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Sostenibilità e rigenerazione: la Comunità Progetto Sud e l’ambiente

NOI E L’AMBIENTE. A fine 2023 abbiamo discusso una prima bozza di un documento interno denominato Sostenibilità e rigenerazione. Il tema della sostenibilità ambientale, così come precisato nell’Agenda Onu sulla sostenibilità 2030, da qualche anno rientra in pieno nel piano strategico dell’organizzazione. È stato avviato un piano di riconversione ecologica, a partire dallo scorso biennio e vedrà un ulteriore sviluppo nei prossimi anni. In particolare, si punta al razionamento della produzione di energia solare da fotovoltaico, al risparmio energetico e alla riduzione dello spreco dell’acqua. Inoltre, ci si vuole focalizzare su percorsi di approfondimento dell’economia circolare. (Bilancio sociale 2024, pag.29)

COSA FACCIAMO IN CONCRETO:

Nel tempo siamo divenuti più consapevoli dei disastri ambientali e di quanto questi impattano sulla vita della terra e sul futuro delle prossime generazioni. Per questo la questione ambientale è diventata per noi centrale e ci spinge ad attivare azioni concrete, a fare scelte e a indirizzare i nostri comportamenti per uno sviluppo sostenibile.

Misuriamo il nostro impatto ambientale attraverso: l’installazione di fotovoltaico o di altre forme alternative di produzione di energia nelle nostre strutture; l’eliminazione dell’utilizzo di plastica; l’introduzione di sistemi di risparmio energetico; l’implementazione della raccolta differenziata in tutte le nostre sedi; l’attivazione della produzione di compostaggio derivato da residui del verde e dalle cucine; il riciclo, fino a che possibile, delle materie e degli strumenti adoperati; l’uso consapevole dell’acqua pubblica. (Bilancio sociale 2024, pag.17)

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Sapri (SA), a don Giacomo Panizza il Premio Don Giovanni Iantorno

Il Premio Don Giovanni Iantorno, giunto alla sua XIV edizione, è stato conferito a Giacomo Panizza, fondatore della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. Il riconoscimento, che celebra l’impegno instancabile nella partecipazione sociale e nella promozione dei diritti, è stato conferito durante una cerimonia emozionante il 28 luglio, nella splendida cornice della Villa Comunale di Sapri, alla presenza di autorità locali e appassionati del mondo culturale.

Questo premio, dedicato alla memoria di Don Giovanni Iantorno, un faro di speranza e solidarietà nel Golfo di Policastro, assume un significato ancor più profondo in un momento di dolore per la comunità, colpita dalla chiusura del punto nascita dell’ospedale di Sapri. Don Giovanni, nel 1979, si fece portavoce di una storica mobilitazione per la difesa dell’ospedale dell’Immacolata, diventando un simbolo di resistenza e amore per la propria terra.

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Il Premio nasce con l’intento di valorizzare figure che si sono distinte per l’impegno etico, sociale e culturale, come anche Don Giacomo Panizza, trasferitosi dalla Lombardia in Calabria, negli anni Settanta dove nel 1976 ha avviato la Comunità Progetto Sud insieme a giovani con disabilità e il volontariato. Diventata un “gruppo di gruppi“, la Comunità genera processi di democrazia partecipativa attraverso politiche innovative, realizza servizi sociosanitari ed educativi e promuove culture e pratiche intorno ai temi dell’ecologia integrale. La sua azione ha assunto una forte valenza civile e politica nel 2002, quando Panizza ha deciso di insediare una sede della comunità in un bene confiscato alla ’ndrangheta, diventando bersaglio di minacce e intimidazioni.

Alla cerimonia, il sindaco di Sapri Antonio Gentile ha ricordato, con parole toccanti: «Questo riconoscimento rappresenta la nostra storia. Abbiamo il dovere di ricordare chi ha fatto del bene alla nostra terra». Ha poi celebrato l’intitolazione della scuola Primaria Santa Croce a Don Iantorno, un segnale forte per i giovani, affinché non dimentichino mai le figure esemplari che hanno segnato il cammino della comunità.

