Per un Welfare a misura dei Minori e delle Famiglie, incontro della rete delle associazioni con i candidati a governatore della Calabria

Evidenziare le diverse forme di disagio minorile e familiare che si vivono nella regione e che la pandemia ha ulteriormente accentuato, formulare proposte e provvedimenti per chi andrà a governare la calabria. Queste le finalità del webinar che la rete Con i minori e le famiglie ha programmato per sabato 25 settembre alle ore 10,30.

Una vera e propria agenda di lavoro per Consiglio e Giunta regionale prodotta da un cartello variegato di ventisette associazioni che comprende organismi che operano a livello nazionale come Save The Children, Unicef, Libera,
Forum associazioni familiari, Unione Camere Minorili, CSI Arci, assieme ad altre fortemente radicate nel territorio regionale. L’incontro sarà moderato da don Giacomo Panizza Comunità Progetto Sud e prevede interventi di Carla

Sorgiovanni, Referente regionale Save The Children e portavoce della rete “Con i Minori e le famiglie”, Claudio Venditti Referente regionale Forum associazioni familiari, Giuseppe Marino Coordinatore Regionale Camere Minorili, Patrizia Surace, Consigliera nazionale Unicef Italia, Giorgio Porro CSI Calabria e Coordinamento educativo Cosenza, Luciano Squillaci Portavoce regionale Forum Terzo settore.

Seguiranno le repliche di Amalia Bruni, Luigi De Magistris, Roberto Occhiuto, Mario
Oliverio.
L’evento sarà trasmesso in diretta nella piattaforma: https://us06web.zoom.us/j/82550873759

LA RETE ASSOCIATIVA “CON I MINORI E LE FAMIGLIE”
Spinti dall’emergenza Coronavirus che ha ulteriormente aggravato la vita dei bambini e degli adolescenti calabresi e delle loro famiglie, alcune associazioni impegnate da anni sui temi del disagio minorile e familiare hanno deciso di stringere un’alleanza per condividere risorse e esperienze e per sollecitare politiche e interventi a tutela dei diritti dei minori e della famiglia tese a consentire pari opportunità di accesso alla cura, ai processi educativi e formativi, al godimento di spazi culturali e ricreativi, alla possibilità di poter accedere a percorsi di inserimento lavorativo.
Per i promotori lo scenario che si è aperto con la pandemia avrà effetti drammatici anche nel lungo periodo.

La Calabria con l’emergenza Coronavirus si è scoperta ancora più debole soprattutto per le fragilità del suo sistema sanitario e di Welfare. A rischio sono soprattutto i minori più fragili che vivono nei contesti più svantaggiati e di marginalità sociale, esposti alle conseguenze della crisi economica che colpisce le loro famiglie e all’aumento delle disuguaglianze educative dovute all’allontanamento dalla scuola.

Con i dati in crescita della dispersione scolastica e della fragilità della famiglia, serve pertanto anche in Calabria un massiccio investimento sulle politiche per l’infanzia e l’adolescenza come strada obbligata per contrastare denatalità e desertificazione, per contrastare i fenomeni della riproduzione mafiosa e della devianza sociale con un ruolo strategico che devono avere ancora di più le scuole, le associazioni, la famiglia, la Chiesa, il volontariato e la cooperazione sociale che di fronte alle complessità del mondo minorile e familiare di oggi, sono chiamati ad individuare nella ricerca e nella formazione le scelte strategiche per innovare e attivare veri processi di cambiamento dove la comunità educante si sta rilevando come il modello più idoneo per rispondere ai bisogni dei bambini
e degli adolescenti.

Gli organismi promotori ritengono urgente che il nuovo Governo regionale si doti di strumenti di studio e ricerca come l’osservatorio regionale su infanzia e adolescenza che sia realmente attivo e funzionante ma soprattutto di un piano regionale per l’infanzia e l’adolescenza che deve vedere la famiglia al centro di tutte le scelte politiche e educative.

