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Una carta dei valori da condividere con il settore agricolo calabrese

GIOVEDÌ 19 GENNAIO 2022 | ORE 15:30 | SALA SINTONIA | VIA REILLO, 5 | LAMEZIA TERME (CZ)

 Una tavola rotonda per condividere azioni e finalità che coniugano il mondo dell’agricoltura con sicurezza e diritti sul lavoro, ambiente, qualità del prodotto e sviluppo del territorio e che nasce in seno alle azioni del progetto “Resto in campo” – Percorsi di Diritti per Migranti” – P.I.U. Su.Pr.Eme. – Percorsi individualizzati di uscita dallo sfruttamento, finanziato con FSE PON Inclusione 2014 -2020, attivo in Calabria grazie ad un partenariato regionale ampio di cui è capofila la Comunità Progetto Sud.

L’incontro – presentazione della “Carta dei valori etici in agricoltura” si terrà giovedì 19 gennaio alle ore 15:30 a Lamezia Terme, in Sala Sintonia, al civico 5 di via Reillo, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni e cooperative proponenti, di esponenti delle parti sociali, del mondo della ricerca e dell’ Università.

All’ incontro, interverranno: Marina GALATI, Direttrice Comunità Progetto Sud e Direttrice del Progetto “Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti”; Vincenzo LINARELLO, Presidente di GOEL- Gruppo Cooperativo; Federica PIETRAMALA, Segretaria regionale FLAI – CGIL; Maria Chiara FERRARESE, Vice Direttrice CSQA.

A seguire:

Presentazione del progetto a cura del gruppo di lavoro e confronto con il pubblico presente.

Locandina per sito _resto in campo——————————

Progetto “Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti” – P.I.U. Su.Pr.Eme. – Percorsi individualizzati di uscita dallo sfruttamento, finanziato con FSE PON Inclusione 2014 -2020 – CUP B35B19000250006 | Azione WP 5 Task 5 – Incentivi per l’emersione e lo sviluppo di imprese etiche.

Finalità generali del progetto: Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti – P.I.U. Su.Pr.Eme.

Innescare sistemi virtuosi e promuovere condizioni di regolarità lavorativa attraverso l’attuazione di servizi che favoriscano l’emersione, la presa incarico delle vittime e/o potenziali di sfruttamento e al loro inserimento/reinserimento socio lavorativo; attivare percorsi di accompagnamento e di riqualificazione che consentano l’acquisizione di competenze spendibili nel settore di riferimento: sono questi gli obiettivi primari di Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti – P.I.U. SU.PR.EME. progetto che mira a realizzare azioni di sistema interregionale mettendo in atto delle misure indirizzate all’integrazione socio lavorativa di persone migranti come prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.

Il progetto è attivo sulle tre piane calabresi: Sibari, Gioia Tauro e Lamezia Terme, ed estende l’ attenzione anche a  quelli che sono definiti “nuovi territori di sfruttamento”: la costa jonica reggina, quella catanzarese e altre aree come Crotone, Cutro, la Sila e la Valle del Crati.

 

IL VIDEO

Per saperne di più: resto-in-campo

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RESTO IN CAMPO 2

Resto in Campo: Percorsi di Diritti Migranti

Innescare sistemi virtuosi e promuovere condizioni di regolarità lavorativa attraverso l’attuazione di servizi che favoriscano l’emersione, la presa incarico delle vittime e/o potenziali di sfruttamento e al loro inserimento/reinserimento socio lavorativo; attivare percorsi di accompagnamento e di riqualificazione che consentano l’acquisizione di competenze spendibili nel settore di riferimento: sono questi gli obiettivi primari di Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti – P.I.U. SU.PR.EME. progetto che mira a realizzare azioni di sistema interregionale mettendo in atto delle misure indirizzate all’integrazione socio lavorativa di persone migranti come prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.

 
«L’ obiettivo principale di Resto in campo è realizzare azioni di sistema volte ad integrare e rafforzare le iniziative già esistenti nell’ambito della prevenzione, emersione e contrasto dello sfruttamento lavorativo e del lavoro irregolare – dice Marina Galati, direttrice del progetto – con un processo capace di mettere a sistema un’azione cooperativa e co-progettata tra i diversi territori della nostra regione».
 
Il progetto, infatti, è attivo sulle tre piane calabresi: Sibari, Gioia Tauro e Lamezia Terme, ed estende l’ attenzione anche a  quelli che sono definiti “nuovi territori di sfruttamento”: la costa jonica reggina, quella catanzarese e altre aree come Crotone, Cutro, la Sila e la Valle del Crati. 
 
«Dal tema dell’emergenza abitativa, al lavoro, alla formazione che mette in relazione lavoratori e imprese – chiude la Galati – il progetto tocca molti degli aspetti della vita sociale delle persone che provengono da Paesi terzi che vivono regolarmente in Italia.  Resto in Campo attiva , quindi, interventi multidisciplinari per rispondere efficacemente alla complessità dei bisogni dei destinatari progettando azioni personalizzate e flessibili con ogni singola persona.  Ci aspettiamo risultati importanti sia in termini di monitoraggio che di azione concrete, grazie alla rete attivata nell’ambito del progetto che conta di un partenariato largo e competente, già attivo sui temi della migrazione, e in particolare della prevenzione, del contrasto e dell’emersione dello sfruttamento lavorativo».

