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Giornata internazionale contro la discriminazione razziale: Mai più tragedie come Cutro! Difendiamo la valigia di bambini e bambine

Lamezia Terme: Comunità Progetto Sud con gli alunni dell’ IC Sant’Eufemia per le iniziative promosse in tutta Italia dalla rete ip ip urrà – Infanzia prima

Napoli, 20 marzo 2023 – La tragedia di Steccato di Cutro ha visto morire 86 persone in mare (accertate ad oggi) a pochi metri dalla riva, tra loro 35 minori  di cui 26 compresi nella fascia d’età tra 0 e 12 anni che probabilmente si potevano salvare. Corpi che il mare sta riconsegnando anche a distanza di giorni.

Il 21 marzo è la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale e la rete del progetto Ip Ip Urrà, Metodi e strategie per mettere l’Infanzia Prima – selezionato dall’impresa sociale Con i bambini nell’ ambito del fondo di contrasto alla povertà educativa – promuove iniziative su tutto il territorio nazionale, dando slancio a momenti di riflessione e di lettura che coinvolgeranno bambini e bambine, genitori, operatori e reti locali.

Al centro delle iniziative ci sarà una valigia, quella delle aspirazioni dell’infanzia e quella dei sogni infranti nel Mediterraneo di chi vuole solo fuggire da guerre e povertà, di chi ha diritto a trovare accoglienza.

A Lamezia Terme, martedì  21 marzo  il gruppo di lavoro Ip Ip Urrà di Comunità Progetto Sud lavorerà con gli alunni dell’ IC Sant’Eufemia dalle 14:30 alle 16:30.

«Ci concentreremo su un momento di lettura collettiva – dicono le operatrici referenti Maria Elena Godino e Claudia Donato –  con mamme, insegnanti, bambini e bambine del libro “La città in fondo al mare».

«Abbiamo chiesto ai bambini di portare a scuola un oggetto dal quale non si separano mai e che metterebbero in valigia se dovessero essere costretti a partire per un lungo viaggio.  Questo oggetto andrà a riempire una valigia vuota che noi operatori metteremo al centro del “cerchio lettura”».

«Alla lettura e al gesto del riempire la valigia con oggetti diamo il significato di “appartenenza”  – continuano – “identità” “cultura” di cui ogni persona è portatrice. Vorremmo che questo servisse a dire – concludono –  che ogni persona ha il diritto di essere ciò che è in qualsiasi luogo della terra decida di vivere e che questo è il diritto ad esistere e di essere felici e realizzati, come insegna anche la Costituzione Italiana».

«Viaggiare senza il sogno di una vacanza per la necessità di trovare un posto migliore rispetto a quello da cui si parte, è un diritto essenziale, fin troppe volte negato – dichiara la coordinatrice nazionale del progetto Ip Ip Urrà Infanzia Prima Barbara Pierro – Guerre, cambiamenti climatici, dittature, accordi internazionali criminali, le principali cause che spingono famiglie, uomini e donne a lasciare quel poco che hanno per trovare accoglienza in posti in cui costruire la speranza di un quotidiano migliore. Non c’è futuro dignitoso, possibile per nessuno e nessuna, neanche per chi si sente “al sicuro” finché nel mondo ci saranno persone che scappano in condizioni inaccettabili, pur di trovare il proprio posto nel mondo».

«La rete di Ip Ip Urrà concretamente, ogni giorno si impegna perché nessun adulto, piccolo/a, a prescindere dal colore della sua pelle, dal Paese da cui viene, da ciò in cui crede e da chi sceglie di amare, si possano sentire accolti, amati, rispettati e sostenuti nel loro percorso di vita», conclude Pierro.

Programma iniziative su tutto il territorio nazionale

Napoli

Durante la settimana dal 20 al 25 presso Chikù sede dell’associazione, all’Econido Scampia, ci saranno momenti di lettura tra gli albi:  Tre mostri, David McKee, Lapis Ed;  e Mediterraneo, di  Armin Greder, Orecchio Acerbo Ed. Le letture e i lab che ne seguiranno dedicati a grandi e piccol* saranno un momento dedicato al confronto, alla conoscenza, alla costruzione di porte e porti aperti!

Firenze

Oggi 20 marzo alle 11.15 e fino alle 12.15 la coop sociale L’Abbaino – Consorzio Mestieri organizza una lettura per adulti e bambini dell’albo illustrato “Cosa c’è nella tua valigia” e per gli adulti lettura di estratti della poesia “Casa” di Warsan Shire. Momento di gioco: “Cosa metti nella tua valigia?”. Un laboratorio per adulti e bambini per la costruzione di una valigia di carta a collage. Tra i pezzi da usare per il collage delle parti della poesia letta.