Su questi temi la rete Con i minori e le famiglie intende svolgere un ruolo di advocacy in piena autonomia dalla politica istituzionale ma anche di interlocuzione con il Governo regionale e con le organizzazioni che a livello regionale hanno competenze nel campo minorile e della famiglia, in sinergia con il Forum regionale del terzo settore in quanto organo di rappresentanza politica ai tavoli istituzionali regionali e locali e con il Dipartimento di sociologia dell’UNICAL che garantirà sostegno alla rete attraverso attività di ricerca e di formazione.

ELENCO ADERENTI ALLEANZA CALABRESE CON I MINORI E LE FAMIGLIE
Unicef, Libera, Save the Children,Camere minorili, Centro Comunitario Agape, Coordinamento educativo Cosenza, Alleanze educative Reggio Calabria, CSI, Forum regionale associazioni familiari, Comunità Progetto sud, Coop Kyosei Catanzaro,Mo.V.I. Calabria,Comunità Piccoli Missionari della Trinità Catanzaro,Cereso Reggio Calabria,Centro calabrese di solidarietà,Arci calabria,Associazione Padri Monti Polistena,Associazione Francesco Serio Praia a Mare,Coop Centro giovanile I. Calabrò Melito P.S.,Coop Res Onmia Reggio Calabria,Centro Don Milani Gioiosa Ionica,Associazione Abakhi Reggio Calabria, Comunità Emmanuel Calabria,Associazione San Pancrazio Cosenza, Associazione Meta Cometa, Gruppo Nazionale Nidi infanzia, Actionaide Calabria

2021_CPS_FISH_QuestionTime_scuola

Ricomincia la scuola, ma non per tutti

Quali interventi, quali strumenti, quali modalità?
A queste e alle molte domande, di genitori, insegnanti, educatori e operatori della scuola proverà a rispondere Emily Amantea, Responsabile dell’Osservatorio per l’Inclusione Scolastica degli alunni con disabilità della FISH Calabria
martedì 28 settembre 2021 dalle ore 17 alle 19 in un question time online organizzato da Comunità Progetto Sud e FISH Calabria.
Si potrà seguire la diretta dei lavori su facebook e inviare le domande su messenger
PROGRAMMA
Apre e coordina i lavori
Angela Maria Regio Responsabile servizi per la disabilità dell’Associazione Comunità Progetto Sud
Interviene e risponde alle domande
Avv. Emily Amantea Rsponsabile dell’Osservatorio per l’Inclusione
Scolastica degli alunni con disabilità della FISH Calabria
Conclude i lavori
Nunzia Coppede Presidente FISH Calabria
Per info  3387844803 | fishcalabria@gmail.com

Ai Candidati a Presidente della Regione Calabria. Firmato: il terzo settore

Alla vigilia delle elezioni regionali, Il Forum del Terzo Settore, principale organizzazione di rappresentanza del Terzo Settore operante in Calabria, ha elaborato un documento che individua 9 aree prioritarie sulle quali chiede un impegno concreto ai candidati alla carica di Presidente della Regione ed alle candidate e i candidati al Consiglio regionale. Il documento intende imprimere una svolta al declino della nostra terra, un declino aggravato dalla pandemia.

La crisi pandemica si è infatti abbattuta in maniera devastante sulla regione più fragile dal punto di vista sanitario, economico, sociale ed ambientale del paese. La Calabria ha dovuto affrontare l’emergenza Covid 19 con un sistema sanitario inadeguato, non armonizzato, carente in strutture e mezzi immateriali affossato da circa 15 anni di commissariamento che ha prodotto ulteriore deficit di servizi e risorse. Il mondo dell’associazionismo, del volontariato e del Terzo Settore calabrese si è trovato ad affrontare l’emergenza dovendosi far carico in modo straordinario delle mancanze istituzionali ordinarie.

Il Forum ritiene che nessuna forza politica possa ritenersi assolta per lo sfascio della sanità pubblica calabrese e l’aggravamento socio economico e migratorio. Sfascio che ha causato l’aumento di sfiducia dei cittadini, e soprattutto dei più giovani, nei confronti delle istituzioni ai vari livelli.

In questi ultimi anni le disuguaglianze si sono ulteriormente aggravate colpendo sempre più duramente i ceti deboli e i più giovani. Siamo tra le regioni dell’UE con il più alto tasso di ragazzi tra i 15 e i 29 anni non impegnati nello studio, nel lavoro o nella formazione (NEET).