Don Giacomo Panizza ha condiviso la sua connessione profonda con Don Giovanni: «Mi ha colpito molto la sua storia. Siamo simili: ciò che si legge nei Vangeli lui l’ha praticato, scegliendo di stare con chi aveva bisogno. È bello scoprire che una simile testimonianza appartenga alla storia del nostro Sud».

La serata, condotta dalla giornalista Maria Emilia Cobucci, è stata arricchita dalle note evocative del gruppo Better Call 2et Soul, che ha accompagnato tutti i presenti in un viaggio di emozioni e riflessioni profonde. In questo modo, il premio ha celebrato non solo l’impegno di Don Panizza, ma anche la forza di una comunità unita e resiliente.

Ansa

Giornale del Cilento

Calabria7

Italia2News

Foto: ufficio stampa Premio Iantorno

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“Calabria esotica” a Settingiano con la Comunità Progetto Sud

di Francesco Bevilacqua

 «Qua e là i rami di diverse piante, intrecciandosi, nascondono il cielo. Quando non tira il vento l’oliveto è come un tempio silenzioso e solenne; vi spira una grande pace». Il vento nell’oliveto, Fortunato Seminara – Torino, Einaudi, 1951 (traduzione francese: Le Vent dans l’oliveraie, a cura di Erik Pesenti Rossi, Paris, Les Belles Lettres, 2016). Citazione in “Calabria esotica, il paesaggio rivelato”

 A Settingiano, al tramonto nella bella tenuta del Casale Carolea della Comunità Progetto Sud, abbiamo chiacchierato, con don Giacomo Panizza e Maria Pia Tucci, dei temi del mio ultimo, recente libro “Calabria esotica, il paesaggio rivelato” Rubbettino Editore.

Sono felice che la prima uscita pubblica del libro mi sia stata chiesta dalla Comunità Progetto Sud, verso la quale nutro gratitudine per ciò che ha fatto in Calabria e che sarebbe qui troppo complicato raccontare. Il contesto si sposa bene con il contenuto del libro, che, oltre a testimoniare dell’eminenza e dell’attrattività del paesaggio Calabrese, prova a raccontare come quel paesaggio sia stato prima “inventato” dai viaggiatori stranieri, poi interpretato (spesso anche ignorato) dai narratori calabresi, poi dimenticato dalla gran parte dei calabresi e dalle istituzioni, infine decantato spesso con retorica.

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Al punto che siamo giunti a una svolta decisiva: o impariamo a conoscere e proteggere i nostri paesaggi, prenderci cura di loro, o li trasformeremo nella migliore delle ipotesi in giostrine adrenaliniche per puri e semplici consumatori di bellezze naturali, nella peggiore in deserti dove gli speculatori vengono a fare ciò che altrove non si può più fare. Tutto questo mentre vaste zone della Calabria, proprio in questi giorni sono sotto attacco a causa degli incendi che non sono solo causati dai piromani ma anche dalla endemica insipienza delle istituzioni preposte a contrastare questo tristissimo fenomeno.

Foto di Saverio Guzzi
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Calabria è il giardino botanico d’Europa

La Calabria è il giardino botanico d’Europa: su 230 “habitat” individuati nel continente, ben 74 si trovano in Calabria, il 32% di tutte le tipologie note. La diversificazione microclimatica, a sua volta, ha prodotto una straordinaria biodiversità botanica.
A partire da questa consapevolezza, GOEL e Comunità Progetto Sud hanno creato e registrato, sia a livello nazionale che internazionale, il marchio “Calabria Oasi della Biodiversità d’Europa” e la sua corrispettiva versione inglese.