Messina, Il 20 marzo 2023 alle 17-18.30 al centro socio-educativo “Il Melograno” di Fondo Saccà ci sarà la musica come strumento per esplorare e conoscere la realtà.  bimbi e le bimbe di Ecos-Med festeggiano l’arrivo della primavera. Eseguendo alcuni giochi e seguendo la musica in progressione, dai toni bassi a quelli acuti, dalle scale minori a quelle maggiori, si cimenteranno in un laboratorio espressivo-musicale che celebra la natura che si risveglia dopo l’inverno.

Roma, Il 21 marzo, a Tor Bella Monaca, dalle ore 10 alle ore 12:30, in occasione della Giornata Internazionale contro la discriminazione razziale, l’Associazione 21 Luglio con il Play Hub itinerante raggiungeremo una delle piazze più significative del quartiere per celebrare la giornata, dedicando del tempo alla riflessione sull’infanzia negata e sui recenti fatti di cronaca. Inizieremo con la lettura dell’albo illustrato “Qui da noi non c’è posto”, un racconto che vede protagonisti due fratellini che fuggono dal loro paese in guerra, affrontando la migrazione via mare alla ricerca di un posto disposto ad accoglierli, e dell’albo “Il Muro”, una storia che invita a riflettere sul valore della diversità e il rischio che i muri diventino barriere invalicabili.

Le letture costituiranno poi lo stimolo per affrontare il tema dell’accoglienza e dell’abbattimento di stereotipi e paure. A seguire bambini e bambine, saranno coinvolti in una attività di pittura verticale, su un supporto di carta che rappresenterà il muro che, una volta costruito, sarà metaforicamente abbattuto.

Milano, In occasione della giornata internazionale contro il razzismo, Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali di Pioltello affronterà il tema della migrazione dal punto di vista di cosa spinge le persone a partire e cosa desiderano per quel futuro che le aspetta, ma soprattutto come possono contribuire loro stesse, attraverso i loro talenti, capacità e caratteristiche, a far sì che quel futuro desiderato si concretizzi.

Questa riflessione, prima svolta in circle time, verrà poi rappresentata in una drammatizzazione che sarà accompagnata dalla lettura della poesia

Casa di Warsan Shir. “Il momento, al quale abbiamo dato il titolo ‘La Valigia del Futuro’, lo svolgeremo nella mattina di Martedì 21 Marzo. Sarà mia premura inviarvi subito il materiale per la realizzazione del video collettivo.

Lecce, Il 21 Marzo alle 16:30 presso Biblioteca di comunità Ogni Bene l’associazione Fermenti Lattici presenta Il laboratorio Montessori – Abbasso il razzismo! – a cura di Boboto.

Partendo dalla lettura dell’albo dedicato alla storia di Rosa Parks, i bambini e le bambine – dai 4 ai 6 anni – verranno accompagnati in diverse attività volte alla comprensione che siamo tutti unici nelle nostre diversità, ma che abbiamo tutti gli stessi diritti. E che il diritto alla non discriminazione è il fondamento della pace.

“Se c’è un momento nella vita in cui tutti gli uomini hanno le stesse idee, quando parlano la stessa lingua, è il momento della nascita. Non importa in quale parte del mondo nascano, i neonati sono tutti uguali. Se desideriamo raggiungere la pace e la comprensione reciproca, dobbiamo cominciare dal momento della nascita, il momento in cui tutti gli uomini sono uguali”

Genova, Sabato 18 marzo alle 10.30 nella biblioteca del nido Vico Rosa si è svolto un laboratorio tematico con lettura condivisa di albi illustrati legati al valore delle differenze, l’accoglienza e l’incontro, l’intercultura promosso da cooperativa sociale Mignanego.

Contro le discriminazioni razziali. “C’è un filo che unisce il promuovere il rispetto di tutte le persone e culture al coltivare la bellezza attraverso libri belli e significativi”. Come disse Peppino Impastato: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”.  È inoltre prevista la piantumazione di un albero di ciliegio in ricordo delle vittime di Cutro.

Il 21 marzo dalle ore 16.30 parteciperemo insieme ad altre realtà del centro storico all’evento “Semi di libertà”, che coinvolgerà bambini e bambine di tutte le età, famiglie, negozianti, passanti.  Verranno animate alcune piazze del Sestiere della Maddalena, luoghi un po’ dimenticati che si desidera restituire alla cittadinanza. Scelti anche per la vicinanza ad alcuni spazi confiscati alla mafia. Verranno proposti giochi e laboratori per piccoli e grandi. Già nella mattinata operatori e alcuni genitori si prenderanno cura delle piazze e i vicoli che le uniscono pulendo e decorando gli spazi con bandierine e cartelli realizzati in precedenza dai bambini e dalle bambine.

Moncalieri, Il 21 marzo ore 10-12 e ore 17-18.30 in ludoteca a Casa Zoe: letture di pace Durante la ludoteca le educatrici prepareranno per le famiglie e i bambini presenti attività a tema PACE sia per salutare l’arrivo della primavera sia per festeggiare la Giornata per l’eliminazione delle discrimazioni razziali.