A distanza di tanti anni riscontriamo che la corruzione, la masso-ndrangheta, e l’illegalità diffusa continuano a rappresentare il principale freno ad un sano e rapido sviluppo.

Assistiamo al quotidiano spreco delle nostre risorse ambientali e culturali, una devastazione continua che sembra rispondere esclusivamente a logiche economicistiche e di potere.

Verifichiamo quotidianamente la fatica delle nostre amministrazioni a superare l’eccessiva burocratizzazione dei procedimenti, ormai imperante ovunque, con conseguenze nefaste su qualsiasi tentativo politico di cambiamento.

E’ ormai strutturale nella nostra regione la carenza di programmazione e l’incapacità di spesa sui fondi europei, in particolare quelli legati al benessere delle comunità.

Pertanto riteniamo urgente e necessario un forte investimento per accrescere il capitale sociale di tutti i territori della regione, precondizione per una inversione di rotta. Un investimento sino ad ora mai effettuato e realmente perseguito.

Chiediamo ai candidati alla carica di Presidente della Regione, e conseguentemente a chi intende ricoprire la carica di Consigliere Regionale, un chiaro segnale di discontinuità nelle modalità di gestione del potere e di risoluzione delle ataviche problematiche calabresi.

Sentiamo il bisogno di una “buona politica” che promuova un reale e concreto partenariato sociale finalizzato all’innovazione. Un partenariato basato sull’applicazione concreta dei processi di co- programmazione e di co-progettazione introdotti dall’art.55 del Codice del Terzo Settore, coinvolgendo le rappresentanze del Terzo Settore nella definizione di politiche regionali sempre più vicine ai bisogni dei cittadini calabresi.

Scarica il documento completo 

PropCalabria. Parte il secondo corso di italiano tematico

Partirà il dal 4 ottobre 2021 il “Corso di italiano tematico. Imparare il linguaggio adatto per trovare lavoro” promosso dal Progetto PropCalabria.

La formazione è aperta ad un numero massimo di 12 partecipanti e si terrà ogni lunedì, dalle 18.30 alle 20.30 fino all’ 8 novembre.

Il livello minimo di conoscenza della lingua richiesto ai partecipanti è A2 del quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa.

Per accedere alla selezione inviare domanda a:  sportello.propcalabria@gmail.com entro lunedì 24 settembre 2021 ore 12.  Per maggiori  informazioni è disponibile il numero : +39 389 5354721

Nel caso in cui le richieste superino il numero massimo di posti disponibili verrà realizzata una selezione tenendo conto dei seguenti criteri:

– livello di comprensione della lingua italiana

– livello di motivazione del partecipante

IL PROGETTO

Prop Calabria ha l’obiettivo di creare un sistema integrato di presa in carico, supporto, gestione, accompagnamento all’inserimento socio-lavorativo e all’autonomia delle persone migranti, realizzando anche attività mirate all’emersione del lavoro sfruttato. Il progetto prevede, inoltre, azioni volte alla sensibilizzazione della comunità locale in merito ai fenomeni migratori, nonché alla formazione sulle suddette tematiche rivolta agli operatori della pubblica amministrazione. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso un approccio inclusivo che aspira all’implementazione di reti e di sistemi che siano in grado di mettere in atto adeguati modelli che favoriscano efficaci processi di integrazione socio-lavorativa e culturale e, allo stesso tempo, garantiscano le necessarie tutele delle persone migranti. Prop Calabria è un progetto (Avviso Pubblico della Regione Calabria – Progetto “Accoglienza, Sostegno & Integrazione”) finanziato con fondi afferenti al Piano Regionale per il triennio 2019 – 2021 di cui alla Legge Regionale n. 18/2009 e s.m. (Accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle Comunità locali).

IL PARTENARIATO
Prop Calabria conta su un partenariato variegato. Il Comune di Miglierina è Il proponente del progetto. Si affiancano all’interno del partenariato i Comuni di Falerna e Serrastretta. Il coordinamento del partneriato degli enti no profit è dell’Associazione Comunità Progetto Sud, altri partner sono: la Cooperativa Sociale InRete, la Fondazione Caritas Diocesana di Lamezia Terme, la Cooperativa Sociale Il Delta e l ‘Associazione Mago Merlino. Fanno parte del partenariato anche la FLAI-CGIL Area vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e la FAI-CISL Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, nonché l’Associazione Aprocal.