Lo scorso 24 maggio 2025, durante l’Etica Bio Festival tenutosi a Caulonia, GOEL e Comunità Progetto Sud hanno donato pubblicamente il marchio. Diversi enti pubblici e privati, imprese, associazioni, enti del terzo settore hanno risposto all’appello, ponendo le basi per la nascita di una vera e propria Alleanza per la Biodiversità in Calabria. Ad oggi si contano oltre 50 adesioni. Il 23 luglio 2025 si è tenuto a Lamezia Terme il primo incontro fondativo dell’Alleanza. Erano presenti diverse rappresentanze tra gli enti che hanno aderito: LEGAMBIENTE, LIPU, TOURING CLUB ITALIANO, AZIENDA AGRICOLA COSTANTINO, ENTOPAN, SLOWFOOD CALABRIA, COOPERATIVA TERRE IONICHE, il FORUM DEL TERZO SETTORE regionale, ASSOCIAZIONE AMICI DELLA TERRA, oltre che, naturalmente, GOEL – Gruppo Cooperativo e Comunità Progetto Sud. L’incontro è servito a porre le basi per la nascita e la strutturazione di questa Alleanza per la Biodiversità in Calabria al fine di:

  • difendere e promuovere la biodiversità e il patrimonio naturale della Calabria,
  • promuovere una nuova immagine pubblica della Calabria,
  • studiare e approfondire la biodiversità botanica della Calabria, cooperando insieme.

Si è deciso di continuare e rilanciare la campagna di adesioni. Pertanto, tutti coloro che sono interessati a promuovere e difendere la biodiversità in Calabria, e tutti quelli che vogliono far conoscere in Italia e nel mondo l’immenso patrimonio naturale della Calabria, possono candidarsi ad aderire mandando una mail all’indirizzo biodiversita@goel.coop.

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Comunità Progetto Sud invita all’incontro letterario nel cuore dell’istmo

Francesco Bevilacqua apre la piccola rassegna con la sua “Calabria esotica, il paesaggio rivelato” (Rubbettino editore, 2025)

Giovedì 24 luglio 2025 – 18,30 | Settingiano (CZ) – Via Alba, 5

Giovedì 24 luglio ore 18:30 tra gli ulivi della varietà carolea a Settingiano, città nel cuore dell’istmo d’Italia, Francesco Bevilacqua dialoga con Giacomo Panizza e Maria Pia Tucci di “Calabria esotica, il paesaggio rivelato” ultimo volume dello scrittore e cercatore di luoghi perduti, edito da Rubbettino.

Un appuntamento che vuole aprire le porte del Casale Carolea, uno dei luoghi della Comunità Progetto Sud, e tessere il dialogo tra letteratura e natura grazie a uno dei maggiori conoscitori di una Calabria che si rivela solo se attraversata con lo stesso sguardo e la stessa delicatezza riservate a ciò che è fragile e forte allo stesso tempo.

L’evento è stato pensato al tramonto per godere della luce magica del luogo e della frescura della sera.

Francesco Bevilacqua si definisce cercatore di luoghi perduti. Quando qualcuno gli chiede cosa fa nella vita risponde: “curo una malattia epidemica in Calabria, l’amnesia dei luoghi, che produce nella gente uno stato di coma neurovegetativo topografico. Per guarire dal quale promuovo cliniche dei risvegli e prescrivo come cura l’omeopatia del brutto e l’oikofilia.

Tutto con metodi naturali: cammini, libri, foto, filmati, narrazioni”. Descrive il suo modo di viaggiare come stanzialità errante, i cui mezzi sono le gambe e l’istinto, affinati dall’esperienza della natura e della montagna, dallo studio e dalla lettura.

Sui temi dedicati alla riscoperta dei parchi, del viaggio, del paesaggio, delle bellezze naturali calabresi e sulla loro percezione in narratori e viaggiatori ha scritto quindici libri. Altri tre li ha dedicati al rapporto tra uomo e natura. Un altro è un compendio ragionato di commenti a 100 libri per comprendere la Calabria, tra letteratura, storia, geografia, scienze sociali.

