quest’anno assume un duplice valore: accanto alla XIX Giornata Europea contro la Tratta, si celebra anche il 25° anniversario del Sistema Antitratta italiano.
Attraverso un lavoro di gruppo dinamico e partecipativo, studenti e studentesse hanno potuto mettere in discussione stereotipi e pregiudizi, sviluppando pensiero critico e cittadinanza attiva.
«Un’esperienza interessante e coinvolgente — racconta una studentessa a nome dei gruppi classe —. Lavorare in gruppo e liberamente ci ha dato la possibilità di scoprire situazioni di tratta e schiavitù che non vediamo o facciamo finta di non vedere. Abbiamo appreso che a Lamezia Terme ci sono persone e professionisti che operano in questo settore così delicato. Ci portiamo a casa la consapevolezza che conoscere è il primo passo per migliorare queste situazioni di degrado sociale».
«La Giornata europea contro la tratta degli esseri umani rappresenta per noi un’occasione preziosa per rinnovare l’impegno quotidiano della Comunità Progetto Sud e dell’Associazione Mago Merlino nella tutela dei diritti e nella costruzione di una società più giusta e consapevole» – dice Rosanna Liotti Responsabile dell’area Tratta e sfruttamento lavorativo di Comunità Progetto Sud. «Con la campagna DI CHE SI “TRATTA”? abbiamo voluto dare voce alle vittime, far emergere le loro storie e stimolare una riflessione collettiva su un fenomeno che troppo spesso resta invisibile».
Le parole delle studentesse e degli studenti hanno chiuso il cerchio della campagna di sensibilizzazione promossa dalla Comunità Progetto Sud sul fenomeno della tratta.
Un percorso ideato per accendere uno sguardo attento e consapevole sulle storie di chi, nonostante un vissuto di sfruttamento, ha trovato la forza di ricominciare.
Attraverso due testimonianze dirette, di una donna sopravvissuta allo sfruttamento sessuale e di un uomo vittima di sfruttamento lavorativo, la campagna ha dato voce e volto a un fenomeno complesso e spesso sommerso, portando alla luce i percorsi di emersione, emancipazione e autonomia delle persone coinvolte.
Un racconto che invita a non voltarsi dall’altra parte, ma a trasformare l’ascolto in consapevolezza, responsabilità e impegno condiviso.
Anche il mondo della scuola ha sottolineato l’importanza educativa di queste esperienze. «Crediamo in una scuola che aiuti i ragazzi a orientarsi anche nella realtà più dura delle nostre città — afferma Anna Primavera, dirigente scolastico del Polo Einaudi —, che ne sensibilizzi lo sguardo e ne apra gli occhi sul disagio e sulla sofferenza dei tanti “invisibili” che ci vivono accanto. A Lamezia esistono significative realtà che operano nel sociale e saremo sempre disponibili a collaborazioni che puntino a potenziare le competenze di cittadinanza delle nostre studentesse e dei nostri studenti».
Dal 2000 ad oggi, l’Italia si distingue in Europa per aver sviluppato un Sistema Antitratta che coniuga la tutela delle vittime, la protezione dei diritti e il contrasto alle reti criminali. In 25 anni, grazie alla collaborazione tra enti pubblici e terzo settore, oltre 22.500 vittime di tratta e sfruttamento sono state identificate, e più di 8.000 persone hanno intrapreso percorsi di assistenza e reinserimento sociale.
Negli ultimi anni il fenomeno si è evoluto: cresce la componente maschile tra le vittime (dal 11% del 2016 al 52% nel 2025) e aumenta lo sfruttamento lavorativo, in particolare nei confronti di persone provenienti dal Nord Africa e dal Sud-Est asiatico. Al contempo, si riduce la visibilità del fenomeno dello sfruttamento sessuale, che si è spostato in contesti più difficili da intercettare.