 

Cattivi maestri. Presentazione a Squillace il 15 settembre

Mercoledì 15 settembre 2021 ore 17.30 | Castello di Squillace (CZ)

Ingresso libero al Castello di Squillace per la presentazione di Cattivi maestri. La sfida educativa alla pedagogia mafiosa libro di Don Giacomo Panizza edito   Dehoniane Bologna, con la prefazione di Goffredo Fofi.

L’ evento si colloca nella seconda edizione della Rassegna Letteraria “Alla corte dei Borgia” diretta da Salvatore Grillone.

Dialogheranno con l’ autore Mario Vallone e Carmela Commodaro.

La discussione sarà intervallata dalla lettura di brani tratti dal libro a cura di Maria Macrì e Noemi Carello e accompagnata dalle musiche eseguite dal M° Tony Schito.

Il libro
In molti luoghi del nostro Paese la mentalità mafiosa si insinua nel modo di pensare comune. È la mentalità dei boss, delle donne di mafia e dei giovani in carriera nelle cosche, ma anche quella che si respira nelle relazioni, nelle parole e nei silenzi delle città. Piegate al raggiungimento degli scopi criminali dei clan, le regole «educative» criminali si impongono nelle comunità locali e insegnano il potere della forza, l’importanza di riprodurre modalità rigide e ripetitive di comportamenti sociali – come la riscossione del pizzo – mostrano che chi apprende, dopo essere stato messo alla prova, ottiene fiducia e fa carriera. L’educazione dei giovani criminali, allenati a collocare in secondo piano i sentimenti e l’amicizia, avviene sul campo, anche attraverso le condanne, pure feroci, di coloro che sbagliano, dimostrazioni lampanti che uno sparuto gruppo di persone riesce ad «ammaestrare» interi quartieri e intere città. Una vera e propria «pedagogia mafiosa» che si può contrastare solo con un’educazione alternativa.

Lunarossa tutta una parola. Dieci anni di noi

Tra il 2011 e il 2021 oltre 150 ragazzi hanno cercato e trovato una casa e un futuro.
Stranieri, soli e minorenni, si sono trasformati in adulti corresponsabili attraverso il loro impegno e le opportunità offerte dalla nostra Repubblica italiana.

Lunarossa, tutta una parola: questo il nome con cui nacque il nostro progetto di accoglienza per ragazzini sbarcati da soli sulle nostre coste.
Con il tempo il nome si è diviso in due, seguendo la grammatica.
Ma Lunarossa è nata con il cuore prima che con la mente, ascoltando i racconti di tanti migranti che, nel buio del mare aperto, su un guscio di noce malandato, sballottati dalle onde, vedevano un’unica luce: quella della luna.
Lunarossa, questa è diventata la nuova casa e la nuova famiglia per più di centocinquanta ragazzini che, con il nostro sostegno, continuano a vedere una luce anche nel buio più profondo dei ricordi struggenti e dolorosi di una vita che fu e di un’altra che qui comincia.

Lunarossa è nata il 31 luglio 2011 come risposta agli sbarchi di tanti giovani, prevalentemente maschi, nordafricani durante la Primavera araba.  (Marina Frigerio, redattrice di questo numero di Alogon)

Ne festeggiamo perciò i dieci anni con un numero speciale di Alogon che mette insieme le vite raccontate chi è stato accolto e di chi ha deciso di accogliere.

Le trasformazioni e gli spazi di comunità. Le nostalgie e i futuri possibili costruiti grazie ad una rete che cammina insieme e insieme continua a sviluppare umanità condivisa.