“Calabria esotica, il paesaggio rivelato”

Negli ultimi anni, importanti giornali esteri hanno risvegliato l’interesse dell’opinione pubblica sul patrimonio paesaggistico, culturale, agro-alimentare ed enogastronomico della Calabria. La regione è stata descritta come un’inedita meta di viaggio nel cuore del Mediterraneo, ai margini del Vecchio Continente, una terra ancora in gran parte incognita, che merita d’essere scoperta da viaggiatori dal palato buono. Così la regione ha finito col rappresentare il vero esotico d’Europa, un mondo cioè lontano, non ancora interamente contaminato dalla modernità. A guardar bene, la Calabria annovera dentro di sé tutte le categorie più tipiche dell’esotismo: è neo-autentica perché si può venire a contatto con forme di esistenza arcaiche o poco artefatte; è neo-selvaggia, perché colline e montagne sono state riavvolte da foreste e macchie lussureggianti; è neo-pittoresca, perché alle forme ed alle rovine della storia si aggiungono quelle della contemporaneità; è neomagica, perché nell’era dell’assolutismo razionalistico, essa conserva relitti di irrazionalità difficilmente rinvenibili nel resto del mondo civilizzato.

Questo libro vuol dunque essere: sintesi (l’introduzione e il saggio), rivelazione (il ricco corredo fotografico), testimonianza (l’antologia di testi di viaggiatori, narratori, descrittori) dell’esotismo della Calabria attuale e, in particolare, quello di un paesaggio che racchiude in sé, come un caleidoscopio, tutti i paesaggi euro-mediterranei e, diversamente da quanto si crede, offre ancora mille occasioni, a visitatori ed abitanti, per viaggiare o vivervi “diversamente felici”.

Per info e prenotazione: Lorena, cell. 3392068186

Scarica il comunicato stampa

Rassegna stampa

il Lametino

Il Dispaccio

CN24

Rubbettino

Lamezia Terme.it

Post evento:

Il Lametino

TgRCalabria

Corriere della Calabria

LaCnews24

fofi panizza unical 2015

Ciao Goffredo, ci rivediamo nel giorno che dura per sempre, come nella preghiera che mi hai regalato

di Don Giacomo Panizza

Ciao Goffredo, ci rivediamo
nel giorno che dura per sempre,
come nella preghiera che mi hai regalato

fofi panizza unical 2015

     «Quando dovrò venire a Te, mio Dio […] dirò ai miei amici asini: venite dolci amici del cielo sereno […] Fra questi animali voglio comparire al Tuo cospetto […] Arriverò seguito dalla loro miriade di orecchie, seguito da quelli che portano ceste sui fianchi, da quelli che trascinano carrozzoni di saltimbanchi o carrozzelle di piumini e di metallo, da quelli che portano sul dorso bidoni ammaccati. Asine pregne come otri, dalla traballante andatura, da quelli a cui si infilano piccole brache per celare le piaghe livide e infette dalle mosche ostinate che si radunano a grappoli […]

Mio Dio fa che con questi asini io giunga a Te, fa che nella pace, angeli ci conducano verso gli erbosi ruscelli che riflettono tremule ciliegie, lisce come la pelle ridente di fanciulle. E fa che in questo soggiorno di anime, chino sulle Tue Acque divine, io sia simile agli asini che specchieranno la loro umile, dolce povertà nella limpidezza dell’eterno amore».

Brano tratto da: Preghiera per andare con gli asini in Paradiso di Francis Jammes

cantieri di salute in calabria

Cantieri di salute in Calabria

«Il futuro inizia sempre con un cantiere». Con questa citazione, Comunità Competente Calabria, nata per favorire l’attuazione di una riforma etica ed organizzativa della Sanità Calabrese attraverso la partecipazione, lancia dal profilo Comunità Progetto Sud della piattaforma change.org, una nuova raccolta firme.