Marina Galati

Marina Galati, ph Maria Pia Tucci

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IL PROGETTO

Resto in Campo si svolge su tutto il territorio calabrese e agisce grazie ad una rete di partenariato vasta costituita da dieci partner, che vede come ente capofila la Regione Puglia, mentre il partner di progetto è la Regione Calabria, che ha affidato il coordinamento del partenariato degli enti no-profit all’ Associazione Comunità Progetto Sud Onlus.

Il progetto è realizzato nell’ambito di P.I.U. SU.PR.EME., promosso e co-finanziato dalla Direzione Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal PON “Inclusione” FSE 2014/2020 ASSE III e si inserisce nell’ambito del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.

Partner del progetto sono:

l’Associazione Mago Merlino, la Cooperativa Sociale Il Delta, la Cooperativa Sociale Strade di Casa, la Cooperativa Sociale Noemi, l’Associazione C.I.D.I.S. Onlus, la Fondazione Città Solidale, il Consorzio Sociale Goel, l’Associazione Piccola Opera Giovanni Paolo Onlus, la FLAI-CGIL Calabria.

Per approfondire Resto in campo

 

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Bando Servizio Civile Universale

E’ stato pubblicato il Bando il bando per la selezione di 71.550 operatori volontari da impiegare in progetti afferenti a programmi di intervento di Servizio civile universale da realizzarsi in Italia e all’estero.

Fino alle ore 14.00 di venerdì 10 febbraio 2023 è possibile presentare domanda di partecipazione ad uno dei 15 progetti del CNCA che si realizzeranno tra il 2023 e il 2024 su tutto il territorio nazionale e all’estero.

Potranno presentare domanda i giovani (italiani e non, purché europei o regolarmente soggiornanti in Italia), che hanno compiuto il diciottesimo e non superato il ventinovesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda.

I progetti avranno tutti durata pari a 12 mesi con un’articolazione oraria di 25 ore di servizio settimanali, sia per i progetti in Italia sia per i progetti all’estero.

Nei progetti sono indicate le sedi ed il numero di volontari da selezionare per ciascuna sede, con l’indicazione, ove previsto, dei posti con riserva GMO (Giovani con minori opportunità) con l’ISEE inferiore a 15mila euro.

Modalità di presentazione delle domande

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio civile da scegliere tra i progetti inseriti nel bando pena l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti.

Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 del 10 febbraio 2023.

Oltre tale termine il sistema non consentirà la presentazione delle domande. Le domande trasmesse con modalità diverse non saranno prese in considerazione.

 

Il giorno successivo alla presentazione della domanda, il sistema di protocollo del Dipartimento invia al candidato, tramite posta elettronica, la ricevuta di attestazione della presentazione con il numero di protocollo e la data e l’orario di presentazione della domanda stessa. In caso di errata compilazione, è consentito annullare la propria domanda e presentarne una nuova fino alle ore 14.00 del giorno precedente a quello di scadenza del presente bando (9 febbraio 2023).

Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre che il candidato sia riconosciuto dal sistema.

– I cittadini italiani residenti in Italia o all’estero possono accedervi esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede. Per la Domanda On-Line di Servizio civile occorrono credenziali SPID di livello di sicurezza 2.

– I cittadini di Paesi appartenenti all’Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, se non avessero la disponibilità di acquisire lo SPID, potranno accedere ai servizi della piattaforma DOL attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.

I cittadini non appartenenti all’Unione europea regolarmente soggiornanti in Italia, al momento della richiesta delle credenziali per la presentazione della domanda on-line, devono obbligatoriamente allegare, oltre ad un documento di identità valido, anche il permesso di soggiorno in corso di validità o la richiesta di rilascio/rinnovo dello stesso.

Per partecipare alla selezione, come previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo 6 marzo2017, n. 40, è richiesto al giovane il possesso dei seguenti requisiti:

a) cittadinanza italiana, oppure di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, oppure di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;

b) aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;

c) non aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un armo per delitto non colposo oppure ad una pena, anche di entità inferiore, per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, oppure per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

Possono presentare domanda di partecipazione i giovani che, fermo restando il possesso dei requisiti di cui all’articolo 2:

– nel corso del 2020/2021, a causa degli effetti delle situazioni di rischio legate all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e/o legate alla sicurezza di alcuni Paesi esteri di destinazione, abbiano interrotto il servizio volontariamente o perché il progetto in cui erano impegnati è stato definitivamente interrotto dall’ente, a condizione che il periodo del servizio prestato non sia stato superiore a sei mesi;

– abbiano interrotto il Servizio civile a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente che ha causato la revoca del progetto, oppure a causa di chiusura del progetto 0 della sede di attuazione su richiesta motivata dell’ente, a condizione che, in tutti i casi, il periodo del servizio prestato non sia stato superiore a sei mesi;