Il 25 marzo ore 10-12 presso Parco Le Vallere, Moncalieri: Festa di primavera. La festa vuole essere un momento per riflettere insieme sull’infanzia negata e sui recenti fatti di cronaca per gettare insieme un seme di umanità. Durante la mattinata laboratori e colazione per tutti i partecipanti. Si parte dal libro “Cosa c’è nella mia valigia” e insieme si costruiscono valigie cariche di sogni.

Bergamo, In occasione della Giornata Internazionale contro la discriminazione razziale le donne e le famiglie dell’associazione “Intrecci di Storie ” di Alzano Lombardo – insieme agli operatori de Il Cantiere – si ritroveranno al Parco Montecchio per fare merenda, giocare, leggere albi illustrati con le loro bambine e i loro bambini.

cutro foto da twitter

Naufragio di Steccato di Cutro: Comunità Progetto Sud tra le Associazioni che depositano l’esposto collettivo in Procura

Oltre 40 associazioni della società civile italiana ed europea hanno presentato un esposto collettivo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone per chiedere di fare luce sul naufragio di domenica scorsa a Steccato di Cutro, costato la vita ad almeno 72 persone, tra cui molti bambini.

“Davanti a così tanti morti e chissà quanti dispersi, è doveroso fare chiarezza” dichiarano le organizzazioni. “Vogliamo dare il nostro contributo all’accertamento dei fatti, non ci possono essere zone grigie su eventuali responsabilità nella macchina dei soccorsi”.

Le associazioni, infine, rinnovano il loro appello all’Italia e all’Europa: per ridurre drasticamente il rischio di nuove tragedie è necessario mettere in piedi al più presto un sistema di ricerca e soccorso in mare adeguato e proattivo.

Le associazioni e sigle firmatarie dell’esposto sono:

AOI – ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE
Associazione Contro gli Abusi in Divisa (A.C.A.D.)
Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (A.S.G.I.)
Associazione Clinica Legale per i Diritti Umani
Associazione Progetto Accoglienza,
ARCI
Borderline-Europe
Casa dei Diritti Sociali
CIAC
Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos
Legambiente Nazionale
Consorzio Italiano di Solidarietà – ufficio rifugiati ONLUS (ICS)
Emergency
Fondazione Gruppo Abele
Gruppo Lavoro Rifugiati
International Justice and Human Rights Centre
Legal Team Italia
Medici Senza Frontiere
Associazione Don Vincenzo Matrangolo
Rete Comunità Solidali
Open Arms Italia
Oxfam Italia
SOS MEDITERRANEE Italia
Progetto Mem.Med – Memoria Mediterranea
Mediterranea Saving Humans
PROGETTO DIRITTI
WatchTheMed Alarm Phone
Sea-Watch
Sea Eye
RESQ – PEOPLE SAVING PEOPLE
Diritti di Frontiera – Laboratorio di Teoria e Pratica dei Diritti
Fondazione Roberto Franceschi
A Buon Diritto
Confederazione Unione Sindacale di Base
Iuventa-crew
Louise Michel
Associazione Comunità Progetto Sud
Medici del Mondo Italia
Campagna LasciateCIEntrare
Melting Pot
MoCi Cosenza
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
La Petite Bibliothèque

logo servizio civile

Calendario selezione Servizio Civile Universale

Si rendono noti i calendari delle prove selettive per il Servizio Civile Universale

  • Calendario generale area disabilità: PROGETTO “PHP: People Have the Power” 2022 – CODICE PROGETTO PTCSU0024822012397NMTX – da tenersi con “Associazione Comunità Progetto Sud”

Scarica l’allegato

  • Calendario PROGETTO “CISL: competere per l’inclusione sociale e lavorativa nei migranti” – CODICE PROGETTO PTCSU0024822011547NMTX – da tenersi con  “Associazione Comunità Progetto Sud”

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  • Calendario PROGETTO “PAC Prevenire con l’Animazione Culturale” – CODICE PROGETTO PTCSU0016722011054NMTX – da tenersi con “Associazione Comunità Progetto Sud”

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferisce a Don Giacomo Panizza l’onorificenza al Merito della Repubblica

“Per l’impegno, di tutta una vita, a favore dell’inclusione sociale attraverso una rete di volontariato che si occupa di individuare percorsi di recupero per persone in grave difficoltà”.

Con questa motivazione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  a designa don Giacomo Panizza l’ onorificenza di Commendatore della Repubblica.

La cerimonia, al Quirinale, il prossimo 24 marzo.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trenta onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per un’imprenditoria etica, per l’impegno a favore dei detenuti, per la solidarietà, per il volontariato, per attività in favore dell’inclusione sociale, della legalità, del diritto alla salute e per atti di eroismo.