Le richieste di sicurezza per i cantieri aperti che riguardano i nuovi presidi ospedalieri in Calabria sono indirizzate al Ministro degli Interni Matteo Piantedosi  e al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

«In certi territori – scrivono – come anche in Calabria,  pensare al cantiere come inizio di futuro, può significare ’ndrangheta o altre mafie, intimidazioni e malaffare che cittadini e cittadine perbene non possono tollerare! Il ripetersi di incendi al cantiere del Nuovo Ospedale della Sibaritide, che finalmente aveva ripreso a lavorare, sono ancora più odiosi perché l’ospedale è il luogo della speranza della cura, della gioia di una nascita, della accoglienza a chi soffre; ritardare o peggio ostacolarne la costruzione è un crimine verso la comunità che rischia di venire costretta ad assistere passivamente.

Non è per caso che i componenti di “Comunità Competente”, a fianco di altre e tante persone e associazioni, vogliamo nuovi e ben funzionanti ospedali!

Pertanto, come calabresi spesso costretti a curarsi fuori Regione per carenza di Presidi Ospedalieri che pagano annualmente oltre 120 milioni di euro perché la sanità regionale è in regime commissariale; perché la salute è un bene comune del cui diritto nessuno può privarci,
chiediamo al Ministro degli Interni Matteo Piantedosi di attivarsi per garantire la sicurezza del cantiere del Nuovo Ospedale della Sibaritide, e al Presidente Roberto Occhiuto, in qualità di Commissario ad acta della sanità, di istituire una Cabina di regia con i rappresentanti delle Istituzioni locali, del Volontariato e delle Forze sociali che monitorino l’andamento dei lavori.

Chiediamo, inoltre, al Presidente Occhiuto – per come Comunità Competente ha scritto più di quattro anni fa – di attivare presso le Aziende Sanitarie tutti gli “organismi di partecipazione previsti dagli articoli 1/ 11/ 13 della legge 833/1978, dall’articolo 14 del Decreto legislativo  502/1992 e dall’articolo 1 del Decreto Legislativo 33/2013 perché la “partecipazione attiva il  controllo sociale che è una risorsa per garantire la qualità delle prestazioni erogate ed impedire la pervasività della ’ndrangheta e della corruzione». (Per una sanità partecipata, settembre 2021 pag. 33).

Hanno già firmato la petizione: Giacomo Panizza; Rubens Curia; Stefania Marino; Francesco Costantino; Marina Galati; Tonino Perna;
Adriana Deluca; Domenico Posterino; Giacomina Durante; Piero Piersante; Nunzia Coppedè; Francesco Martino; Maria Teresa Facciolà; Stefania Fratto; Alessandra Polimeno; Andrea Casile; Daniela Diano; Vincenzo Linarello; Giorgio Marcello.

Firma la petizione

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EUFEMIA. Petali. La newsletter di giugno 2025

EUFEMIA

La curatrice a chi legge. Di Maria Pia Tucci

«Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. Di una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda».

É il 1972 quando Italo Calvino consegna alla letteratura e al mondo “Le città invisibili”.

Dialogo, viaggio, immaginario. Aspirazioni. Città come filosofie incantante di necessità e virtù.

Ma cosa sono oggi le città? Quali sono le domande di chi le abita e chi è il moderno Marco Polo e chi il Kublai Khan? quali le sfide, la memoria e gli scambi?

Quello che è certo è che tra le città dello scrittore italiano nato a Cuba, c’è “Eufemia” dove «Non solo a vendere e a comprare si viene ad Eufemia… E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio».

La Città Lamezia è Eufemia, Nicastro, Sambiase.

Una città che a giugno si è interrogata e ha fatto esercizio di memoria e libertà partecipando a Trame.14 Festival dei libri sulle mafie, una Città ha scelto il nuovo Sindaco. Ed è in questa Città, e oltre, che la Comunità Progetto Sud, mentre si avvia al suo mezzo secolo con nuove visioni e altri progetti, coltiva  le sue reti e sta nel mondo.