– abbiano interrotto il Servizio civile universale a causa del superamento dei giorni di malattia previsti, a condizione che il periodo del servizio prestato non sia stato superiore a sei mesi;

– abbiano già prestato servizio in un progetto finanziato dal PON-IOG “Garanzia Giovani”. L’avvio in servizio per lo svolgimento del nuovo progetto è subordinato all’aver regolarmente concluso il progetto finanziato dal PON-IOG “Garanzia Giovani”;

– abbiano già svolto il Servizio civile nell’ambito del progetto sperimentale europeo International Volunteering  Opportunities far Ali o nell’ambito dei progetti per i Corpi civili di pace;

– abbiano già svolto il “servizio civile regionale” ossia un servizio istituito con una legge regionale o di una provincia autonoma;

– nel corso del 2021 siano stati avviati in servizio per la partecipazione ad un progetto finanziato dal PON-IOG “Garanzia Giovani” e successivamente, a seguito di verifiche effettuate dal Dipartimento, esclusi per mancanza del possesso dei requisiti aggiuntivi.

Non possono presentare domanda i giovani che:

– appartengano ai corpi militari e alle forze di polizia;

– abbiano interrotto un progetto di servizio civile universale, digitale, ambientale o finanziato dal PON-IOG “Garanzia Giovani” prima della scadenza prevista ed intendano nuovamente candidarsi ad uno dei progetti contemplati nel presente bando;

– intrattengano, all’atto della pubblicazione del presente bando, con l’ente titolare del progetto rapporti di lavoro/di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del bando; in tali fattispecie sono ricompresi anche gli stage retribuiti.

Per svolgere il Servizio Civile presso Comunità Progetto Sud nei Settori Disabilità, Immigrazione e Dipendenze Consulta l’elenco qui  [elenco]

Per conoscere i referenti territoriali in ogni sede locale di attuazione per avere informazioni dettagliate: clicca qui.

Consulta l’elenco dei referenti per avere informazioni sui progetti con riserva di posti: clicca qui

Consulta l’elenco dei referenti territoriali per le sedi estero: clicca qui

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Un “azzardato” regalo di Natale

di don Giacomo Panizza
Il Consiglio Regionale della Calabria ha in cantiere un insidioso regalo di Natale. Come quello del cavallo di Troia. Ci ha provato mettendo all’ordine del giorno un “ritocco” alla legge riguardante “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della’ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”, però ha evitato di spiegare che la modifica avrebbe riguardato il tema dell’usura e del gioco d’azzardo patologico. La maggioranza si è ritrovata senza numeri per il voto valido.
Non fa meraviglia che, per poco ascolto e molta fretta, il testo enunci nemmeno una volta ciò che propone. Titola “Modifiche all’articolo 16 della legge regionale 26 aprile 2018, n. 9, ne ripete a iosa la bella intestazione sopra citata e non riporta mai che si tratta degli “Interventi per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico.
Non è cosa da poco. Il pasticcio di «le parole … i commi 2 e 3 … i numeri dell’art. 16, sono sostituiti da …» occulta i problemi dell’usura e del gioco d’azzardo patologico su cui ci sarebbe invece da scrivere molto in chiaro.
Perché modificare proprio e solo questo articolo? A chi giova? Perché il Consiglio regionale della Calabria dovrebbe scaricare le responsabilità generali su comuni, sindaci e popolazione in genere riguardanti la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico? Conosciamo che si tratta di problematiche economiche e finanziarie, sanitarie ed etiche, nondimeno anche sociali e politiche!
Affidare senza vincoli né indirizzi regionali a ogni singolo sindaco le modalità di autorizzazioni, gli
orari di apertura, rallentare i distanziamenti già previsti di almeno 500 metri tra le sale slot e i luoghi di aggregazione giovanile e non solo, da scuole, chiese, bancomat, ecc., è decisione sconsiderata.
Perché non contrastare l’usura nelle sue varie modalità, compresa quella causata dai debiti da gioco d’azzardo patologico?
È notorio che le organizzazioni criminali hanno interessi in materia, mentre soccombono le persone, le famiglie, i servizi sociali e sanitari del territorio.
Ricordo che i dati ufficiali annotano che in Calabria nel 2021 sono stati “giocati” legalmente d’azzardo più di quattro miliardi di euro (4.205.993.451,89).  E mancano quelli dei circuiti illegali.
Se c’è bisogno di un approfondimento della legge di quattro anni fa, dovrà essere solo migliorativo, e non un espediente per (s)caricare certi problemi su sindaci, persone in difficoltà, famiglie a rischio di andare in rovina.
Il gioco patologico non è una puntata al lotto o la tombolata natalizia, è raffiche di puntate compulsive pagate alle macchinette e ai computer, è un non-gioco solitario deleterio anche per la società.
Non conosco i motivi per cui il 28 novembre scorso sono venuti a mancare i numeri per legiferare. Ma è stato meglio, e mi auguro che non venga rimessa all’ordine del giorno nel prossimo Consiglio previsto il 12 dicembre perché si tratta di una proposta dannosa.
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Ermergenza Ucraina: attiva a Lamezia Terme raccolta indumenti

I comuni, le associazioni e gli esponenti della società civile ucraini che il MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta) ha incontrato nei diversi viaggi fatti in Ucraina da maggio ad ottobre 2022, hanno lanciato una richiesta di aiuto concreto e urgente per affrontare l’inverno rigido che è già cominciato.