Clicca qui e scarica il nuovo numero di Alogon

Sommario

3. Lunarossa: una luce nel buio. Quante persone possono dire che è stata luna piena la scorsa notte e lo apprezzano? “Sandy Miller”
5.  150 volti,150 sguardi,150 storie. Dieci anni che hanno trasformato la nostra vita
6.  Lunarossa della Comunità Progetto Sud. La Comunità si è continuamente sviluppata diventando un gruppo di gruppi e di reti, di cui anche la Comunità Lunarossa fa parte
7.  Un trampolino verso l’indipendenza. La formazione professionale
8. Sulla luna – Gianni Rodari. La luna appartiene ai sognatori e non ai burocrati, proprio come la Comunità Lunarossa!
9.  Gli arnesi del mestiere. Fare esperienza nelle aziende del territorio
11.  L’accompagnamento che mette radici. Tutela Oltre – Non solo per legge
11.  “Ormai Suleiman è uno di noi”. L’esperienza di Antonella, tutrice
12.  A Lunarossa rinasce la speranza. La forza dell’equipe interdisciplinare
15.  Difendere i diritti costruendo fiducia. La tutela legale a Lunarossa
18.  Da ragazzo accolto a operatore di comunità. Ousman, 25 anni, gambiano
20.  Yussuf costruisce il suo futuro. L’incubo del viaggio, l’approdo a Luna Rossa e i passi in avanti di un ventenne gambiano
23.  Volevo studiare ma c’era la guerra. Hussain, 16 anni, pakistano
25.  Nati e nate sotto lo stesso cielo
25.  Io vi chiedo protezione e aiuto. Karim, 16 anni, egiziano
27.  Creare ponti per crescere insieme. L’animazione socioculturale e ricreativa a Lunarossa
29.  Momenti di vita quotidiana. Dal diario di Lunarossa
32.  Per vincere, dobbiamo funzionare. come gruppo Cosa ci insegna il gioco del pallone
33.  Nella cucina di Lunarossa. Il Mafè senegalese
34.  Il Pane Tapalapa (Senegal, Gambia e Guinea)
35.  Racconto di un viaggio a …
36. Io immagino un mondo pieno di ragazzine e ragazzini vivi e felici
38. Organigramma del servizio
38.  Auguri Lunarossa! Vecchi e nuovi ragazzi augurano un vivo presente e un felice futuro
39. 10 cose da sapere sul fenomeno dei rifugiati nel mondo

Danilo Chirico e don Giacomo Panizza sulla “Storia dell’antindrangheta”

Martedì 31 agosto ore 18.30 Parco di monte Covello , Girifalco (CZ)

C’è anche una Calabria diversa, lontana dagli stereotipi che la dipingono vittima inerme (se non addirittura complice) della malavita, c’è una Calabria che ha saputo – e sa – alzare la testa e ribellarsi, una terra che non ha paura di guardare in faccia il male e affrontarlo.

È questa la Calabria che Danilo Chirico racconta nel libro edito da Rubbettino “Storia dell’antindrangheta” e intorno al quale si snoda l’ appuntamento del prossimo 31 agosto tra le faggete del Parco di Monte Covello a Girifalco, che vedrà l’ autore dialogare con don Giacomo Panizza, presidente e co-fondatore della Comunità Progetto Sud.

Il libro ricostruisce per la prima volta i movimenti per l’occupazione delle terre, le lotte politiche e per il lavoro, le vertenze ambientaliste, le denunce della Chiesa, i conflitti sociali, i cortei studenteschi, le vicende personali e collettive di tutti coloro che in Calabria hanno combattuto la criminalità organizzata dal secondo Dopoguerra ad oggi.

Quella dell’antindrangheta in Calabria non è una storia marginale che vede protagonista qualche giovane isolato con il pallino della contestazione. Enzo Ciconte ricorda nella  prefazione come il movimento delle gelsominaie, le lotte per la terra e il lavoro, le battaglie politiche e sindacali, la presa di coscienza via via crescente della Chiesa “precedono l’impegno della magistratura.

Il libro di Chirico non è però solo una celebrazione del mondo dell’impegno sociale calabrese da cui lo stesso autore peraltro proviene, ma ne analizza anche le miserie, le divisioni provando a indicare anche una rotta per uscire dalla crisi in cui si trova oggi il movimento antimafia calabrese e italiano.