Giornata contro le droghe. Panizza: “Uscire dalla tossicodipendenza è saper dire no e pronunciare invece un sì alla vita”

Il viaggio verso Roma per l’udienza di Papa Leone XIV, di Roberto Gatto, Responsabile dell’area dipendenze della Comunità Progetto Sud, con un gruppo di ospiti della Comunità Terapeutica Fandango ha il calore dell’ascolto e del blu che illumina il Colosseo con una grande scritta: No alla Droga. (foto in evidenza dal webwww.politicheantidroga.gov.it)

“Difficile uscirne da solo”, “Facile cadere in un circuito sbagliato quando si frequentano giri dove si fa consumo di droghe e di cocaina”. Parlano così alcuni ospiti della Comunità Fandango a Lamezia Terme. L’obiettivo è lasciare una testimonianza di un percorso di uscita ma che faccia anche da prevenzione.

Intanto i dati riferiti al 2024 e diffusi nella Relazione annuale al Parlamento 2025 sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia dicono che il “consumo di sostanze tra i giovani è leggermente diminuito rispetto al 2023, mentre emergono nuove sfide per la salute pubblica e la sicurezza, legate a una trasformazione qualitativa del mercato degli stupefacenti, alla diversificazione dell’offerta e alla permanenza sul mercato italiano delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS)”.

“L’intensificazione del lavoro rispetto ad anni passati non ha cercato modifiche legislative, ma si è realizzata sul piano della prevenzione, della cura e del recupero” scrive il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Alfredo Mantovano, nella prefazione della relazione inviata ai Presidenti di Senato e Camera come ogni anno in coincidenza della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga (26 giugno), istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987.
Difficoltà sociali, mancanza di lavoro e problemi socio-educativi. “Il non senso della vita e della chiusura dei significati” dice don Giacomo Panizza nelle interviste radio e tv che sono andate in onda nei Tg della Rai regionale Calabria. “Uscire dalla tossicodipendenza è saper dire no  alle dipendenze, pronunciare invece un sì alla vita. 
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I dati diffusi dicono che si muore ancora di cocaina: il 35% dei decessi direttamente accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito a questa sostanza, percentuale che risulta in progressivo aumento nel corso degli anni e che ha raggiunto, proprio nel 2024, il suo massimo storico. La cannabis resta la sostanza psicoattiva più diffusa in Italia: sono a essa riconducibili il 77% delle segnalazioni da parte delle forze di polizia per uso personale (dato stabile) e il 37% delle denunce per spaccio (in lieve calo rispetto al 2023).

Allerta per nuove Sostanze Psicoattive. Nel 2024, il Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe (NEWS-D) che ha gestito, in totale, 437 segnalazioni, ha identificato 79 Nuove Sostanze Psicoattive circolanti sul territorio nazionale. Il 32% delle segnalazioni dall’Italia ha interessato sostanze d’abuso classiche, già inserite nelle tabelle del Testo unico sugli stupefacenti. Di particolare rilievo le segnalazioni di sequestri della “cocaina rosa”, una combinazione di MDMA e ketamina generalmente sotto forma di polvere di colore rosa, nella quale possono essere presenti anche altre sostanze psicoattive e agenti di taglio.

Altro dato preoccupante, soprattutto tra i giovanissimi, è l’abuso di antidepressivi senza prescrizione. A partire dal 2021, inoltre,
si è registrato un incremento costante nel consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica tra i giovani. Questa tendenza ha raggiunto, nel 2024, i valori più alti di sempre: se la stima è di 510 mila studenti di 15-19 anni che hanno fatto uso di queste sostanze senza prescrizione nel corso della vita, nella fascia 15-18 anni non ancora compiuti sarebbero 180 mila ad averne fatto uso solo nell’ultimo anno (il 12% del totale di quella fascia di età), con una prevalenza più che doppia tra le studentesse.