Serve aiuto, serve prendere in carico il freddo, il buio di questo “inverno ucraino” che sta mettendo in ginocchio la popolazione colpita dalla guerra.

 

La Comunità Progetto Sud, parte attiva del MEAN ha organizzato a Lamezia Terme, in coordinamento con la Caritas Diocesana una raccolta di beni primari per sostenere le persone e i comuni che in Ucraina sono vittime non solo delle bombe ma anche di una nuova forma di holodomor, la “riduzione alla fame”, che l’aggressione russa sta infliggendo loro.

DOVE DONARE:

Il punto di raccolta è il complesso interparrocchiale di San Benedetto, nei locali Caritas di Via Sen. Arturo Perugini, aperto dall’ 1 al 15 dicembre nei giorni feriali, dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 15 alle 17.

COSA DONARE:

coperte calde e indumenti invernali nuovi o seminuovi incellofanati tra simili,
ovvero: cappotti, giacche, pantaloni, maglioni, pigiami caldi, e asciugamani grandi e piccoli per il bagno.

PER INFORMAZIONI: Cell. 320 0873966.

Sul sito www.projectmean.it sarà possibile consultare, in tempo reale, la lista dei fabbisogni che sarà aggiornata progressivamente all’arrivo degli aiuti raccolti.

Il MEAN, inoltre, ha organizzato un gruppo di lavoro con architetti e ingegneri italiani – coordinati da Mario Cucinella – per la realizzazione di “stanze climatiche”, strutture-rifugi diurni in cui le persone possono trovare ristoro e riscaldarsi.
Per questo motivo, è stata avviata una raccolta fondi per sostenere le spese necessarie alla realizzazione delle strutture.

Le donazioni possono essere effettuate su questo conto corrente dedicato:
Progetto MEAN-Consorzio Sale della Terra
Iban IT43M0501803400000017167636
Causale: Emergenza inverno Ucraina

foto in evidenza di Luca Daniele

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Lavora con noi

A partire da oggi 28 novembre 2022 con scadenza il 31 gennaio 2023 la Comunità Progetto Sud indice quattro call di ricerca personale.

Figure specializzate da inquadrare con le seguenti tipologie di contratto di lavoro:
CCNL UNEBA
CCNL ARIS (sanità privata)
o collaborazione professionale (con partita IVA)
Le figure che cerchiamo sono:
–TNPEE – terapista neuropsicomotricità età evolutiva
-Logopedista
-Tecnici della riabilitazione psichiatrica
-Educatore professionale (classe di Laurea SNT2 – DM 520/98)

Il CV può essere inoltrato seguendo il modulo al link lavora con noi
selezionando dalla tendina che si apre alla voce *Ti proponi per il seguente settore la voce*: disabilità

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La mobilitazione di Ip Ip Urrà per i diritti dei bambini

#lasciatecigiocareinpace: da Lamezia Terme  a Bergamo a Messina, passando per Genova, Moncalieri, Pioltello,Firenze, Roma, Napoli e Lecce è stato questo lo slogan della rete nazionale di IP IP Urrà – Infanzia Prima (progetto è selezionato da impresa sociale Con i bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà
educativa minorile) per la giornata internazionale dei diritti dei bambini 2022.

A Lamezia Terme il luogo d’ incontro è stato Sala Sintonia e anche le altre città hanno scelto luoghi informali o di cultura sociale per incontrarsi. Laboratori per le mamme e per i bambini hanno animato un  pomeriggio denso di significato, soprattutto perché condiviso con una rete nazionale che si delinea sempre più come opportunità di welfare condiviso e di politiche inclusive su un tema di estrema urgenza e che condiziona presente e futuro delle nostre comunità.

«Lavoriamo a diretto contatto soprattutto con chi arriva da Paesi poveri o è in condizione di marginalità- dicono le operatrici di Ip Ip Urrà-con mamme migranti che vivono a Lamezia e che, prevalentemente,  sono sole con i loro figli minori che abbracciano la fascia d’età della prima infanzia». «IL tema centrale sono stati la Pace e il gioco come diritti inalienabili – continuano – e loro sostenibilità , abbiamo costruito una lunga catena che ha attraversato l’ Italia,  fatta di di pensieri e preghiere incisa su bandierine colorate, realizzate durante la preparazione di questa giornata». «La consapevolezza  – concludono – è quella che chi arriva spesso non conosce i propri diritti perché i luoghi di provenienza si reggono su regole diverse dalle nostre, abbattere ostacoli di questo tipo significa porre le basi per un giusto inserimento scolastico per i più piccoli e di conseguenza un corretto riconoscimento del posizionamento del nucleo familiare».