L’AUTORE

Danilo Chirico (Reggio Calabria, 1977) è giornalista e scrittore. È stato autore di programmi di informazione per Rai Uno, Rai Tre, MTV, Laeffe TV, repubblica.it, Radio Tre. Ha lavorato per giornali, riviste e agenzie di stampa parlamentare.
Ha pubblicato il romanzo Chiaroscuro (Bompiani 2017) e sceneggiato la web serie Angelo (Raiplay). È autore di libri sulle mafie tra cui Il caso Valarioti.
Nel 2011 con Dimenticati. Vittime della ’ndrangheta ha vinto il premio “Indro Montanelli – Giovani”. È presidente dell’Associazione daSud.

Brucia l’Aspromonte, brucia la Calabria… ma dobbiamo reagire!

Come GOEL – Gruppo Cooperativo e Comunità Progetto Sud esprimiamo indignazione, rabbia e sconcerto per i roghi che stanno incenerendo l’Aspromonte e i boschi della Calabria! Questi sono atti vili e privi di alcun senso.

La stima in Italia è che almeno il 70% degli incendi sia di origine dolosa. I roghi assurdi e fuori misura di questi giorni hanno colpito tutta la Calabria, ma in particolare l’Aspromonte. Ci auguriamo che vengano rapidamente individuati i colpevoli, ma come si fa a non avere il dubbio (per usare un eufemismo), specie nella provincia di Reggio Calabria e con un’azione così determinata e sistematica, che sia estranea la mano della ‘ndrangheta? La ‘ndrangheta, infatti, ha dimostrato ampiamente in questi anni quanto disprezzi la Calabria, l’ambiente, il proprio stesso territorio. Il Rapporto Ecomafia 2021 appena presentato da Legambiente, è eloquente.

I boschi, la natura, la biodiversità, sono l’immenso tesoro di questa regione, unico in tutta Europa, da cui può nascere un futuro di sviluppo, turismo e prosperità. Bruciarlo è l’atto più stupido e autolesionista che può essere concepito. Altro che onore e rispetto: bruciare i nostri boschi e la nostra terra, non difenderli, è infamità e indegnità senza appello.

Ringraziamo le persone che in queste ore stanno lottando per estinguere le fiamme: Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, Protezione Civile, associazioni, semplici cittadini.

Crediamo che le nostre comunità siano costituite prevalentemente da gente perbene, onesta. Non possiamo credere, però, che nessuno sia venuto a sapere chi ha appiccato gli incendi. Chiediamo ai Calabresi veri, quelli onesti, che abitano nei centri colpiti, che hanno visto bruciare il futuro dei propri figli attraverso questi roghi, di parlare! Non è più tempo di timore e omertà. Le forze dell’ordine sono affidabili. Parlate! Riferite anche solo sospetti. Non siate complici di questo ecocidio! Di fronte a quanto sta accadendo, infame è chi non parla!

Poi ci rivolgiamo agli Enti Parco, alla Regione Calabria e al Governo per lanciare alcune proposte perché tutto ciò non accada mai più.

– Chiediamo innanzitutto di rafforzare la vigilanza e il controllo nelle nostre montagne, che debbono essere presidiate, a livello tecnologico e attraverso la presenza fisica: abbiamo bisogno di individuare i colpevoli e avere condanne esemplari, e pretendere da tutti il massimo rispetto dei nostri ecosistemi.

– Il Parco dell’Aspromonte aveva sperimentato un modello efficace di prevenzione degli incendi, avviato durante la presidenza del prof. Perna e continuato successivamente: le buone prassi debbono essere ripristinate ed estese agli altri parchi. Le comunità degli abitanti dei parchi devono essere coinvolte e responsabilizzate nella custodia del patrimonio naturale.

– Infine il tema del rimboschimento è fondamentale e strategico nella prevenzione. L’Aspromonte dovrà tornare ad essere una montagna bellissima, ma a ripiantarlo proponiamo siano gli enti del terzo settore, le imprese sociali, sotto il controllo strettissimo delle Prefetture e delle forze dell’ordine per evitare ogni forma di infiltrazioni: se qualcuno spera di gestire il business (pubblico o privato) del rimboschimento, deve essere dolorosamente deluso!