Per questo, la Giornata Europea contro la Tratta degli Esseri Umani resta un’occasione fondamentale per rafforzare la consapevolezza collettiva e incoraggiare ogni cittadino e cittadina a mantenere uno sguardo attento e capace di segnalare situazioni sospette di sfruttamento.
Quest’anno la data del 18 ottobre assume in Italia un duplice significato: accanto alla diciannovesima ricorrenza della Giornata Europea contro la tratta di esseri umani si celebrano, parimenti, i 25 anni del Sistema Antitratta.
Questo anniversario è particolarmente rilevante in quanto testimonia quanto il nostro Paese sia stato precursore, a livello europeo, nel mettere in campo – grazie all’impegno del Dipartimento per le Pari Opportunità che ha garantito negli anni la continuità dei progetti attraverso risorse sempre maggiori – interventi sistemici a tutela delle vittime di tratta di esseri umani e/o grave sfruttamento e di contrasto a tali reati. È opportuno evidenziare la straordinaria eccezionalità del Sistema Antitratta italiano che ha saputo coniugare sin dalle origini il contrasto alle reti criminali dedite alla tratta e al grave sfruttamento con la protezione, l’assistenza e l’inclusione delle vittime attraverso il doppio canale, sociale e giudiziario, del permesso di soggiorno articolo ex articolo 18 del Decreto Legislativo 286/1998. Un’ulteriore peculiarità del Sistema Antitratta italiano che si evidenzia sin dalle origini verte nella capacità di coniugare il lavoro degli Enti Pubblici con quello dei soggetti del Terzo Settore in progetti articolati e strutturati per garantire la centralità della persona e i suoi diritti.
Negli ultimi 10 anni i Progetti Antitratta italiani, hanno identificato oltre 22.500vittime di tratta e/o grave sfruttamento, di queste oltre un terzo (più di 8.000) ha deciso di accedere ad un programma di assistenza e integrazione sociale. In questi 10 anni i fenomeni sono fortemente mutati, a partire dal genere delle persone identificate dai Progetti Antitratta: passate da una presenza femminile che si assestava sull’88% nel 2016 fino ad oggi dove rappresentano il 45%; mentre nello stesso periodo la componente maschile è passata dall’11% al 52%, senza dimenticare le persone transessuali, che rappresentano il 2-4%, spesso vittime di sfruttamento sessuale. Sono variate anche le nazionalità e gli ambiti di sfruttamento, con una prevalenza dello sfruttamento lavorativo di persone provenienti principalmente dal Nord-Africa e dal Sud-Est asiatico. Allo stesso tempo è andato riducendosi, in modo importante, il numero di donne identificate nell’ambito dello sfruttamento sessuale, contestualmente alla riduzione delle presenze delle persone che si prostituivano nelle strade italiane, un dato questo, monitorato costantemente dalle Unità di Strada e di Contatto italiane attraverso mappature nazionali periodiche. Le presenze in strada sono passate dalle 3.186 persone rilevate nel maggio 2017, data della prima mappatura nazionale, alle 1.413 del giugno 2025. Ciò non significa che il fenomeno dello sfruttamento sessuale sia stato eradicato, ma bensì che sia divenuto più difficile da intercettare.
Rimane quindi fondamentale, per restare al passo di fenomeni tanto complessi quanto mutevoli, l’impegno delle istituzioni italiane sia nella tutela delle vittime che nel contrasto alle reti criminali. La Giornata Europea, con numerosi eventi di sensibilizzazione organizzati dai Progetti Antitratta, rappresenta l’occasione per stimolare l’impegno di tutti, anche di cittadine e cittadini che con il loro sguardo attento possano essere in grado di segnalare situazioni sospette di tratta di esseri umani e/o grave sfruttamento.