TGRCalabria il servizio andato in onda nell’edizione del giorno del 17 novembre

«Il tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza resta centrale nel nostro Paese – dichiara Barbara Pierro, coordinatrice del progetto Ip Ip Urrà – Infanzia Prima – e nel mondo attraversato purtroppo
da guerre, pandemia e crisi di giustizia. A farne le spese sono i più piccoli e gli adolescenti su cui gravano gli effetti peggiori di questo clima di ingiustizie diffuso. L’ aumento della povertà educativa e delle disuguaglianze in termini di apprendimenti formali e informali di qualità, con un maggiore isolamento di famiglie e bambini sono alcune delle conseguenze su cui cerchiamo di intervenire tempestivamente, ma è necessario costruire una visione di città/paese e di educazione che metta al centro i più piccoli/e – conclude Pierro – e garantisca loro città a misura di famiglie, bambini/e e adolescenti, il diritto ad una crescita armoniosa e serena e soprattutto il diritto a giocare
in pace».

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

Il mio futuro con le api. Mamun è il nuovo socio della coop Le Agricole

Mamun Matubber ha ben chiaro il suo ruolo di apicoltore esperto, passione che è diventata mestiere. Presente e futuro di un  ragazzo, oggi uomo, arrivato in Calabria dal Bangladesh nel 2018.

Un anno a Settingiano, nel cuore dell’ istmo di Catanzaro, e poi a Lamezia Terme, dove dalla Comunità Luna Rossa è partita la formazione in apicoltura grazie al progetto nazionale BeeMyJob prima e con Aprocal dopo.

All’Erbaio della Comunità Progetto Sud, terreno coltivato grazie all’impegno della cooperativa Le agricole, e attraversato dalle persone che vivono la riabilitazione sociale all’interno degli interventi sociali della Comunità Progetto Sud, Mamun cura  le sue arnie insieme a Foysal, divenuto suo fidato collaboratore.

«Ho imparato a capire cosa fanno e cosa vogliono fare. – Dice Mamun- C’è voluto un po’ di tempo, ma vivere la natura e osservare la vita delle api è una cosa che mi mette pace».

Mentre parla, Mamun sembra incarnare la famosa citazione di Confucio Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.

«È nella mission educativo-ecologica della Comunità Progetto Sud e de Le Agricole, – dice Nicola Emanuele responsabile di Luna Rossa e di questo progetto legato all’apicoltura- instaurare un rapporto stretto con la terra, la natura, l’essere contadini di valori e proposte sociali, così come l’opportunità di generare lavoro in agricoltura sociale».

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È così che hanno preso vita i percorsi di avvicinamento all’agricoltura in termini generici per poi approcciare, anche all’apicoltura. I destinatari della formazione prima e dell’ attività di lavoro dopo è stata rivolta a persone che per condizione di partenza erano socialmente svantaggiate: perché provenienti da storie di migrazione o da altre esperienze di marginalità.

La laboriosità e il fascino della struttura sociale della vita dell’alveare insegnano che le api, non solo sono il primo anello della catena naturale e dalla cui salute dipende la vita di tutti gli esseri viventi,  ma che, come ogni cosa in natura, vive seguendo delle regole ben precise,  tese a raggiungere l’equilibrio sociale  e produttivo.

«Mi piace l’ape regina, il suo stabilire l’ordine, essere un capo che conosce le operaie». – dice timidamente Foysal Matubber.

Oggi possiamo raccontare che, se la Comunità Progetto Sud continua a svolgere l’azione culturale e di impegno ecologico utilizzando l’apiario per le attività formative, educative e di sensibilizzazione con 10 arnie, sull’altro versante la cooperativa sociale “Le Agricole” sta implementando la propria produzione di miele biologico e derivati della laboriosità delle api: propoli e pollini, nonché assolvendo all’inserimento lavorativo di persone che partono da uno svantaggio sociale. L’apiario di Mamun, diventato intanto anche socio della cooperativa Le agricole, conta 77 arnie presso l’erbaio e 70 arnie presso il terreno di S. Pietro Lametino.

foto x comunicato Ip Ip 20 novembre 2022

#lasciatecigiocareinpace la rete di IP IP Urrà per la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2022

A Lamezia Terme | venerdì 18 novembre dalle ore 15 | Comunità Progetto Sud, Sala Sintonia | Via Reillo, 7 

#lasciategiocareinpace: è questo lo slogan che bambine, bambini, famiglie, insegnanti e operatori sociali lanceranno a partire dal 16 novembre verso la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre 2022.

A promuovere la mobilitazione fatta di giochi e laboratori è la Rete Ip Ip Urrà – Infanzia Prima, progetto selezionato da impresa sociale Con i bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che coinvolge realtà territoriali lungo tutta la Penisola: da Bergamo a Messina, passando per Genova, Moncalieri, Pioltello, Firenze, Roma, Napoli, Lecce e Lamezia Terme.