Il sito quirinale.it pubblica poche ore fa  i nomi delle trenta persone designate dal Capo dello Stato come destinatari delle onoreficenze al Merito della Repubblica Italiana. Personalità individuate dallo stesso Presidente e che si sono distinte per  esempio all’ interno della società civile e nelle istituzioni per il significativo impegno civile, dedizione al bene comune e testimonianza dei valori repubblicani.

marianella Sclavi_Leopoli_2022

Welfare e pace

a cura di Maria Pia Tucci, di Marianella Sclavi 

24 febbraio 2022 – 24 febbraio 2023. Ucraina. Sono le 5:05, ora locale, del 24 febbraio 2022 , la popolazione Ucraina si sveglia al suono delle sirene e nel frastuono delle bombe.  è la guerra che bussa prepotente alle porte dell’ Europa. Putin invade l’Ucraina. Truppe al confine e allarme dai cieli.

Un bilancio spaventoso che ci continua a consegnare  immagini di distruzione ma anche di resistenza.

Dall’Italia arrivano aiuti umanitari, ma c’è pensa anche al futuro possibile, da proteggere e costruire, nasce il MEAN (Movimento Europeo di Azione nonviolenta).

Tra i fondatori c’è Marianella Sclavi, sociologa, esperta di arte di ascoltare, già docente di etnografia urbana al Politecnico di Milano. 

Mentre gli altri parlano di armamenti il MEAN riprende in mano il welfare e la costruzione di ponti tra persone e istituzioni, si costruisce una rete sociale e in gruppo si viaggia da ogni parte d’Italia verso Kiew prima e verso Leopoli dopo.

Ne escono incontri con le associazioni sociali del luogo, laboratori e interlocuzioni che diventano un patrimonio di umana solidarietà e vicinanza tra persone.

A Marianella Sclavi abbiamo chiesto il suo pensiero sulla pace e la relazione che c’è, se esiste, tra il welfare e la pace e lei ci ha dato due risposte, concrete, basate su esempi vissuti.

“Cercherò di basarmi su un paio di esempi concreti.Stabiliamo per prima cosa che “pace” non vuol dire assenza di conflitto, ma assenza di violenza.

“Pace” è un concetto dinamico che corrisponde a saper trasformare le incomprensioni, i dissensi e i conflitti in occasioni per capire meglio noi stessi e il mondo. La violenza è un risultato della assenza di possibilità e/o capacità di gestire i conflitti creativamente. 

Quindi se vogliamo parlare di “pace” in modo non ideologico dobbiamo prendere in considerazione specifiche e concrete situazioni conflittuali, e in particolare mettere al centro il disagio degli strati di popolazione più deboli e marginali e capire come è possibile far fonte alla mancanza di equità nella nostra società, a tutti i livelli: locale, regionale, globale.

 Non c’è pace senza giustizia.

ucraina

In Francia da una ventina d’anni è in atto un esperimento di prevenzione e gestione dei conflitti nei quartieri difficili che, quando viene applicato, riesce per davvero a far emergere il dialogo e la cooperazione. Questo metodo di intervento si chiama “qualification mutuelle” (QM), qualificazione reciproca, ed è stato inventato da una studiosa del malfunzionamento del Welfare di nome Suzanne Rosenberg, che poi è riuscita a praticarlo in una quantità di situazioni relative alla sanità, ai trasporti pubblici, alle assegnazioni delle abitazioni popolari, alle code per la pensione sociale, alle rivolte giovanili nelle banlieue.

Rosenberg è partita dall’ osservazione che nei quartieri di edilizia sociale “i servizi pubblici evolvono sempre più verso una spirale di scontro tra utenti che si sentono ostaggio dei servizi stessi e operatori impotenti.” Questa metafora dei servizi sociali visti come una ragnatela in cui coloro la cui qualità della vita dipende dal loro funzionamento si trovano “catturati” come dei moscerini, mi ha molto colpito.

Gli abitanti di questi quartieri – sostiene Rosenberg- sono persone intelligenti e creative, se si da loro la possibilità di praticare queste doti. E d’altra parte: “Come mai la polizia, il sistema giudiziario e gli assistenti sociali ottengono solo scarsi risultati nella prevenzione e nella punizione dei reati?”

I principi di fondo della QM sono due: primo, che una comprensione adeguata del problemi richiede la collaborazione fra tre tipi di saperi ognuno con una propria ragion d’essere: quello decisionale dei politici, quello tecnico-amministrativo e quello basato sull’esperienza concreta dei destinatari. Quando manca uno dei tre, la diagnosi e decisione si dimostreranno fallimentari. Quindi la QM opera tipicamente per mezzo di laboratori in cui i rappresentanti di queste tre categorie, che di solito non si parlano e specialmente non si ascoltano, si incontrano per dare spazio alle reciproche esperienze, esigenze, punti di vista e inventare assieme delle soluzioni innovative, di mutuo gradimento.