Gioco d’azzardo e nuove dipendenze digitali. A destare preoccupazione – si legge ancora nel report –  è anche la tendenza in crescita al gioco d’azzardo tra i giovani: circa 1milione e 530 mila ragazzi, pari a circa il 62% degli studenti, riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, mentre oltre 1milione e 420 mila ragazzi lo hanno fatto nell’ultimo anno, facendo registrare nel 2024 il dato più alto di sempre. Anche il mondo dei videogiochi rappresenta criticità per molti ragazzi: più di 290 mila studenti minorenni hanno mostrato nel 2024 comportamenti a rischio con i videogame, spesso associati a reazioni emotive forti quando era preclusa loro la possibilità di giocare. Per quanto riguarda l’uso di Internet, invece, nel 2024 oltre 320 mila studenti hanno fatto un uso problematico del web, trascurando gli amici o perdendo ore di sonno per rimanere connessi, manifestando cattivo umore quando non era possibile avere accesso alla rete. Una percentuale, quest’ultima, cresciuta nel periodo post-pandemia e rimasta stabile fino a oggi.

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Il Terzo Settore e la Città

Welfare, amministrazione condivisa, economia sociale. Sussidiarietà orizzontale e innovazione nei processi di adattamento ai cambiamenti sociali e culturali. Nuove urgenze: giovani, popolazione che invecchia e servizi socio-sanitari. Dialogo e analisi di bisogni. Ma anche buone prassi e co-progettazione che funziona e dimostra risultati.

Per seguire quel filo che Calvino ha trasportato nell’ immaginario de “Le città invisibili” dove ogni città si confronta con i suoi abitanti, con sé stessa e con le proprie aspirazioni, il Forum del Terzo Settore del Lametino e del Reventino ha chiesto e parlato alla Città e ai Candidati alla vigilia delle elezioni che tra primo turno e ballottaggio hanno eletto, lo scorso 10 giugno Mario Murone nuovo Sindaco di Lamezia Terme.

Angela Regio (in foto), socia dell’Associazione Comunità Progetto Sud e Portavoce del Forum del terzo settore del lametino e del Reventino, ha messo sul tavolo temi cruciali non solo per la vita dei molti in condizione di fragilità, ma per un’intera collettività che se cresce, cresce insieme.

Quali sono le considerazioni e le sollecitazioni sociali alla politica della terza città della Calabria?  

«La sollecitazione più importante che abbiamo voluto lanciare ai politici della nostra città è stata quella di sottolineare, come Terzo settore organizzato nel Forum, che intendiamo far valere il nostro diritto/dovere alla partecipazione attiva nelle scelte degli indirizzi politici che si intendono compiere per l’intero territorio lametino. È il principio della sussidiarietà orizzontale al quale non intendiamo abdicare perché: siamo Enti del terzo settore(ETS) che perseguono, “senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”; abbiamo come precipua finalità quella di “promuovere e realizzare attività di interesse generale”; ci adoperiamo nel creare legami di fiducia tra le persone e di generare coesione e capitale sociale; ci impegniamo per uno sviluppo economico e sociale più inclusivo e sostenibile attraverso: il rispondere con innovazione ai bisogni e alle problematiche sociali; lo sperimentare soluzioni sociali nuove ed efficaci; l’adattarsi ai cambiamenti con creatività. Tutto questo il Terzo settore lo fa mettendosi a disposizione e affianco alle istituzioni e al territorio generando un forte impatto economico, sociale ed occupazionale per la crescita dei territori e del nostro paese. Stiamo scommettendo, insomma, sulla capacità degli ETS di unirsi e collaborare per lo sviluppo complessivo dei territori al di là del proprio interesse specifico: questa è la strada per arrivare davvero ad incidere in un contesto sociale ed essere riconosciuti e credibili. Le difficoltà, però, per arrivare a questo sono molteplici e riguardano soprattutto l’appiattimento e la subordinazione che tanti ETS continuano ad avere nei confronti della Pubblica Amministrazione e della politica: per la propria autoconservazione si disperde il senso del sentirsi pienamente cittadini e cittadine, capaci cioè di essere parte attiva del vivere sociale e quindi anche di proporre e anticipare soluzioni efficaci per il buon vivere comune».

Quali sono le urgenze che necessitano di confronto e programmazione?