«#lasciatecigiocareinpace coniuga l’esigenza del diritto al gioco, garantito dalla convenzione dell’ 89 che scrive i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – dicono le referenti di IP IP Urrà della Comunità Progetto Sud – e quello della Pace che gli Stati devono garantire soprattutto a chi non ha i mezzi per difendersi». «Con le attività di gioco  – continuano – possiamo aiutare grandi e piccoli, ma anche noi stessi, nella conoscenza di quei diritti inalienabili e sempre esigibili».

2022_diritti dei bambini_IP IP urrà _ (1)I bambini, le bambine insieme agli adulti di riferimento, ad educatori e insegnanti ragioneranno sul tema dei diritti riconosciuti e purtroppo ancora negati, in tanti luoghi del mondo lontani ma anche vicini a noi. Hanno scelto per incontrarsi luoghi informali, piazze, centri educativi, biblioteche, scuole e lo faranno riflettendo e giocando insieme a partire da due temi fondamentali enunciati dalla Convenzione dell’89:  il Gioco e la PACE  e lo faranno costruendo una catena di messaggi, desideri e preghiere che si ispira alle bandiere delle preghiere tibetane che idealmente si unirà da un sud ad un nord di questo Paese per urlare a gran voce il diritto e il desiderio di un mondo che abbia il coraggio di abbassarsi all’altezza dei bambini e bambine garantendo loro un presente e un futuro di pace, giustizia e sostenibilità ambientale.

«Per noi questa giornata  – concludono – è un nuovo punto di partenza delle attività messe in campo con il gruppo del progetto IP IP Urrà che ci sta portando alla costruzione di reti territoriali diventate un continuo confronto con le altre realtà coinvolte a livello nazionale e con cui stiamo costruendo proposte nuove e condivise sui temi dell’ Infanzia».

 «Il tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza resta centrale nel nostro Paese – dichiara Barbara Pierro presidente di Chi Rom e chi no associazione di Scampia, coordinatrice del progetto Ip Ip Urrà – Infanzia Prima – e nel mondo attraversato purtroppo da guerre, pandemia e crisi di giustizia. A farne le spese sono i più piccoli e gli adolescenti su cui gravano gli effetti peggiori di questo clima di ingiustizie diffuso. L’ aumento della povertà educativa e delle disuguaglianze in termini di apprendimenti formali e informali di qualità, con un maggiore isolamento di famiglie e bambini sono alcune delle conseguenze su cui cerchiamo di intervenire tempestivamente, ma è necessario costruire una visione di città/paese e di educazione che metta al centro i più piccoli/e – conclude Pierro – e  garantisca loro città a misura di famiglie, bambini/e e adolescenti, il diritto ad una crescita armoniosa e serena e soprattutto il diritto a giocare in pace».

 

2022_diritti dei bambini_IP IP urrà _ (1)

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

ECCO TUTTE LE INIZIATIVE A PARTIRE DAL 16 NOVEMBRE:

Mercoledì 16 novembre

Lecce, Fermenti Lattici – Mercoledì 16 novembre a partire dalle 15.30, presso la biblioteca “L’Acchiappalibri”.

Giovedì 17 novembre

Pioltello (Milano), Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali –  Un’attività in collaborazione con l’associazione Genitori Lilliput e la Biblioteca Comunale “A.Manzoni”.

Messina, Ecosmed – Villa Dante giovedì 17 novembre ore 16.30  con i bimbi e le bimbe del centro socio-educativo “Il Melograno” di Fondo Saccà.

Venerdì 18 novembre

Napoli, Chi rom e chi no…– A Scampia. Scuola E. Montale venerdì 18 novembre ore 9:00 e nel pomeriggio alle 16:30 presso il centro Chikù sede dell’associazione chi rom e…chi no.

Roma, Associazione 21 Luglio – A Roma, presso il Polo Ex Fienile di Tor Bella Monaca, venerdi 18 novembre, insieme ad un gruppo di mamme e bimbi che frequentano i due Play Hub, coordinati da Associazione 21 luglio e Vides.

Lamezia Terme, Comunità Progetto Sud – Venerdì 18 dalle 15 alle 16.30 in  via Reillo 7, sala Sintonia, a Lamezia Terme

Sabato 19 novembre

Valseriana, Il Cantiere –  Il ludobus di Ip Ip urrà partecipa all’iniziativa promossa dai servizi
educativi della Prima Infanzia della Valle Seriana: “Insieme per i diritti delle bambine e dei bambini” VIII edizione sabato 19 novembre a Cene e domenica 20 novembre a Villa di Serio  dalle 9,30 alle 11.30.

Genova, cooperativa sociale Mignanego – Sabato 19 novembre, dalle ore 10 alle 12:30, al Nido d’infanzia Vico Rosa – Biblioteca “Nel Frattempo” (via della Maddalena, 16).

Firenze, cooperativa sociale L’Abbaino – Sabato 19 novembre dalle 10 alle 12  presso la ludoteca La Carrozza di Hans si terrà “Vento di Pace”.