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Il secondo principio è riassumibile nella richiesta ai dirigenti di smettere di ragionare in termini di “il regolamento non lo prevede” in favore di “il regolamento non lo proibisce”, ovvero “è lecito tutto ciò che non è proibito”.

Il salto è: da decisioni prese nelle “stanze dei bottoni” che escludono gli abitanti dei territori interessati, a decisioni prese “sul campo” in modo inclusivo.

Vediamo adesso come questo approccio può essere applicato in un altro campo, quello sulla guerra causata dalla aggressione russa in Ucraina. E’ largamente presente nella opinione pubblica l’idea che al posto della difesa armata, gli ucraini e gli stati europei dovrebbero “ricorrere al negoziato”. Chi dice questo si dimentica di sottolineare la differenza fra “negoziato nelle stanze dei bottoni” e “negoziato sul campo”.

Basterebbe andare a leggere il Protocollo di Minsk del 2014 (Minsk 1, firmato da l’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa -OSCE , da Russia e Ucrania e rappresentanti del Donbass) per rendersi conto che su quel documento c’è tutto cià che sarebbe astrattamente necessario per il cessate il fuoco e la ricostruzione del tessuto sociale. Ma le forze in campo hanno continuato a spararsi come e più di prima.

Mancava in quell’accordo la dichiarazione che era necessaria una forza terza di interposizione in grado di farlo rispettare. Cosa fanno invece i poteri forti ?

Elaborano un altro documento, un nuovo Protocollo, Minsk 2 del 2015, (sottoscritto anche da Francia e Germania con la benedizione della Cina) che aggiunge sulla carta altre disposizioni  per la cessazione dei combattimenti ecc.

Uno dei risultati reali è che la Fed Russa ne ha dedotto che l’Europa non facesse sul serio e che l’Ucraina potesse essere ingoiata in un sol boccone.

ucraina_luca Daniele

Allora piuttosto che chiedere un Minsk 3 sarebbe forse il caso che l’Europa si doti una autentica forza terza, non bloccabile dai veti dei singoli stati, come succede all’Onu, capace lei di bloccare le violenze e aprire la strada al coinvolgimento della  popolazione locale nella progettazione di un futuro di pacifica e fruttuosa convivenza.

Entrambi questi esempi illustrano che molto spesso il cambiamento necessario nel modo di ragionare e di governare non riguarda solo le stanze del potere, ma anche di chi le contesta.

Le foto sono di Luca Daniele, fonte: https://www.facebook.com/meanprogetto/

Angela Regio__

Comunità, welfare, pace: costruire dal basso con lo sguardo al mondo

A tu per tu con Angela Regio, responsabile dei servizi e degli interventi sociali destinati alle persone con disabilità della Comunità Progetto Sud

«Lavorare per la pace è anche opporsi alla ‘ndrangheta e alle sue logiche inumane capaci di tenere sotto scacco vari segmenti della nostra società. È favorire l’incontro tra le diverse culture sia sociali che religiose. È non abbassare la guardia sui diritti democratici esistenti e quelli ancora da conquistare»

Angela Regio, ha 63 anni, una laurea in sociologia, un master di secondo livello, tanta formazione sui temi socio politici e organizzativi in ambito sociosanitario e socio assistenziale e diverse esperienze nel campo dell’animazione territoriale.

È la responsabile dei servizi rivolti alle persone con disabilità e continua a svolgere alcune funzioni di rappresentanza, sia a livello nazionale che regionale e territoriale della Comunità Progetto Sud.

A 17 anni ha incontrato, a Lamezia Terme, il gruppo nascente di Comunità Progetto Sud, a 24 ha deciso di entrare a farne parte e condividerne in pieno la vita.

«Con gli scout che frequentavo – racconta – siamo andati a conoscere questo “strano” gruppo, arrivato in città da pochi mesi, a vedere dove e come vivevano insieme persone con disabilità e non».

Angela Regio Convegno sessualità e disabilità

E poi? Come si è avvicinata alle attività sociali della Comunità Progetto Sud?

«L’anno prima della mia scelta, (quindi a 23 anni -ndr-) mi ero proposta come operatrice nel centro diurno sperimentale per bambini e bambine con disabilità grave che la comunità voleva avviare: questa è stata l’esperienza che più particolarmente mi ha segnato e che ha poi determinato la mia vita. Da questa ho imparato la curiosità, l’attenzione, l’ascolto verso persone con disabilità ritenute spesso solo dei “vegetali”, degli “scarti” da lasciare abbandonati in soffitta, esclusi perché non parlavano e non si esprimevano come tutti gli altri e sì che di cose da dire, invece, ce le avevano e anche tante!»

Qual era la nuova proposta della Comunità Progetto Sud?

«Noi volevamo solo dimostrare che servizi non segreganti ma a misura di persona erano possibili, anzi indispensabili perché portavano benessere sia alle persone coinvolte, sia all’intera città. Infatti, vedere persone con disabilità vivere e condividere le strade, il cinema, i negozi, era un esercizio sociale che induceva tutti a pensare i luoghi in chiave accessibile e inclusivi.