Per tenere alta l’attenzione su questi fenomeni e per far conoscere l’impegno dell’Italia nella lotta alla tratta e al grave sfruttamento, la rete nazionale dei Progetti Antitratta e il Numero Verde Nazionale Antitratta si impegnano nell’organizzare eventi di sensibilizzazione aventi come filo conduttore l’hashtag #liberailtuosogno
Per maggiori informazioni sugli eventi in programma si invita a visitare
Un nuovo passo verso un turismo davvero inclusivo. È questo l’obiettivo di ATTAIN- Accessible Tourism Training for Accessibility Inclusion and Navigation- il progetto europeo finanziato dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ INAPP che unisce cinque partner provenienti da Italia, Grecia, Spagna e Lituania per promuovere una cultura dell’ospitalità aperta a tutte e tutti.
Una nuova sfida che la Scuola del Sociale della Comunità Progetto Sud ha accettato e messo in rete per sdoganare quel concetto di accessibilità a volte pregiudizievole e che tiene conto certamente del valore legislativo che “obbliga” all’abbattimento delle barriere ma che spesso si scontra con barriere che vanno oltre.
L’obiettivo è offrire a ogni persona la possibilità di vivere l’esperienza del viaggio in modo pieno, libero e consapevole.
Per farlo seve una cultura dell’accoglienza turistica a volte poco sviluppata e che necessita di una formazione mirata per facilitare l’accesso alla vacanza per tutti e tutti.
In questa ottica ATTAIN ha sviluppato e testato un nuovo metodo di apprendimento digitale dedicato a operatori turistici e professionisti dell’assistenza socio-sanitaria, due categorie chiave per rendere concretamente accessibili i servizi e le esperienze turistiche.
«Punto di partenza è stata una ricerca approfondita – dicono Marisa Meduri e Michela Vottari della Suola del Sociale – condotta attraverso focus group, questionari e analisi bibliografiche che ha coinvolto 99 partecipanti tra persone con disabilità, operatori sociali e turistici».
I risultati hanno evidenziato significative lacune di conoscenza e competenze in tema di turismo accessibile, sia nella formazione dei professionisti del settore turistico, sia nella capacità degli operatori sociali di integrare pratiche inclusive nel proprio lavoro.
«Per colmare queste lacune, – dicono ancora le referenti ATTAIN de La Scuola del Sociale – il partenariato ha realizzato due strumenti formativi gratuiti e aperti a tutti: un corso online modulare, che offre contenuti pratici e aggiornati per sviluppare competenze professionali nel campo del turismo accessibile, personalizzati in base ai bisogni dei diversi operatori e una web app interattiva, che propone scenari reali e domande dinamiche, fornendo feedback immediati e suggerimenti concreti per migliorare la qualità dell’accoglienza».
Entrambi gli strumenti mirano a rafforzare le competenze trasversali e a favorire un approccio più empatico e consapevole al turismo inclusivo.
I risultati e gli strumenti sviluppati sono stati presentati l’11 settembre 2025 a Nicotera, durante il Festival dell’Ospitalità, nel corso del Multiplier Event dedicato proprio al progetto ATTAIN.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dei partner di progetto insieme a Nunzia Coppedé, presidente di Fish Calabria ODV, e Francesco Biacca, organizzatore del Festival. Attraverso testimonianze, esperienze e momenti di dialogo, i partecipanti hanno condiviso idee e strategie per rendere l’accessibilità un pilastro del turismo europeo.
«È stata un’importante occasione di confronto – concludono Meduri e Vottari – sul tema del viaggio come diritto universale, troppo spesso limitato da barriere invisibili e culturali più che architettoniche. quello che è emerso è l’affermazione del viaggio come diritto e la costruzione di un turismo accessibile condizione di libertà da garantire per ogni persona».
Via Roma, 38 – Pianopoli (CZ) | giovedì 9 ottobre | Ore 18:00
Pianopoli (CZ), 8 ottobre 2025. Un’occasione speciale per incontrarsi attorno alla testimonianza e al pensiero di don Giacomo Panizza, raccontato dalla penna di Romolo Perrotta, per Minusschola edizioni, nel volume “Incontro don Giacomo Panizza”.