Domenica 20 novembreMoncalieri (Torino), Casa Zoe – Settimana 14-18 novembre: durante le ore di Ludoteca aperta a Casa Zoe “Letture di pace”, letture e laboratori dedicate a bimbi e genitori che hanno come tema i diritti dei più piccoli e spunti di riflessione sulla pace .Domenica 20 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dei bambini Lasciateci giocare in pace Una mattinata per parlare di diritti dei più piccoli, camminare e riflettere insieme. Ore 9.45 Foro Boario partenza della Camminata dei Diritti “Passo dopo passo creiamo l’inclusione” a cura di Air Down e del gruppo Giovani Api- Ore 11.30 arrivo al Centro Polifunzionale Don P.G. Ferrero in Via Santa Maria 27. Ore 11.45 Festa “Moncalieri dei Piccoli Città dei diritti”: Pillola teatrale “Uffa”, spettacolo e animazione a cura di Teatrulla e Casa Zoe.

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dossier statatistico immigrazione

I numeri che tracciano le linee della programmazione sociale: dossier statistico immigrazione 2022

E’ stato presentato anche a Lamezia Terme, il 27 ottobre,  in contemporanea nazionale ed internazionale il  trentaduesimo Dossier Statistico Immigrazione 2022, realizzato grazie al sostegno dall’Otto per Mille della Tavola Valdese e dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.

«Il report – si legge nella descrizione generale del volume – fotografa l’immigrazione in Italia a fine 2021 con tutte le, restituendo un quadro del Paese, ma anche internazionale, a più di due anni dalla pandemia e nel bel mezzo di una guerra alle porte dell’Europa dalle implicazioni mondiali».

Nel salone del Seminario Vescovile erano presenti e sono intervenuti per i saluti: il Direttore Caritas Lamezia Terme, Don Fabio Stanizzo, Maria Teresa Cucinotta, Prefetto di Catanzaro, il sindaco della città Paolo Mascaro, Anna Carbone dell’ Università Telematica PEGASO.

Una video presentazione del dossier h apreceduto l’ intervento di Roberta Saladino, Dottore di Ricerca in “Storia Economica, Demografia, Istituzioni e Società nei Paesi del Mediterraneo”, referente regionale del Centro Studi e Ricerche IDOS e redattrice del dossier Calabria.

Partendo dall’analisi socio-demografica, fino all’inserimento lavorativo delle persone migranti, il dossier sintetizza i numeri di un cambiamento sociale degno di attenzione esigibile di risposte in termini di programmazione delle politiche di accoglienza, sociali, di istruzione e di politiche del lavoro, così come si specifica in premessa del dossier«Le fonti statistiche utilizzate provengono da archivi amministrativi ufficiali e offrono al lettore un’ampia serie di dati e informazioni, la cui ricchezza è completata dal pluralismo di voci e autori, dalle analisi delle redazioni regionali del Centro Studi e Ricerche IDOS e dal supporto di ricerche qualitative. Ne risulta una lettura aggiornata e articolata dell’immigrazione che, nell’auspicio di IDOS e delle strutture promotrici del Dossier, vuole contribuire ad elevare il grado di conoscenza e consapevolezza sul tema da parte di un pubblico sempre più ampio affinché, con l’aiuto dei numeri e di una loro corretta analisi, si possa pervenire a un approccio ancorato alla realtà e a politiche capaci di migliorare la vita e il futuro di tutti i cittadini».

«A fine 2021, – si legge nelle pagine redatte dalla Saladino e che focalizzano la situazione Calabrese – secondo dati provvisori dell’istat, la popolazione straniera residente in Calabria è pari a 93.845 unità, facendo registrare un decremento di circa 9mila persone rispetto ai dati censuari del 2020. Nella graduatoria delle regioni per numero di residenti stranieri la Calabria scivola così al 14° posto, lasciando il 13 al Trentino Alto Adige».

Altro dato interessante che riguarda la Calabria è che «La popolazione straniera residente in Calabria è una popolazione giovane: alla fine del 2021 l’età media è di 34,8 anni, a fronte dei 45,5 anni della popolazione italiana. Di conseguenza, l’età media della popolazione complessiva è di 44,9 anni, a conferma di come la più giovane struttura per età della popolazione straniera rallenti il progressivo invecchiamento di quella autoctona. A fine 2021 per la popolazione straniera il numero di persone che raggiungono l’età da lavoro è superiore rispetto a quelle che stanno per uscirne; infatti il contingente con un’età compresa tra 15 e 19 anni è pari al 4,8% del totale dei residenti, mentre la fascia 60-64 anni è pari al 4,0%. Situazione opposta accade per quella autoctona, dove sono più coloro che stanno per uscire dal mercato del lavoro (7,29%) rispetto a coloro che stanno per entrarvi (5,0%)».