Quel tempo e quell’ “idea nuova” mi ha portata a sposare in pieno le idealità che la Comunità portava avanti contribuendo alla nascita di servizi, attività e iniziative volte al riconoscimento pieno della persona umana in qualsiasi situazione di vita si trovasse. e in qualsiasi situazione di vita si trovasse.

L’idea di iniziare a sperimentare un servizio che allora, nel 1983, non esisteva, portava già in sé la strategia di intervento che ci ha poi accompagnato negli anni: intercettare i bisogni espressi da persone e famiglie del territorio; creare insieme a loro momenti di confronto e approfondimento; progettare e realizzare insieme servizi e attività in risposta ai bisogni; politicizzare l’esperienza per sollecitare le pubbliche amministrazioni e la regione Calabria a progettare e legiferare per la realizzazione dei tanti servizi sociosanitari e socio assistenziali allora inesistenti e tuttora ancora carenti nella nostra realtà».

Secondo lei c’è una relazione tra la visione e la programmazione degli interventi sociali, quindi il welfare e la pace?

«Welfare e pace sono stati per noi sempre strettamente connessi: lavorare per la realizzazione della giustizia sociale, per l’acquisizione dei diritti, per l’uguaglianza delle opportunità, per il confronto tra tutte le diversità, per lo sviluppo economico e sociale delle città, significa contribuire a creare una società più giusta e il nostro vivere più libero e condiviso. E quando le persone e i gruppi vivono in queste dimensioni umane la pace si realizza».

 

Qualche esempio di azioni che nel tempo hanno costruito o contribuito a costruire una coscienza civile intorno alla pace?

«Nel tempo la comunità ha partecipato per esempio anche ad iniziative per il disarmo e continua ad essere presente a eventi di protesta/proposta per la risoluzione delle, purtroppo, molte guerre esistenti, ultima quella causata dall’invasione della Russia all’Ucraina; ha inventato insieme ad altri, eventi formativi di consapevolezza e gestione dei conflitti rivolti soprattutto ai giovani; ha accolto i primi obiettori di coscienza che rischiavano il carcere perché si opponevano alla leva obbligatoria; ha realizzato e continua a realizzare collaborazioni per lo sviluppo di paesi e territori lontani deprivati della loro possibilità di autodeterminazione».

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E oggi, qual è lo sguardo da avere per continuare a costruire, dal basso, politiche di pace?

«Lavorare per la pace è anche opporsi alla ‘ndrangheta e alle sue logiche inumane capaci di tenere sotto scacco vari segmenti della nostra società. È favorire l’incontro tra le diverse culture sia sociali che religiose. È non abbassare la guardia sui diritti democratici esistenti e quelli ancora da conquistare. È capire che la globalizzazione del nostro mondo se da una parte ha portato dei benefici dall’altra ha sempre di più accelerato la divaricazione tra realtà eccessivamente ricche e quelle che vivono nella più piena miseria. È sperimentare insieme nuovi modi del vivere possibile perché quello che viviamo continua ad essere “uno” dei modi possibili e non è detto che sia ancora quello più giusto e libero».

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Petali: la newsletter della Comunità Progetto Sud

Gennaio 2023: l’anno che verrà

a cura di Maria Pia Tucci

Se dicembre porta con se l’idea o l’ immaginario generale del riassunto intimo e pubblico di ciò che abbiamo realizzato durante l’anno che finisce, gennaio è, con altrettanta buona pace dello stesso immaginario, l’ inizio e la traiettoria di ciò che continua, che cambia e che di nuovo desideriamo ci accompagni.

Per  il 2023 abbiamo scelto di essere più vicini a chi ci segue, a chi condivide con noi la strada ma anche di entrare in contatto con chi non ci conosce ma che desidera farlo, grazie ad una newsletter mensile che si chiama: Petali.

Ricalca l’idea dell’ unicità di ogni persona, quella stessa unicità disegnata nel fiore che è il logo che accompagna l’identità visiva della Comunità Progetto Sud da quasi cinquanta anni.

L’anno che verrà è un futuro già piantato che ricalca la via costruita del Noi, della Pace, dell’attenzione alle fragilità umane e dell’ ambiente.

Questo anno che verrà lo iniziamo con un petalo, che è il pensiero di don Giacomo Panizza

 

 

 

 

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Don Giacomo Panizza all’inaugurazione dell’ anno giudiziario 2023 in Corte d’Appello a Catanzaro

Una mattinata istituzionale, tornata dopo due anni, nella sede del capoluogo calabrese.

WhatsApp Image 2023-01-28 at 13.37.19 (2)La cerimonia è stata presieduta dal Presidente Vicario della Corte di Appello, Dott.ssa Gabriela Reillo, che ha dato l’incipit ai lavori,  rendicontando l’attività del distretto e analizzando la produzione giurisprudenziale, civile e penale dei sette Tribunali circondariali.