Il libro è un dialogo, un racconto, un ritratto che attraversa l’impegno civile, la fede, la disabilità, i diritti, la legalità. Un incontro vero, che ci interroga e ci ispira e che sarà condiviso grazie al caffè letterario dell’Associazione Terre di Calabria di Pianopoli.
L’appuntamento è alle 18 di giovedì 9 ottobre nella sede di Via Roma 38 a Pianopoli.
In Dialogo con Don Giacomo Panizza il curatore del volume, Romolo Perrotta e il Presidente dell’Associazione Terre di Calabria Sandro Gallo, moderati dalla giornalista Maria Chiara Caruso.
La serata sarà accompagnata dalle note della chitarra acustica di Amedeo Palmieri.
La PACE è uno dei valori fondanti di Comunità Progetto Sud ed è un impegno concreto che guida il nostro operato.
In questi giorni Giacomo Panizza è tra le 110 persone che si trovano in Ucraina per partecipare al Giubileo della Speranza, promosso dal MEAN Movimento Europeo Azione Nonviolenta
Una missione di pace, un viaggio di ascolto e presenza attiva nei luoghi segnati dalla guerra.
Un gesto collettivo per dire che esistono alternative alla violenza, che la nonviolenza è forza trasformativa, che la solidarietà è un ponte tra i popoli.
Appuntamento in collegamento dall’ Ucraina alle 8:45 di sabato 4 ottobre 2025 Comunità Terapeutica Fandango [Via delle vigne | Lamezia Terme]
collegamento remoto ai link per seguire la direttaonline:
▶️ YouTube: https://www.youtube.com/c/MasciAdultiScout
▶️ Facebook: https://www.facebook.com/MovimentoAdultiScoutCattoliciItaliani
Sala Sintonia di Comunità Progetto Sud | Lamezia Terme (Via Reillo 5)
Presentato il progetto “La Calabria che accoglie” del Forum regionale associazioni familiari e centro comunitario Agape per rilanciare affido e adozione.
Anche la Calabria, assieme alle altre regioni, è stata coinvolta nel progetto nazionale CASA promosso dal Forum nazionale delle associazioni familiari e sostenuto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Iniziativa che si propone di promuovere la cultura dell’accoglienza dei minori e la solidarietà familiare divulgando e intensificando le esperienze di apertura all’affido e all’adozione nazionale e internazionale. Nella conferenza stampa di presentazione coordinata dalla giornalista Maria Pia Tucci, Claudio Venditti referente regionale del Forum delle associazioni familiari e Mario Nasone del centro Comunitarie Agape tenutasi alla Comunità progetto Sud hanno ricordato come la Calabria ha già una importante tradizione di accoglienza testimoniata sia in occasione degli sbarchi dei migranti, sia dalle tantissime famiglie calabresi che in questi anni hanno avviato esperienze di affido e di adozione. Un capitale umano e sociale che rappresenta una risorsa per potere dare delle risposte ai tanti minori italiani e stranieri che vivono le diverse forme di abbandono. In un momento storico che registra un calo a livello nazionale e regionale delle disponibilità all’ affido ed all’adozione con questa iniziativa si cercherà di invertire il trend negativo, mettendo al centro il valore della persona umana attraverso il coinvolgimento di reti di associazioni e di volontariato e soprattutto delle istituzioni come gli enti locali e i Tribunali per i minorenni che sono chiamati a favorire e sostenere le famiglie o i singoli disponibili. Per questo fondamentale sarà. Il dialogo che verrà attivato tra istituzioni, servizi e famiglie che può innescare processo che può capace di evidenziare gli aspetti generativi dell’accoglienza dei minori.
L’assistente sociale Alice Pizzi del Centro Agape e referente del progetto ha illustrato le diverse fasi del progetto, le esigenze e i bisogni di accoglienza e di sostegno, le azioni di sensibilizzazione, di formazione e di sostegno diretto alle famiglie che si coinvolgeranno con iniziative diversificate a seconda dei percorsi specifici di preparazione all’affido ed all’adozione.