E ancora «Il tema dell’invecchiamento attivo è di attualità crescente in tutti Paesi industrializzati e per l’Europa riveste una rilevanza centrale per il futuro del nostro modello sociale. Basti pensare che nel 2002 l’Indice di ricambio della popolazione attiva (Ir)’ in Calabria era pari al 74,9% mentre nel 2021 è salito al 140,0%, raddoppiando nell’arco di 20 anni; vi sono quindi circa 140 persone che escono dal mercato del lavoro ogni 100 che ne entrano. Purtroppo, la marcata trasformazione della struttura per età della popolazione ha comportato nel tempo un importante effetto sui rapporti intergenerazionali, determinando uno squilibrio tra il peso delle classi di età economicamente produttive più giovani e quelle che stanno per uscire dal mercato del lavoro».

«Sulla base dello scenario di previsione “mediano” l’istat prevede una decrescita della popolazione residente in Calabria nel prossimo decennio: da 1.894.110 al 1° gennaio 2020 (punto base delle previsioni) passerà a 1.755.756 nel 2030.

Le previsioni sul futuro demografico in Calabria restituiscono un potenziale “quadro di crisi che necessita l’adozione di più specifiche politiche socio-economiche come strumenti di riequilibrio e di risposta strutturale ai cambiamenti demografici».

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INCIDENZA SUL SETTORE SCOLASTICO

«Nei prossimi anni a causa del calo demografico si prevedono tempi difficili anche per il settore scolastico, con forti ripercussioni sulla formazione delle classi che porteranno verosimilmente al taglio di molte cattedre. In questi anni il fenomeno ha interessato i piccoli e medi centri urbani della regione, in cui si è assistito ad un’aggregazione di istituti scolastici che ha portato alla nascita degli Istituti comprensivi, ma ora lo stesso fenomeno si sta gradualmente estendendo anche ai grandi centri urbani. In Calabria sono anni che si registra un trend negativo della popolazione studentesca. Nell’anno scolastico 2010/2011 era pari a più di 300mila unità, mentre nell’anno scolastico 2020/2021 è scesa a meno di 280mila.  Da sei anni anche gli alunni stranieri stanno facendo registrare un calo: sono passati da 12.580 nell’anno scolastico 2015/2016 a meno di 12mila nell’anno scolastico 2020/2021».

«Negli ultimi trent’anni l’immigrazione internazionale è diventata una costante dello sviluppo demografico italiano: oltre ai migranti economici e ai ricongiungimenti familiari, a partire dagli anni ’90 molte persone sono entrate in Italia in cerca di asilo, spesso arrivando via mare. Nel sistema di accoglienza calabrese al 31 dicembre 2021 erano presenti più di 4mila persone, pari al 5,4% di tutte quelle accolte in Italia, con un calo di 333 unità rispetto al 2020. Al 30 giugno 2020, invece, si registrava la presenza di 3.888 migranti, distribuiti nel modo seguente: 1.253 nei Cas o in altri centri e 2.635 nella rete Sai». http://dati.istat.it/index.aspx?DataSetCode=DCIS_PREVDEM1.

 

COMPARTO LAVORO

«Secondo i dati del Ministero dell’Interno, i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Calabria al 31 dicembre 2021 sono più di 45mila, di cui il 52,2% è costituito da uomini.
Secondo dati Rcfl Istat, nel 2021 gli occupati in Calabria sono pari a 520.936 unità, di cui il contingente degli stranieri rappresenta il 6,6% del totale. Queste linee di tendenza si riflettono sulle opportunità di impiego per gli stranieri, il cui tasso di occupazione nel 2021 è del 41,8%. Coloro che sono occupati lavorano soprattutto nei servizi (50,1%), seguiti dall’agricoltura (36,3%, dato superiore a quello nazionale che si ferma al 7,39%) e dall’industria (13,7%), tra cui l’edilizia (10,0%) . Nel 2021 il tasso di disoccupazione degli stranieri si attesta al 26,2% ed è il più alto tra le regioni italiane».
clicca qui per scaricare Il dossier statistico immigrazione

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DAI NUMERI ALLE ATTIVITÀ SUL TERRITORIO 

Con lo sguardo ampio, dal Mediterraneo al cuore dell’ Europa, nella mattinata lametina di presentazione del dossier, si sono alternate le testimonianze del Tenente Colonnello – Dirigente Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia, Alberto Lillipos e del Sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà.

Sulla costruzione della pace si è soffermata Marina Galati, co-fondatrice e Direttrice di Progetto Sud Lamezia Terme, raccondando l’impegno che è alla base dei principi della Comunità Progetto Sud, ma anche i viaggi che con il MEAN (Movimento Europeo Azione non violenta) stanno segnando la volontà di dialogo in Ucraina. Sulle divisioni  burocratiche tra l’accoglienza di chi arriva perché fugge dai territori ucraini attaccati dalla Russia e il progetto di nuova vita di chi arriva dai sud del mondo, passando per la Libia, le fughe in mare e le violenze fisiche e psicologiche.

Significativi anche gli  interventi di Giovanni Muraca, Professore IPSSAR “Luigi Einaudi” Lamezia Terme che ha posto l’accento sull’ istruzione e la scolarizzazione, visti numeri riportati nello studio  IDOS, di  di quanti arrivano nei nostri territori e di Elisabetta Cerminara Membro CARITAS di Lamezia Terme.