A seguire i Rappresentanti degli Organi Istituzionali (Rappresentante del CSM e rappresentante del Ministro della Giustizia), poi il Procuratore Generale ed infine i Rappresentanti dell’Avvocatura.
Tra i rappresentanti dell’Avvocatura prenderà per primo la parola il Presidente dell’Ordine Distrettuale degli Avvocati di Catanzaro, Avv. Antonello Talerico e successivamente il Presidente della Camera Penale di Catanzaro, Avv. Valerio Murgano.

inaugurazione anno giudiziario 2023

Due proposte per la giustizia sociale in Calabria 

“Il mio pensiero è di esprimere due semplici domande sulla giustizia, provenienti da persone desiderose di
vivere una “normale” cittadinanza”. – Da questo incipit, il discorso di Don Giacomo Panizza si snoda tra le domande che diventano riflessioni e proposte.

Una giustizia per il diritto di avere doveri

«La prima richiesta viene dalle persone in difficoltà che premono per ottenere risposte in base a leggi esistenti, che però vengono intralciate da più parti. Sono persone fragili che trovano difficoltà a fruire dei loro diritti essenziali, tra cui ottenere assistenza, educazione, formazione, trasporto, riabilitazione, socializzazione…
Penso agli oltre 23 mila bambini e bambine calcolati in Calabria che presentano difficoltà di apprendimento, di lettura e di espressione. Si tratta di diritti che sono mediati nella loro esecuzione. Dove Enti e Istituzioni non implementano modalità e procedure atte a soddisfare questi diritti… Cosa fa la Giustizia in Calabria?

Penso alla sanità e all’assistenza sociale dove molti diritti non sono diretti ma mediati da interventi, professionisti, attrezzature, organizzazione e altro. Così le scuole di ogni ordine e grado.
Penso alle dipendenze da varie droghe, all’azzardo scambiato per gioco ma compulsivo al punto da venirne coinvolti e sottomessi, in una Regione che non ha recepito tutti i servizi previsti, ad esempio per la doppia diagnosi, le comunità con mamme e bambini, e altri.
Penso al disagio psichiatrico, specie a quando diventa ingestibile dalla persona stessa e dai familiari che si scoprono con pochi aiuti pur avendone diritto sulla carta, ma non sono previsti idonei servizi territoriali intermedi.
Penso alle persone con disabilità o anziane non autosufficienti a vestirsi, lavarsi, passeggiare, e in
solitudine crescente.
Penso soprattutto ai diritti che la Regione Calabria non recepisce nelle sue leggi sociali, non finanzia e nemmeno prevede.

L’esperienza di chi si prende cura di simili situazioni segnala la necessità che la giustizia in generale operi al meglio per la fruizione di questi diritti “imperfetti”, o “condizionati” perché chiamano in gioco leggi, finanziamenti, precise modalità e strumenti, insieme a delle responsabilità istituzionali, sociali, professionali, individuali, e perfino il soggetto fruitore.

Trascurare ciò, fragilizza ulteriormente le persone deboli, e la Sicurezza Pubblica interviene sempre quando il danno è già fatto. Sarà possibile agire prima? Ci si augura che alcune delle sentenze emesse proprio in Calabria pochi mesi fa, possano invertire la rotta.
Infatti, è indispensabile che la Giustizia intervenga per correggere i ritardi e le inefficienze delle Pubbliche Amministrazioni per rendere effettivi quei diritti che rischiano di essere solo diritti sulla carta.

Per questo, per rilanciare il diritto di vivere appieno che spetta a tutte le persone in quanto tali, necessita tirare in ballo anche la Sicurezza Sociale che è precipuamente chiamata a operare in modo che poteri, enti e Istituzioni accompagnino le persone fragili a vivere una vita degna, a fruire dei propri diritti compresa la gratificazione di poter esercitare i propri doveri.

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Una giustizia credibile e partecipata

La seconda proposta viene da associazioni che esprimono la loro cittadinanza in Calabria utilizzando i beni confiscati alle organizzazioni mafiose per fini di solidarietà.
In 134 comuni calabresi, i beni confiscati si traducono in 227 aziende operative mentre 326 sono ferme. Ci sono anche 3.119 beni immobili destinati e altri 1.931 fermi.
L’ultima relazione al Parlamento della DIA ha valutato in 35 miliardi di Euro i 24.693 immobili in Italia che sono in attesa di destinazione. Che fare di tanti immobili così immobilizzati?

Le associazioni di cui parlo sono aggregazioni a motivazione ideale, ambiscono portare la giustizia in una più alta dignità civile, culturale e politica. Sono persuase che i cosiddetti beni tolti ai mafiosi fanno male se li si lascia vuoti e nell’incuria. Domandano fin dove e se sia o no reato lasciarli in uno stato di degrado.