Da parte nostra, insieme a Legambiente, stiamo lavorando per provare a sviluppare soluzioni innovative per la prevenzione degli incendi e siamo disponibili a sostenere chiunque abbia intenzione di imprimere una svolta seria.

Coraggio dunque, è tempo di reagire: oltre i boschi, non facciamoci bruciare anche la speranza.

A chi giova questa riforma? Don Panizza tra i firmatari dell’ appello contro la Riforma Cartabia?

Anche la  Calabria sottoscrive l’ appello contro la riforma Cartabia.

Tra i nomi: Salvatore Borsellino, il testimone di giustizia Gaetano Saffioti, Rosanna Grisolia del Comitato anti ‘Ndrangheta in Memoria di Giannino Losardo e Francesco Martorelli, don Giacomo Panizza (Comunità Progetto Sud), Elio Veltri, già sindaco di Pavia, Rosaria Scarpulla e Francesco Vinci, madre e padre di Matteo, ucciso con un autobomba, Francesco Di Lieto del Codacons e don Ennio Stamile di Libera.

«Facciamo appello a cittadini, avvocati, magistrati, ai sindacati, alla Chiesa e a tutte le agenzie educative, alle associazioni e ai candidati e alle candidate della Regione Calabria: esprimetevi sulla riforma Cartabia. Abbiate il senso civico di esternare con chiarezza le vostre posizioni, non trinceratevi dietro inutili diversivi! Una Calabria nuova, forse, oggi può nascere proprio dalla rottura del silenzio».

«Una riforma – è sottoscritto  – che potrebbe uccidere il 50% dei processi e tutto tace; quasi tutta l’informazione ha come notizia di apertura il dibattito sul green pass. Assistiamo ad un assalto della giustizia da parte del Governo Draghi, con un ministro che vuole trasformare la riforma in un oltraggio alla giustizia stessa. Accodati all’ informazione dominante, la politica, gli intellettuali, la società civile, l’avvocatura e la magistratura (salvo rare eccezioni con modalità a volte inefficaci e tardive) tacciono o meglio ringraziano, perché altrimenti non prendiamo i soldi dall’ Europa. Ma soprattutto la preoccupazione generale è di non turbare l’attività del Draghi ‘ex machina’ che quei soldi ce li ha garantiti. Nel silenzio assordante si ode qualche piccolo balbettio da parte di quello che fu il M5S. Ma il silenzio che più ci offende e ci indigna è quello della Calabria, regione in cui sono in corso importanti processi contro la criminalità mafia-massonica. Nessuna reazione alle parole di preoccupazione espresse da Gratteri in audizione alla Commissione giustizia. Dov’è finito il popolo variegato che un paio di anni fa aveva promesso di non lasciare solo il procuratore antimafia di Catanzaro? L’ informazione, i partiti, la società civile, le sardine, tutti ottenebrati dal fascino Draghi-Cartabia? E dalle altre procure calabresi, si batterà un colpo?»

«La Riforma – si legge ancora – è un oltraggio a tutti i cittadini che non saranno mai tutelati di fronte alla legge, perché molti processi abortiranno, anche quelli che riguardano reati contro la pubblica amministrazione e il fine della giustizia non sarà più quello di arrivare alla verità processuale ma quello di guadagnare l’improcedibilità. Quindi, processi morti, nessun colpevole, nessuna vittima. Inoltre la riforma non dà gli strumenti, il personale adatto per garantire i tempi di un processo adeguato e giusto. A chi giova questa riforma?»

APPtraverso la Calabria: ripensare alle povertà educative costruendo comunità educanti 4.0

Tre anni, tanto è durato il progetto “Apptraverso la Calabria” ideato per indirizzare le giovani generazioni allo studio e al protagonismo, alla cultura e alla polis.

Si è svolto per metà tempo in condizioni normali e in seguito durante la pandemia da Covid-19 c’è stata l’ esigenza di una rimodulazione delle attività educative rivolte ai giovani e che hanno coinvolto le famiglie.

Un progetto articolato, finanziato da Impresa sociale CON i Bambini, che consegna un modello di rete territoriale virtuoso, realizzato grazie alla sinergia di base tra il coordinamento regionale CNCA, l’ ARCI Calabria con la comunità Progetto Sud capofila.