«Da qualche anno piovono nei Comuni tanti e diversi fondi: dal PNNR ai FNA (Fondi per la non autosufficienza); da quelli per Agenda urbana a quelli per la riqualificazione dei territori più disagiati e cosa si fa? Spesso si fanno tornare indietro i fondi solo perché non ci sono all’interno delle amministrazioni comunali dirigenti competenti, motivati e qualificati che li intercettano e, dall’altra parte, i politici sono distratti da altro e non comprendono come invece l’attivare queste possibilità può diventare volano per un reale sviluppo territoriale. È su tutte le tematiche sociali che vi è la necessità di confrontarsi per programmare insieme le linee di intervento, uscendo dalla logica che un ente del terzo settore sia solo quello al quale affidare in ultima analisi la mera gestione di alcuni progetti senza valutarne l’effettivo impatto ed efficacia».

Amministrazione Condivisa: quali i modelli di collaborazione tra l’amministrazione comunale e le organizzazioni del Terzo Settore per la gestione condivisa di beni comuni e servizi di interesse generale?

«L’amministrazione condivisa vuol dire coinvolgere in modo attivo gli Enti del Terzo Settore nella programmazione e organizzazione a livello territoriale degli interventi e dei servizi nei settori di attività di interesse generale. Per attivarla concretamente è contemplato dalle leggi il procedimento della co-programmazione, che è finalizzata all’individuazione dei bisogni da soddisfare, degli interventi necessari, delle modalità di realizzazione e delle risorse disponibili: questo è a tutti gli effetti un procedimento amministrativo formalmente riconosciuto che si conclude con un documento condiviso. Ad essa segue la co-progettazione di specifici progetti di servizio o di intervento. Quindi vuol dire sedersi intorno ad un tavolo non per “spartire” fondi e attività tra le parti, ma per confrontarsi su ciò che occorre realmente ad un territorio e solo dopo individuare i criteri per l’eventuale partecipazione ai bandi e le modalità di rendicontazione non solo economica ma soprattutto di impatto. Per questo come Forum del lametino abbiamo chiesto espressamente all’amministrazione precedente e anche ai candidati a sindaco, di adoperarsi a stendere uno specifico regolamento, per altro già in uso in molti comuni d’Italia, che orienti, sul piano giuridico, queste forme di confronto, condivisione e co-realizzazione di interventi, servizi e attività di interesse generale».

Siamo difronte ad un’assenza di dati, ma i bisogni rilevati sono presenti: come arrivare a delle analisi realistiche sulle esigenze specifiche dei diversi quartieri e frazioni di Lamezia Terme, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e sostenibili?

«Alcune leggi, tra le quali la 328/2000 e quella regionale 23/2003, hanno previsto un interessante strumento di partecipazione che sono i tavoli per l’analisi, la costruzione e la verifica del Piano di zona per il sistema di interventi e servizi sociali. A questi tavoli dovrebbero partecipare le ETS e le organizzazioni sociali che lavorano già in tanti settori quali i servizi di cura, la cultura, lo sport, etc. e le associazioni di tutela dei diritti delle persone. Il compito dei tavoli è proprio quello di mettere insieme le conoscenze che si hanno sul campo dei vari fenomeni e nei diversi territori. Questo permette l’acquisizione di quei dati altrimenti poco rilevati, che servono poi per programmare interventi di sistema e non facili soluzioni “spot” che durano poco e non incidono sul cambiamento reale. Per questo abbiamo chiesto e chiediamo che i tavoli per il piano di zona divengano permanenti affinché ci sia un continuo scambio di informazioni e collaborazioni tra gli enti e la Pubblica Amministrazione».

Quale la politica per la promozione di modelli di sviluppo economico che valorizzino l’impatto sociale e ambientale?

«Questa è la domanda che abbiamo rivolto ai candidati a sindaco e per la quale abbiamo ricevuto in risposta i dépliant con il loro programma elettorale dove c’è tanto ma manca, come al solito, una visione. Noi crediamo che sia possibile uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente e con grande impatto sociale. La domanda è: chi sarà chiamato a governare avrà l’orizzonte limitato della propria vita o si proietterà a disegnare un futuro vivibile per le nuove generazioni?»