Esse tuttavia si impegnano a corresponsabilizzarsi per unire al meglio paese legale e paese reale. Scongiurano di fare come quei tanti occhi orecchi e bocche che sono rimasti ciechi sordi e muti nei 30 anni di latitanza di Matteo Messina Denaro, perché non vogliono snaturare sé stessi né sottomettersi a qualsivoglia sistema illegale delittuoso. La proposta è la scommessa di impegnarsi per un migliore utilizzo dei beni confiscati, intrecciando differenti soggetti quali lo Stato e le varie Istituzioni, il profit e il non profit, cultura e socialità. Parecchi non sono altro che beni comuni da poter fruire in comune e che si possono trasformare in volano di economia civile.


Sul territorio di ogni comunità, un bene confiscato parla da sé, dice di cittadinanza o di indifferenza, di libertà o di sottomissione, a seconda di come un popolo gli si rapporta. E la credibilità democratica di ogni comunità umana e politica passa anche da qui.».

alba

Listening Post 2023: quali sono le preoccupazioni e le esperienze all’alba del nuovo anno?

Anche questo anno, l’Associazione Comunità Progetto Sud, ha organizzato e gestito il Listening Post, coordinato da Marina Galati e Isabella Saraceni, con il supporto organizzativo e tecnico di Claudia Caruso.
Il Listening, che l’Associazione gestisce da 20 anni, si è svolto in modalità online il 17 gennaio u.s., sotto l’attenta guida dell’OPUS – an Organisation for Promoting Understanding of Society (Organizzazione per la promozione e la comprensione della società), promotrice di questo metodo di studio utile a leggere e comprendere la società.

I Listening Post – in italiano diremmo luoghi di ascolto – sono incontri regolari tra persone che scattano una istantanea della società in un particolare momento nel tempo. Una delle caratteristiche di questi gruppi focus, è che le persone che vengono invitate a prenderne parte, sono ciascuna rappresentativa di ruoli diversi della società. Esse, infatti, rappresentano ruoli sociali, familiari, professionali, culturali, ecc., che sono presenti nella quotidianità della vita delle persone e che, durante il Listening, giocano un ruolo importante nella riflessione.

Nello studiare, dunque, il comportamento del sistema sociale più ampio che è rappresentato dalla società, le idee e le riflessioni che emergono dal gruppo, di fatto, andranno ad esprimere inconsciamente alcune delle caratteristiche della società e queste saranno distinguibili dai temi e dai modelli che emergeranno dalla discussione.

Il Listening Post viene svolto ogni anno e sempre all’inizio del nuovo anno in oltre 30 Paesi nel mondo, come per esempio: Argentina, Brasile, USA, Inghilterra, Germania, Irlanda, Sud Africa, Taiwan, ecc. E ovunque inizia con una domanda “Quali sono le preoccupazioni e le esperienze all’alba del nuovo anno?”. Da questo interrogativo si
avvia la discussione e ogni partecipante esprime il suo pensiero e la sua riflessione.

Dapprima, il gruppo è impacciato, timoroso, spaesato, dato l’essere estrani l’uno per gli altri, poi, superato l’imbarazzo, il Listening prende vita con un continuo scambio di riflessioni, pensieri, idee, sollecitazioni, creando in ciascuno interessanti suggestioni e desiderio di voler aggiungere sempre qualcosa in più.

Alla fine di ogni incontro, che solitamente dura 3 ore, viene realizzato un report che confluirà, con tutti i report degli altri Paesi, nel Global Report che l’OPUS presenta ed espone ogni anno sul proprio sito http://www.opus.org.uk , al cui interno vengono riportate le tematiche che emergono dai gruppi e le ipotesi del perché quelle tematiche sono emerse in questo preciso momento storico.

Quello che è certo, è che tutto ciò che emerge, di fatto è elemento che influenza il mondo; le idee delle persone e il loro modo di pensare influenzano i comportamenti con cui si agisce sugli ambienti esterni e ciò produce cambiamento.

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Gestione beni confiscati alle mafie: la proposta della Fondazione CON IL SUD

Giovedì 26 gennaio 2023 ore 11:30, Oasi Bartolomea, Lamezia Terme (CZ)

si svolgerà a Lamezia Terme, nel salone dell’Oasi Bartolomea, su Via del Progresso, il secondo incontro sulla gestione dei beni confiscati voluto da fondazione CON IL SUD.

Un tour partito lo scorso 22 novembre da Napoli  e che mette al centro il l’ascolto e il confronto sull’attualità, sulle problematiche, i progetti presenti e le proposte future insieme ai gestori di beni confiscati alle mafie del territorio calabrese.

L’incontro è organizzato dal Forum Terzo Settore Calabria con Fondazione CON IL SUD e Comunità Progetto Sud.

Programma dell’ incontro:

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