Oltre cinquanta le realtà educanti coinvolte tra scuole, parrocchie, associazioni di terzo settore, imprese e Università che hanno contribuito a fare di Apptraverso un progetto pilota di “comunità educanti” nella regione a più alto tasso di abbandono scolastico con un forte gap di alfabetizzazione digitale.

Le attività svolte nel percorso di tre anni sono state concluse insieme a numerosi rappresentanti dei beneficiari ospitati il 13 luglio 2021 presso l’agriturismo Costantino a Maida (CZ), congiuntamente a educatori, animatori territoriali, corpo docente, rappresentanti delle associazioni e delle imprese che hanno «lavorato insieme per contrastare la povertà educativa, unendo la tecnologia alla didattica» come sottolinea Isabella Saraceni, coordinatrice e responsabile di progetto. «In questi anni – continua – abbiamo svolto viaggi reali e virtuali, abbiamo consentito agli studenti di conoscere i nostri territori, aziende piccole e imprese grandi; realizzato laboratori formativi e creativi; svolto attività di sostegno didattico e supporto all’educazione genitoriale; realizzato dirette social e webinar formativi; realizzato strumenti digitali come l’APP contente i lavori svolti dagli studenti in questi anni e realizzato il Salone dell’orientamento virtuale denominato “NOescaperoom”. Abbiamo accompagnato i giovani a guardare i loro luoghi con occhi diversi».

Ed è stata proprio la visione uno dei fili conduttori che ha caratterizzato il percorso di Apptraverso contribuendo a rafforzare la trama del tessuto sociale, dando importanza alle aspirazioni e facendo prendere voce ai giovani. Essi hanno restituito produzioni di competenza e sogno servendosi dei linguaggi e delle nuove conoscenze acquisite dal progetto.

«Fare rete e costruire comunità educanti e di pratiche mettendo in relazione il territorio per lo sviluppo di un apprendimento continuo e permanente, – continua la Saraceni – . Ci siamo avvalsi- conclude- di competenze e talenti in grado di affiancare i giovani ad orientarsi nelle scelte senza però intralciare il loro protagonismo».

Per l’evento di chiusura sono intervenuti i rappresentanti degli enti del terzo settore e degli Istituti superiori della città di Lamezia Terme (Istituto Comprensivo Manzoni-Augruso, Istituto Comprensivo Nicotera-Costabile, Liceo Tommaso Campanella, Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e Ristorativi L. Einaudi); di Cosenza (Polo Tecnico Scientifico Brutium, Istituto Tecnico del Turismo Ugo Calvanese di Tortora (CS), Parrocchia Stella Maris (Tortora), di Crotone (Istituto Comprensivo Alcmeone, Istituto Comprensivo Papanice, Liceo G.V. Gravina) e di Reggio Calabria (Istituto di Istruzione Superiore L. Nostro – L. Repaci, Liceo Scientifico Alessandro Volta di Reggio Calabria).

Durante la giornata sono seguiti gli interventi di Marina Galati presidente del CNCA Calabria, che ha fatto esprimere gli studenti sulla percezione del cambiamento prodotto in essi dal progetto e le risposte interessanti sono arrivate proprio dai giovani che con lucida empatia hanno dichiarato le difficoltà e gli apprendimenti. Così anche la gratitudine espressa da operatori e insegnanti che hanno potuto ascoltare i loro nuovi bisogni e potuto reindirizzare le attività. Una su tutte «abbiamo imparato che il mondo continua a essere un bel posto, nonostante la pandemia e tutto quello che siamo stati costretti a vivere».

Mattinata vivace che si è snodata tra performance coreutiche, videoclip, testimonianze e opportunità di credere che «l’innovazione digitale sia un processo possibile e perseguibile se indirizzato su assi strategiche di crescita sociale» come dichiarato in un passaggio da Gennaro di Cello, referente ARCI Calabria.

A chiudere con un accorato appello ai giovani è stato Don Giacomo Panizza: «Lanciatevi, studiate e sperimentatevi credendo nella forza di essere voi stessi in cammino con una comunità umana civile».

 

“Il progetto è stato selezionato da Impresa Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”
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