La presidente dell’ordine regionale degli assistenti sociali, Sonia Bruzzese, ha ricordato il ruolo fondamentale degli ambiti territoriali sul tema dell’affido e dell’azione e dato la disponibilità a collaborare alla realizzazione del progetto.
Don Giacomo Panizza che ha ospitato l’evento ha affermato che Ci vogliono famiglie motivate all’accoglienza, con bambini che saranno esigenti con te. bambini che hanno già avuto abbandoni. la preparazione all’affido è qualcosa di grandi sentimenti e di grande capacità di ascolto
Dopo la testimonianza di alcune famiglie affidatarie che hanno confermato la valenza affettiva ed educativa che hanno per i minori i percorsi di crescita in una famiglia e con adulti significativi ha concluso l’incontro Adriano Bordignon il presidente nazionale, in merito alla riforma Cartabia ha affermato che è positivo che si sia scelta una strada che non smantella i Tribunali per i minorenni ma valorizza ciò che funziona, a partire dal contributo fondamentale dei giudici onorari. Tuttavia, non possiamo ignorare le criticità ancora aperte: la carenza di organico, l’assenza di protocolli chiari per gli allontanamenti, la paralisi dell’attività ordinaria, il rischio concreto che, senza risorse adeguate, l’urgenza travolga il resto. I minori non possono pagare il prezzo di riforme a costo zero o di scelte legislative affrettate. Decidere della vita di un bambino significa esercitare un potere altissimo che va bilanciato dà garanzie forti e da strumenti idonei. “Come associazioni incontriamo quotidianamente famiglie fragili e famiglie accoglienti, con loro ci sono bambini, bambine, ragazzi e ragazze che hanno bisogno di un sistema che rispetti i tempi dei loro percorsi personali.
Per dare informazioni e consulenza alle famiglie ed ai singoli interessati su affido ed adozione è operativo uno sportello a cura del centro comunitario Agape, tel. 0965/894706, e-mail segr.agape@gmail.com, sito www.centrocomunitarioagape.it
Il progetto nazionale “CASA”, di interesse e diffusione nazionale, mette al centro la promozione dell’affido e dell’adozione nazionale e internazionale. È promosso dal Forum Nazionale delle associazioni familiari (Ente capofila) con il sostegno del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali. In Calabria sarà realizzato dal Centro Comunitario Agape e dal Forum Regionale delle associazioni familiari e avrà come tema “La Calabria che accoglie”.
Alla conferenza stampa erano presenti: Adriano Bordigon, Presidente nazionale delle associazioni familiari; Claudio Venditti, Presidente del Forum Regionale Associazioni familiari; Mario Nasone, Presidente del Centro Comunitario Agape; Alice Pizzi, Assistente sociale, Referente “Progetto CASA”, don Giacomo Panizza, Presidente Comunità Progetto Sud, Sonia Bruzzese, Presidente Ordine Regionale assistenti Sociali e alcune famiglie affidatarie che hanno portato la loro testimonianza.
Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia
legalo con l’intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l’ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell’acqua del sentimento.
Bambino è il nostro filo conduttore di Petali di questo settembre 2025.
Comunità Luigi Monti, in Calabria, vuol dire servizi di comunità per minori, quelli più fragili e più in difficoltà. Vuol dire punto di riferimento nella Piana di Gioia Tauro, a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, per quelle situazioni sociali a rischio che da 90 anni trovano un riferimento competente e consolidato. Una risposta concreta ad un bisogno sociale. Ma nel corso degli ultimi mesi, ritardi nei pagamenti delle rette da parte delle Istituzioni, hanno messo a rischio le prestazioni e paventato la chiusura dei servizi educativi della Comunità Luigi Monti.
Un problema che ha investito di responsabilità Cittadini e Istituzioni locali e regionali, Enti di terzo settore che si sono stretti in una pacifica iniziativa pubblica: Radici e orizzonti, portata avanti con un comitato spontaneo a difesa della Comunità Luigi Monti.
«Ospitiamo 20 minori in forma residenziale e 10 in forma diurna, ma la sua azione di accoglienza si rivolge anche a nuclei familiari e a giovani adulti che necessitano di supporto per avviare una propria autonomia di vita». – Fratel Stefano Caria, responsabile della Comunità Luigi Monti, racconta la vita e le aspettative che in Comunità si generano e si sono generati in questi lunghi anni di attività.
«Quasi tutti i minori che accogliamo provengono da contesti familiari e sociali molto complessi pertanto il nostro intervento si rivela strategico è necessario per poter far sì che questi minori possano o rientrare in contesti familiari positivi e adeguati oppure avviarsi verso una propria autonomia di vita. Negli anni abbiamo potuto vedere come i ragazzi o le ragazze accompagnati in maniera strutturata e professionale hanno potuto ricostruire il proprio sé e prendere consapevolezza dell’importanza di vivere la vita in maniera Positiva e nel rispetto delle regole della società. La comunità è quel contesto di vita che può accompagnare questi ragazzi e ragazze a poter riconoscere negli adulti non più e non soltanto delle persone negative, ma quelle guide che li devono educare e accompagnare verso il proprio progetto di vita: e questo lo notiamo proprio dal cambiamento del loro sguardo, inteso in senso fisico. infatti è molto interessante, ma soprattutto è molto bello vedere come cambia lo sguardo, come cambiano i loro occhi da quando arrivano in comunità a quando escono».
Cosa non funziona? dov’è il nodo da sciogliere, secondo lei?
«Il welfare in Calabria è ancora un elemento critico perché probabilmente gli organi decisori non colgono le effettive potenzialità di questo settore. Infatti, soltanto a partire dal nostro piccolo contesto della piana di Gioia Tauro possiamo rilevare come sia importantissimo poter accogliere degli adolescenti che sono potenziali giovani che potrebbero andare alla criminalità, dedicare invece il loro tempo a imparare un lavoro e fare percorsi di rielaborazione psicologica attraverso cui acquisiscono l’importanza di costruirsi la propria vita. Il messaggio alla politica è uno soltanto: fate sì che il welfare e tutte le associazioni che lo mettono in atto sia al centro del vostro progetto, in quanto dal benessere sociale delle categorie più fragili e disagiate possono nascere e nascono sicuramente contesti sociali positivi che contaminano tutto il resto della società e del territorio».
Radici e orizzonti. La partecipazione del tessuto sociale all’iniziativa spontanea per la salvaguardia di questo presidio sociale è stata i portante risposta. è questa la strada, ancora oggi, per garantire i diritti dei più fragili?
«Sicuramente radici e orizzonti ci ha dimostrato che coinvolgere la gente, la popolazione, e tanti amici e altre associazioni è la strada per dimostrare quanto sia importante occuparsi dei più fragili. Ora tocca alla politica e a tutti gli altri organi decisori compresi anche i servizi sociali degli ambiti territoriali mettere in risalto l’importanza di valorizzare e favorire lo sviluppo di contesti formativi e accoglienti».
Questo sito utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni dei cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.
È possibile regolare tutte le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro oppure accettare direttamente la impostazioni dei cookie cliccando sul tasto "Attiva tutto" presente qui in basso.
Cookie strettamente necessari
Cookie strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.
Se disabiliti questi cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.
Politica Privacy e Cookie
Questo sito rispetta la privacy degli utenti dei suoi servizi online ed assicura che il trattamento dei dati raccolti avverrà nel pieno rispetto della normativa applicabile in materia di trattamento dei dati personali ed in particolare al D.lgs. 196 del 30 giugno 2003 ed al Regolamento Ue 2016/679 GDPR (General Data Protection Regulation).